Terzine di endecasillabi canonici a rime incatenate.


Vale in categorie grammaticali
ragionar d’inflessioni per i verbi
nei modi d’importanze assai speciali

presenti negli idiomi meno acerbi
tra i quali abbiam l’onore di contare
l’italiano (non servono riserbi).

Disponiamo in completo coniugare
del modo, d’arroganza certo privo,
adatto per pensare e dubitare,

subordinar qualcosa di oggettivo
al dubbio, ad ipòtesi e speranze
con eleganza grazie al congiuntivo

nemico schietto d’ordini e arroganze,
un modo certo inviso a ogni fascismo
che imperativo chiama a sue baldanze

di fianco anche al futuro in fanatismo
tenendo il congiuntivo assai lontano
in quanto ogni pensiero a imperialismo

gradito è quanto pulci dentro l’ano…
e il congiuntivo spinge a ben pensare
veïcolando in mo’ lapalissiano

che nulla per scontato si può dare
nel formular le nostre varie idee
senza che le possiamo dimostrare.

Ed or che la Cultura c’ha le apnee,
soggetta agli urlatori strangolanti,
c’è il rischio che alle prossime maree

il congiuntivo perda contro i tanti
convinti d’aver sempre la ragione
perché sanno gridar da militanti

in cori forti d’amplificazione
sospinti da chi parla solo a spanne
giocando coi cervelli in confusione

lanciando addirittura le condanne
contro chi studia e non resta cattivo¹
di guru analfabeti e ninne nanne

con cui stanno spegnendo il congiuntivo.


¹: prigioniero.


04/02/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Se non riesco a dimenticarti
Cosa posso farci
Sono uno stupido incolto
Un sognatore che si è perso
Negli occhi suadenti 
Di un'anima senza tempo 
Non mi vergogno a pensarti 
Se è quello che sento 
Circondato dal profondo silenzio 
Non so spiegarmi questo affanno
L'amore a volte è un inganno 
Le tue risposte 
Fanno traballare il mio cuore
Il più delle volte 
Rimango senza parole 
Ovunque vada porto con me
Un cenno delle tue labbra.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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http://youtu.be/g1hHtGUwTBc?si=i_AYV_pIWHWNMHR4

LYRICS: SKANDHA MUSIC: SUNO
Posso andare 

intorno al mondo 

tra gli squali

 e gli albatros 

silenzioso

 per sentire 

il suono dei vascelli

 all’imbrunire

Ma ogni cosa non è altro che un inchino

al tuo essere 

al tuo essere divino

Posso lasciare che i serpenti

salgano sulla la mia schiena

o gettarmi nell’oceano della città 

sopra un dorso di balena 

ma ogni cosa non è altro che un inchino

al tuo essere 

al tuo essere

divino

E farmi in quattro farmi in mille

lavorare

continuamente,

recitare mantra 

irradiare suoni al mondo 

che non sente 

ma ogni cosa non è 

altro che un inchino 

al tuo essere divino

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Profilo Autore: Skandha  

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Il cuore e... Il corpo

Il cuor sobbalza a gonfie vele
fra pensieri e sorrisi
sapendo che un giorno, a breve
sarai con me nel letto accanto
e bacerai le labbra ferme.
Il corpo e' indeciso e forse
di amor non vuol piu' sentir e ne delle sue pene.
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Profilo Autore: Maddalena  

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ci ricaschi con la poesia
pratica inesatta di mandar giù groppi.
tocca alle preghiere scomodare il forse
vestire la croce e rimpatriare l'anima.
nulla che assicuri di uscire indenni dalle ripetute nascite.
tu sei prigioniero dei risvegli
e della pigra carrozzeria di carne. Chiaro?!!
sorseggia la notte,piuttosto
e prova a vedertela con l'ossatura di una vergine.
magari allena i tuoi occhi
al travaso degli oceani.
dicono che hai affisso le tue esequie di inchiostro
allo sbadiglio del tempo. Vero?
inutile diaspora di un cuore
povero di accaduti.
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Profilo Autore: luca zoppi  

Questo autore ha pubblicato 24 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il bullo firma

il suo estuario di violenza,

torchia col buio della ragione

la vita indifesa dell’altro

e lo sporca di soprusi

e lo sporca di vergogna

e lo intrappola nel silenzio

e lo intrappola nella paura.

