sui viali di tamerici
scogliere di schiuma
e onde azzurrissime.
Barche e silenzio
nei canali immobili
a ridosso di piazze
di ponti e stradine.
Antiche fortezze
a guardare le navi
dondolarsi nel porto
o svanire nel sole.
In cielo i gabbiani
a sfidare il libeccio
tra le nuvole rosa
e tramonti di fuoco.
Gente orgogliosa
dal cuore sincero
uomini e donne
di luce e salmastro.
Il canto del vento
a scandire le ore
ed intenso nell'aria
il profumo del mare.
nell'alito caldo di un amico,
negli spazi aridi delle certezze,
tra le pieghe di abiti e volti impeccabili,
nei campi arati in attesa del raccolto.
Prospera nei lievi sospiri
delle attenzioni amorevoli,
nei sotterranei laboratori
di fisica quantistica.
Gelida ossessione
di una mente affannata,
o fertile candore
di una ostinata voglia.
Fiore intricato come edera,
si inerpica sui limiti estremi della ragione.
Ha infinite radici,
radici inestirpabili
che attraversano tutta la terra,
ben salde al magmatico mistero dell'origine.
Mi racconti quello che è successo, “quella macchina ha smesso di battere, ha iniziato a suonare, disegnando una linea lunga orizzontale; le corse dei medici il massaggio cardiaco che non è bastato.
Appare la galleria lunga buia, una luce accecante, persone intorno a me si disperano, famigliari distrutti, mi consolano, quel fascio di luce mi porta via oltre la barricata.
Anche se sulla terra stavo bene, stranamente sono felice anche qua”.
Il tuo racconto mi lascia senza parole, ti ascolto ma tu non sei più con noi, nonostante tutto sento pace e tranquillità.
Mi trovo a pensare...la morte non è la fine della vita... ma è un viaggio, che ci porta alle persone a noi care, che non vediamo più.
“Mi sento diviso fra due barricate, vedo scorrere la vostra vita, vedo voi tutti che soffrite, mentre io sto bene”, “tutti prima o poi ci troveremo su questa strada, passeremo dalla vita alla morte, qua non esiste l’odio che c'è sulla terra, oltre la barricata regna solo l'amore, il corpo muore, non lo spirito”.
Ridi... tranquillamente bello come il sole, “tesoro nulla accade per caso... alla morte segue un'altra vita, chi resta soffre molto, è vero, devi dire a tutti di pensare che un angelo custode vi segue sempre, vi guida, la vita è solo una tappa, una stazione di partenza, oltre la porta vive lo spirito”.
bagna e porta lontano
quel riflesso disteso
quasi fosse specchio
calice di pelle ambrata
sgorga e disseta
ancora la notte
dentro il suo blu
il mare riflette
proiettando verso la luna
sfumature di pelle
intarsiate d’amore
il sole impaziente attende
dietro questa luna nuova
osserva e respira
rendez-vous d’amore
Ci amammo un’estate senza sosta
ar ritmo di una samba ad una festa
te colsi su la pista e non per posta !
C’amammo sulla spiaggia quella notte,
nell’aria c’era un suono de sirene
perché arrivarono tre auto poliziotte,
fare l’amor in spiaggia nun sta bene !
Andammo ner tuo arbergo a consumà
pe ripijà quell’interrotto incanto,
a cui nun volevi rinuncià,
ma c’interruppe l’omo de la porta accanto.
Nun te volevi arende…chissà,
“so troppo bello” me ritrovai a pensare,
cor desiderio nun se po’ scherzà
se ar cimitero volesti a farlo annare.
E non fu là concluso il tuo desio,
giorno e notte dovetti faticà
a scanso di mormorio
pe fatte fornicà
Ormai ero distrutto
‘n c’avevo forza più,
me misi ar braccio er lutto
pensavo a Napoleone e ar verso di “Ei Fu”.
Infin mi arruolai nella Legion Straniera,
nun sogno de tornà,
quanno che cala a sera…
me va da riposà !
già le tenebre
sussurrano.
Un velo nero
si è adagiato
sulle nuvole.
E' sceso
inesorabile
sul mare.
Un' ombra scura
è riflessa
sull' acqua.
Si muove piano
nell' ultima
luce.
E' un vecchio
solo
a piedi nudi.
Passa
in silenzio
senza guardarmi.
Il vento
cancella
le sue orme.
Lo vedo svanire
in fondo
alla spiaggia.
Come un fantasma
nel buio
della notte.
