L’oscurità nella stanza...
una luce fioca, quanto basta per vederti
davanti a me.
Hai dormito bene...mi domandi
con un filo di voce
ti rispondo...si.
Mi osservi...
Ed io osservo te...
Hai un bel sorriso...Mi dici.
Vestito nero...
scarpe da tennis bianche...
ti siedi di fianco a me.
Non riesco a dire una parola
sono agitata,
ora rilassati mi dici...Chiudi gli occhi.
Un brivido sulla pelle,
apro gli occhi,
non riesco a muovermi, mi sento paralizzata.
Una scossa elettrica
mi passa sulle labbra,
la mano sulla vita, sale...E scende.
Mi accarezzi...il respiro aumenta sempre di più,
mi baci...La mano si sposta sul seno.
Il respiro sempre più affannoso,
seguo il mio corpo,
l’oscurità mi circonda, la luce non c'è più.
La vestaglia trasparente si slaccia, la sento cadere,
rumori soffusi...un altro brivido,
sento la mano sulla mia pelle nuda.
Accarezzi il mio corpo,
il respiro si blocca per un attimo,
gemiti di piacere.
Il mio corpo rabbrividisce,
mentre la stanza è invasa da
odori inebrianti.
una luce fioca, quanto basta per vederti
davanti a me.
Hai dormito bene...mi domandi
con un filo di voce
ti rispondo...si.
Mi osservi...
Ed io osservo te...
Hai un bel sorriso...Mi dici.
Vestito nero...
scarpe da tennis bianche...
ti siedi di fianco a me.
Non riesco a dire una parola
sono agitata,
ora rilassati mi dici...Chiudi gli occhi.
Un brivido sulla pelle,
apro gli occhi,
non riesco a muovermi, mi sento paralizzata.
Una scossa elettrica
mi passa sulle labbra,
la mano sulla vita, sale...E scende.
Mi accarezzi...il respiro aumenta sempre di più,
mi baci...La mano si sposta sul seno.
Il respiro sempre più affannoso,
seguo il mio corpo,
l’oscurità mi circonda, la luce non c'è più.
La vestaglia trasparente si slaccia, la sento cadere,
rumori soffusi...un altro brivido,
sento la mano sulla mia pelle nuda.
Accarezzi il mio corpo,
il respiro si blocca per un attimo,
gemiti di piacere.
Il mio corpo rabbrividisce,
mentre la stanza è invasa da
odori inebrianti.
12 commenti
Sei qui
e non mi accorgo
che sei bello da morire
seppure ti ho guardato
un'infinità di volte.
Sei qui
nell'attesa
che apri gli occhi
che apri gli occhi
indosso
una tua carezza.
Adagio ritrovo
tutte le stagioni di una vita e
con le tue labbra
traccio tutti i miei pensieri.
Sconfina la fantasia,
l'azzurro,
il buio,
il parlare acceso
la rugiada,
la mia poesia.
Tra i sapori
assaporo
le tue labbra.
le tue labbra.
C è un periodo dell'anno
in cui le foglie a terra stanno.
Gli alberi son tristi, non possono gioire!
Senza chioma il freddo devon patire.
Senza frutto e senza fiore,
Allungano i rami verso il calore.
Il sole birichino, pensando d'esser divertente,
tutto l'inverno invece, dorme irriverente.
Si alza poche ore, e spesso veramente
non ha il tempo nemmeno, di diventar splendente.
Preferisce molto più, rintanarsi quatto quatto
sotto una gran nuvola, quel matto!
Sulla terra gli arbusti freddi stanno,
sfregandosi la corteccia con grande affanno.
Ondeggiano al vento senza la loro criniera
contando il tempo che manca a primavera.
Ma durante quel giorno d'inverno
un caro bambino fece un bel gesto fraterno.
Pensò al suo triste albero in giardino
solo al freddo e senza un vestitino!
Si ricordò di avere in soffitta,
dentro una scatola, accanto alla slitta,
tante lucine colorate,
che aspettavano solo di essere utilizzate.
Così felice, prese uno sgabello
e iniziò a vestire il povero alberello;
Lui curioso, paziente aspettava
di capire a cosa incontro andava.
Ad un tratto che sorpresa!
Ogni stella dal cielo era discesa.
Appoggiate ad ogni ramo stavan non di meno,
ed ognuna del colore dell'arcobaleno.
Rosso, celeste, argento e oro
l'albero brillava del suo più bel decoro.
Non era più triste e di tutta la zona,
portava fiero la più bella corona.
Gli altri bambini insieme ai genitori
di luci colorate accesero i loro balconi.
Anche i cespugli con diletto e soddisfazione
furono illuminati senza eccezione.
E' questo il motivo per cui a Dicembre
quando fa freddo e il sole è latente
si accende i giardini e si da luce al cemento
portando in terra le stelle del firmamento.
Impariamo tutti questa lezione,
che sia con la pioggia che col sol leone
sia d'inverno che con il gran vento
importa solo il calore che ognuno ha dentro.
in cui le foglie a terra stanno.
Gli alberi son tristi, non possono gioire!
Senza chioma il freddo devon patire.
