portami via l’amore
nascondimi al sole
riflettimi nell’arcobaleno
dentro il cuore
e poi su fino agli occhi
dolce sulle labbra
baciami
legami i pensieri
stringimi tra le mani
dammi le ali
disegnami nel tuo cielo
ogni minuto
fino allo sbocciare delle rose
fresco il profumo
baciami
baciami ancora
con il tuo sorriso
baciami
baciami ancora
sfondo di lago che sguardo rilassa,
prato ordinato con alberi e fiori
riempie la mente di mille colori!
Di semplici gusti in gran sinfonia,
note armoniose per la compagnia,
contorni nitidi nell'aria pulita
d'una realtà che credevo smarrita,
l'ho ritrovata in un attimo solo
e l'anima mia spiccato ha un gran volo:
nel cuore s' affaccia un altro sonetto
per suggellare un momento perfetto!
Un grazie di cuore a te, Amico mio,
per 'sta giornata rubata all'oblio!
Se mi hai lasciato non temo d’impazzire !
Ti amo ancora, questo è un altro affare,
ma non mi sento ancora di morire.
Soltanto adesso ripenso con terrore,
d’averti dato ogni mio istante,
d’avere perso con te tutte le ore
spese per farti diventare mia amante.
E, che dire, sei stata anche laconica
La tua stanchezza avrei dovuto intuire,
messaggio affidasti a posta elettronica
le cose, tu si, le puoi mandare a dire.
Certo son stato buono, non mentire,
ho sol taciuto e t’ho lasciata andare,
sicuramente non vorrei sentirmi dire
che m’hai lasciato e ti sto pure a…scassare.
Va bene me ne torno al mio angolino,
mi lecco le ferite e più non parlo,
mi bevo, astemio, un bicchier di vino,
cerco di far tacere questo tarlo.
Chissà che non sia ver proverbio antico,
quello che dice Amor che va e viene,
spero che torni a me, ma non lo dico
non voglio prender gusto alle sue pene.
Giugno
profuma di grano
uno stelo
tiene l'istante tra le righe
appassito
sa di pane ed anima.
Ma nel ricordo
è un fermo di gruccioni
e baci di papaveri
sui covoni adagiati.
Le lettere falciano
il foglio piegato
e mille tasselli s'incastrano e sfilano
svolazzando leggeri
nel vento.
Assaporano
i passi e il sapore dei baci.
La luna
tremula e silenziosa
non dimentica
l'infrangersi delle onde e
i granelli di sabbia
tra i capelli.
In lontananza
le lampare... il solo rumore!
Ti vivo nel viverti
in assenza dei tuoi baci
calmano le mie tempie
che in frenetico pulsar
dischiude e dilata
quel profumo di gelsomino
ed io, tra il vento e il vento
nel vortice dell'essenza
annaspo per respirare
tutto il plausibile
e nutro il tuo respiro
Come un segugio
da lontano sento
il tuo prossimo rientro
e di neutro m'avvolgo
accudisco in cuor e in carne
l'essenza d'amor
che tanto vive nel viverci.
Quando ero chiuso nel tepore dell’uovo
non sapevo d’esser in equilibrio su un ramo,
e che l’immacolato piumaggio di mamma
sarebbe stato il mio unico abbraccio.
Ogni mio altro ricordo d’infanzia
è ancorato al vento del Sud:
la chioma corvina di papà.
che riemerge austera e arruffata
da un infinito specchio di acqua salata
mentre cinge il mio pranzo nel rostro,
e quelle sue ali splendenti e fatate,
che ammarano fiere e spavalde
sui miei minuscoli occhi
ancora accostati.
Poi il resto è paura
di cadere dall’albero,
di divenire facile preda;
prima di farmi, io stesso,
pennuto fiero e rapace
e un padre probo
e valente.
