si ferma sul vecchio palazzo
una volta lussuoso,
nessuno più ne cura il giardino
nessuno ne dipinge le mura.
Solo un ricordo scuote la mente,
in periferia si consuma la sua
lunga agonia,
in queste mura hanno vissuto
coppie felici, ora solo rovina.
Un giorno un uomo
busso al portone di casa,
lei timida, una bella signora
lo aprì,era una notte al chiaro
di luna, se ne innamorò.
Ora la sera al chiaro di luna
lo aspetta e guarda lontano,
con lo stesso entusiasmo
che aveva quel tempo.
nel seguito e nella fine
delle sorde giornate d'inverno.
Ti seguirò nel bianco
e nel grigio del tunnel
che porta alla tua assenza.
Ti seguirò nel tempo
che dispensa avido
i tuoi sospiri,
ti seguirò perché,
da amante vero,
ho la forza del destino
che ci insegue.
Il fiume
fluisce lento .
Origlia
i sussurri degli alberi
custoditi
dalla neve.
Sfuma
rumori nuovi.
Un turbinio d'ali
intreccia
lo sciabordio
delle acque.
Incrocia poi
una pallida luna
ammiccata
nella notte
silenziosa.
Amando il mare!
« Sfortunati i popoli che hanno paura dei poeti. Rischiano di neppure riconoscerli. »
Anche quando le nostre menti
cancellavano tutto quanto avveniva
e il sonno prospettava rinascita,
noi restavamo il dentro
contro il fuori;
fermi in una condizione di fatiscenza bloccata:
in una corsa all’oro che non si poteva interrompere,
in una Calico cedevole, nella vostra nuova città fantasma,
in un sogno che, pur se avulso dal precedente,
era davvero sempre lo stesso.
Non voglio ancora morire, non posso,
devo mangiare terra cattiva e bere acqua sporca,
devo riuscire a guardare dove finisce la valle
per scoprire dove comincia la vita.
Prima pioniere e poi fuorilegge,
un tempo sognatore
ed ora
povero poeta.
«Zabriskie Point is everywhere»
ci assomigliamo molto
una parte importante.
Un consigliere, un amico,
il cugino,
un fratello.
Sei rientrato nella mia vita
ci siamo ritrovati
dopo tanti anni.
Ed è come
se il tempo
non fosse mai passato.
Il tempo
ci ha
allontanati.
Ma non è riuscito
a cancellare
il legame profondo.
Adesso è ancora
più profondo di prima
più stretto.
Ci sei sempre
basta una parola
sei presente.
Non c'è
distanza
che possa allontanarci ancora.
Si è creata
una magia
e non svanirà mai.
Un regalo
caduto dal cielo
per l’eternità.
DEDICA SPECIALE AD UN CUGINO SPECIALE.
Urlano le pareti vuote
invase da dolore e ragnatele
e sulle malconce finestre
i segni silenti dei cuori in assonanza.
Sul pavimento le scie del tempo
dove il sole ha scavato la sua tristezza
e sulla pelle rivestita da brividi
aleggia l'afflizione del cuore.
Tutto sa di muffa
e si respira aria umida
la mente si perde
va in cerca di qualcosa
che possa invadere l'anima perduta.
All'improvviso tace il cielo
quando la tua mano stringe la mia
allontanando il temporale.
senza creazione
mi aggiro in questo mosaico
di colori, aromi, calori,
neri vessilli di vecchi e nuovi barbari,
tra gli odori acri di pozzo di petrolio in fiamme.
In queste vene non scorre sangue
ma fluido oro nero,
al rtmo sincopato di armi automatiche
e singulti d'angoscia.
Qui soffia un tempo senza memoria,
senza ritorno:
ancora stiamo svendendo quel labile,
eterno guizzo di paradiso
che troppo umanamente tramonta veloce,
veloce come questi incerduli passanti.
Piove
e s'abbraccia il cielo
alle sue nuvole.
