Che notte da tregenda
amore mio ho l’affanno,
bruttissima faccenda
non riesco a prender sonno !
Il naso che mi cola,
il petto che si squassa.
È inutile…che dici
che prima o poi mi passa !
Perché, vedi tesoro
ho altro a cui pensare,
non posso restar qui
a farmi macerare.
La febbre sale un poco,
poi se ne torna giù,
e quest’altalena
m’abbacchia sempre più.
Intanto il tempo passa
e il naso si fa rosso
tra uno starnuto e l’altro,
ad ogni “etciii!”diventa ancor più grosso.
Ma io ho da fare
non posso traccheggiare,
ho il cor che mi tormenta
ed il disagio aumenta.
Quello che ho da fare
è qualcosa d’essenziale,
non posso stare a guardare
per un attacco virale !
Ho da sognare te
durante la nottata,
non me ne perderei
nemmeno una puntata.
Non posso scaricare
sul tuo bel visino
il frutto devastante
del raffreddor costante.
Poi ti devo portar
su magici paradisi
d’amor ognor voluti
…ma senza i miei starnuti !
Mi sa che questa notte
ormai non sognerò
registro la puntata
più in là la rivedrò.
amore mio ho l’affanno,
bruttissima faccenda
non riesco a prender sonno !
Il naso che mi cola,
il petto che si squassa.
È inutile…che dici
che prima o poi mi passa !
Perché, vedi tesoro
ho altro a cui pensare,
non posso restar qui
a farmi macerare.
La febbre sale un poco,
poi se ne torna giù,
e quest’altalena
m’abbacchia sempre più.
Intanto il tempo passa
e il naso si fa rosso
tra uno starnuto e l’altro,
ad ogni “etciii!”diventa ancor più grosso.
Ma io ho da fare
non posso traccheggiare,
ho il cor che mi tormenta
ed il disagio aumenta.
Quello che ho da fare
è qualcosa d’essenziale,
non posso stare a guardare
per un attacco virale !
Ho da sognare te
durante la nottata,
non me ne perderei
nemmeno una puntata.
Non posso scaricare
sul tuo bel visino
il frutto devastante
del raffreddor costante.
Poi ti devo portar
su magici paradisi
d’amor ognor voluti
…ma senza i miei starnuti !
Mi sa che questa notte
ormai non sognerò
registro la puntata
più in là la rivedrò.
6 commenti
Penetra, scivola silenzioso
in tutte le mie pieghe,
fino all’angolo più profondo di me.
… Mi prende…
Esulta raggiante,
si coccola, niente lo turba.
Entra, si spalma,
sublima istanti d’amore
giace nella calda veemenza.
Serra a sé pur i più piccoli baci
tutte le parole, le più tenere
e le carezze appena sfiorate.
E… indugio
abbracciata al pensiero di te,
ad occhi chiusi…
in tutte le mie pieghe,
fino all’angolo più profondo di me.
… Mi prende…
Esulta raggiante,
si coccola, niente lo turba.
Entra, si spalma,
sublima istanti d’amore
giace nella calda veemenza.
Serra a sé pur i più piccoli baci
tutte le parole, le più tenere
e le carezze appena sfiorate.
E… indugio
abbracciata al pensiero di te,
ad occhi chiusi…
Cogliero' la rosa piu' preziosa
candida nel suo avvolgente profumo.
nel giardino segreto
in un mondo sconosciuto
dove solo tu conosci le parole per entrare.
Tra viole e asfodeli
sorriso che scioglie il cuore
mi vedrai come quella rosa
che raccolta per te
profumera' quella strada
che ancora ci separa.
Tra arcobaleni e venti di passione
nell'immenso prato dove germoglia il colore
cresce la rosa piu' bella.
Nacqui da falda pura
e così crebbi fintanto
la mano dell'uomo non temprò
l'anima mia frenando sentimenti.
Le mani che m'imbrigliarono
s'avvalsero di decise dita
concedendomi bellezza per limitati scopi,
rintuzzando l'anima.
