ho cominciato ad apprezzare i vecchi film.
Ho trovato dentro molti di loro
il modo in cui vorrei amarti
e come vorrei che vivesse il nostro amore.
Gli innamorati si sfiorano con soggezione,
come se volessero evitarsi l’un l’altro
il brivido del contatto reciproco;
si baciano con rispetto
come se le labbra dell’uno
potessero incendiare quelle dell’altra,
con quella lentezza esasperante
che rende appieno il gusto
del prolungarsi del momento.
Gli amanti giacciono sempre abbracciati,
come se l’abbraccio fosse il preludio
e l’epilogo dell’unione dei corpi,
come se fare l’amore
fosse il momento del sogno durante il sonno,
abbracciandosi prima
per farsi cullare fino ad addormentarsi,
e abbracciandosi dopo per ringraziarsi
e per promettersi a vicenda.
In molti di quei film non ha importanza quale sia il finale,
è sufficiente il modo in cui i due protagonisti,
spesso, pur percorrendo strade diverse,
conservano nei confronti dell’altro,
lo spazio nel profondo del cuore,
per mantenere al sicuro i sentimenti, puri,
mai sporchi, indubitabili, sinceri, veri.
Così vorrei prometterti il mio amore eterno,
se potessi incontrarti anche solo per un’ora,
ti giuro che riuscirei a donarti
tutto quel calore di cui hai bisogno,
fino all’ora successiva,
perchè tu possa ricordartene,
perchè tu non ne possa fare più a meno,
perchè tu possa fartelo bastare nei momenti no,
dove lontana dalle mie braccia,
dai miei occhi, da me,
tu possa comunque trovare conforto, affetto, sollievo
e l’amore che meriti.
Vorrei che tu sognassi ad occhi aperti,
come solo le adolescenti sanno fare …
vorrei che tu sospirassi,
come solo le donne innamorate sanno fare …
vorrei essere il tuo destino,
come vorrei che tu fossi il mio.
Non credo più a niente
non credo alle parole
non credo ai bei gesti
non credo alla gente.
Non credo all'amore
non credo a dio
agli angeli, a padre pio
non credo alla vita
non credo all'anima mia.
Non credo ai sogni
non credo alla giustizia
non credo all’amicizia
non credo al lavoro
non credo al decoro
alla politica e all’alloro.
Non credo alla pietà
non credo all’equità
all’onestà, alla capacità
di sovvertire questa crudeltà
congenita immoralità.
Non credo a niente
non credo a nessuno
al momento opportuno
non credo al pentimento
non credo all’unguento
il bacio che sana le ferite.
Non credo più a niente
perchè più niente c’è da credere
ho fatto tutto il giro
e nel cuore mi rimane l’acredine.
Non credo più a niente
non credo alle lacrime
non credo alle svendite
non credo alle bambole
all'orgoglio, allo sfoglio
non credo alle poesie
concorsi a premi
trofei e pacche sulla spalla.
Non credo alle promesse
non credo al perdono
non credo al condono
e non venite qui a convincermi
portandomi prove di paradiso
qui è tutto un fuoco
pleonastiche considerazioni
ideali frantumati
pugni nello stomaco
amaro nella bocca
e schegge negli occhi.
Credo però
ai pochi attimi di gioia
angoli ritagliati nella baraonda vuota
che mi spianeranno la strada
verso la morte, verso la gloria.
Un desiderio senza fine
nell'incanto del crepuscolo
l'ultimo abbraccio
di pelle e anima adagiato.
Se solo avessi saputo
che era l'ultimo
ti avrei stretta più forte.
Lo sa il vento
quanto ti ho amata,
quell'infinito riflesso
che ora accarezzo
è solo un lieve ricordo
che cattura il cielo e
porporino lo riveste. ..
Sbocceranno le rose
e l'aria avrà il profumo
che hai lasciato.
Se puoi ascoltarmi
sappi....che ti ho tanto amato.
perso come tanti
nel volume del tempo
cosa esiste
di cosi' intenso
esiste per tutti
il giorno perfetto
Un amore
da dover rimuovere
la potenza dei ricordi viene meno
che profumo avevano
i fiori di quel tempo
Chissà se tra i tuoi pensieri
riecheggiano le emozioni
forse è tutto dimenticato
La mia condanna
è il tuo fantasma
che ritorna a tratti
non mi è possibile
con la ragione trovare quiete
Non provo rimorso
rimpiango quel tempo
che ci fu concesso
Ricordi di un cielo d'estate
cercare da profani
il nome delle stelle
perdersi nell'infinito
quanti discorsi mai finiti
La tenerezza dei tuoi baci
ne avevo paura
non te lo dissi mai
quanto tremavo
mentre mi apparivi
emanavi
una luce accecante
tutto intorno
mi sembrava immobile!
passo qualche minuto nel posto in cui,
in qualche modo, siamo stati più vicini.
Ho sempre l'inconfessabile,
assurda speranza,
di respirare la stessa goccia d'aria
che per un secondo, quando eri qui,
ti ha tenuta in vita.
