Come barche alla deriva
vedi sfuggire il mondo
immergendoti
nei tuoi scatoloni
che si aprono mostrando
una povera realtà
sotto stelle di carta
con scintillanti polverine
azzurre, negli angeli
promessi, da spiriti
buoni, che aspettano
di ritrovarti, inseguito
da anime buone
pitturando le tue storie
di un color verde smeraldo
vedi sfuggire il mondo
immergendoti
nei tuoi scatoloni
che si aprono mostrando
una povera realtà
sotto stelle di carta
con scintillanti polverine
azzurre, negli angeli
promessi, da spiriti
buoni, che aspettano
di ritrovarti, inseguito
da anime buone
pitturando le tue storie
di un color verde smeraldo
6 commenti
Tra l'oceano e il mare
o un metro più in la,
navighiamo curiosi
sul tempo che va,
raccogliamo conchiglie
disperse qui in spiaggia,
scrutiamo orizzonti
e la mente viaggia.
Tra un bizzarro turista
ed una scimmia curiosa,
c'è un magico scrigno
dove la storia riposa,
giocando col vento
e un gabbiano che vola
si scioglie un sorriso
e questo nodo alla gola.
L'infinito ci abbraccia
qui ai confini del mondo,
un'avventura da vivere
con te, fino in fondo.
o un metro più in la,
navighiamo curiosi
sul tempo che va,
raccogliamo conchiglie
disperse qui in spiaggia,
scrutiamo orizzonti
e la mente viaggia.
Tra un bizzarro turista
ed una scimmia curiosa,
c'è un magico scrigno
dove la storia riposa,
giocando col vento
e un gabbiano che vola
si scioglie un sorriso
e questo nodo alla gola.
L'infinito ci abbraccia
qui ai confini del mondo,
un'avventura da vivere
con te, fino in fondo.
Sarai ricca lo
prometto avrai
l'albero nell'orto
per gli orecchini di ciliegia
ti basti questo
mia pressoché inutile fantasia,
lo scroscio d'acqua passò
al tuo apparire
riparando i cagnolini tenuti al guinzaglio,
uno per marciapiede
forse uno molto più stanco degli altri.
Melma, le parole vaporose e sfumate
di quei signori che
con la nostra umana appartenenza
si sporcano la bocca
abbandonata all’intelligenza, di menti e corpi incontrollabili
Scende, la scura pioggia di nuvole catramate
colme di fiati sprecati
che come nodi di cappio, tolgono la vita
e quel che resta del nostro avuto
Lampi di spari nell’oscurità dei giorni
lasciano corpi sconosciuti
immobili su macerie
che furono sacrifici e pianti
soldi di sangue
che gonfieranno forzieri inutili
segretamente nascosti
Melma, figlia d’invidie ed ori
frutti degli alberi stupidi dell’ego e della vittoria
scivola tra le nostre mani scultoree e bianche
che mai riuscirono a fermare i danni
della nera ignoranza di alcuni
che dell’ esistere non si curarono
di quei signori che
con la nostra umana appartenenza
si sporcano la bocca
abbandonata all’intelligenza, di menti e corpi incontrollabili
Scende, la scura pioggia di nuvole catramate
colme di fiati sprecati
che come nodi di cappio, tolgono la vita
e quel che resta del nostro avuto
Lampi di spari nell’oscurità dei giorni
lasciano corpi sconosciuti
immobili su macerie
che furono sacrifici e pianti
soldi di sangue
che gonfieranno forzieri inutili
segretamente nascosti
Melma, figlia d’invidie ed ori
frutti degli alberi stupidi dell’ego e della vittoria
scivola tra le nostre mani scultoree e bianche
che mai riuscirono a fermare i danni
della nera ignoranza di alcuni
che dell’ esistere non si curarono

Vane illusioni
si presentan nel cammino mio!
Io
che portavo lo stendardo dell’amore
e a capo fitto
mi lanciavo nella contesa
mi trovo ora sconfitto.
Il corpo mio è giù per terra
sanguinante e colmo di frecce e lance
che dal gentil mondo
trapassato mi hanno
corpo,
anima e cuore.
Valori?
non contan più nulla!
L’amico
ti colpisce alle spalle,
lei annida misteriosi fini
che in dolce forma
mi vengon dati
baci, carezze, coccole
e tante promesse!
È tutto falso
strada piena d’ipocrisia,
di scopi da raggiungere!
Io per te, tu per me,
formula da medioevo
eppure
maschera indossata ogni dì
da innumerevoli genti!
Ci credevo fortemente
ma più non posso dare
linfa vitale,
rubata mi è stata
con fine inganno
all’occhio accorto.
Madre che nutre i suoi figli
con sapori forti e odori ancestrali.
Sardegna un po’ matrigna
che non ti lascia andare
e come una mantide superba
ti seduce
ma ti può divorare.
Terra dal seno turgido e rigoglioso,
prima che luridi topi
si attaccassero alle sue mammelle
facendole perdere la memoria.
Il senso della Storia
che cantava ai bimbi stretti nel suo grembo
si è ormai perso nella notte dei tempi.
E ora appare tisica e sofferente
amante malata
svenduta al miglior offerente.
con sapori forti e odori ancestrali.
Sardegna un po’ matrigna
che non ti lascia andare
e come una mantide superba
ti seduce
ma ti può divorare.
