Son già due lampade verdi che incontro
in due anni luce,
in due città diverse,
lampade che scalderebbero a malapena
fili di ragnatela,
e ogni volta è salito
dai miei binari di neve
un incanto -
pochi spiccioli di martora, si sa, rimangono,
rimangono sempre sul fondo,
freddi come quando d'inverno alla cassa mi danno il resto
e tutta la vita si riduce
a una miseria, un sacchettino di panno.
Da quei buchi, nel frattempo, passa il sole
e la vendetta arriva all'uva acerba.
Tribù luccicano come quegli strani grumi di sabbia
fra il bitume a riva.
E' lì che i bambini giocano leggeri
non avendo mai conosciuto il meglio.
Silente, un animale m’accompagna
ed il suo dire è di un solo suono:
miao.
Il mio gatto è l’amico preferito;
quando arrivo nella mia campagna
mi miagola e poi si mette prono.
Una parola il suo scibile contiene,
ma basta a tutto ciò che vuole dire
ed è garbato, pur nel contraddire.
L’uomo tante parole in mente tiene
e più ne inventa e più Babele ascende;
tutti sappiamo la fine che ci attende:
solo discordia, guerra e sopraffazione,
matrigne della vendetta e del taglione.
Una sola parola l’uomo usar dovrebbe:
amore,
che fu la culla dove nacque e crebbe.
è il grattare della matita
nell'ora scura della notte
arrivata alla spalle
Il manto nero senza limite
perimetro del suo corpo
si rilassa su ciò che è grave
facendo uguale, ciò che è diverso
Quieta le domande, senza sapere
Tremiti d'inquietudine e tranquillità s'affacciano
come curiosi
Spariscono fiato e movimenti
immergendosi, senza resistere
La notte culla
spingendo al suo volere
anche l'aggravarsi della matita
Osserva
attende senza fremiti
con il suo profondo colore
Prepara al giorno imprevisto
amica per qualche ora
nemica al ritornar del sole
Amore notte
calda coperta
attesa finita.
cerchi concentrici e onde
si espandono come i
muti pensieri.
Nelle notti di luna piena
nascono leggeri i sogni
e le albe sono lucenti in
risvegli d’amore.
I sassi fanno un sordo
rumore ,
galleggiano prima di andare
a fondo,
sembrano sogni sospesi.
Si muovono come su onde
le tue agili gambe
e la musica si espande su
nuovi orizzonti di donna.
Meriti l'eterno, carte false farei
Come opera d'arte ti ruberei
tu che non ti ami e ti fai male un po'
rifuggi dalla luce e rispondi con un un no
Maledetta testarda ma ti amo cosi'
sento gia' che mi arrivi con "un si "
di rara bellezza drammatica
di divina enfasi empatica .
Domini lo sguardo della mia tensione
sempre con il passo della disperazione
affannato , stanco di chi si arrende
e un pazzo come me che ti riprende
Donna lunatica ti voglio anche cosi'
ti stringo gia' immaginando "un si ",
di forte destabilizzante potenza
di persa tragica sofferenza .
Occhiali nuovi
per la tenia che cresce piano piano
Mentre ti muovi
ti sta nascendo dentro un figlio strano
L'ombra sta lì al capezzale ore ed ore
al buio col suo viso smascherato
e passa il tempo a guardarti dormire
con il suo sguardo perso e allucinato
Le malelingue un po' come la menta
silenziose strisciano sotto l'orto
e con la loro gentilezza cruenta
han vinto senza che te ne sia accorto
Cercarsi
tra coperte e lenzuola
e respiri affannosi
tra passione ed amore.
Scoprirsi amanti infiniti
in un ritmo del tempo
dove non esiste fermarsi
rincorrendo ogni giorno
le ore...
Amarsi così
al di fuori di tutto
non esiste tempo
solamente parole d'amore
baci, carezze,
e sospiri del cuore.
Cercarsi nel buio
di una piccola stanza
lontano da occhi indiscreti
e da tutto.
Amarsi,desiderarsi fino all'infinito
e poi ancora... E ancora,
fino alla fine dei giorni...
che teme la luce dell'alba:
la tua alba,
fatta di storie di vento,
fiori, effluvi magnetici.
Ora questo mi rimane di te:
un piccolo souvenir
da riporre sotto il cuore
o il cuscino
la sera prima
dell'ultimo giorno di festa.
nasce, ingabbiato
fra le nuvole nere
padroni del cielo.
Quel sole che non
illumina, la strada
in silenzio aspetterò
la luce che mi illuminerà.
Le lucciole a farmi
compagnia consentendomi
passo dopo passo
di avanzare nel buio.
Era tutto così ovvio:
lo stridolio della corda di chitarra oltre la propia soglia del dolore,
la legge di Lorenz per i baci in un imbuto senza tregua.
Microsatelliti di sbadigli in tandem: li sentivamo.
Come un vecchio meticoloso si sarebbe accorto
dell'ora di cena spostata di un centimetro sul mobile immacolato,
noi ci saremmo accorti dello sbriciolamento di un punto lontano
e sentire fino a quel punto voleva dire solo una cosa:
eravamo ciechi.
Avevamo solo una nostra immagine mentale,
e ci bastava.
Eravamo più presenti di un peluche stretto nel sonno,
del respiro degli assiderati.
Era un fruscio il cercarsi delle mani
e un orgasmo gentile il riderci sopra.
Eravamo una delle tante definifizioni dell'amore,
e grazie a noi poteva propagarsi un suono
anche nel vuoto più imbecille dello spazio.
Ci sono momenti
che non hai voglia di parole
e fai silenzio al giorno.
Momenti che sorseggi
l'azzurro e la poesia
come un caffè
e i sogni tutti in fila
rimangono li adagiati
senza risveglio.
Ci sono momenti poi
stretti al petto
come questi
tiepidi e nascosti,
attimi benedetti baciati dall'amore
tra i profumi che sanno d'anima e di mani
tu mi sfiori il viso e senza voce
con me rimani.