dentro ad una realtà
orami deformata
linee di colore inasprite
da gocce di sudore
dentro questo tempo
ascoltami
dentro gli occhi lacrimare
raccoglimi
in tutti quei frammenti da incastrare
parlami
con le labbra del cuore
sopra e sotto
come in continuo rendez vous
mi lancio e mi perdo
parole di fatica
pensieri vuoti
nella mia stagione
ascoltami
dentro gli occhi lacrimare
raccoglimi
in tutti quei frammenti da incastrare
parlami
con le labbra del cuore
raccoglimi e stringimi
fino a quando
nessuno spazio resterà
tra i miei frammenti
raccoglimi e ricomponimi
fino a delinearmi nuovo
nessuna ombra
dietro la mia immagine
il guerriero che s'accapiglia per la sua idea
cieco della convenienza, della paura di ferirsi
incosciente
d'inciampare rovinosamente
di sporcare gli abiti
di quanto dirà la gente
Amo
chi si mostra docile al cambiamento
senza considerarlo dottrina
chi si mette al pari senza lamento
senza moina
Amo
chi è un pò pazzo
per volere, malattia o finzione
senza aver ceduto a qualsiasi tentativo
di rimodulazione
Amo
chi non è mai arrivato alla vetta
con le ultime forze o con tutto il vigore
perchè lì, non si vive
si sta qualche momento per l'aria pura, il tramonto del sole
poi l'ora del ritorno giunge in fretta
Amo
chi m'insegna ogni giorno, ogni secondo
che non esiste il primo o il secondo
nè l'ultimo, nè il peggiore
che son solo idee nel passare, senza tanto contare
Amo
chi dipende, da qualcosa da qualcuno
perchè il bisogno è vita, è tempo
è il motore dell'esistere, non solo del momento
Amo
perchè mi è concesso farlo
senza giustificazioni, pressioni, fatica
che non punga come tarlo
con molti limiti, sbagli, ripensamenti
comunque amo, non so fare altrimenti.
Le case delle fate esistono.
Racconti di piccole immaginarie donne
che la notte vengono a giocare
con i nostri sogni
svegliandoci quando il pensare agita il sonno
regalandoci un sorriso.
Di giorno dormono
la notte vagano senza sosta
ammantate di misterioso fascino
come le piu' belle leggende.
Vivono nella terra dove sono nata
nel verde profumato del mirto
e alti afodeli
...ma a ben guardare
le fate dimorano in tutti i luoghi
basta aver voglia di sognare
come chi nei secoli
ha tramandato la loro storia.
Sono educati ed è proprio questo
il problema che vorrebbero avere
Sono tormentoni disillusi
per chi ne velocizza la morte per usura
Il pappone ne parla ancora
ma i suoi non erano proprio affari
Troia o no è scaduta già un'ora
e ripartire un minuto dopo porta solo dei guai
Essere di tutti il meno lesto
solo perché il tempo è iniziato così
e dicono sia pure finito
in altri universi impilati come lardelli
Battute d'arresto
e al colibrì prende un infarto
Se ne volava via così presto
perché era l'autore di un falso
Son parole che in bocca hanno un sapore
ed è questa la sgradevole idea
Sono bocche sciacquate a digiuno
prima che c'entri la malattia
Sono armi smussate dal vento
prima ancora che sia iniziata la battaglia
chi è stato sempre fuori sarà contento
montando sull'unico treno che alla fine deraglia
Quando il sole
si abbassa all’orizzonte,
posso distinguere tutte le stelle
da quella impalpabile e fioca tristezza
che mi intimorisce ad ogni crepuscolo,
da quel palcoscenico che si rabbuia,
dallo spegnersi delle luci di scena,
e dal fuggire delle ore dorate
che, a volte, persino io
ho saputo amare.
Siete voi, diletti figli miei,
i protagonisti di quel panorama
che non guardo ma solamente spio
dal lugubre golfo mistico della vita;
siete voi, che percepisco crescere
dalla platea stellata della notte,
e che non so più aiutare.
Abbiate pietà di me
e della mia paura,
perché io ci ho provato
a non esser per voi esempio,
a guardar le stelle senza perdermi
e pensar dell’esistenza come finzione.
Ma che ci posso fare se il sipario si è chiuso
come tagliola, sull’evanescenza dei miei sogni?
Voi però prestate ascolto alla flebile eco del cuore,
che un giorno, attraversando il mare del destino,
troverete anche voi che non si può brillare,
se non nella più tetra oscurità.
scritte fitte,
la mia vita.
Ti regalo una pagina,
bianca.
Riempila, se vuoi,
di grandi prati
e al limitare i boschi,
ch'io possa correre
e riposare sotto fresche fronde.
Riempila di albe, tramonti,
cieli azzurri e notti stellate,
che possa il mio sguardo estasiato
nutrirsi di questa eterna bellezza.
Riempila di desideri e tenerezza,
ch'io possa ancora
amare.
veloce il suono
che cattura e porta via
su danze semplici
con ritmi incalzanti
che trascinano ancora
vestito di tempo
di uomo che viaggia
parli di noi
di nuovo placido
scorre il fiume
e porta a te
la pesca migliore
silenzioso negli anni
lontano dalle luci
hai disegnato viaggi infiniti
volando tra delizie
fatte di natura
hai cavalcato le stagioni
vestito di tempo
di uomo che viaggia
parli di noi
di nuovo placido
scorre il fiume
e porta a te
la pesca migliore









