è come un dito schiacciato
dalla porta dei tuoi sogni.
Non so chiamarlo amore,
ma un crepitio al cuore
quando salgo le scale
impervie del tuo sguardo
e fingo di non vederti
solo per non morire.
Anche crescendo
le porte del cuore
hanno sempre le stesse chiavi.
Un sorriso, un rapido cenno
degli occhi verso le zone del desiderio,
nell'orbita che la luna
imprime alle nostre menti,
non so chiamarlo amore,
ma non è solo questione
di trepido sudore.
Un pomeriggio assolato bofonchiava tranquillo
All'ombra di un pino, o un albero qualunque,
E giocavo.
Il sole infammava l'anima delle mie giornate piene,
E senza accorgermene toccavo il cielo con un dito.
E tutto il mio mondo era al di sopra di ogni altra cosa, infinito.
nato nel posto sbagliato
salpa da un porto di miseria.
Si rannicchia,
occupando lo spazio di una foglia
dell'inverno passato,
orientando la bussola
verso un sogno ,che promette
una seconda primavera.
Con la bandiera di nazionalità
issata nell'espressione del volto
ed una bandiera di cortesia
dipinta negli occhi,
naviga un mare di indifferenza,
respirando...a tratti,
temendo di ammutinare
l' unica provvista per il lungo viaggio
e stringendo...nelle mani,
l'unica ricchezza rubata alla sua terra :
la speranza.
Gli amici sono come aquiloni,
i cui fili sono stretti nelle nostre mani.
Il vento è la felicità,
che un giorno strappa le funi
e li trascina chissà dove,
forse contro il loro volere.
Perché la felicità è una bufera
che sconvolge ogni incanto,
luce troppo accecante per chi ama.
Che settembre ideale
per vederti fuggire all'indietro.
sui monti distanti,
un vento che solleva le foglie
davanti alle deserte soglie.
La mia anima
brandisce le corde di violino
con l’orgoglio spento
d’una misteriosa orchestra.
Un silenzio rumoroso
m’invade come livida brezza
e deposita sul calvario dell’oblio
la croce dell’esistenza.
Porto nel cuore
la nostalgia del tempo vissuto
e il mio pensiero errante
segue la rotta di una nave inesistente.
Le ombre dei sogni
scolpiscono i ricordi
sull’acquiescenza spirituale di un barbone
e sull’immobile esteriorità dei muri.
E i miei ideali
odorano di freddo e di dolore
come la monastica putredine
di una cella di reclusione.
l'aereo ha avuto sopra Berlino
uno stomaco sussulto
d'alluminio vuoto d'aria
le parole della poesia
con cavalli + diligenza
in me si alzano ancora X singhiozzare dal foglio
= sospendere la lettura
e osservare astronauti
di quel momento divino

sono nata in un paese creato a mezzanotte
quando sono quasi morta era appena suonato mezzogiorno
tornavo dalla scuola in autobus quel giorno
il suono infranto dei miei orecchini di vetro
l'uniforme scolastica e i miei lunghi capelli gocciolavano sangue
dall'astuccio di geometria era schizzato lontano il compasso
il cerchio della mia vita spezzato da una pallottola
a Birmingham dalla camera 109
domandavo dove fosse finito il mio viso
cercavo le mie montagne e il fiume
mi chiedevo cosa ne fosse stato del seme di mango
piantato in giardino in occasione del Ramadan
e soprattutto perchè le ragazze non dovessero andare a scuola
la scuola segreta
confidai a mio padre una sera
(l'ospedale era avvolto nella nebbia)
sarà la mia protesta silenziosa
sì Malala
devi farlo
nella tua culla
gettai frutta secca
dolci e monetine
sulle mura limitrofe
i miei sguardi,
echi di canti di nebbia
ed i pianti di confine
di fine secolo.
Occhi gettati oltre le siepi,
in cerca di un sole,
una latrina,
di una virgola.
Lacrime essiccate al sole del sud,
sudore perso nei villaggi estivi.
Fisiologicamente tuo,
ti bacio
e svincolo alla prima uscita.
senza programmare nulla.
Giorni di sole
improvvisando pranzo e cena.
Un incontro d’amore
caldo... piccante.
Il battito cardiaco
si amplifica.
Sguardi che dicono tutto
senza bisogno di parlare.
Un completamento
intimo.
Cercarsi per dei secoli e trovarsi
quasi per caso, per gioco.
Emozione brividi intensi
sfiorare il tuo corpo.
Baci passionali incontro sublime
di due anime.
E cosa li fa molto ridere,
lo squinzi ci butta una bomba
che sembra siam dentro la tomba,
c’è tutta una vera esplosione
di brutta ed correa deflazione,
che siamo dagli anni cinquanta
che c’è tanta fame che canta
gli allarmi che son quotidiani
che gridano ai pochi italiani
che siamo dei morti di fame
che quasi raschiamo le squame
e loro di contro i sorrisi
dispiegano aprendo i lor visi
a scherzi perché coi saltini
abbiamo di là mogherini.