Il bullo precipita nell’odio,

vince a scacchi con l’arroganza,

ma è solo un germoglio ammalato

gettato in un cuore accecato

che spera d’essere aiutato

a ridipingere d’amore

sé stesso e l’altro.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1058 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cedo i miei petali a chiunque
A ogni rosa che mi rivolge la parola
Che cosa sono diventato
Una brutta strada interrotta
Davvero sono così tante le scosse
Che hanno frantumato i miei sentimenti
Ora più che mai
Mi sento abbandonato alle ingiurie
Degli esseri poveri di spirito
Che con la loro ineffabile voglia di godere
Sulle speculazioni della vita
Stanno consumando quel che rimane
Di un infimo prato fiorito
Che cosa batte dentro il mio cuore
Il volgare sangue delle pietre
Quale oscura luce induce le mie mani
A compiere certe azioni per amore    
Vorrei tanto saperlo per evitare
Di scrutare il mio volto nel cielo
Non riesco a farmene una ragione
Nella vita in cui ora mi trovo
Vorrei tanto dimenticare il male
Di quelli che si proclamano esseri umani.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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IL CUORE PULSANTE DEL MONDO
Dio esiste ed è il cuore pulsante del mondo 
Un ventre fecondo e sudato 
Riflette se stesso 
in questo enorme stagno malato 
di nome Terra 
Ed erra silente 
negli occhi della gente.
Non ha fatto ritorno ancora nella sua Terra Promessa 
Poiche' essa è qui e nell'altrove
non si può appellare con un nome 
ne relegare in un luogo.
La Terra di manna e miele 
La Terra idealizzata dal Creatore 
è ovunque si professi amore.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

La diversità abbraccia il mondo.

È trama d’orgoglio

che ordisce l’incontro con l’altro,

orlo d’anima, prezioso come gemma,

spogliato dal battito stupido del pregiudizio,

sguardo d’umanità

disegnato sul petto del rispetto.

La diversità

è il colore della bellezza

che vive per il mondo,

una cicatrice di magia

posata sul tempo d’ogni vissuto.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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NELL' INCAVO DEGLI OCCHI ho radici di quercia ben salde 
riverberi onirici impercettibili
come astri celesti 
che palpitano come fronde 
sepolte da nevischio, labili.
NELL' INCAVO DEGLI OCCHI 
il mare che mi porto addosso
non trova argini nell'iride 
e arena ogni compromesso 
che la verità dalla finzione divide.
NELL' INCAVO DEGLI OCCHI 
Ho nascosto il mio passato animico 
ed un futuro ancora da scolpire 
nulla ho da insegnare a chi mi 
osserva con sguardo cinico 
poiché è necessario che egli
guardandomi venga guidato 
solo dal suo sentire.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Se potessi dar retta solo agli impulsi del mio cuore 
adesso sarei sotto casa tua pronta a rapirti e scappare via 
alla ricerca di un posto dove riesca a contenere tutta la bellezza del nostro amore
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Nella pioggia che cade non curante,
mi manchi
nella metró e in mezzo ai quadri.

Nei vestiti che cambio ogni giorno,
nella mia barba che ti piace così,
nel letto in cui la notte ti sogno
mi manchi.

Nel prurito che mi sta divorando,
mi manchi
nel tempo che spreco pensando a te.

Nelle parole che non ti dirò mai,
nel terrore che ho di perderti ancora,
nell'ansia di rivederti un giorno,
mi manchi
tra queste righe che non leggerai.
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Profilo Autore: Lars  

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Haiku 5-7-5 ispirati da un haiku sullo stesso tema dell’autore Kalotins.


Dalla miseria
deriva l’ignoranza
e torna indietro.


Dall’ignoranza
deriva la miseria
e torna indietro.


Indifferenza,
di cuore e mente assenza
senza coscienza.


Indifferenti
di fronte ad altrui stenti
poco accoglienti


04/02/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Scriverti è perderti
Nella paura dell'eterna esistenza 
Non esiste una fine ma soltanto un inizio
Dentro il cuore di ogni sprovveduto 
Questo amore inconcludente 
Ma grande come il mondo che respiro
Quando ti penso seduta altrove
Lontana dai limiti della mia voce
Quanto è dura amarti senza fine
Vivendo per te un sogno
Che non si realizzerà mai 
Attraversando ore interminabili 
Nell'oblio della sofferenza per non perdere
Ciò che ormai è perduto.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Mentre ogni dì fo un passo e nel camino
metto ad ardere un ceppo di mia legna,
a quel ceffo che incombe mi avvicino,
quel volto cui la vita ognun consegna.

Stesso è l’ardor che fin da ragazzino
di passion questa vita ancor m’impregna
e l’intimo sentir rende divino
quel poetico amor ch’entro me regna.

Ma sento avvicinarsi la mia notte
e il fuoco del pensier divien più fioco,
disorientato tra illusive rotte.

Non più orizzonti fiammeggianti invoco,
c’è solo un buio che la vita inghiotte
mentre il tempo mi sfugge a poco a poco.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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