le tue nenie antiche
mentre sferruzzavi l'uncinetto
e la tua estate
al filo bianco sbiadito
che tra le dita agitava un nodo al cappio
e una, due, tre catenelle
tra il pollice e il dito,
scandiva pensieri e parole.
Mani pulite che più non sento,
e occhi non raccolgo.
Di sole e di ruggine
adagiato è l'uncinetto...
Le mie lacrime vibrano
tra i tuoi pizzi sul mio comò.
Ora il sole si spegne
e s’accende la luna.
Una buona fortuna
affacciata in un onda
spumeggiante allegria
dentro un sogno d’amore.
Lei è tua:
Insaziabile amante
dopo mille tempeste
si placa anche il vento
e la notte sino a ieri ribelle
si riempie di stelle.
Amor mio dice il cuore
mente un fascio di luce
ricopre il creato.
Ritrovi il sorriso
di un tempo mancato.
Lei è tua:
Sempre attesa
una bella sorpresa….
L'amore degli altri,
l'amore che ti dà consigli;
l'amore per pochi
che agli altri lascia sbadigli.
L'amore degli altri
che nelle crepe non infila nessuno;
l'amore sottile
davanti alle forbici di un bambino.
L'amore degli altri,
l'amore che fa male;
l'amore degli scaltri
e quello inusuale.
L'amore degli altri,
l'amore che va subito al sodo;
l'amore che non so darti,
l'amore che è un colabrodo.
L'amore degli altri,
l'amore esibizionista;
l'amore che ora scarti,
l'amore dall'analista.
L'amore che tengo sospeso,
l'amore che va senza rotelle;
l'amore per tre quarti sotteso,
l'amore tenuto dalle trinelle.
sbirciare una vetrina “Per la donna”;
è come una visione un po’ speciale
diversa inebriante celestiale,
in mezzo a pantaloni e jeans stracciati
a stracci vecchi e nuovi rattoppati
a strane investiture post-moderne
che sembrano tovaglie di taverne,
appare una normale gonnellina
che sa di fiore fresco di mattina
che scopre solo un poco i suoi ginocchi
per mettere l’ardore nei miei occhi
che tuffano nell’attimo fuggente
un sogno ad occhi aperti fra la gente.
È tutta una delizia primordiale
visione di una fata naturale
che ormai non si vede che di raro
la donna con la gonna è sempre un faro;
mi fermo con lo sguardo un po’ estasiato
ad ammirare il tutto senza fiato
fin quando un venticello furbacchione
solleva quella gonna sulle zone
che sono la delizia ed il tormento
o sogno e perdizione di un momento.
Adesso non è permesso, come vedersi
L'abitudine a questo, non è ancora amica
Nei fiati sprecati intorno
si sente di peccati da scontare o già perdonati
Sofferenze che devono transitare, in questo luogo traditore
La fine che verrà, malgrado l'impegno e gli sforzi
di chi lascia segni o di chi ha lasciato solchi
non è una soluzione
ma la peggior punizione per aver tentato
di sopportare garbatamente, senza infastidire
Le speranze prima o poi muoiono
ed il destino furfante ed ingordo
se la ride
Crudele e rapace
Con immutata storia
Senza distinzioni
Capire non è comprendere
Comprendere sta solo alla fine
Fine, come termine d'inizio
I quesiti esplodono
Sono esausto nelle parole
Tradito giorno dopo giorno
Un freno, limita lo scrivere
Adesso mi fa male
Mi sento una pietra
Il mio cuore lo è
Adesso non sono lì
Lì, non vorrei ci fossi tu.
Il viso si specchia
in questo cupo giorno d'autunno
dove il cuore si rannicchia
tra i banchi di alunno
È fuggito veloce il tempo
come uno squarcio nel cielo
e appendo ancora un segnatempo
mentre stendo un altro telo
Raccolgo fra le mani ogni voglia
e le conservo con cura
ammainando la vela sgonfia
in ogni sorriso che mi rassicura
Ed è di nuovo notte
solo i baci caldi del sole tiepido al mattino,
poi le soffici nuvole striate
grattano la sera corta e fresca
e le lenzuola abbracciate sanno di un dolce dormire.
E si scioglie lentamente
in un mare freddo di cristallo... l'estate!
a scrivere versi
che un pò si erano snarriti
tra i sentieri della vita.
Poesia ritorno per colorare
questo giorno
e riaccendere una luce
che non si è mai spenta
che illumina di parole
quei versi tanto attesi
ma son qui
con la mano un pò tremante
e tu poesia padrona
dell'anima mia.
dei tuoi pensieri tristi,
mi hai incontrato,
per caso,
o per un innato destino,
ti ho trovata senza cercarti.
La luna, muta testimone
dei nostri silenzi,
ha ammantato i tuoi capelli
di una lucentezza
innaturale,
dello stesso colore
delle creature della notte
che svaniscono nel giorno.
Io al bivio,
la luna,
un silenzio abissale
e poi il nulla,
o il lento declino
che al nulla conduce.
di catrame
che soffoca gli occhi
che piomba le ali
che ricama le labbra di silenzio
che come velo da sposa
ti accompagna verso l'altare
affidandoti alla delusione
forzando al tuo dito l'anello della solitudine.
lì sento il suono distorto
Guizzo via per l'Amor del Cielo
se non guizzo via
si alza il sipario su chiavi e zerbini
sulla sirena che non può andare oltre
il confine dove l'acqua impasta i ricordi
Dove i suoni non esistono
mi mordo la coda
e incarno un fastidioso ideale
Lo sospendo nel nero e si illumina
Tolgo lo scettro al calamaro vampiro
che se la ride
perché non dovrà faticare molto per riprenderselo
su tasti dolenti
che lascian respirare
appena appena
in piccole aperture
geniali e del contrario
di quello che i buoni
si aspettano da te?
Potrai cadere, sentire
ciò che dovresti fare
per riparare danni
a insignificanti piantagioni
ma che sono dolcezza
e non delusione
mi sento immobile, nella velocità
atono
afono
Arcobaleno di movimenti molteplici
incrociati, paralleli
profondi, spaziali
sono i luccichii profusi
Si avvicinano
mi coprono, mi trapassano, mi riempiono
mentre vago
mentre sto per arrivare
Luci nella notte, nel buio illuminato
dall'orizzonte alto
dal lontano confine
amiche o sorelle
sparse come stelle cadenti
gentili accompagnatrici
in luoghi sognati








