L’oscurità nella stanza...
una luce fioca, quanto basta per vederti
davanti a me.
Hai dormito bene...mi domandi
con un filo di voce
ti rispondo...si.

Mi osservi...
Ed io osservo te...
Hai un bel sorriso...Mi dici.
Vestito nero...
scarpe da tennis bianche...
ti siedi di fianco a me.

Non riesco a dire una parola
sono agitata,
ora rilassati mi dici...Chiudi gli occhi.
Un brivido sulla pelle,
apro gli occhi,
non riesco a muovermi, mi sento paralizzata.

Una scossa elettrica
mi passa sulle labbra,
la mano sulla vita, sale...E scende.
Mi accarezzi...il respiro aumenta sempre di più,
mi baci...La mano si sposta sul seno.

Il respiro sempre più affannoso,
seguo il mio corpo,
l’oscurità mi circonda, la luce non c'è più.
La vestaglia trasparente si slaccia, la sento cadere,
rumori soffusi...un altro brivido,
sento la mano sulla mia pelle nuda.

Accarezzi il mio corpo,
il respiro si blocca per un attimo,
gemiti di piacere.
Il mio corpo rabbrividisce,
mentre la stanza è invasa da
odori inebrianti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Sei qui 
e non mi accorgo 
che sei bello da morire 
seppure ti ho guardato 
un'infinità di volte. 

Sei qui  
nell'attesa
che apri gli occhi 
indosso 
una tua carezza.

Adagio ritrovo
tutte le stagioni 
di una vita e
con  le tue labbra
traccio tutti i miei pensieri.

Sconfina la fantasia, 
 l'azzurro,
il buio, 
il parlare acceso 
la rugiada,
la mia poesia.

Tra i sapori 
assaporo
 le tue labbra.  
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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C è un periodo dell'anno
in cui le foglie a terra stanno.

Gli alberi son tristi, non possono gioire!
Senza chioma il freddo devon patire.

Senza frutto e senza fiore,
Allungano i rami verso il calore.

Il sole birichino, pensando d'esser divertente,
tutto l'inverno invece, dorme irriverente.

Si alza poche ore, e spesso veramente
non ha il tempo nemmeno, di diventar splendente.

Preferisce molto più, rintanarsi quatto quatto
sotto una gran nuvola, quel matto!

Sulla terra gli arbusti freddi stanno,
sfregandosi la corteccia con grande affanno.

Ondeggiano al vento senza la loro criniera
contando il tempo che manca a primavera.

Ma durante quel giorno d'inverno
un caro bambino fece un bel gesto fraterno.

Pensò al suo triste albero in giardino
solo al freddo e senza un vestitino!

Si ricordò di avere in soffitta,
dentro una scatola, accanto alla slitta,

tante lucine colorate,
che aspettavano solo di essere utilizzate.

Così felice, prese uno sgabello
e iniziò a vestire il povero alberello;

Lui curioso, paziente aspettava
di capire a cosa incontro andava.

Ad un tratto che sorpresa!
Ogni stella dal cielo era discesa.

Appoggiate ad ogni ramo stavan non di meno,
ed ognuna del colore dell'arcobaleno.

Rosso, celeste, argento e oro
l'albero brillava del suo più bel decoro.

Non era più triste e di tutta la zona,
portava fiero la più bella corona.

Gli altri bambini insieme ai genitori
di luci colorate accesero i loro balconi.

Anche i cespugli con diletto e soddisfazione
furono illuminati senza eccezione.

E' questo il motivo per cui a Dicembre
quando fa freddo e il sole è latente

si accende i giardini e si da luce al cemento
portando in terra le stelle del firmamento.

Impariamo tutti questa lezione,
che sia con la pioggia che col sol leone

sia d'inverno che con il gran vento
importa solo il calore che ognuno ha dentro.


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Profilo Autore: Cla  

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Tutto resta 
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .


Abbracciata restavi 
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire, 
e i battiti si univano 
a quegl’ istanti di pura passione.

Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane 
integro nell’inesauribile destino.