E ridono tutti contenti
che sembrano figli dei venti
seppure la gente sprofonda
nel mare più nero dell’onda
che non fa quadrare le spese
e porta a non chiudere il mese.
E ridono senza pudore
di chi sta soffrendo il dolore
e domani sarà licenziato
oppure finito o sfrattato,
e ridono sempre ed ancora
come fosse lo scherzo di un’ora,
e invece non ride alla sorte
chi già sta pensando alla morte.
Non scherzerò un° altra volta col fuoco
Tornerò ad essere quello che ero una volta
Anche se tra di noi non ci sarà una prossima volta
Per te non ero mai perfetto
La verità che non ti dimostravo affetto
Volevo sposarti un domani
Ma non posso portare una fede tra le mie mani
Non sarò un compagno fedele
Tu con me sei stata dolce come il miele
Io sono stato veleno per le tue arterie
Siamo due cariche di segno uguale
Voglio lasciarti perché non posso continuare a farti del male
tu mi ripeti "Fu duro"
Con ossessione sbilanciata
scartando l'ennesima caramella
fino a ricoprire la scrivania del dottore
Il quale dottore non può fare altre promesse
se non quella di darti un'altra caramella
Le bufere prese ogni sera
col contagocce
e quasi come per schernirlo
una goccia in più ti si getta in gola
Mentre nel vitro i batteri fanno la guerra
fanno le città
distruggono le città
pregano e sorridono
all'occhio macabro del microscopio
I frettolosi lasciano in fretta il loro posto
e chi li sostiuisce non è mai
bravo quanto loro
A loro dire
Infuocati aerei di giugno
la tosse tossisce il vuoto
le brandine ne hanno abbastanza dei dormiveglia
e chi sta male disturba dalle camere segrete
Col senno di poi
col senno di prima
certe idiozie non ce le hanno fatte provare
e sono rimaste idiozie
Sta pensando
Forse giunge alla soluzione
forse la deve reinventare
Fatto sta che l'ora del terrorista
è carta straccia senza un luogo
e l'esserti sentito chiunque
è già un buon motivo
per finirgli il cesto davanti
e andartene senza una carie
osservo il mare
senza vedere la fine.
L'acqua limpida
uno specchio per le nuvole,
il sole, la luna.
Le stelle....
brillano nel cielo
con i riflessi colorati nell'acqua.
Fanno a gara
per chi
luccica di più.
Si dicono
l’una all'altra
"vedi io brillo di più".
Riflettono, luccicano
dentro quell'immenso mare
quasi come se si tuffassero dentro
Un'emozione forte
una sensazione strana
mi pervade il corpo.
Sono sempre là tutte le notti
a volte coperte
dalle nuvole.
Sono brillanti.
come dei grandi occhi
che ci osservano da lontano.
è ora che me vado a fa 'na bella nanna
si un ber sonno invernale
ma è mejo er gran sonno finale,
così tra cari saluti e 'n fiordaliso
me ne vado dritto dritto 'n paradiso.
Qua è n'artra cosa, è 'na delizzia,
ma 'n giorno m'ariva 'na notizzia
doppo 'n pò d'anni 'n pò de tempo
me sento tirà pe' 'n lembo,
in cielo oggni luce è accesa
ma nun potevo avé peggio sorpresa.
Come si nun bastassero tutti l'affanni
che m'ha fattopassà tutti st'anni
ecco m'appare sotto binache spoje
quella gran stronza de mi moje.
In gola, nun te dico, me pija 'n groppo
la stessa fine tutt'e ddue purtroppo
mo a chi cavolo l'appioppo
quanno è troppo è troppo;
er paradiso è la cosa pià ambita
quella ch'aspetti doppo la vita
ma de corpo me s'ariccenne 'na ferita:
qua er tempo nun cià mai fine
aivoja a contà le candeline
e co' mi moje a le carcagna
finisce tutta 'sta bella cuccagna.
Così piuttosto che vive tutte st'emozzioni
co' la mi cara moje rompimaroni
me rivorgo deciso al padreterno:
o Signore qua tutto è bello e fraterno
ma si rimane mi moje
me potresti buttà a l'inferno?
Buonanotte stanotte davvero
È solo il mio cuore sincero
Che svela il profumo del fiore.
Stanotte non riesco a dormire
Perché mi fa sveglio un sospiro
Che toglie perfino il respiro
Che sembra la vita finire.
Buonanotte dolcissima stella
Fra gli astri del cielo infinito
Ti sogno in un sogno esaudito
Dagli angeli come più bella
Fra tutte le eterne creature
Che volano in cielo con ali
Spiegate leggiadre e fatali
Con dolci movenze sicure.
Buonanotte nel moto del vento
Che vibra nell’aria leggero
Donandomi come a un veliero
La spinta per farmi contento.







