La poësia, si dice, vien dal cuore.
E’ metafora in ver, vien dalla mente
ché il cuore, benché evochi l’amore,
è sol pompa che va ritmicamente.

La mente è psiche, fonte d’emozione,
e pur se dà dimora ai sentimenti,
non esclude un appello alla ragione
senza cui poësia vive di stenti.

Un dì fu scritto il “De rerum natura” (*)
poema didascalico latino,
quindi dico “non è l’uva matura” (**)
alle volpi che alzando un lor ditino

ritengano spocchioso il poëtare
su legittime ipotesi scientifiche
che crëazione voglian confutare
mediante descrizioni immaginifiche

tradotte in versi, ch’abbiano sfiorato
una questione antica quanto l’uomo,
punto crucial: Essente oppur Creato?
Un tema che richiederebbe un tomo

senza giunger poter a soluzione.
E della vita analogo mistero:
abiogenesi e quindi evoluzione
o tutto per divino magistero?

Di appassionare tutti non mi aspetto
né ch'esser possa “poetico” inteso
quel profondo sentir dell’intelletto
di fronte al grande enigma a noi sotteso.

(*) Tito Lucrezio Caro, primo secolo a.C., poeta e filosofo epicureo.
(**) La volpe e l’uva, celebre favola di Fedro “…vulpes… uvam appetebat...quam tangere non potuit, descendens ait: ”Nondum matura est, nolo acerbam sumere".

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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In navigazione tra docili bufale, 

inondato da ingannevoli fake,

al largo di un personal web

allargo la rete con un social net


la realtà sempre più distorta,

piattaforme dolci fette di torta,

post virali e simulazioni virtuali,

ali per volare ali per cadere


la guida sicura senza mani,

nel frigo la lista per la spesa,

spera l'uomo nell'intelligenza artificiale,

spira l'umano nell'artificiale intelligenza.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Oggi sono passato dal tuo asilo,
Con le lacrime avrei riempito il Nilo,
Ricordando quando ti accompagnavo,
Lasciandoti della solitudine ero schiavo.

La porta è sempre la stessa,
Par di veder sul vetro te riflessa,
Cerco la bidella per condivider emozione,
Ma mi dicon che dall' anno scorso è in pensione.

Non è cambiato quasi niente,
C'è qualche bambino che corre innocente,
Mentre tu ora sarai sul tuo sellino,
A scorazzar in città sul tuo motorino.

Esco allora dal cancello sconsolato,
Varco la sua soglia quasi senza fiato,
Ricordando quel tempo che fu,
E che ahimè ormai non c'e' più.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Dove abita il vento?

Forse in una conchiglia

o in un ciel di meraviglia!

Fra i panni ad asciugare

o su è giù per queste scale?

E se abitasse per le strade,

in un bosco o per i prati,

e se vivesse fra i capelli

o nascosto nei cappelli?

Forse abita nel mare

con i pesci e le lampare,

fra ali di farfalla

o fra i rami che ora agita?

Io lo so dove abita il vento,

abita in ogni silenzio

fra nuvole d’argento.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1058 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Credevo di non aver fine
Come immobile pensiero 
Nella voragine 
Dell'assoluta adorazione
Il dolore scaturisce
Dall'inesplicabile punizione 
Vorrei tanto essere
Indissolubile come il tempo
In ogni frammento 
Che governa l'umore 
Di ogni stagione 
Libero di eludere le leggi
Dell'amore
E della maledizione 
Ripeto l'errore 
Chi sono io chiese l'uomo 
A un condannato a morte
La domanda è ancora lì 
Sospesa nel grigio silenzio 
Di luci e fiati pervasi
Dalla futilità dell'esistenza 
Quanto vorrei che la mia vita
Bruciasse all'istante 
Senza fare domande 
Pensare perennemente 
A quanto sarà importante 
Un solo infimo istante 
Le mie mani sono infrante 
Nella luce povera di spirito 
Che oscilla sopra la follia
Della mia anima vuota
Il cuore batte per qualcosa 
Forse lacrime dimenticate
In qualche solco deriso
Dalla miseria del mondo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Flaccide consistenze

tra massicce masse

di muscoli slegati

da ragione e cuore

e liftinghizzate apparenze

ci accompagnano nel viaggio

tramutato in speranza


di non cadere

tra dirupi e tentazioni

in quel divenire

agnelli o lupi

di un inutile sacrificio.


