armato di spada e fuoco
ho estirpato il rosso uomo che crea sangue
ho violato le sue inique idee
ho catturato la sua donna
poi ho scelto di stare a guardare
gli alberi e questo mondo
tra le stelle e il suo ricordo
domani sarà ieri
rende il poeta una bestia libera
da una punteggiatura convenzionale
che blocca il respiro dell'istinto
che cerca di dare un senso matematico ritmato
ad un calcolo di numeri
con risultato sempre errato
è ciò che rende l'imperfezione di una parola
perfetta per un 'armonia
è ciò che permette
ad una donna come me
nuda di qualsiasi convenzionalità
di poter alzare gli occhi
verso un cielo notturno
e di potersi cucire
addosso
un vestito di stelle .
lacrime tra le lunghe ciglia,
mi dici che tanto mi hai fatto soffrire
un tempo, ormai passato ….
Si, mi hai fatto soffrire
posando sul mio capo una corona di spine,
e trafiggendomi il cuore con una freccia avvelenata
Ho versato lacrime fino a rendere gli occhi
un deserto arido,
ho rinnegato il Dio in cui ho sempre creduto,
sono caduta nel baratro più buio
sperando di non uscirne più.
In verità tu mi hai salvato, amore
nel baratro ho ritrovato me stessa,
le ferite sulla pelle auto inflitte hanno spurgato
il marcio dall'anima mia, le turbe dalla mente
Sono rinata riconoscendo in me
nuovi giardini, nuovi percorsi
dal morbido manto erboso dove ricominciare a vivere
Mai ho smesso di sentirti, di amarti,
e quando la vita portò te verso il fondo
la mia mano solo a te visibile
ho teso attraverso la luce che univa ed unisce
le nostre anime e sei tornato a me ….
La sofferenza procurata è stata un dono,
ora è svanita, dimenticata
ma non noi, non l'amore che ci ha salvato sempre
Ora il nostro sentimento se pur forte
e brillante come le stelle nel cielo d'agosto,
non guarirà il tuo corpo ma non ucciderà le nostre anime
il nostro viaggio andrà avanti oltre la vita ….
Aspetterò di abbracciare
di nuovo il giorno
raccogliendo il silenzio della notte,
chiuderò i miei occhi scuri
stretta a Morfeo e alle sue illusioni,
respirerò il profumo fruttato e soave dei suoi papaveri
e sarò prigioniera dei miei sogni e dell'oscurità...
fino all'alba...poi tornerò a sorridere!
come una candida stella cadente
in fuga dai cieli tristi.
Sei la valigia
di un emigrante
che cerca nuove parole
di vita e di sogno,
il fuoco ormai cenere
di un dilemma,
di una canzonetta muta
dimenticata nei vicoli
di sperdute periferie
dell'anima.
Mio cuore,
vuoto contenitore
di versi evaporati
come rugiada inutile,
versi di vuoto immane
che riempie i tuoi occhi
di fantasma scivolato
da ogni sogno.
in pochi istanti,
quanta assordante tristezza
ho nascosto negli angoli
dei miei sorrisi.
Se potessi dirti,
con un solo sguardo,
di come ho stretto l’anima mia,
impedendole di urlare
di notte.
Sussurrarti il mio dolore
del vivere,
che mi sta osservando
in questo viaggio,
portandomi al limite di me stessa.
Trovarti solo
sulla riva del silenzio,
per appoggiarmi a te
in un taciuto tempo
che denuda più
di ogni parola.
Se solo riuscissi ad entrare
nel tuo sogno,
diventando immagine
del mio pensiero,
diventando come le onde
di questo mare
e tu, faro a guidare la mia essenza,
Se potessi…
Ma io sono solo gocce di luce
che precedono i tuoi passi
nel buio di questi vicoli d’esistenza,
e trattengo il fiato
per l’unica parola che so pronunciare:
Amore.
https://www.youtube.com/watch?v=MA__1X9jrdc
Hai delle fosse quando sorridi.
Come quelle che saltavo paurosamente da ragazzino.
Sembrano delle parentesi che lo racchiudono quel sorriso.
Come se la felicità
fosse un misero dettaglio scontato in una frase.
Mi piace quel dettaglio. Tutto più chiaro.
Strane belle sensazioni in un privé.
Adesso è il resto della frase un misero dettaglio.
le stelle di fausta bellezza
circondano del posto, le vie
con la celeste brezza
Al cader del nero
assorte più di prima
rimuovono ogni nebbia
come rinata brina
I nasi arricciati e freddi al ciel rivolti
lasciano gocce limpide e pensieri spenti
alle fiammelle di candele
sognate e doloranti
Al volger del finir
e con stanca ammirazione
danno il palco al sole
re della stagione
Non trovo più i tuoi occhi, velati di pianto
nemmeno un messaggio, mandato di notte
l’immagine sacra, pregavo ad un Santo
di darmi il coraggio, per tutte le volte
che stesa su di un sogno, eri troppo distante
volevo guardarti, e fermare dall’alto
quell’attimo vero, il più importante
in cui vivevamo da soli, ma l’uno per l’altro
Non trovo più il senso di queste parole
la terra ed il fiume in cui nasceva rispetto
la forza per restare insieme nonostante il dolore
le pillole di gioia conservate nel cassetto
Non trovo più il tempo, per dirti ti amo
nemmeno il silenzio per starti vicino
la forza e il cammino per quello che siamo
una casa più grande per un sogno piccino
Cresciuti in disparte, guardando là fuori
dove la vita che scorre ci accompagna lontano
ci sentiamo ancora battere forte nei cuori
ma lasciamo andare, lentamente… la mano
… e vorrei fermare ad un tratto
quell’attimo puro, il più importante
in cui vivevamo da soli
ma l’uno per l’altro
Sembra pioggia
quest’estate senza sintomi
Riempiti i fossi
d'abbondanza
col respiro tutto il vapore sale
nel mentre
la canzone per te scorre
goccia nella goccia
-tracce di materia sottilissima -
non fermo nulla
mi allago
profondamente
che possa al sole terminare questa corsa
dal cuore nel caos
ora che guardo, come
s’è sgualcito l’asfalto
dove cammino appassionata
baciato la mia mente
in questa notte di quiete che va
saluto le tue mani che hanno
abbracciato le mie
tra gocce di mare e finissima rena
e chiudo piano la porta
per non farti ricordare
solo un'ora fa
parlavamo di noi
degli anni che abbiamo camminato insieme
degli errori che mi hai detto
ho fatto io
e mentre vado ecco lei
vecchia amica mia
di una gioventù che non
si scorda
e poi all'aeroporto
l'indecisione mia
se partire o restare in questa città
il sole infondo è lo stesso
parla la mia lingua
con milioni di altre
porta sempre la notte con se
Saluto a Te mia donna
donna mia