Ma vigorose le radici mie,
profondamente radicate nella vita
tornarono a fiorire dal mio grembo
ch'è dono per amore.
Mi destreggio nella vita
con chiome a volte spoglie di gaiezza
accarezzando chi il cuore mi palesa,
ma ammutolisco in silenzi desolanti
se umiliano fiducia.
Sono un mare di voglie raramente accolte,
di tenerezze concilianti,
sono quercia ombrosa e forte
che vento non stranisce,
in apparenza fragile mi destreggio
fra gioie e penitenze.
Ancorata alla terra cerco il cielo
non fate che insidia offuschi lo stupore che io sono.
e così crebbi fintanto
la mano dell'uomo non temprò
l'anima mia frenando sentimenti.
Le mani che m'imbrigliarono
s'avvalsero di decise dita
concedendomi bellezza per limitati scopi,
rintuzzando l'anima.
Ma vigorose le radici mie,
profondamente radicate nella vita
tornarono a fiorire dal mio grembo
ch'è dono per amore.
Mi destreggio nella vita
con chiome a volte spoglie di gaiezza
accarezzando chi il cuore mi palesa,
ma ammutolisco in silenzi desolanti
se umiliano fiducia.
Sono un mare di voglie raramente accolte,
di tenerezze concilianti,
sono quercia ombrosa e forte
che vento non stranisce,
in apparenza fragile mi destreggio
fra gioie e penitenze.
Ancorata alla terra cerco il cielo
non fate che insidia offuschi lo stupore che io sono.
Potrebbe essere un formaggio
assai gradevole all'assaggio
invece è solo uno scrittore
perditempo a tutte l'ore
C'è chi è solo un gran maestro
della rima e della strofa
chi si crede un gran petracca
mentre è solo una mezza tacca
chi un signore in ogni cosa
sol per l'aria sua noiosa
Nel cortile letterario
vivon galli e gallinelle
scrivon tutti brutti e belli
son racconti e poesie
son finzioni od eresie.
Scrivon fatti assai privati
e messaggi riservati
fan richieste di amicizia
ammiccando a chicchessia
p’aver visto la fotografia.
E dispensan baci a tutte
quelle belle e meno brutte
e se dimorano vicino
lor ci fanno un pensierino.
Or quest'uomini le donne
vergin belle o gran signore
le vorrebbero provare
con la scopa dell'amore
anche se le lor sorelle
e lor mogli pure quelle
vorrebber caste e verginelle.
Quant'è bella la scrittura
senza in mezzo la verdura
E però non ci lagniamo
se perdiamo i gran valori
e ci rimangono i dolori
Or chi vuol capire intenda
qua tiro il laccio
e chiudo la tenda!
assai gradevole all'assaggio
invece è solo uno scrittore
perditempo a tutte l'ore
C'è chi è solo un gran maestro
della rima e della strofa
chi si crede un gran petracca
mentre è solo una mezza tacca
chi un signore in ogni cosa
sol per l'aria sua noiosa
Nel cortile letterario
vivon galli e gallinelle
scrivon tutti brutti e belli
son racconti e poesie
son finzioni od eresie.
Scrivon fatti assai privati
e messaggi riservati
fan richieste di amicizia
ammiccando a chicchessia
p’aver visto la fotografia.
E dispensan baci a tutte
quelle belle e meno brutte
e se dimorano vicino
lor ci fanno un pensierino.
Or quest'uomini le donne
vergin belle o gran signore
le vorrebbero provare
con la scopa dell'amore
anche se le lor sorelle
e lor mogli pure quelle
vorrebber caste e verginelle.
Quant'è bella la scrittura
senza in mezzo la verdura
E però non ci lagniamo
se perdiamo i gran valori
e ci rimangono i dolori
Or chi vuol capire intenda
qua tiro il laccio
e chiudo la tenda!
Ti cerco
al di là d’un vetro appannato,
tra profili sbiaditi di antichi sorrisi
e antenne,
che svettano al cielo
come fiori in un prato.
