« Poiché è donando che si riceve.»
(Preghiera semplice)
Alla mano destra e alla mano sinistra
di quel lontano e lunghissimo filo di case
Così, al di sopra e al di sotto del Celeste
pochi sbuffi di vento, complici di tenerezze,
respirano tra i capelli.
Una coppa gli occhi,
ricolmi d’azzurro col naso all’insù.
Inseguono qualche ciuffo di panna montata
che si contende una fetta di cielo.
…Fragorosa una risata,
ladra d’istantanee follie
resa muta da un tuo bacio…
Appoggio il viso
ai vetri e guardo il mare
confondersi con il cielo
in un azzurro ceruleo
e delicato
un'atmosfera
rarefatta
intarsiata
che m'incanta.
Capita
che anche le ginestre
danzano con il vento
tutte tramate d'oro
dipinte nel verde
abitano i sentieri profumati
dalle ore intatte della notte
per mostrarsi
poi alla Primavera
e alla la mia poesia.
finestre aperte su un profondo accese,
due stelle che t’invitano a sorprese
di sentimenti mai considerati.
Cadervi dentro, in tal profondità,
smarrito il senso e il ben dell’intelletto,
ridona a tutto ciò che hai nel petto
sapore quasi di irrealtà.
In un concerto antico
di mille colori intriso,
ti trovi in paradiso
In un contesto amico.
Entra, suvvia, gioioso
amore attende chi
dei suoi occhi s’impadronì
facendone il suo sposo.
Attento ogni oltre dire.
Sicurezza non avere,
coltivalo a dovere
…d’amor si può morire.
Mi scosto dal tuo corpo
lieve movimento delle labbra
risvegliate dal chiaro raggio
timbrano un nuovo giorno
sull'amata pelle
Mi scosto dal tuo corpo
ma non dal tuo cuore
ancorata in quel porto
mi sento protetta, sicura
Mi scosto dal tuo corpo
rimarco, sei amato
come di primo tempo
quando oscillavi
come foglia al vento
cercando d'afferrar il mio ramo.
M'avvinghio al tuo corpo
e denudo il caldo piacere
in parole silenziose
che ancor sa dirmi
Bisbigliami parole d'amore
impregnate di desideri
che, come ali colorate
danno vita al nuovo giorno.
con tratteggi di sole pallido
e tinte di acquarello di acqua salmastra,
là dove ti bagnavi nell'incosciente gioventù.
Solchi di sogni ingabbiati
esprimeranno le tue rughe,
acque felici scivolate tra le dita
in fretta nel mare dei ricordi.
Con il colore dei tuoi dubbi
costruirò la tua chioma di
angelo dannato precipitato
da un cielo troppo angusto.
Il soffio del maestrale dipingerà
le tue gote di un' inestimabile voglia
e l'alito di una nuova vita
darà voce alle tue incredibili parole d'amore.
Sono stato ospitato le ortiche vi somigliavano
nei pressi del vostro canale
impolverato e dove dormivate insonni
di grappolini bianchi più che asciutti
c'est-à-dire, soffermarsi poco
giusto il tempo di vedere salire sul razzo
un altro della mia specie, una parola però,
che lasciava a terra le sue scarpe
guardiane di un pelame sporco.
Passeggiando
in riva al mare
a piedi nudi
ascolto
e osservo
tutta la bellezza
ch'è intorno a me...
guardo il mare
luccicare
simile a diamanti
riflessi dal sole
Momenti di pace...
Mi siedo sulla spiaggia
in sua compagnia
assaporando
le emozioni che mi regala
guardando
attimo dopo attimo
il sole che va via...
il cielo si riempie di nuovi colori...
Arriva il tramonto
avanza la tenebra
e fa posto alla luna
s'accende il cielo
di miliardi di stelle
ad illuminare
il buio immenso...
Mi torna in mente Dio
e squallido schiavo,
libero a parole ma
incatenato nel cuore...
Sei schiavo degli altri,
del loro giudizio e
del loro pensiero
delle apettative e
delle delusioni...
Sei schiavo di te stesso,
delle tue paure e
della tua volontà
incapace di scegliere,
incapace di agire...
Sei schiavo del mondo,
delle circostanze sulle
quali non sai importi
Sei schiavo dei
sensi di colpa,
sei schiavo della
giustizia altrui...
E' libero solo colui
che ascolta il suo cuore,
la cui volontà non
è schiava di nulla...
Non devi render
conto a nessuno,
nemmeno a Dio
Vivi come meglio credi...
Non ho più paura, piccola mia,
del circolo vizioso della luce nel vuoto
né della massa negativa del tuo amore.
Ho imparato ad oscillare e a vibrare
dentro al battere di un occhio,
ho perseverato
nella proiezione
di pensieri caotici,
in una realtà illusoria
dove sbocciano ancora
il possibile e il probabile,
l’ispirazione e la creatività.
E senza alcun tormento
mi sono fatto leggero
come una piuma,
per lanciarmi
in quel maroso
di vento cosmico
che porta il tempo
a incrociar lo spazio,
e che porta l’uomo
a ritenere realtà
ciò che pensa
sia realtà.
di colui che ti ama, del tuo immenso mare.
Solo che io possa trasmetterlo a colei
che amore accese nei sentimenti miei.
In lui talor, gioioso, io mi immergo,
al dolce rinfrescar, le membra porgo.
Ma a lei vorrei far capire
che è un sogno già poter solo vederlo.
Il Glauco Jonio voglio decantare,
i suoi colori profondi esaltare.
Di blu e verde sono le sue onde
che lascia scivolare vagabonde.
Di notte con le stelle e luna piena
i brividi fa scorrer sulla schiena.
A timidi innamorati fa preghiera
d'accomodarsi sulla sua scogliera.
Canta canzoni dolci e appassionate
dalle sirene stesse suggerite.
Conserva nel profondo dolci promesse
che un caldo bacio suggellato avesse.
La sua canzone in fondo è sempre quella
che cantava Glauco alla sua Scilla,
Orsù vieni, te la farò ascoltare,
non sono Glauco però....la vuoi sentire ?
della fabbrica antica
fino all’incrocio
dello stadio nuovo
passera solitaria
battendo vai
la sera
finché non giunge l’alba
a ricordar
che il giorno è andato.
Tra clienti assatanati
e copertoni accesi
della notte innanzi
tu le scatole hai rotte
ma le tasche piene
di denari sonanti e tranquillanti
per la gioia del pappa
che senza fatica alcuna
alle spalle tue
s’ingozza niente male.
Or solinga passerina
accompagnatrice allegra
di bovi spensierati
e di agnellini
affrettati a casa
e corri a riposare
p’ esser pronta
ancor staseraOK
a poter così ricominciare.
trattengono l’odore dolce di noi
che riempie la stanza.
Che si spande e vive
tra le braccia e profumi
di penombre orientali,
mentre colorano i gesti e le parole.
Piano,
cerchi di essenze speziate
giocano con scie calde
di questa nostra notte.
Muore sulle labbra
il sapore forte di un’estasi
e lascia l’eco di quelle uniche
parole d’amore…









