e quando piove da due giorni e
i binari fuoriescono lucidi dalla vecchia galleria
e tra loro si muove appena nel tuo sguardo
un ciuffettino di fiori anonimi.
E cosa vado a cercare d'altro lontano,
mi basta avere visto quel movimento
stellare
cosmico
colossale.
L'aria è passata di ruggini marine
e io trattengo a stento
una risata sguaiata da pescivendola.

tra un sorso di vita
ed un altro
accompagnati
da una forte stretta di mano
camminano insieme
incuranti delle ombre
lontano dai suoni persi
brindano con gocce di aria
vestono il buio
di fantasia e luci
non sono soli
il mondo li osserva
e cammina con loro
si volta la passato
e sorride
nella notte
tra un espiro largo
ed un altro
accompagnati
da un unico sguardo
camminano insieme
raccogliendo gli ultimi pezzi
del loro puzzle
o dormi a letto o in da le frasche
te ronza attorno come le mosche,
si ppure er giorno nun ciai da magna’
la notte t’ariconsoli poi pure vola’,
che bello t’arzi leggero,
co la fame ner pensiero,
in compagnia o da solo
e te fai ‘sto lungo volo.
Si la vita fosse ed e’ ‘n gran sogno
‘sto cielo ‘n testa e’ ‘n gran segno,
me sento cosi’ piccolo pure indegno,
sempre ‘n lotta sempre ‘n guera
su sta gran palla chiamata tera
viaggiamo tutti veloci verso quarcosa,
ma la cosa piu’ misteriosa
e’ racchiusa in ogni piccola cosa,
la pianta che sbuca dar cemento,
er soriso d’un bimbo contento,
er languore che segue ar sentimento,
vede’ ‘na fiamma me lascia sgomento,
c’e’ vita drent’ ogni minimo movimento,
c’e’ ggioja ne le piante d’appartamento,
nun c’e’ futuro ne’ passato
solo ‘sto grand’ eterno momento,
e si er giorno so’ guai so’ botte
aricordate de ‘sto rifuggio che t’offre la notte.
magari da un dolce sorriso furtivo
o da una parola di spirito attivo
oppure da un’ombra che il buio riduce
ti senti importante e un pochino orgoglioso
allegro senz’altro nell’anima tersa
che subito vola in un vortice immersa
di cielo infinito di gioia radioso.
Dimentichi, avvolto da tanta allegria,
la Costa Concordia tragedia del mare
la Striscia di Gaza che sta per saltare
l’imbuto Israele che ha perso la via,
gli aerei caduti, la fame nel mondo,
i bimbi annegati al di la del Tirreno
gli odiati scafisti recanti veleno,
i cassintegrati dal fiele profondo,
i poveri nuovi sconfitti barboni
i vecchi che muoiono soli e picchiati
i giovani sporchi scontenti e drogati
e poi licenziati dai loro padroni.
Quando arriva una luce improvvisa
neanche sperata ne vista mai prima
si accende il poeta con l’umile rima
con l’anima morta impotente e divisa.
vuole essere il rumore dell'anima.
Stringi le mie mani
sono abbracci del mio amore.
Custodisci infine il mio silenzio
come frammento di memoria.
La notte è uno scrigno magico
che rapisce e sorprende!
All'alba chiuderemo gli occhi
e le emozioni voleranno via...
soffrono, nell'arsura
di nuvole vicine
a colori
sgargianti che non sono
ma appaiono cosi, come sono
dimostrandosi veri ed incantevoli
sorridendo gentilmente
ad ogni favore che gli fanno
per non apparire abbattuti
nella vita depressa, attorniata
da mosche e zanzare
su fili sospesi
polvere di mango
o zenzero?
trigonella fresca fresca
coltivata in casa?
pepite d'argento
di farina di lenticchie?
due pizzichi d' ala
di farfalla Chee?
(da dietro il banco
vedo sfilare
cicatrici e desideri)
se posso permettermi
radice di loto
bruciata alla sera
e un mazzetto
di menta piperita
da annusare
tre volte
nel retro
il vaso sigillato
è pieno
di rosse dita ricurve
si dimentica tutto
prima o poi
ferma il volare della polvere sporca di questo girotondo
che di dolcezza vorrebbe bere
di giallo avrebbe il sogno
e di ali il bisogno
Viaggiando fra frutti e fiori, raccogli i complimenti
di amici e conoscenti, salvati dal tuo operare
che dolcemente solleva, un recondito pettegolare
Pollini allergici come flutti, posano nei nostri respiri
sui nostri cuori
come coltre di cioccolato sul dolce amato
che il tuo garbato ronzio
ha reso più mio
Con elegante vibrare
entri nelle aperture senza ora, per farne una dimora
per passarci qualche momento
e placare il diurno fermento
L’oro leggero sulle pareti, ormai saldo e certo
impreziosisce quanto è cresciuto dentro
questo sentimento
Sento ormai da tempo, il tuo spensierato esistere
nei miei momenti
nell’alveare fitto dove mi hai ospitato
dove mi hai saputo curare
senza chiedere perché non so volare
La mente mia cià na vita parallela
una nisconne una rivela,
una svela una cela,
come si ciavessi drento na ragnatela,
me movo sempre co’ cautela
pe’ nun restà intrappolato a sta sequela
de immaggini, impressioni, penzieri
drento me troppi passeggeri,
tanti profani, artri menzogneri,
tanti veri, artri menzogneri,
tanti libberi, artri prigionieri
tanti pacifici, artri guerieri
ognuno cià li sentieri sua
io me meravijo come sta mente mia
co’ tanti sé fa na persona:
pe’ questo de li pazzi porto la corona.
per poi riaffacciarmi
in quelle virgole d’incertezze.
A volte
perdo la concezione
in quei punti irrisori,
ma finalmente ritrovo
l’interrogativo del mio sapere
stimolando la voglia di scrivere
la mia poesia.
Credevo d'aver coniato una parola nuova
stamattina verso le undici
ma poi ho scoperto che esisteva già
sebbene con un significato molto diverso
da quello a cui io avevo pensato.
Ora non la ricordo più, so
che era nata cercando in un luogo vetusto -
dove rintanarsi per bene -
dai rubinetti a stella
irrigiditi
una specie di Villa Violet di Lanzo d'Intelvi o
di ex Colonia Infantile Provinciale con le mezzelune a fiori
sfregiate.
Chissà che parola era,
tondeggiava come un pomolo di nespolo,
o come il passerotto.

di stizzosa rabbia
che insecchisce in me
ogni soffio
Franano
selve di speranze
alle quali avevo affidato
Ingoio con disgusto
sapori come aghi
Immobile ascolto
i palpiti contorcere
Revival