E nulla potranno quei petali bianchi
e quel tintinnio degli stami,
ma poi capisci che chiunque ti manchi
è nell'aria così come chi ancora non ami.
E poi un pomeriggio di colpo
li sorprendi a correre lungo i muri
e il giorno si fa sempre meno corto.
E' come se ci fossero sempre stati quei fiori.
E nulla potrà quell'ovario scoperto
se il polline poi non sa entrare da solo,
ma intanto che bello stare all'aperto
e vedere le rondini tornare in volo.
Ti guardo adesso imbalsamata sul prato
mentre cerchi di toccare un profumo
e accenni un sorriso perché il peggio è passato:
per una volta è facile esser chi siamo.
Il rossetto oggi non ti serviva,
il rosso semmai l'hai lasciato al tulipano;
non ti serve altro per sentirti viva
se non un filo d'erba da ruotare nella mano.
E i fiori mancati in questi fuochi incrociati
fanno comunque il loro lavoro;
tu li guardi e li lasci dove li hai trovati:
questi sguardi hanno già fatto il pieno di oro.
Ti scrutava l'amore ,
cercava il tuo corpo inesperto
per forgiarlo pietra cedevole
al vibrare del sentimento.
E lo affrontasti protetta solo
dai sogni, vaporosi petali,
profumati d'innocente candore,
grondanti speranza.
Sarà bello, ripetevi,
forte e tenero.
Ma t'infrangesti contro
lo scoglio del possesso,
mani rudi, vogliose violarono
l'anima e il corpo, smorzandoti.
Si infransero i sogni
e schegge taglienti ferirono il cuore.
Sorte di donna sovente penosa,
generata per trarre forza
dalla debolezza e rinascere
come fenice dalle rovine.
Il transito, le ossa, il pensiero,
i suoni, le voci, il ricordo,
il come si intende la vita.
Le varie interpretazioni,
i ruoli affidati e negati.
Ho guardato con attenzione le strade,
ascoltato le indicazioni ricevute
andando sempre in altra direzione.
Così non mi chiedo perché
(non me lo sono mai chiesto)
vivo senza alcuna spiegazione.
Ho vissuto in equilibrio
tra casualità e istinto,
respirando secondo la necessità
ho percepito il puzzo dell'attesa
cercato l'approdo temporaneo
senza il fascino della stabilità,
dell'arrivo amavo la partenza
successiva.
Non mi interessa il viaggio,
il mio è come quello di altri:
movimento vero per situazioni,
errori e soluzioni temporanee.
Ho anche trovato l'amore
strada facendo, verso l'arcobaleno
in un orizzonte irraggiungibile.
Devo questo fortunato onore
ad un bimbo che mi accompagna
mai stanco. Lui mi ha fatto vedere,
lui mi ha fatto fermare.
un rincorrersi d' onde
in mezzo alla ghiaia.
Brandelli di alghe
e vecchie conchiglie
frammenti che affiorano
dalla sabbia bagnata.
Qualcuna che rotola
sospinta dai gorghi
nel flusso ritmato
della stanca risacca.
Hanno lucidi corpi
di madreperla
intricati e sinuosi
con volute e spirali.
Sono piccole briciole
di vite passate
un segno tangibile
del loro passaggio.
Colorati ricordi
sugli involucri vuoti
che poco alla volta
si sciolgono in mare.
Nella luce radente
del sole che muore
un vecchio e un bambino
che vanno per mano
raccolgono insieme
quei gusci dispersi
queste tracce corrose
di lontane memorie.
dimmi come sarà il mio cammino,
impervio ora e sempre
o incontrerò spiagge dalla bianca sabbia
dove far colare le mie impronte,
gocce d'acqua putrida
Dimmi abbandonerà il cielo
questo colore grigio,
questo cielo percorso da nuvole
turgide di pioggia,come un seno materno
pronto ad allattare il cucciolo d'uomo
Dimmi tornerà a sorridere il sole
a riscaldare il mio cuore
strappandomi un sorriso,
non so più sorridere ….
e la luna sarà ancora lucente
e galeotta per gli innamorati d'ogni età ….
Dimmi chiunque tu sia,
Dio, l'universo o la vita
riuscirò ad essere ancora amata,
da chi da sempre lo fa
ed io riuscirò ancora ad amare
nonostante il mio cuore
molto stanco sia ….
Io ti rispondo e con certezza,
una certezza forte come la morte
che nessuno elude,
sarà così, l'amore non si uccide,
niente può estirparne le radici
se radicate e curate da sempre e per sempre ….