Senza frutto e senza fiore,
Allungano i rami verso il calore.
Il sole birichino, pensando d'esser divertente,
tutto l'inverno invece, dorme irriverente.
Si alza poche ore, e spesso veramente
non ha il tempo nemmeno, di diventar splendente.
Preferisce molto più, rintanarsi quatto quatto
sotto una gran nuvola, quel matto!
Sulla terra gli arbusti freddi stanno,
sfregandosi la corteccia con grande affanno.
Ondeggiano al vento senza la loro criniera
contando il tempo che manca a primavera.
Ma durante quel giorno d'inverno
un caro bambino fece un bel gesto fraterno.
Pensò al suo triste albero in giardino
solo al freddo e senza un vestitino!
Si ricordò di avere in soffitta,
dentro una scatola, accanto alla slitta,
tante lucine colorate,
che aspettavano solo di essere utilizzate.
Così felice, prese uno sgabello
e iniziò a vestire il povero alberello;
Lui curioso, paziente aspettava
di capire a cosa incontro andava.
Ad un tratto che sorpresa!
Ogni stella dal cielo era discesa.
Appoggiate ad ogni ramo stavan non di meno,
ed ognuna del colore dell'arcobaleno.
Rosso, celeste, argento e oro
l'albero brillava del suo più bel decoro.
Non era più triste e di tutta la zona,
portava fiero la più bella corona.
Gli altri bambini insieme ai genitori
di luci colorate accesero i loro balconi.
Anche i cespugli con diletto e soddisfazione
furono illuminati senza eccezione.
E' questo il motivo per cui a Dicembre
quando fa freddo e il sole è latente
si accende i giardini e si da luce al cemento
portando in terra le stelle del firmamento.
Impariamo tutti questa lezione,
che sia con la pioggia che col sol leone
sia d'inverno che con il gran vento
importa solo il calore che ognuno ha dentro.
Tutto resta
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .
Abbracciata restavi
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire,
e i battiti si univano
a quegl’ istanti di pura passione.
Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane
integro nell’inesauribile destino.
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .
Abbracciata restavi
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire,
e i battiti si univano
a quegl’ istanti di pura passione.
Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane
integro nell’inesauribile destino.
Mi onora
il tuo farmi compagnia
chiara notte stellata
e mentre la luna sorride
mi accingo a nuova avventura.
Sei la mia amica più fedele
in cui mi calo goffo nel tuo buio
e verso dopo verso
d'ogni tempo ti lusingo.
Ma, allo spegnersi delle stelle
l'inchiostro si sbiadisce
e il mio narrar perde colore
mentre l'anima dei sogni vestita
rivolge lo sguardo
alla luce men gradita
e d'ogni mal il cuore si riempie
percorrendo l'onesto perso cammino
che affligge il giorno.
il tuo farmi compagnia
chiara notte stellata
e mentre la luna sorride
mi accingo a nuova avventura.
Sei la mia amica più fedele
in cui mi calo goffo nel tuo buio
e verso dopo verso
d'ogni tempo ti lusingo.
Ma, allo spegnersi delle stelle
l'inchiostro si sbiadisce
e il mio narrar perde colore
mentre l'anima dei sogni vestita
rivolge lo sguardo
alla luce men gradita
e d'ogni mal il cuore si riempie
percorrendo l'onesto perso cammino
che affligge il giorno.
Lei ha bisogno di luce,
dice di aver vissuto
troppo tempo al buio
trovò la luce e
se ne innamorò,
ma temeva il buio...
E fu con gli occhi
della paura che
guardò la luce
e nella luce
cercava il buio...
Lo cercava perchè
non poteva credere
che la luce fosse vera
la sua casa era
sempre stata buia,
e non è facile
andarsene da casa.
Guardiamo ai miracoli
con diffidenza,
preghiamo così tanto
che non crediamo
al loro esaudirsi...
Perchè vogliamo essere
vittime e non salvati,
perchè in fondo
preferiamo credere
al male e non al bene,
per paura che esso
svanisca nel buio
costruito da noi...
dice di aver vissuto
troppo tempo al buio
trovò la luce e
se ne innamorò,
ma temeva il buio...
E fu con gli occhi
della paura che
guardò la luce
e nella luce
cercava il buio...
Lo cercava perchè
non poteva credere
che la luce fosse vera
la sua casa era
sempre stata buia,
e non è facile
andarsene da casa.
Guardiamo ai miracoli
con diffidenza,
preghiamo così tanto
che non crediamo
al loro esaudirsi...
Perchè vogliamo essere
vittime e non salvati,
perchè in fondo
preferiamo credere
al male e non al bene,
per paura che esso
svanisca nel buio
costruito da noi...
Ho visto le stelle cadenti
sfrecciare nel cielo splendenti
pensieri di un attimo solo
da prendere subito al volo,
il vortice dei desideri
riempie quei tenui pensieri
pensando ai miei teneri figli
che sembrano ancora dei gigli,
pensando alla mia nipotina
che gioca e sorride piccina,
alla dolce meta della vita
che sana ogni aperta ferita:
per tutti alle vivide stelle
invoco le cose più belle
salute e radiosa allegria
al pari di questa magìa.