Vorremmo

essere come angeli

anche se poi

per poter volare serve

iniziare a rullare dritti

e, il decollo

potrebbe anche stupirci.


Ma incapaci ci limitiamo

e circoscritti al limbo

nemmeno i diavoli ci vogliono


per le nostre anime

pregne del nulla

ché nemmeno valgono

un due di picche.



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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Tre colpi forti 

il terzo più del primo

e fu un fatto transitorio

dove il mai è assente

e niente è infinito.

.

Da quale costellazione arrivo

o da quale pozzanghera fangosa

assumo la mia unica forma

ammesso che siano forme

queste elettriche fattezze

Mi piace

che non sia stato veloce
l’andare da allora a qui

fingendo una crescita

e un sollevarsi.

.
Il tornare non mi interessa

e non saprei come fare

a sistemare tutte le ombre

che coprono il sole

continuando a giudicarmi

al passato.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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Sensi di colpa del prima e del poi


lame affilate anche quando non vuoi. 


Son tredici i giri intorno ad un sole


vuoto silenzio: mancate parole. 


Quello che resta alla fine del tempo


è un rotto orologio fermo in un lampo.


Lacrime nere su un bianco giaciglio, 


sta nella testa un grigio groviglio.

Lenta la vita abbraccia la morte. 


Osservi incredula perfida sorte:


occhi negli occhi, domande gridate


cadon nel vuoto, son vele bucate. 


Ma tu sei qui, sempre forte mancanza, 


piccola stella, elegante presenza. 


Lasci l'amore e il tuo dolce ricordo,

come a dir: "siamo arte scritta sul bordo


d'un foglio bianco bagnato dal mare... " 


Sei il mio sorriso tra lacrime amare.

Puro disegno, di un cuore materno, 


rimani una bozza, dolore eterno. 


rapido il buio ha interrotto la vita, 


resti nel cuor sempre aperta ferita. 

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Profilo Autore: MArTe  

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Sestina di senari a rime baciate.


Serpe m'entra in seno…
calcolo il coseno
per saper tangente
se sia sufficiente
come protezione
da vecchia illusione.


21/01/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Scenderà:

la pioggia e bagnerà

il giardino dei miei ricordi

e le cose più belle

che il vento si è portato via

sarà poi la neve

a cancellare ogni traccia

lasciandomi con questa

maledetta malinconia.

E aspetterò:

che la primavera

sciolga il ghiaccio

nelle mie vene

poi col sole le foglie del mio giardino 

riappariranno forti e più belle.
E salirà :

la voglia di andarmene via

prima che ritorni

un altro inverno

prima che ritornino i ricordi

senza dire una parola

piangere o pensare.

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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Strofe di endecasillabi con rime a schema varabile

Breve fu il giorno ed è subito sera.

Non più trafitto da un raggio di sole
sono solo sul cuore della terra (*)
ove lungo i sentieri a primavera
rubai sterpaglie e fiori dalle aiole
di cui rimorso ancor oggi m’afferra,
fardello d’una vita avventuriera.
Ma fardello più ancor in cuor mi duole
dei fior non colti ma riposti in serra.

Ora che vivo quest’autunno tardo,
con freddo e scarsa luce nella stanza,
questo fardello appoggio sugli alari,
accendo il fuoco e nel silenzio guardo
fiamme e fiammelle far tremula danza
di ricordi e rimpianti dolceamari.