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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

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Mi onora
il tuo farmi compagnia
chiara notte stellata
e mentre la luna sorride
mi accingo a nuova avventura.
Sei la mia amica più fedele
in cui mi calo goffo nel tuo buio
e verso dopo verso
d'ogni tempo ti lusingo.
Ma, allo spegnersi delle stelle
l'inchiostro si sbiadisce
e il mio narrar perde colore
mentre l'anima dei sogni vestita
rivolge lo sguardo
alla luce men gradita
e d'ogni mal il cuore si riempie
percorrendo l'onesto perso cammino
che affligge il giorno.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Sarà mezzogiorno, al tuo sostare di poesia

un fiumicello colmo di un vario nulla

tace,

ingloba ponti, l'ospedale.

Un ristorante dove si servono blandi gerani,

donne, uomini, vari corpi in formicaio.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Lei ha bisogno di luce,
dice di aver vissuto
troppo tempo al buio

trovò la luce e
se ne innamorò,
ma temeva il buio...

E fu con gli occhi
della paura che
guardò la luce

e nella luce
cercava il buio...

Lo cercava perchè
non poteva credere
che la luce fosse vera

la sua casa era
sempre stata buia,
e non è facile
andarsene da casa.

Guardiamo ai miracoli
con diffidenza,

preghiamo così tanto
che non crediamo
al loro esaudirsi...

Perchè vogliamo essere
vittime e non salvati,

perchè in fondo
preferiamo credere
al male e non al bene,

per paura che esso
svanisca nel buio
costruito da noi...
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Profilo Autore: IAN  

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Ho visto le stelle cadenti
sfrecciare nel cielo splendenti
pensieri di un attimo solo
da prendere subito al volo,

il vortice dei desideri
riempie quei tenui pensieri
pensando ai miei teneri figli
che sembrano ancora dei gigli,

pensando alla mia nipotina
che gioca e sorride piccina,
alla dolce meta della vita
che sana ogni aperta ferita:

per tutti alle vivide stelle
invoco le cose più belle
salute e radiosa allegria
al pari di questa magìa.

Per me non desidero niente
perché si riempie la mente
in notti cosi prorompenti
di sogni che son turbamenti

di quei desideri sperati
e mai veramente avverati
di seni e di labbra affamate
di voglie d’amore assettate;

di altro che dire non posso
perché mi si tinge di rosso
il pallido vecchio mio viso
che aspetta soltanto un sorriso.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Disse un bicchiere all'arto:

me devi ripagà

pe le testate d'ieri

co la scusa de festeggià.

Nun è corpa la mia

se tanta era allegria

de fasse na magnata

dal vino accompagnata.

Du panzerotti fritti,

du fave e pecorino

se devono assaggià

sinnò che ce sedemo a fà ?

dicevano l’ospiti

stupiti e quasi attoniti

che famo, ci astenemo ?

vogliam bicchiere pieno.

Cosa potevo fare

Se per ottemperare

Alla legge del cin cin

Io, servo del buon vin ?

Te davo ‘na capocciata

capisco, indesiderata,

credevo tu facessi

buon  viso per gli eccessi.

Er guaio sai che fu ?

guardando nel menu

non vidi a prima vista

lunghezza della lista.

Tre primi piatti

In ogni modo fatti.

Quattro  secondi  “solo”

per non avere scrupolo.

Contorni, frutta e dolce,

luppoli d’ogni specie

a completare il tutto

prima del grande rutto.

Come vorresti amico,

dolente e infastidito,

quanno che se magna, cor vin,

necessita un cin cin.

Nun sta a pensà  a noi artri

agli urti, e ai disastri.

pensa soltanto che

Il conto, nun lo devi pagà te
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Profilo Autore: Bronson  

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Vieni Amore, aspetto.

Aspetto ogni attimo che tu mi colora,

la gioia,

giorni unici che tu mi riempia.

Quelli che frantumano il cielo

con emozioni più grandi ancora,

quelli che stordisono,

seducono, prendono.