Ti vedo smarrito,
tra il cuore e la testa
mentre gocce di pioggia
ti sporcano il viso,
in un giorno che profuma d’inverno.
Il lampo ha spigoli
e squarcia le nuvole nere,
come l’addio nel tuo sguardo.
Tutto si compie
dietro un vetro appannato,
che confonde i confini
di ciò che è stato,
che strapazza i ricordi e nasconde i miraggi.
Così, adesso t'afferro
per l’ultima volta,
dentro questi occhi bagnati.
Sei solo il triste riflesso
che ancora resiste,
dietro un vetro ormai tutto appannato.
Due macchine,
due ingressi, un garage ed una porta,
un amore finito,
una figlia abbandonata,
erano felici un giorno,
ora si odiano, amano diversamente,
che siano appagati?
La casa costruita con tanti sacrifici,
ed ora?
Guardo le due macchine, sole e disperate,
e penso che anche io
forse non sono più felice di loro.
due ingressi, un garage ed una porta,
un amore finito,
una figlia abbandonata,
erano felici un giorno,
ora si odiano, amano diversamente,
che siano appagati?
La casa costruita con tanti sacrifici,
ed ora?
Guardo le due macchine, sole e disperate,
e penso che anche io
forse non sono più felice di loro.
Come un occulto cabalista
alla ricerca della parola che creò il mondo,
codifico e combino,
al chiarore di una luna assonnata,
pensieri e versi,
in attesa di donare vita al mio corpo inerte,
far pulsare il mio cuore
e costruire mille primavere
dove volare oltre questi tempi grigi.
Devo dosare segreti e profumi di gelsomini,
per forgiare un abbraccio
cha avvolga tutto il pianto,
il dolore, le intemperie,
un etereo abbraccio
che ci ricongiunga,
com'era nel silenzio dei primi sguardi,
quando la luce dell'alba
baciava i nostri cuori.
alla ricerca della parola che creò il mondo,
codifico e combino,
al chiarore di una luna assonnata,
pensieri e versi,
in attesa di donare vita al mio corpo inerte,
far pulsare il mio cuore
e costruire mille primavere
dove volare oltre questi tempi grigi.
Devo dosare segreti e profumi di gelsomini,
per forgiare un abbraccio
cha avvolga tutto il pianto,
il dolore, le intemperie,
un etereo abbraccio
che ci ricongiunga,
com'era nel silenzio dei primi sguardi,
quando la luce dell'alba
baciava i nostri cuori.
Lui che è morto ha saputo dal sasso velato di muschio
quanto essenziale sia per chiunque l'intravista vela,
il fischio di due bei gendarmi in blu slavato
con le posate inarcate a far luccicare il sole delle due -
lui che era poeta, aveva visto ad altezza di lucertola
degli uomini l'andirivieni asfittico;
tu che dici, contadino in giacca di stelle alpine,
con il tuo bue infiorato a braccetto?
quanto essenziale sia per chiunque l'intravista vela,
il fischio di due bei gendarmi in blu slavato
con le posate inarcate a far luccicare il sole delle due -
lui che era poeta, aveva visto ad altezza di lucertola
degli uomini l'andirivieni asfittico;
tu che dici, contadino in giacca di stelle alpine,
con il tuo bue infiorato a braccetto?
S'apre la clematide
sul fondo blu d'un cielo che gli si offre,
libera dal gelo dell'inverno
schiude all'aria i suoi pastelli, i suoi profumi.
L'emozione allora si confonde
in un soffitto infinito
non più d'azzurro composto
ma da mille sfumature di luce.
Oggi mi sento male
di un mal particolare,
mi duole l’intestino
con spasmi al pancino.
Un cerchio ho alla testa
che stringe e non s’arresta
il cuore che va a mille
trafitto da cento spille.
Spesso devo andare
al bagno a “ricambiare”,
mi devo tirar su
non ce la faccio più.