E mentre si dissolve questo giorno
e i rumori s’attenuano d’attorno
sembran più vive le luci e le voci
delle ore fuggite via veloci
e ogni volto m’appar, ogni fattezza,
di un’incompresa allor nuova bellezza
e i conversari assumono sembianze
d’or per allor rammarichi e doglianze
per le parole pensate e negate
per i baci e le carezze non date
per le amorose intenzioni dissolte
per le allusioni intese e non accolte
talora per accidia o per pudore
talor per fedeltà ad un altro amore
talora paventando sofferenza
e talora fingendo indifferenza.

Ed ora ciò che manca a questo appello
e che prolungherebbe ancora un poco
il residuo baglior di questo fuoco
è quel che dei rimpianti nel fardello
deposi, senza averlo mai vissuto,
un destino struggente e sconosciuto.

(*): Spunto dai versi finali di “Solitudini”, di Salvatore Quasimodo, poi diventati celebre testo autonomo (“Ed è subito sera”)


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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Ferirei il cielo coi tuoi sguardi

e fiorirebbero parole dimenticate,

lune stipate nell’animo infinito.

Abbracci di te

mi assaggiano dentro

come giochi d’alba

spesi a meravigliarmi

in un giorno d’inverno.

Ed allora abbracciami ancora

come fossi capitolo d’universo,

poesia socchiusa sulle labbra,

mare scalzo che ti scrive dentro,

perché un abbraccio

è giardino di cuore

che profuma di te soltanto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Cammino in un sogno 
Perduto nel vento
Assurdi ricordi 
Amate pretese
La vita è strana
Semplice
Forte e delicata 
Dolce e amara 
Buona e cattiva
Quante anime sono passate 
Tra queste foglie delicate
Sfiorando l'essenza 
Che permea la loro esistenza 
Strappando a ogni saluto
Un lembo di pelle
Che non ricrescerà più 
Nel nome della fiducia 
La solita tragedia
Che narra di un cuore
Che conta le ore 
Per un folle amore
Nessuna carezza 
Nessuna ricompensa 
Ogni desiderio si consuma 
A lume di candela 
Ignorando le leggi della natura
Ho ceduto al fato
L'ingenuità di un sorriso 
Per cogliere la bellezza
Del suo viso
E sono scivolato
Irrimediabilmente
Nel dolore delle finte promesse 
Ora pagherò il mio errore 
Con il silenzio delle pietre.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Piove una notte di gennaio

sui caffè illuminati,

sulle strade ubriache d’inverno,

sugli sguardi degli innamorati,

sui silenzi appesi alle finestre,

sui comignoli addolorati

che sembran boccioli appassiti.

I tetti intirizziti

son fragili comete di neve,

merletti immacolati

e bianchi ritagli di cielo

a scrivermi di nuovo dentro.

Pianto d’orizzonte e pensieri

raccolgo fra le mani,

strade ubriache d’inverno

assaggiano il cuor mio

nel battito quieto dell’attesa.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Oltre la finestra
Le persone camminano
Nel cielo grigio
Dei loro passi indisturbati
Lontano
Ma non troppo
Echeggia il rintocco
Delle campane
Mi volto
Senza accorgermene
Ora siamo in due
In questa stanza
Che nulla ha da dire
Alle nostre rimostranze
Ci guardiamo
Senza domandarci
Cosa siamo diventati
Nascosti
Nell’ombra dei ricordi
Un desiderio assale
Le pareti infrante
Voliamo stretti
Immortalati dal tempo
Coscienti entrambi
Che domani
Non ci sarà 
Un altro giorno
Nel moto frenetico
Di questo mondo
Disfatti
Nudi sul letto
Sembriamo due matti
Che non possono
Tornare indietro
Da un viaggio
Che finirà dentro
Un lurido cassetto
Prima di lasciarci
Ci doniamo un bacio 
Raccolto dal cuore
Di un oracolo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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