le tue carezze sulla mia pelle,
fredde come la neve del tuo cuore.
Brucia la mia anima,
mentre arde d'amore al solo
tocco del tuo sguardo mentre sei qui.
Bagnate parole pronunci sottovoce,
prive di verità, spazzano come fiume
ogni speranza tra le mie mani.
Divampo al solo pensiero di perderti,
tra la lava del vulcano che erutta
parole di passione e sentimento,
messe a tappeto solo per te!
Sei acqua che quieta la mia ragione
senza spegnere la luce
di raggiungerti
per fondermi in eterno.
Sono fuoco che ti prosciuga,
divorandoti nel calore dei miei baci,
dolci e veraci, musica orchestrale.
Sono la futile parentesi indesiderata
nella tua stagione senza ancora
che mi voglia trattenere in te.
Sei tu per me, quel combustibile
che, acceso nella notte senza tempo,
brilla di scintille luminose
ad abbagliarmi il respiro che ti urla,
quel "ti amo da morire, da morire."
Sei calma acqua di mare
in superficie,
antartica come i tuoi gesti
che sprechi nella tua distrazione.
Io, io quel fuoco di fulmine
che si scaglia per amore bruciando
nell'acqua che non può bere
per goderne la sua essenza pura,
tu, il flusso della mia vitalità,
ristoro della mia sete senza fine,
agonia senza pace che consoli, mai.
All'ombra di un giorno disfatto,
sul cuore non cala il riposo,
vuol solo vibrare nel petto
con ritmo da folle curioso.
Sentire del volo il mistero,
giocare col fuoco notturno,
sperare di credere al vero,
viaggiar in un blu taciturno.
All'ombra di un giorno finito,
nel cuor v'è ricerca d'amore.
Sta cieco di fronte all'ardito
pensiero che emana calore.
Spezzando il dolore in frantumi,
percuote di luce la vita.
Le lacrime scorrono a fiumi
su quella guarita ferita.
disegna i confini
baciando il cielo
con la sua maestosità
Il mare
accoglie desideri sepolti
nei segreti
di chi è scappato
Il gabbiano
in cerca di orizzonti
traccia archi
di libertà infinita
L'uomo cammina
ma come aquila in volo
abbraccia la vita
con tutti i suoi colori
Divertissement acrostico in endecasillabi canonici contemporaneamente a minore e a maiore (accentati quindi in 4ª, 6ª e 10ª sillaba) a rima incatenata e chiusa ad anello ABABCBCAC scaturita subito dopo la lettura di un simpatico acrostico di un’autrice del Club.
Anche se chiede molto più lavoro,
C'è di sicuro più soddisfazione
Riuscendo a metter rime di straforo
Ottemperando pure a soluzione
Sicuramente in metrico conteggio
Tanto d'avere un ritmo e posizione
Imposta per avere un bel fraseggio
Cantilenando con sottil decoro
Ove vogliamo acrostico volteggio.
18/01/2025
Il calore di un camino
raccoglie i miei pensieri,
mentre nessuno mi é vicino
il fuoco consola i giorni più neri.
Stanco per le fatiche
di una lunga giornata,
rimembrando questioni antiche
cullate dallo scroscio di pioggia gelata.
Stagione eterna codesta
che va piano, incedendo mesta.
Avvolta in un manto di lana,
di solitudine, la primavera ancora lontana.
Nubi bianche velano il sole
che non scalda le tue parole,
troppo fredde come questa stagione
che isolano come in una prigione.
Dagli alberi spogli impara la speranza,
torneranno vivi, con la solita costanza.
Anche noi rinasceremo da questo inverno,
tornando a godere di ogni singolo fiore,
della bellezza della vita, di una storia d'amore.
Piove piove sulle foglie,
sopra i muri e sulle viole,
sopra l’amaca in giardino,
sopra i nidi e un sassolino.
Piove piove dentro il mare,
sulle aiuole e per le strade,
sugli ombrelli e sui lampioni,
sulle piazze, sopra i ponti,
sulle insegne dei negozi.
Piove piove giù dal cielo
sulle chiese e sulle case,
sui deserti e sulle vette,
sopra i campi e le foreste,
sulla notte e le sue stelle.
Piove piove giù dal cielo,
sopra i rami e il grattacielo,
la disegno sul quaderno
quanta pioggia in questo inverno!
Soffia un forte vento
sui miei liquidi pensieri,
trascinati come morte foglie
in questo vortice di vita.
E in questo saliscendi di emozioni,
scorro giorni a inscatolar ricordi,
perso nel limbo di passate storie.
La vita e un diaframma che si chiude
…poi di noi resterà solo una foto…
son stato in preda a un punto e a capo
tra lunghe soste per schiarir la mente
e dolci attese per usare il verde,
un verde che non fosse di pantone,
a quello io ci sono affezionato
per via di mie speranze ammesse,
per via di mie speranze escluse.
Ho fatto prove d’alchimie nuove
mischiando i toni delle aspirazioni
- parecchie son di origini lontane -
in una macchia che volevo ad arte.
Esiste una qualche tavolozza
che, seppur magica proprio non sia,
dia quanto meno la labile impressione
d’esserti preso in gir come si deve?
Compratemela!
Non credo
Nel coacervo di tante anime
Il caos agisce e si conforma
Non rimane che il dolore
Rimanere soli nel torpore
Di un giorno qualunque
Chiudere gli occhi
Come spiriti affini nel vuoto
Di un solo pensiero
Sono padrone del mio silenzio
Sono schiavo delle vostre virtù
Vivere un sogno malgrado tutto
Questo è il fine ultimo
Anche se la disperazione dilaga
Nell'armonia di un volto
Non pensare
Non toccare
Nessuno dev'esserci per sempre
Il tempo è il presente
Senza risposte nella nebbia
Sensazioni avulse dai sensi dell'amore
Se volessi vivere una passione
Dovrei consumare il tempo in fretta
E chi vuole vivere per sempre
Ha il mio rispetto ma non vale niente.
Inciampa sullo scalino lo scalpellino,
mormora il marmo a colpi di scalpello,
nei palazzi graniti incisi e levigati,
gremita la polvere si avvita,
nell’asma una statua prende vita
prezioso artigiano della pietra,
umile creatore di bassorilievi,
abile con mazza e mazzuoli
incanta in cantiere ed intaglia,
nell’aria volteggia l’arenaria.
Forate di luce, quel nero infinito!
Di speme insemprate, voi stelle lontane,
quei cuori smarriti distratti, impauriti.
Ma che ne sapete, voi, inutili soli,
del peso che schiaccia nel fango la faccia?
Ma cosa volete, voi, stupide stelle!
Col vostro silenzio, scottate la pelle
di chi, sulla terra, trattiene il respiro
e cerca nel cielo il segreto del volo.
Oh voi che ascoltate, leggere e giulive,
preghiere salate, perché mi guardate?
Silenti condanne sputate quaggiù,
ma intanto restate brillanti lassù.
A cosa servite, voi, false illusioni?
Ardeteli, i sogni nubivaghi e ciechi!
Di luce adornate, sembrate sincere,
ma stanchi son gli occhi, sui tetti, le sere.
Continuate a sfilare, eccentriche fiamme,
io volto lo sguardo: mi perdo nel sonno.
Sciocca vi ricopre la notte di sogni,
ma del dì la luce veloce s'appresta
a render silenti quei vostri bagliori.
Così, restan cuori in silenzi gelanti:
dal sole guidati, siam ombre vaganti.







