come nelle ascese celesti
ci sei, mi tendi la mano.
La stella polare brilla sul tuo capo,
l'ago della bussola indica te.
Di sorrisi t'adorni,
come le danzatrici d'oriente
di diademi e sonagli.
La rugosità dell'ostrica non
immiserisce il contenuto:
la ragione della tua opacità
era da ricercare nei miei occhi.
Sussurrerò parole d'amore alle tue valve
perché riconoscendo la mia voce si schiudano
mostrandomi la parte di te che più conosco.
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In my descents into hell
as well as in my heavenly ascents
you are there, you hold out your hand to me.
The Polar star shines over you
the compass needle points at you
you adorn yourself with smiles,
like an oriental dancer
with diadems and harness-bells.
The oyster wrinkledness
does not impoverish the content:
the reason of your opacity
had to be searched in my eyes.
Love words will I whisper to your valves
so that hearing my voice they will open
and show me that part you that I better know.
la stessa atmosfera
il sapore nella bocca
la cantilena
Non è più lo stesso vento
lo stesso sole
lo stesso amore
lo stesso Dio
le corse a perdifiato
capriole sul prato
fotografie
Non è più lo stesso tempo
da quando il cielo
piange atomica sul cemento
da quando respiro gesso
e m'impantano
tra le fuliggini dell'odio
Non è più e mai più sarà
trasparenza
cristallina essenza
canto di cicale
ad addolcire l'aria
nella ricerca dell'appartenenza
Frana la terra
e mi esplode il cuore
come un vulcano contro la ragione
e rigurgito veleno
con l'acido negli occhi
aspetto nuove lune
Scrivimi ancora
come quando c'era la primavera
la luna non faceva paura
le lacrime bagnavano di gioia
le guance ancora calde
scrivimi ancora
come quando le notti portavan segreti
il dolore solo sfiorava
passi non frettolosi
anche in mezzo alla gente
scrivimi ancora
come quando ritornavo bambino
il succo degli agrumi
era nettare per il corpo
e l'anima volava
scrivimi ancora
se puoi
scrivimi ancora
se vuoi
scrivimi ancora
fino a raggiungermi
passando per le onde
spinto dal maestrale
raccogliendo immagini
di palme a foglie larghe
nel tiepido legno
ancora anni di storia
scivola il mondo
passa il vecchio
arriva il nuovo
sono ancora vivo
leggero ma presente
sono ancora vivo
dietro il sorriso
ancora la forza
sono ancora vivo
penso e sfioro
sono ancora vivo
leggero ma presente
ci sono
Tragedia dell'umanità, storia che resterà per sempre nella memoria di tutti, da insegnare a figli e nipoti, fare in modo che non debba succedere mai più.
di nascosto ogni tanto ,
mentre un suono sublime
accompagna il canto .
Assolo unico di voce e poesia
Sei bella come la pazzia .
Ti incontro e ti guardo
con un curiosita' bambina,
dentro il volo elegante
nella nebbia di una mattina
dal sole incerto e nero .
Sei bella come il cielo .
Ti distingui sempre e
non evito di scivolare
su quelle noci dei tuoi occhi
ed ammirare .
C'erano feudatari di castelli per aria
e inquilini vassalli con la testa fra le nuvole
I rimpiattini delle palline da ping pong sparate
qualcuno sotto la finestra a guardare gli altri alla tele
I sigari del successo in mano ai classicheggianti
e gli imbianchini comunque vestiti di bianco
Le campane che suonavano il morto in festa
e il merlo uscito dalla trincea per uno scherzo del sole
“Ma guarda qua gli schizzi sul mare che non ride”
e anzi si incazzava e sbavava brontolando
Tutti i figli di Zorro concepiti per il mondo
già pronti al mestiere di famiglia
Pure la badante che batteva le stecche nella banda
anche i clacson delle auto bloccate nell'orchestra
Miliardi spesi per miliardari in cartapesta
e pagliacci improvvisati col naso raffreddato
con occhi di ghiaccio
sulla maschera del mio viso.
Ho deposto il cuore
tra le braccia di un cosmo
distante e sfuggente.
Mi coprono ombre
fugaci e intriganti
che scivolano come fantasmi
sulle pareti vuote della mia mente,
e dimentico il mio sonno,
le mie ali, il mio domani.
Va lo sguardo sui ghiacciai sconfinati
dove ruota danzando,
controtempo, la mia anima,
grigia anch'essa,
come ombra obliqua
tra il vuoto e l'essere.
Di luce risplenderai
piu' forte del sole,
da me verrai,
dall'ombra di un passato
vissuto insieme.
Re e Regina,
per un giorno.
Amarci
ancora una volta,
dentro il castello i cui ruderi
in echi,
conservano
passi sul selciato,
le nostre voci,
grida di gioia.
Rincontrarsi in questo mondo,
un segno.
Mai si muore quando si ama.
Ritrovarsi
nella gioia di questo sole,
che fulgido esplode
come dardi in ogni angolo del modo.
La nostra luce.
Aaron.
Ritorna notte con le tue stelle
dentro l'animo assetato d'amore
e riversa nel silenzio il mio silenzio
mentre assaporo il vento
Culla con la tua brezza notturna
i miei fugaci desideri verso i pensieri
plasmati dal tenue ricordo
del suo viso stretto in un sorriso
Sospirami notte le tue parole
senza ingannare codesto amore
che cieco e spaventato dai passi solitari
si perde nel nero nell'inchiostro
portano il peso del mio cammino
nella neve, e di tante strade
di ingabbiati rigagnoli grigi. Io
voglio aspettarti a più non posso
alle tre, di notte e di giorno,
o sarò là dove tu sai
alla ferita degli autobus,
al museo del nostro tram dimenticato".










