Umanità chissà
già non possiamo più fantasticare.
Noi prigionieri del nemico - l’uomo -
stiamo a guardare i suoi fumi neri.
Per lui siam la “banda degli illusi”.
Ci tiene ben legati menti e cuori
chiedendoci il diniego del potere
di ogni sogno che siamo avvezzi fare.
Ci porta ad ammirar tutti i suoi droni
schierati in pista per spiccare il volo
e poi spaccarlo assieme al nostro cielo.
È sangue sulle anime innocenti.
Se moriremo d’astrusa realtà,
son pronti i versi del declino umano.
Ma la speranza mira alla coscienza
di chi, tra tutti i nostri carcerieri,
ancora sente il suono di campane
potente più del suono di sirene.
Ne basta uno a scuotere l’andazzo.
Così fosse, la banda degli illusi
darebbe il via a marce di parole
e odi soppianterebbero gli odî.
Se vivremo d’universale pace,
son pronti i versi della gioia immensa.
Incrocio lacrime di giglio
ad un battito d’aurora
e mentre il tempo del silenzio
mi si sciupa addosso
come eclissi sensoriale
d’un bacio vuoto,
così regalai
il leggio dei miei sguardi
a questi appunti di cielo
rubati ai confini del mio cuore.
Io che amai anche l’inverno
raccolsi pagine di neve
in un sepolcro d’illusioni,
ed è così che annegai
nei ricordi dell’eterno,
nell’incavo di un bacio vuoto,
rubato ai confini del tempo.
Mangiando senza fregartene di niente,
Affettati e salumi in gran quantità,
Poi surimi e formaggi a volontà.
A notte fonda lo stomaco si ribella,
A quanto in alto si era aggiunta la nutella,
Un lungo peto anticipa la levata,
La tua sagoma va in bagno sconsolata.
L' attesa è poca e assai limitata,
Splash ripetuti animano la nottata,
Un susseguirsi di gettiti cadenzati,
Che in fondo al water son catturati.
L' intestino elimina quanto in eccesso,
Un acre odore regna senza permesso,
Il tuo gomito sul quadricipite femorale,
Rende la circolazione assai anormale.
Il tutto va a termine non senza imprecazione,
Ti raccomandi di far più attenzione,
Ciò nonostante la battaglia è stata vinta,
La prossima volta però evita almeno la pinta.
ignari passeggeri a me d’attorno
qualcun sale, qualcuno fa ritorno
ognun di vita va per le sue rotte.
Li vedo in carne e ossa ma i lor volti
non lascian trasparire i lor pensieri,
gioie, dolor e i loro desideri,
e i silenzi diffidan pur gli ascolti.
Questi ultimi versi mentre viaggio
sto per postar sul sito mio virtuale
cercando consonanza spirituale
d’anima ignuda mia, del mio linguaggio,
ad ignoti avatar mando il messaggio
ma di chi mi sta attorno non mi cale.
del non confine la lunga retta è falsa.
Di sopra, un cielo sfaccendato e stanco;
di sotto, un mare che vuole provocare
in questi istanti che lei mi manca un po’.
È orizzonte da circuire.
La linea sua vorrei ora rubare
per farla di matita diventare,
da scorrere e poi riscorrere sul blu
e disegnare il viso che mi aspetta.
*
Stesura 2007
Terzine di settenari a rime incatenate ad anello ABA BCB CDC […] MNM NAN.
On line a consultare,
a legger dati e storie,
a scrivere e sognare…
tesi consolatorie
vendute per certezze,
lunghe giaculatorie…
oppur finte bellezze
nei floridi mercati
di mendaci carezze.
Narcisi iperpompati
che scalano le vette
dal popolo osannati,
fanciulle tutte tette
che pure in una stalla
starebber troppo strette…
di tutto viene a galla
durante il navigare
nel digital Valhalla.
