Distici di settenari a rima baciata.
Mi piaccion le commedie
ma sto dentro tragedie
di cui temo il finale
e le attraverso male.
Chiunque sia regista
pare troppo egoïsta
per dare a fognatura
questa sceneggiatura
ed anzi dell'orrore
si sente già sapore.
L'epilogo spaventa
ed a fuggir mi tenta
ma il passo è troppo stretto.
Seduto inerte aspetto.
01/02/2025
Febbraio dipinto d’immago,
Ebbro di scherzi e colori,
Babele di maschere e coriandoli,
Baci di nebbia e rugiada raccoglie,
Racconta quiete nei campi,
Acconcia ancora nubi di rabbia,
Incarta gli ultimi spettacoli d’inverno
Orchestrando preludi di primavera.
Di una carezza
Compare così triste
la tua allegra felicità
La vedo sfuggire gli sguardi
quando si sente osservata
Quando sui tuoi occhi sempre divertiti e divertenti
sembra che cali
un buio più nero di una notte
invernale.
Sei felice?
O giorno dopo giorno
tragicamente
rappresenti una te inesistente?
In questa commedia
vissuta sorridendo allo specchio che per non mentire non riflette il tuo volto.
Sì, ce la s’è fatta
di poca acqua
a far appassire
i due fiori
e la capanna
la comunione
dei beni
la cointestazione
del conto
e il rendiconto
… alla morte
di troppo pieno
tutto alla deriva.
Finanche derisi
negli apparenti eccessi
di tenerezza.
Respiri e sospiri
non bastano
a reggere il peso
eccessivo
del pressapochismo
e degli sguardi torvi
di avvoltoi e corvi.
alla sera in ogni stagione,
lo riconosci dalla sua carnagione,
non sai esattamente la sua nazione.
Si aggira veloce tra le vie del centro,
in mano un giornale con rose dentro,
in bella mostra verso i passanti,
cammina indifferente a tutti quanti.
Il suo occhio appar assai sconsolato,
stasera del resto pochi euro ha fatturato,
allor fa una sosta vicino una fontanella,
bagna la mercanzia per renderla più bella.
Tu lo osservi nella sua operosità,
mentre schizza acqua qua e là,
intanto lo odi pensando alle tue cose:
'Capo venti euro tutte rose!'
Non più dovuto bensì ricercato,
con un occhio di riguardo cieco,
estinto nella fretta dei tempi,
evaporato tra le mani dell’uomo
la dignità dispersa in mille rivoli,
ingiurie scagliate nello spazio,
offese lanciate a perdifiato,
indifeso l’uomo senza fiato
nei campi il silenzio della notte
rispetta la luce della luna,
nelle tenebre il suono di una stella
rispetta un uomo che balbetta.
quell’enigma che giace in solitudine
nei fondali del tempo prigioniero,
di fantasmi dissolti in abitudine
ch’a rievocar emergono talora,
quel vissuto che fu, ch’a dir tuttora
inadeguate sono le parole,
ché sono pur le musiche svanite
e quel che gioia fu o che ancor duole,
ansie illusioni, speranze tradite
e infin gli inconfessabili segreti
ch’ebbrezze son dei lirici poeti.
Scenari rivissuti fuori scena
che la mente ha filtrato oppur distorto
e narra come un canto di sirena
ma t’ammalia evocando ciò ch’è morto
come fosse un romanzo condensato
la trama d’un autore emarginato.
Questa tua alterità dimenticata
ch’affiora da un remoto tuo recesso
diventa mia passione raffinata
che si placa soltanto nell’amplesso,
di possesso quel fremito fugace
che non scioglie di te il desio mordace.
Essere te vorrei per un istante
per immergermi nella tua malia
nell’infinito tuo inebriante,
poi provare a tradurlo in poësia
da tenere segreta in un cassetto
con la chiave nascosta dentro il petto.
Terzine di endecasillabi a maiore in rime incatenate ad anello ABA BCB CDC DED EFE FGF GHG HAH.
S'il mio amore potesse mai servire,
se l'esserci mio avesse utilità,
avrei trovato certo già l'ardire
per dirti la nascosta verità:
io t'amo, t'amo, t'amo e nulla più,
amo l'essenza tua e la tua beltà,
degli occhi tuoi mi trovo in schiavitù,
del tuo sorriso, della dolce voce,
di tutto ciò che rappresenti tu
fiamma vivace che il mio cuore cuoce,
profonda artista, donna assai capace
per cui da sempre il cuor batte veloce…
batte veloce senza darsi pace
il cuore stanco che dentro il mio petto
guarda in silenzio, ammira, batte e tace
conscio dell'esser pieno di difetto
tanto che neanche più dovea pulsare…
mentre la fine ignavo ancora aspetto
mi chiedo onesto: quando mai d'amare
diritto pieno mi son guadagnato?
S'è fatto tardi ancora per sognare
quanto tra noi non c'è né c'è mai stato.
Devo svegliarmi, debbo infin capire
che dir qualcosa è sol spreco di fiato.
29/01/2025