Terra dal seno turgido e rigoglioso,
prima che luridi topi
si attaccassero alle sue mammelle
facendole perdere la memoria.
Il senso della Storia
che cantava ai bimbi stretti nel suo grembo
si è ormai perso nella notte dei tempi.
E ora appare tisica e sofferente
amante malata
svenduta al miglior offerente.
Scivolano parole
nell'inquietudine del giorno
e non sai da dove vengono
ma ti fanno compagnia.
Non sai se porteranno
luce nel cuore
ma adesso tienile
in quell'angolo di te
senza rumore, senza dire
forse un giorno
sapranno colorare
il tuo cielo
anche se grigio
riderà ancora.
Sei tu che sussurri alla mia conchiglia
arrotolata con grazia
vibra e s’allarga
per ricevere
per riceverti
Quando fu l’ultima volta che ti ascoltai?
Mai o forse…si è perso nel tempo
Tremante al tuo accenno
t’ascolto muta cercando i tuoi occhi
che non scorgo
Attendo pensieri leggeri
per riscoprire la tua voce
che ormai non riconosco
Cambiai, cambiasti?
Mano nella mano
per la stessa via
ci perdemmo
Io mi fermai
Tu continuasti.
Tutti son professori adesso,
nell'era dei social network,
scrivono tante poesie
ci compiacciono delle loro paroline,
non solo per passatempo.
Ci credono davvero?
Ho visto aforismi,
in giorni più grigi
aver problemi di personalità
da persone che vivono diversamente
la propria realtà
La grammatica ha i suoi paladini:
la difendono con il correttore,
dal commentino ironico,
dichiarano guerra all'errore,
però poi si servono del foglio elettronico,
ma di falsa modestia vogliono dar sfoggio,
attaccando secondo loro
chi ne sa poco
Si ci scandalizza
per ogni abbreviazione,
usate nel gergo della nuove generazione....
Nessuno ha mai obbiettato
per la sigla T.V.B.
nessuno che dica
che non si scrive così,
come se solo il tempo per le parole
fosse superfluo
e il tempo per le persone
fosse invece tempo perso.
nell'era dei social network,
scrivono tante poesie
ci compiacciono delle loro paroline,
non solo per passatempo.
Ci credono davvero?
Ho visto aforismi,
in giorni più grigi
aver problemi di personalità
da persone che vivono diversamente
la propria realtà
La grammatica ha i suoi paladini:
la difendono con il correttore,
dal commentino ironico,
dichiarano guerra all'errore,
però poi si servono del foglio elettronico,
ma di falsa modestia vogliono dar sfoggio,
attaccando secondo loro
chi ne sa poco
Si ci scandalizza
per ogni abbreviazione,
usate nel gergo della nuove generazione....
Nessuno ha mai obbiettato
per la sigla T.V.B.
nessuno che dica
che non si scrive così,
come se solo il tempo per le parole
fosse superfluo
e il tempo per le persone
fosse invece tempo perso.
Passa una domanda e m’infastidisce
Mi altera l’umore, mi rallenta il passo
Passa quel poco
è decisivo
Niente di me, vuole rispondere
Quel che vedo, basta
Quel che sento, arriva
Passa una domanda
passa
Quante ne passeranno
Quante resteranno tali
Ed anche la mia voglia
E con il fruscio delle foglie
i tuoi passi sulla mia strada,
verrai senza parole
e ti dirò le cose che mai ti ho detto.
Strane sono le ombre che temo e che allontano
strana è la notte sulla strada di pietra,
l'alba poi colorerà il viso del cielo
e dopo tante parole...
tornerai a Dio in lingua di luce.
i tuoi passi sulla mia strada,
verrai senza parole
e ti dirò le cose che mai ti ho detto.
Strane sono le ombre che temo e che allontano
strana è la notte sulla strada di pietra,
l'alba poi colorerà il viso del cielo
e dopo tante parole...
tornerai a Dio in lingua di luce.
Gli amanti
s’incontrano di notte
a fari spenti
tra le dune e le siepi
di un’amara realtà.
S’incontrano fugaci
negli amari baci
di segreti e divieti
nel fruscio del vento
in mille lune di miele.
S’incontrano nel tempo
scaduto nel lampo
nel tintinnio di stelle
il volo di un rapace
tra le nuvole di pace
nel silenzio assenso
di un amore variopinto
circoscritto e trafitto
da un fascio di luce.
S’incontrano nel sospiro
di una gioventù svanita
in una spina nella gola
lingue attorcigliate
saliva dentro la saliva
carezze e tenerezze
nell’urlo alla luna
di un lupo e un coyote
feriti nella tentazione
orgasmi di passione
sulla strada ormai smarrita.
s’incontrano di notte
a fari spenti
tra le dune e le siepi
di un’amara realtà.
S’incontrano fugaci
negli amari baci
di segreti e divieti
nel fruscio del vento
in mille lune di miele.
S’incontrano nel tempo
scaduto nel lampo
nel tintinnio di stelle
il volo di un rapace
tra le nuvole di pace
nel silenzio assenso
di un amore variopinto
circoscritto e trafitto
da un fascio di luce.
S’incontrano nel sospiro
di una gioventù svanita
in una spina nella gola
lingue attorcigliate
saliva dentro la saliva
carezze e tenerezze
nell’urlo alla luna
di un lupo e un coyote
feriti nella tentazione
orgasmi di passione
sulla strada ormai smarrita.