… Aspetto occhi

che mi rubino ancora amore,

giorni sazi, gonfi, voglio…

Intriganti sguardi,

complici e invitanti,

carezze morbide,

pagine sature di noi.

L’Amore mai sazio

attende sempre altro ed ancora…

Ti aspetto all’alba di ogni giorno,

ti guardo al tramonto.

T’amo!...

E poi ad un’alba ancora, aspetto,

voglio, intensamente!

Non voglio altro che viverti…

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Profilo Autore: Giò  

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Sola passeggio lungo il corso del fiume, 
tra i platani spogli ed i vecchi ponti
che Roma eterna s’accoccola.  
 
Strizzata nel nero cappotto e il caldo cappello,
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
Il viso m’appare svuotato,
di maschera sembra vestito.

Un vecchio col bastone mi sfiora in  silenzio,
sugli alti tacchi una giovane donna barcolla
un uomo trascina lo zaino e il suo piccino.

M’accorgo d'essere appesa,
sbattuta, tirata, fermata
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
invisibili fili.

Siam burattini tristi
sguardi bassi,  sorrisi spenti
che vagano ignari dei loro destini. 
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Profilo Autore: elisa  

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Ti guardo

e mi accorgo che vedo solo

il buono in te.

Niente è perso

Niente è  rotto

Noi soli

in queste circostanze  nuove

ci lasciamo andare

dentro a vortici  di emozioni.

Io non  ho mai creduto

ai tuoi occhi

lasciandoti  sola

senza una parola

senza fiato e senza noia

nell’ inferno condiviso insieme.

Ma il desiderio domina sovrano

tra i nostri palpiti,

che si fondono

come corpi desnudi

nel letto  del sentimento.

Niente è perso

Niente è  rotto

Ti guardo

e mi accorgo che

non ti lascerò andare

perché il mio cuore

senza di te

smetterà di battere.
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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

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Con il sonoro odore di rigno
si levò un permaloso agosto
ferito da qualche parola storta
ma senza esser beccato
dal resto del pollaio

Senza il vocione poco elegante
ma picchiettando le unghie mangiate
sul gazebo
facendo il rumore del prologo dei fuochi
che senza scintillare bruciano in aria

Teneri sollievi a lucidare gli specchi
e solcati cinismi
sulla bocca di chi gridava "Più forte!"
Ma più forte tanto non serviva

Era il broncio di un infante
e l'inquietudine di un adolescente
Era la rassegnazione al debito
con l'occhio schiantato sul debitore

Agosto cominciò così
Come non sarebbe mai diventato
in quei lunghi secondi successivi
spogliati di arsi e catarsi

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Al firmamento vedo aggrappato,
un sottile apostrofo illuminato.
D'argento e madre perla risplende leggero,
come un gioiello di cui il cielo va fiero.
Lo vedi di notte, felice giocare
insieme alle stelle a dondolare.
Mi spiace però constatare l'errore;
chiamarla apostrofo non è uno splendore!
Adatto non è alla dama suadente
che da lassù ci veglia splendente.
"Signora stellare mi deve scusare,
proprio così non la devo chiamare!"
Ma dal cielo, tranquilla e ridente,
mi strizza l'occhio la luna crescente.
"Se un apostrofo di notte sarò,
Luna Nuova mi chiamerò;
se una parentesi il cielo aprirà,
Luna Calante il mio nome sarà".
Adesso a letto! Non ti stancare,
l'ortografia in alto non deve stare.
A scuola sul quaderno la troverai,
ma pensando alla luna non ti annoierai!.

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Profilo Autore: Cla  

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Vienimi a trovare,

in un mattino d’autunno

quando le foglie invadono il viale

e dal terrazzo

lo sguardo si perde

su questo mare ancora azzurro.



… Vieni!

Chè il sole è ancora caldo,

la lunga spiaggia abbraccia

e le case intorno bacia…



Vienimi a trovare

quando una cheta nostalgia

rapisce il cuore e lo porta via.

L’inonda di dolce sapore

che quel tempo ha lasciato.

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Profilo Autore: Giò  

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