Mi vado a visitare
da un grande luminare,
tra mille “Uhm” procede
a ricercar la sede
di questa malattia
che affligge vita mia.
“Avete pasteggiato in abbondanza ?
Avete fatto lavorar troppo la panza ?”
“Macché, dottore mio sto sempre a dieta
al tempo di mangiar sono un asceta.”
“Avete controllato confezioni
degli alimenti, che fossero proprio sani ?”
“E che so scemo ?
Ci bado sempre al mio ben supremo !”
“Siete nervoso ?
Vi agita problema nel cor ascoso ?”
“E che vi devo dir, dottore mio,
solo il dolore di un grande addio,
di chi per sempre m’ha abbandonato
lasciandomi solo e disperato.”
“Ma allora, dimmi, che vieni qui a cercare,
impossibile riuscirti ad aiutare.
Vedi, per certe “malattie”
le cure mediche son solo fesserie.”
di un mal particolare,
mi duole l’intestino
con spasmi al pancino.
Un cerchio ho alla testa
che stringe e non s’arresta
il cuore che va a mille
trafitto da cento spille.
Spesso devo andare
al bagno a “ricambiare”,
mi devo tirar su
non ce la faccio più.
Mi vado a visitare
da un grande luminare,
tra mille “Uhm” procede
a ricercar la sede
di questa malattia
che affligge vita mia.
“Avete pasteggiato in abbondanza ?
Avete fatto lavorar troppo la panza ?”
“Macché, dottore mio sto sempre a dieta
al tempo di mangiar sono un asceta.”
“Avete controllato confezioni
degli alimenti, che fossero proprio sani ?”
“E che so scemo ?
Ci bado sempre al mio ben supremo !”
“Siete nervoso ?
Vi agita problema nel cor ascoso ?”
“E che vi devo dir, dottore mio,
solo il dolore di un grande addio,
di chi per sempre m’ha abbandonato
lasciandomi solo e disperato.”
“Ma allora, dimmi, che vieni qui a cercare,
impossibile riuscirti ad aiutare.
Vedi, per certe “malattie”
le cure mediche son solo fesserie.”
Mi troverai lì in piena luce
dove il sole accorcia ombre
e turba, penetrando foreste
la pace ombrosa delle forre.
Sarò ad attendere nel vento
quando alita crudo e terrorizza voli.
Sarà il mio volto che vedrai per primo
quando l'ombre s'allungheranno
e con dita idulgenti
si stenderanno sui cuori i silenzi.
Parleremo solo di noi
con muta voce e sonori pensieri
nell'ombratile quiete
che ci comprende oltre ogni dire.
dove il sole accorcia ombre
e turba, penetrando foreste
la pace ombrosa delle forre.
Sarò ad attendere nel vento
quando alita crudo e terrorizza voli.
Sarà il mio volto che vedrai per primo
quando l'ombre s'allungheranno
e con dita idulgenti
si stenderanno sui cuori i silenzi.
Parleremo solo di noi
con muta voce e sonori pensieri
nell'ombratile quiete
che ci comprende oltre ogni dire.
Scende rosso sangue
d'alchimie passate
il sipario
Ed il futuro accoglie
gli attori nell'incoscienza
che indossa una nuova maschera
in un palcoscenico di vita
tenace rimane la finzione presente
difficile interpretare ruoli
in caotici copioni
scritti nella follia mobile
del divenire
E gli attimi scorrono
come un fiume carsico
erodono scialbe profezie
il domani non ha un cielo
Lo sguardo ricade
sulla terra bruna dell'oggi.
d'alchimie passate
il sipario
Ed il futuro accoglie
gli attori nell'incoscienza
che indossa una nuova maschera
in un palcoscenico di vita
tenace rimane la finzione presente
difficile interpretare ruoli
in caotici copioni
scritti nella follia mobile
del divenire
E gli attimi scorrono
come un fiume carsico
erodono scialbe profezie
il domani non ha un cielo
Lo sguardo ricade
sulla terra bruna dell'oggi.










