s'arrende al mare il flutto,
nascosta nel guscio la perla,
tuffati fino a vederla.
Vola nel vento solitaria,
dal verde rubato all'aria,
non finirà mai nella serra,
tornerà figlia, figlia della terra.
Così danza, con tanta voglia,
un valzer, quest'ultima foglia;
incredibile , a dir poco, l'indizio:
dov'è la fine, là c'è l'inizio.
Sempre assaporerò te
questioni alla mia mente
che per ancora molto tempo
non accetteranno la tua distanza.
veloci, le sue mani
e musica e pensieri
son voli di gabbiani!
Le note, con pazienza,
insegna a chi la segue,
che presto la sequenza
sul rigo legge e esegue!
Ha l'occhio sempre vivo,
lucente in un bagliore:
la Musica è il motivo
di tutto il suo fervore!
Per insegnar le note
usa la fantasia
e le parole vuote
colora di magia!
Il "Fa", una farfallina
svolazza sotto il "Sol",
del "Mi" il dolce miele
al "Re": quanto ne vuol!
La bella Sirenetta
che dice sempre "Si"
al "Do"no che l'aspetta
"La" in quello spazio lì!
Sei unica e speciale,
Maestra mia Valeria,
al saggio mio finale
la prova sarà seria!
Al mio primo concerto
ti voglio in prima fila
e del mio passo incerto
tu 'l mio talento affila!
La calma e la pazienza,
argini ai miei fragori,
contengon l'irruenza
dei miei 'nfantili ardori!
Domani, più matura,
anche se 'l core allieta,
studiare sarà dura,
dirò come 'l Poeta:
saprò quant'è di sale
lo scender e lo salir
per queste Scale!!!
Questa "poesia" è dedicata a Valeria, la maestra di musica della mia nipotina, di sei anni, al suo primo saggio di pianoforte.
me disse ” nun sei affatto naturale”,
c’avrò di tanto strano io pensai,
me disse che per lei ero speciale !
So bello a mamma mia, n’ ce lo so ?
E solo lei me lo aveva detto,
or che so granne granne, però
si me lo dicono casco giù dal letto.
Viè qua, o bella mia, bongustaia !
Te faccio vede de cosa so capace !
Sono de più de quanto non t’ appaia,
sono ‘n mandrillo e nun prendo pace !
Pace de che ? Argomentò mi moje,
sbucata fori inaspettatamente,
le notti dormi oppure stai a raccoje
li cocci tuoi virili, anticipatamente.
E goditela sta bellezza,
de forme “accidentali”
pe me è na schifezza…
e nun c’ha manco l’occhiali. !
di sole
sulle navi.
Vibrazioni
di colore
sull' acqua torbida.
Braccia ciclopiche
ruotano
sotto le nuvole.
Scivolano in cielo
tra voli
di gabbiani.
Barche nere
di piccoli uomini
in controluce.
Sfumano lontane
dove il mare
è più scuro.
Un tintinnio
di cime
nel filo di vento
mentre il faro
sonnecchia
aspettando la notte.
d'albe e tramonti
cercare di guardare oltre
ma ugualmente
esserti vicino a qualcosa
che la ragione
non riesce a spiegare
Il pensiero prende forma
immagina
un dipinto di scene vissute
che solo questo tempo
mi ricorda
Una realtà parallela
fatta di attimi
di libri mai aperti
di fotografie
ritagli sbiaditi
nei nostri passati
La violenza degli addii
ci si vuole troppo bene
il distacco
sei importante per me
anche tu lo sei
giura non ci perderemo
Gli occhi lucidi
quale alchimia lega
le persone
Poi questo mostro
che chiamano orgoglio
la superbia
violentare
la propria anima
implorando
il bene di quel tempo
Ricordi che hanno
il sapore del miele
Dove di trovi
nei miei sogni confusi
l'inconscio non mente
in questo spazio di me
che vuole cancellarti
in un dualismo
che non sembra avere fine.
ti dibatti ancora sul fondo della barca
come tu solo sapevi fare in un arcobaleno dopo l'altro
fino ad andartene sereno -
ma ora uno straccetto del nulla con puntini di sangue,
ov'erano attaccati angelici
gancetti d'amore.