Mi spiegherai
come può nascere
una rosa a Primavera
se non ci fosse
questa lacrima
del cielo.
Benedetta
la pioggia
sull'erba dei campi,
benedette
le sue parole
e un fiume le attraversa.
Tu con me
e fuori
le nuvole
diventano tuoni.
Se guardi fuori
il ciliegio e i suoi rami
intonano Marzo.
inverosimile
imprendibile
con sforzo immenso
larghi sorrisi
meravigliati occhi
pur da quaggiù, oltre il confine
semplicemente stando vicini
nei nostri bozzoli
rimanendo noi
osservatori pignoli
bronzi luccicanti
ricercatori di ragioni da sfamare
con i volti chini, pronti ad annuire
attraversando in volo
la moltitudine di astri
ultimo ricercato sentire, che governava i nostri ventri
il nostro saper gioire
era in quell'azzurro
folto e denso
maestoso
dove ci saremmo persi
come in un labirinto
come la voce di queste righe
in quel cielo finto
e nell'anima una triste solitudine
mi prende,
un brivido di freddo nel fangoso,
inverno,Una
in un desiderio che non si placa.
Con la pioggia arriva la neve
e la nostalgia raggiunge i pensieri
più reconditi,
il dolore aumenta forse finirà questo
inverno, questa solitudine eterna.
La pioggia è sferzante
e nell'anima una solitudine avanza,
a volte mi sento uno sciocco
mi lascio vincere dai sentimenti più puri,
di questo cuore immenso.
Tu porti la brezza di verità e un venticello
leggero mi scuote, si scuote i miei sogni
e allontana la gelida solitudine.
Ricordo il tempo trascorso
all'amore donato al sorriso felice
orgoglioso di te,
del pensiero profano, delle notti insonni,
all'amore vissuto,
intanto gli schizzi cadono felici.
sono sempre in procinto di salpare
per respirare la libertà e la luce.
Il vento, però, non spira in poppa
ed io attendo, mirando l'orizzonte.
Come l'uccello, cui fur tagliate l'ali,
non può spiccare il suo leggero volo,
nell'azzurro cielo, dove quiete regna;
così io resto nella vecchia tana,
dove l'ombra è sempre più profonda,
dove politica è demagogia immonda,
dove a mortorio suona la campana.
Qui mi sento un verme, che si nutre
del frutto marcio, nel qual fu generato,
dentro il quale vive ed a forza alberga.
Sei tu
il pensiero e la sostanza,
tu il tempo che avanza,
la cornice di tutte le sere,
la ragione vera
delle mie primavere.
Dai vetri
un raggio di sole fa luce nel buio ,
rende leggero il respiro
del mio sonno.
Tu l'attimo eterno
del mio risveglio.
Ieri, oggi, domani..
Io con te
un ricamo di mani.
sornioni
si lisciano il pelo
all’ultimo raggio di sole,
la luce da est
s’introduce
fra nuvole grigie
che cercano
spazi d’inverno
la sera che avanza.
Scintilla fra i rami in attesa
di gemme e di foglie vitali
che a marzo vedranno il trionfo
di tutto l’immenso Creato.
Sto qui a godere pur io
del raggio che squarcia le nubi
ma l’animo trema al pensiero
di fosche tempeste future.
in volo guardava l’airone
aveva mille colori e,
si librava guardando il suo
amore.
Si soffermava sulla riva del
cuore e lo amava,
si vedeva da lontano che era
per lui l’amore.
Condivideva questo amore
fatto di anima e corpo,
si aiutava la sera abbracciando
i sogni.
Dipingeva il cielo d'azzurro
con i colori dell’arcobaleno
ed era felice,
mentre l'usignolo cercava
un ramo per fare il suo nido.
Nel freddo inverno nessuno
lo accoglieva,
ora onde sonore penetrano
nei pensieri ed è sogno.