O di poggiare il mio piede
sopra ad un tuo passo,
anche se fosse quello che ti ha portata via.
Chissà se guardandoti intorno,
hai visto quanto di te è colorato questo posto,
e quanto lo sono io ...
Quando tornerai qui,
ovunque metterai i tuoi piedi
non potrai non calpestare uno dei miei passi,
e ognuno dei tuoi respiri
sarà uno di quelli che mi terrà in vita,
senza di te ...
e i silenzi di queste notti,
attendere il passaggio di innumerevoli luci
e consonanti ripide,
sull'orlo di un desiderio
cercare il coraggio di un balzo
inimitabile,
afferrare quel sorriso
disegnato sulle vetrine di metropoli
tirate a festa,
costruire in un attimo
quello che infiniti tempi
non mi hanno concesso.
ma ad agire non ti sai spronare,
delle tue pene non accusare l'altro,
volpone o lupo sempre scaltro.
Tu stesso, infatti, accordi la fiducia
a coloro che ti tolgon la camicia.
Il giorno, in cui c'è la votazione,
tu voti senza nessuna riflessione.
Quel giorno di baldoria sembra festa,
invece, è foriero di venti di tempesta.
Sii cosciente e responsabile, italiano,
vivi da uomo e non da cortigiano.
L'Italia è pregna di deputati e senatori,
vere sanguisughe e tenaci roditori.
Come vedi, la tua terra va in rovina,
perchè costoro fanno ognor rapina
e tu, italiano, per la tua noncuranza
rendi servo te e la tua discendenza.
E ti domandi
cosa ti manca?
Ora che è tempo
di acqua cristallina,
di aria pura , di pioggia e di bruma,
è tempo di silenzi nascosti ,
di campi sperduti,
è tempo di fumi e
di profumi ,
di pane caldo e di brace.
Un gesto ha i suoi rumori
la sera i suoi colori.
Non chiederti al risveglio
cosa ti manca.
Gli azzurri spogli
stropicciati sulla neve
dimenticano il tempo....
.....Ed io non sono il vento.

e scuotono via
come i passeri con l'acqua
la luce invadente del giorno,
o fanno a volte addormentare i telescopi
a un sogno di triangoli variabili -
qualcuno leggendo ma non credo li prenderà in tristezza
per una chiave data agli angeli.

Chi mi proteggerà più tardi?
a quali gambe mi potrò legare?
su quali mani immobilizzerò le mie?
in quale canto ripiegherà il cuore?
Adesso abbracciami, intrecciati,
mescolati nel ghiaccio sciolto
di un ultimo coca e rhum,
e non andare ancora via.
I bisogni e le pulsioni
sono istinti futili,
appena eterei;
tu credimi,
ti prego,
se ti dico
che l’amore
è ordine invertito,
è la piramide di Maslow:
capovolta, sottosopra, sovvertita,
rovesciata come un fiore triste.
È solo con te che mi realizzo,
solo con te che sei la sola:
la libido e la destrudo,
empirica e razionale
come un’infanzia,
la mia ingenuità,
il mio disarmo,
la vie en rose,
il primo sole.
Poi da oggi
la paura.
un proiettile mi attraversa
il corpo.
Paura...smarrimento
le lacrime fanno a botte
se scendere oppure no.
Ti senti impotente
al dolore
per la ragione della tua vita.
La paura si placa
al primo cenno
di risveglio.
Cinque minuti
di agonia
per la ragione della tua vita.
Dai vetri
le mie nuvole
hanno il gioco del vento,
parlano la voce muta del mare
indossano lo sguardo
del giorno
e solleticano il cuore.
Scompigliano la neve ,
s'alzano, s'addensano,
sbuffano e sbocciano
come un fiore.
Hanno
il mio pensare
disteso e trasparente
come un velo .
Ed io le custodisco
in silenzio
quando vanno tra le stelle
ad origliare.
Quando il mare in tempesta
ti portera' lontano,
sospinto dalle correnti approderai sull'isola
dove la musica del silenzio
aspetta le tue note.
Camminerai sulla rena,
sotto il sole.
Lo sguardo dentro l'onda
che sprofonda nell'abisso
per riemergere piu' forte.
Cosi' e'.
Cosi' sei.
La tua vita ad un bivio.
Non ti perderai in questo mare
perche' saro' io a giudarti,
nella rotta di una scia
di un profondo mare.
che per troppo tempo
ti ha visto sopito nell'oscurita',
dell'abisso.
fatto di neve
infernale inizio
inesperienza del dire
e sentimento nato
troppo presto
per capire, gioire
insieme
durare
insieme
morire
menzogna
del vento gelido
sul nostro volto
sferzato dal rossore
del dubbio di un amore
nato per gioco, irresponsabile
e vigliacco
stanco giullare del nostro letto
gelida illusione
cullata dall'ebbrezza
di un irreale trasporto
inifinita leggerezza
caduta in abissi invernale
di una realtà bugiarda.









