Un mondo che affonda le sue radici nell’immediato, nell’istante e nell’attimo;
un mondo che separa l’individuo dal cosmo, che enfatizza la divisione e la distanza reciproca;
un mondo in cui tutti si rinchiudono nella loro cerchia, in cui tutti danno importanza solo a se stessi;
un mondo in cui regna l’utile rispetto al gratuito e l’individualismo rispetto alla solidarietà;
un mondo costituito da soli corpi, da sola materia e da solo egoismo;
che strano mondo è un mondo in cui sono gli oggetti a produrre i soggetti!
Depone il dolore
Ai piedi del cupo destino,
Dal campo vicino
Sacrifica il cuore
Che ancora il vagare non ferma.
Sarà per la crisi violenta
Che porta miserie africane
Ai lidi già poveri e tristi
Di orrori di schiavi già visti
Da donne isolane
Di nera pupilla già spenta.
Ma l’anima è persa
Per oggi e perfino domani
Senz’una speranza
Ne tetto ne pallida stanza
Son vuote le mani
E muore nel pianto sommersa.
non questa
un'altra,
d'altri pianeti,
ma anche quelli
- gli altri pianeti -
pensandoci
hanno già fatto d'aria il loro tempo viennese
crateri verdi sulla nebbia del bosco
non più niente temo proprio.
In fede: Sillabe
p
e
r
du
te
n e l l a
c o n s
ola
z
i
o ne.



Troppo scontati nel tracciare paralleli
e detective nel guardare quello accanto alla borsa
che tu l'abbia fatto o no siamo grandi
e non mi spavento per così tanto
Voci insignificanti si scavalcano
e qualcuno muore nel pestaggio sotto una transenna
Troppo entusiasti o cattivi o scontati
ci prendono in braccio le schizofrenie
Il foriero ha annunciato cose banalmente importanti
e smorzano l'alterco i capi delle bande sciolte
Piume fuori schema sulla testa della gente
che per vedere da dove vengano
guarda in basso
Su Whatsapp delle misere tracce
di un libro che per eccesso di antichità
ha perso o sbiadito alcune pagine

Desiderare un amore facile
senza star qui
struggendosi la vita.
Giorno dopo giorno
non cambia mai niente.
Ogni notte c’è la luna
di giorno spunta il sole.
Poi piove…
Un temporale estivo
non fa dimenticare.
E il cuore ci muore
desiderando l’amore.
Ma non è tempo
non c’è né…
Finito tutto dentro un fiume
non d’acqua
era pieno di parole
morivano da sole
buttandosi chissà dove.
Mentre tu invece
lo desideravi tanto
un amore facile
struggente…
È stagnante questo cuore
in esso han già usurpato il desiderio ambito
l’han umiliato ,deriso …
l’anima sua l’han messa a rogo .
È la favola di Biancaneve !
creduli le storie ,sciocche le fantasie ,
l’illusa povertà non si rassegna mai,
non vuole ascoltare nessun rumore .
La miseria è la follia degli assurdi !
vuole il corteggio con l’arma migliore,
diventa preda ,elemento di bufera ;
il bellicoso vento che spande tramontana .
Sei tu dunque l’oltraggio !
L’offesa alla parola amore?
La messa in scena in abito da sera ;
l’ora furtiva di imbrogli e bugie .
Oh femmina , prezioso dono
abbellì la tenacia e l’occhio strizzi ,
fai la sbarazzina e accendi ceri ;
sferzi luce ove l’alba è buia .
E avanti un altro ,c’è posto in platea!
C’è il temerario che risolve le sciagure …
Guarisce le angosce ,le accigliate cicatrici ,
da tempo accoppiato ad una femmina sfiorita.
la vita si consuma
e in un istante
senti la freddezza
che ti porti dentro
stendendola su di un filo
nell'immensa immane
delusione
Piangi e ti domandi chi sei
se c'è una ragione
per vivere, se lottare ha un senso
in questo enorme universo
che per te piccolo si fa
come un bambino
intento a prendere in mano
le stelle, più vicine, ai suoi occhi
sognanti

Ti ricordi
quando immerso nel sole
mi affacciavo a quel blu?
Mare di Sicilia
gelido Ionio
nell’arsura di Luglio
terso il corpo lasciavo andare
per un arrancato tuffo
tra bagliori di sole e salsedine
le vene frizzavano per far calore!
Scrutando il fondo più di un palmo non osai
cozza allo scoglio
che in mare nasce e non nuota.
vite immaginarie
più vere del reale.
Sentimenti sotterrati che riaffiorano
in sprizzi di lucida pazzia,
creatività messa a tacere
e risucchiata
da scansioni cronologiche artefatte.
Ecco gli oracoli del nuovo millennio:
occhi affamati d’amore
ingozzati da infernali sedativi.

Bugiardo è il bambino
dice menzogne
ma dopo un po
lui si spaventa
può crescergli il naso
come Pinocchio.
Racconta bugie pure la donna
inventa storie
quando ha un altro amore
poi dopo un po
la storia stanca
lei dice che ha in testa
altre cose da fare.
Bugiardo è l’uomo
lui esce ogni sera
con una scusa
ma sa dove andare
non ha nemmeno
un po di rimorso
poi vuol cambiare
quand'è troppo tardi.
Non raccontiamo bugie
all'ultimo viaggio
forse abbiamo paura
di renderne conto.
Diventiamo buoni
tutto d’un tratto
per poter avere su in paradiso
il posto migliore
per raccontare ancora
le nostre bugie...
pensosa
nel mese di giugno infuocato,
mi torna alla mente il passato
di dolci stagioni d’attese
di maggio d’aprile
di risa di giovani intenti
a vivere i giorni futuri;
col caldo di giorni finiti
che lacerano gli occhi già stanchi
dei vecchi che attendono
il buio
aspetto la morte che dia
riposo alle gambe
ed al cuore
all’anima arresa da tanto
vagare nel mondo diverso,
mi disse la vecchia pensosa
nel mese di giugno
col sole che splende cocente
ed io che l’ascolto
non vedo speranze neanche per me.
Inesprimibile nella Rimembranza
il limio d'un vento statico col cuore in pace
Nella via appiattita ogni tomba insondabile
Ma in gioventù è così:
strano
rassegnarsi serenamente
scrollando la smania di stupide attese
Primavera dei gelsomini
penso a quella gioventù
come la pentola a pressione
che vuole esplodermi dentro
Penso
Risuona floscio fino a qui
un granello di meteora disintegrata
nel viaggio
consumata rotolando
senza smuovere il silenzio aleggiante
E' il botto sordo senza eco di Bouazizi
Penso
di un muso estraneo
che lecca piano le cortecce
e guarda gemere le foglie
ho un disaccordo di intervalli
un panno sulla bocca
e l’aria lenta
la lontananza che atterrisce
ho un’astrazione da restituire
a te
una scultura d’ombra
senza sguardo
il mio peso vuoto
devastante
più tardi sarà la calma ai vetri
niente avrà nome,
la realtà-invenzione
com’è che scivola -vedremo -
giù dalla testa