è il sole
che fa gioire il giorno
ed è l’arcobaleno
colorato nel cielo
dopo tanta pioggia
fa tornare il sereno.
La mia vita
è vedere quel sorriso
attaccato ai miei occhi
e non vuole sparire.
Il mio caldo cuscino
la mia coperta preferita
che ha accompagnato la mia storia.
Il suo dolce profumo
come mare d’agosto
dentro un soffio di vento
caldo e leggero
lo rinchiudo dentro un piccolo
contenitore di vetro
per non farlo disperdere
così potrà accompagnare la mia vita
ancora per tanto
anche in eterno.
con inerti gesti condizionati,
radermi la mattina,
con i ricordi sopravvissuti
al profondo tunnel della notte
e delle piccole morti quotidiane,
sopravvivere così,
non mi basterà!
Occorrerà risalire la china,
sulle viscide pareti della prigione del giorno,
con eroici sforzi di emozioni,
anche gettando a mare le convenzioni,
con acute esplosioni psicosomatiche
e azzardati soprpassi di atti di pensiero
sulle strade del ritorno,
ritorno ad un altro amore,
ad un'altra felicità,
a un altro dolore,
ad un'altra sensazione:
ritorno alla vita!
Il mio canto d'Amore
è scritto nel cielo
e prima che il vento lo porti via
a smarrirsi tra le stelle
ti stringerò tra le braccia.
Voglio che il mio canto
anneghi nel tuo mare
cosi da cancellare il buio
e sfidando l'impeto delle onde
perdersi nell'orizzonte.
Il mio canto d'Amore
strapperà caldi sorrisi alla luna
fino a portarmi al nuovo giorno
e amarti fino a naufragare
tra gli angelici sospiri.
il fermarsi del tempo
ed ancora ritorno
ritorno verso quei campi
bagnati di girasoli
su quelle strade
che sembravano portare all’orizzonte
guardo la notte
il blu più scuro
e di nuovo ritorno
ritorno verso quei profumi
vestiti di nulla
eppure segnale certo
del tuo arrivo
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
non perdo nota
che non sia stata traccia tua
non guardo cielo
che non sia stato tuo
non percorro strade
che tu non conosca
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
voglio solo esserci
così come sono
nascosto dietro tele trasparenti
seduto su un punto
che può congiungersi al tuo
ti cerco ancora
vicino a quei gradini
su cui hai perso lacrime
senza vedere la gioia
aggrappata a te
quasi come una piuma
ti cerco ancora
tra le strade acciottolate
vicino agli spruzzi di glicine
che inondavano il crescere
e ti donavano
dolcezza ed armonia
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
non perdo nota
che non sia stata traccia tua
non guardo cielo
che non sia stato tuo
non percorro strade
che tu non conosca
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
si offre a nostalgici ricordi
mentre il cielo accarezza la sera.
Mio unico piacere il suo mezzo sorriso,
nella magia di questa notte,
un abbraccio di cielo
bucherellato da mille stelle.
Mi perdo nei pensieri,
tra file di reminiscenze,
cicatrici…
Vado riprendendomi le mie orme
sulla sabbia imbevuta di noi,
prima che la brezza ne cancelli la presenza.
… Sono mie, solo mie ed erano felici.
Or son ricordi e son lontani.
Dimmi, sei triste anche tu?
… Resta con me, malinconica luna,
fammi compagnia
Scrivo delle strade dell'alba
già vaporizzate da veleni variabili
per i miei occhi lacrimanti
da sempre più adatti alla notte.
Scrivo per i miei desideri alcolici
stupidi almeno quanto me.
Per il sesso rubato al tuo sonno,
per la tua infinita pazienza
mentre sopporti un vecchio
che avrebbe preferito chiudere
molto prima la partita.
Scrivo per l'autobus che non si ferma
per la gente che cambia marciapiede,
per il mio stomaco incivile,
per la scala della vecchia chiesa
dove mi stendo quasi ogni mattina,
prima dell'Inferno giornaliero.
Scrivo per la mia casa,
per le sue pareti di ferro e pietra,
per la sporcizia sul pavimento
per la carta ammucchiata
che incita, la mia mente analfabeta,
a succhiare le mie ombre.











