ci portò fuori dai luoghi
della memoria,
fuori da ogni parvenza di umanità.
Sguardi e mozziconi di sigarette
gettati alla rinfusa nelle strade
e tra i pensieri,
storie di albe e sottili trame di luce
che viaggiavano nella direzione opposta
alle nostre vite,
storie che non lasciavano
spazio alle parole,
parole essiccate nei deserti
vuoti e aridi delle distanze.
Chissà, forse ci incontreremo
in un'umida giornata del pleistocene,
in qualche remoto borgo medievale,
o negli esperimenti genetici
di lontani laboratori intergalattici.
Sveglia
prima del cielo
prima del sole
prima del vento.
Perchè possa ascoltare
il silenzio disgiunto
di questo limpido mare.
Luccicano i granelli
di vetrini e di conchiglie
ed affondo i passi
solleticandomi i piedi.
L'acqua è fredda
come dev'essere
quando è in solitudine.
Quattro pecorelle
si abbeverano di sale
in lontananza
e
un gabbiano stride zampettando
un equilibrio
instabile con l'aiuto delle ali.
Anche lui ama la quiete...
.....E s'allontana
Disfando l'ombra
sulla sabbia.
"Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c'è un nuovo inizio."
Mi fossi imbattuto in te, quel giorno,
all’angolo fra la Bleecker e la Downing,
e non nell’effigie di un jazz che moriva,
avrei saputo dipingere decine di pecore
dalle tinte cangianti del mattone grezzo,
e avrei chiacchierato con te, e sognato.
Ma il deserto che mi cresceva intorno
non era fatto di granelli di sabbia,
era piuttosto un nugolo
di poveri uomini,
ciechi, tristi,
tanto soli.
E non c’era
un giardino,
mon petit prince,
in cui crescere rose;
e neppure una volpe
con cui fare amicizia.
È andata così, però:
e questo mio dove
e quel quando
sono stati
la sola
acqua
con cui
far bene
al mio cuore,
la sola terra su cui
potermi lasciare franare.
Sorride, questa, ma senza una voce
perché nessuno s'accorga.
Così il mio scopo è raggiunto,
e del guscio che si butta per la noce
e delle quattro farfalle bianche infilzate di gioventù
o che ne so, di raffinati illuminismi -
So che il cardo a quel tempo cresceva coronato d'angioletti.
solo nuda verità
anche il viso
ormai dipinto di età
scorre immagini
che mai più scorderà
tra il silenzio
ed il ricordo
affiora lo sguardo
colpevole d’amore
come film in bianco e nero
le parole non servono
nascosto al tempo
che passa
accarezza
e non si ferma
nascosto al desiderio
che ha allevato
e poi reciso
in poco tempo
Cosa rimane dopo di te,
poco.
Questo poco ancor desto
lo trattengo e difendo
e combatto, combatterò
come una guerriera
che in pace difende la sua pace
e i suoni, le immagini
di memorie che scemano
giorno dopo giorno
lasciandomi così,
poco.
Così poco, così velato,
poco, troppo poco
e non basta la rabbia
che afferra quel gracile poco
serrando nel palmo
Poco è fuoco che arde
tremulo e lacrime, così
guardano quel poco
e m'insegnano che basta
per continuare a vivere
anche senza di te, madre.
Le inanellate donne di Siviglia
i volti bruniti, le risa addolcite.
Le palme brucianti di sole,
le calde notti dicembrine
di andalusa chiarezza,
prima di scollinare l'anno,
prima della quarantesima luna,
prima dell'ultima marea
della nostra ultima notte.
Infine il ricordo degli odori viziati
da un irripetibile addio.
lento e per sempre.
aliti di gioia quando,
quel tanto di nostalgia
mi bagna il cuore.
..Quando mi sento furiosa tempesta
e la notte non dà baci
ma solo schiaffi salati.
… Quando le ombre
allagano la mia paura e
dentro mi rotolano onde di ghiaccio,
vorrei respiri tiepidi come carezze,
sole di primavera.
Un po’ di caldi aliti
all’anima mia stanca.
Se dentro, poi, mi guardo e
ci scopro lacrime, allora vorrei
mille sogni ancora,
per alitarli al cuore e colorarlo….
«A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell’amore, il bel paese dell’arte. La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea. Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto. Tu sei un artista, io un pensatore.»
(Narciso)
Non c’è posto per il lustrascarpe
nella crescita dell’arte poetica,
e non c’è spazio per il ruffiano
nel sentimento del sublime.
E quanto a voi, amici sodali,
che siete sempre tanto abili
ad isolare mare e marinaio,
non dovete preoccuparvi:
avrete tutta la cambusa.
Non cavalcherà più onde
la parola del sognatore,
ma sarà treno ospedale
il mio nuovo convoglio:
sarà la casa che oscilla,
da dove il panorama
da veduta sbarrata
muterà in visione
quasi infinita.
trattennero il respiro
sulla croce dell'aria
intagliata dal legno
L'estasi cianotica
d'una mente implodente
si fissò
ossidata
dal peccato
di chi si riteneva senza peccato
Tre chiodi
trattennero il respiro
e sprizzarono sangue
vivo
vero
rosso
sempre più rosso
...
ma era solo veleno
assai graziosa e molto carina.
Figlia di un industrialotto,
facea la manager ed io ne ero cotto.
Quando s’alzava, tutte le mattine,
prima d’andare nelle sue officine,
mi chiedeva nella sua folle corsa,
d’andare a controllare anche la borsa.
No, non la mia, mi ripeteva piano
ma solo la Borsa di Milano.
Che se un giorno cambi atteggiamento
In te potrò riporre affidamento.
Sicuramente il suo intendimento
era di farmi amante e capomandamento !
come le stesse ormai sfuggendo
quello che io stessi, più o men, facendo.
Volea, insomma, che lasciassi tutto
per divenir totale suo usufrutto.
Quando finalmente la lasciai,
povero me, in un tunnel mi trovai.
Tutte volevan farmi modificare
perché potessi loro coccolare,
Fu allora che mi ripromisi
d’entrare subito in analisi.
Psicanalista rise e commentò :
lei sta bene, che meglio non si può !
Non è sapiente cercare di cambiare
quello che d’altri è tutto naturale.
Esser se stessi bisogna sia accettato,
piacer ad altri per il proprio stato.
E se non gli sta bene st’attributo,
dirglielo immantinente : “Ti saluto” !
e nel fulgore del giorno estremo,
tra le eteree nubi amiche
e nel freddo silenzio di una roccia.
Amami, nel connubio degli elementi
che si dissolvono al tuo risveglio,
nei vapori dei gas precosmici.
nelle odi elegiache dei mortali,
tra le orme dei passi sulle nevi
delle più alte vette.
Amami, nei sogni dei disadattati,
con la velocità dei corpi
in fuga dalle leggi della meccanica,
nei ritagli di tempo
di esuli e amanti senza più ombre e luci.
Ma cercami, cercami in te,
perché io fuggirò, fuggirò da me,
solo, solo insieme a te.
anche a rischio della vita,
per salvare i tuoi fratelli
fra le onde e le procelle,
tu dimentichi chi sei...
Vai per mare per salvare,
vai per mare per capire
che sei tu colui che salvi:
non inaridisca il cuore,
ricordarti che sei un Uomo!