Se insisti nel cercare,
le cose un po’ più serie
pure le puoi scovare
schivando le macerie
dei troppi analfabeti
che non fanno mai ferie,
ma in mezzo a tanti peti
turando bene il naso
bisogna andar discreti,
perché capita il caso
che nel parlar di scienza
o storia o lingua, invaso
trovi in grande presenza
da vari complottisti
fieri d’appartenenza
ai circhi qualunquisti
di svegli illuminati
da cui lesto conquisti
epiteti sgraziati
perché pari schierato
con quelli “più studiati”
e non hai frequentato
“l’asquola della strada”
dove s’è laureato
il fiero googleista¹
od anzi ancora meglio
dei social il copista,
di tutti lui più sveglio
che il mistero nascosto
nel digitale speglio²
a lui solo fu esposto
dal sistema censorio
perché lui n’è discosto!
Diventa vomitorio
la piccola finestra
ch’era svago illusorio
e invece defenestra
ragione e getta in mare
dei neuroni l’orchestra.
¹: per la metrica, scandire 1[il] 2[fie] 3[ro] 4[gu] 5[go] 6[lì] 7[sta], parola che ho “inventato” ad indicare una persona che cerca la risposta a qualsiasi domanda sfruttando semplicemente la casella di ricerca di Google, ma nel senso di qualsiasi ricerca fatta in modo approssimativo con strumenti generici senza mettersi a studiare seriamente documentazioni affidabili;
²: specchio.
27/01/2025
Da qui
riesco a vedere l’inverno
cristallizzato su un pugno di case
da qui lo accarezzo e lo adagio
alle finestre rettangolari
dove il raccoglimento delle nuvole
danza tra le ombre della stanza .
Se potessi vorrei portare il pigolio
in un nido dei boschi o una melodia
nel silenzio delle vie.
Troppe mancanze
hanno strade asciugate dal vento e
il cielo non più sorvegliato
scivola giù e
gira , gira , sopra la mia testa.
Vorrei ricordare l’ingenua neve
nel suo tentativo di coprire sangue
per illuderci forse che ogni cosa
possa essere occultata, mai esistita.
La memoria, però, travalica il bianco,
va oltre ogni filo spinato, oltre ogni arma.
Supera distese perverse, malanime,
recinzioni incomprensibili e fa la storia.
Io amo cantare le gesta dei miei eroi
ma devo, perché voglio, rammentare il male
per fare in modo che mai più si ripeta.
E tuttavia, davanti a un foglio immacolato,
mi chiedo, oggi, cosa può fare un verso
se non il verso all'impotenza umana.
La mia poesia, che tanto chiamo in soccorso,
non é capace, neanche lei, di lenire dolore.
Solo pregare.
*
26/01/2023
Pioveva un fumo nero
nel cielo di Auschwitz,
i miei cari non c’erano più
e l’anima tremava
ad ogni grido nazista,
ad ogni sevizia consumata
su questi brandelli di pelle,
su questi involucri
di corpi vuoti
derubati anche dei nomi.
Pioveva un fumo nero
nel cielo di Auschwitz,
nell’indifferenza del mondo,
nei silenzi di Dio,
fra mura di filo spinato,
fra il cigolio stremato dei vagoni.
Pioveva un fumo nero
nel cielo di Auschwitz,
era un mondo assassino
a decidere delle nostre vite.
mente e cuore non dimenticano
dove la crudeltà corre sui binari del
dolore ,dove a grandi e piccoli
hanno tolto la loro dignità, ogni attimo
distrutto da chi si era impossessato
del loro potere, ma nessuno più deve
dimenticare quanto l'uomo
di tanta cattiveria senza pentimento
siano stati capaci di come l'uomo
tanto dolore
abbia procurato .
Viaggio della memoria per le vittime
dell'Olocausto di quei bambini
di tanto coraggio.
Lacrime continuano a bagnare
i nostri visi mentre i ricordi
sono sempre più decisi ,
di quei cuoricini che battevano
all'impazzata quando le loro mani
dalle madri venivano strappati.
Una vergogna di un dolore
incontrollabile
tu uomo mai potrai dimenticare,
il cuore ascolta ancora il dolore
mentre il viaggio della
memoria continua ad urlare il suo
terrore. Luoghi impressi nella mente
nessuno mai ricordi cancelleranno.