Per me non desidero niente
perché si riempie la mente
in notti cosi prorompenti
di sogni che son turbamenti
di quei desideri sperati
e mai veramente avverati
di seni e di labbra affamate
di voglie d’amore assettate;
di altro che dire non posso
perché mi si tinge di rosso
il pallido vecchio mio viso
che aspetta soltanto un sorriso.
sfrecciare nel cielo splendenti
pensieri di un attimo solo
da prendere subito al volo,
il vortice dei desideri
riempie quei tenui pensieri
pensando ai miei teneri figli
che sembrano ancora dei gigli,
pensando alla mia nipotina
che gioca e sorride piccina,
alla dolce meta della vita
che sana ogni aperta ferita:
per tutti alle vivide stelle
invoco le cose più belle
salute e radiosa allegria
al pari di questa magìa.
Per me non desidero niente
perché si riempie la mente
in notti cosi prorompenti
di sogni che son turbamenti
di quei desideri sperati
e mai veramente avverati
di seni e di labbra affamate
di voglie d’amore assettate;
di altro che dire non posso
perché mi si tinge di rosso
il pallido vecchio mio viso
che aspetta soltanto un sorriso.
Disse un bicchiere all'arto:
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co la scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
Alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
In ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dolce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co la scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
Alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
In ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dolce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te
Vieni Amore, aspetto.
Aspetto ogni attimo che tu mi colora,
la gioia,
giorni unici che tu mi riempia.
Quelli che frantumano il cielo
con emozioni più grandi ancora,
quelli che stordisono,
seducono, prendono.
… Aspetto occhi
che mi rubino ancora amore,
giorni sazi, gonfi, voglio…
Intriganti sguardi,
complici e invitanti,
carezze morbide,
pagine sature di noi.
L’Amore mai sazio
attende sempre altro ed ancora…
Ti aspetto all’alba di ogni giorno,
ti guardo al tramonto.
T’amo!...
E poi ad un’alba ancora, aspetto,
voglio, intensamente!
Non voglio altro che viverti…
Aspetto ogni attimo che tu mi colora,
la gioia,
giorni unici che tu mi riempia.
Quelli che frantumano il cielo
con emozioni più grandi ancora,
quelli che stordisono,
seducono, prendono.
… Aspetto occhi
che mi rubino ancora amore,
giorni sazi, gonfi, voglio…
Intriganti sguardi,
complici e invitanti,
carezze morbide,
pagine sature di noi.
L’Amore mai sazio
attende sempre altro ed ancora…
Ti aspetto all’alba di ogni giorno,
ti guardo al tramonto.
T’amo!...
E poi ad un’alba ancora, aspetto,
voglio, intensamente!
Non voglio altro che viverti…
Sola passeggio lungo il corso del fiume,
tra i platani spogli ed i vecchi ponti
che Roma eterna s’accoccola.
Strizzata nel nero cappotto e il caldo cappello,
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
Il viso m’appare svuotato,
di maschera sembra vestito.
Un vecchio col bastone mi sfiora in silenzio,
sugli alti tacchi una giovane donna barcolla
un uomo trascina lo zaino e il suo piccino.
M’accorgo d'essere appesa,
sbattuta, tirata, fermata
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
invisibili fili.
Siam burattini tristi
sguardi bassi, sorrisi spenti
che vagano ignari dei loro destini.
Ti guardo
e mi accorgo che vedo solo
il buono in te.
Niente è perso
Niente è rotto
Noi soli
in queste circostanze nuove
ci lasciamo andare
dentro a vortici di emozioni.
Io non ho mai creduto
ai tuoi occhi
lasciandoti sola
senza una parola
senza fiato e senza noia
nell’ inferno condiviso insieme.
Ma il desiderio domina sovrano
tra i nostri palpiti,
che si fondono
come corpi desnudi
nel letto del sentimento.
Niente è perso
Niente è rotto
Ti guardo
e mi accorgo che
non ti lascerò andare
perché il mio cuore
senza di te
smetterà di battere.
e mi accorgo che vedo solo
il buono in te.
Niente è perso
Niente è rotto
Noi soli
in queste circostanze nuove
ci lasciamo andare
dentro a vortici di emozioni.
Io non ho mai creduto
ai tuoi occhi
lasciandoti sola
senza una parola
senza fiato e senza noia
nell’ inferno condiviso insieme.
Ma il desiderio domina sovrano
tra i nostri palpiti,
che si fondono
come corpi desnudi
nel letto del sentimento.
Niente è perso
Niente è rotto
Ti guardo
e mi accorgo che
non ti lascerò andare
perché il mio cuore
senza di te
smetterà di battere.
Con il sonoro odore di rigno
si levò un permaloso agosto
ferito da qualche parola storta
ma senza esser beccato
dal resto del pollaio
Senza il vocione poco elegante
ma picchiettando le unghie mangiate
sul gazebo
facendo il rumore del prologo dei fuochi
che senza scintillare bruciano in aria
Teneri sollievi a lucidare gli specchi
e solcati cinismi
sulla bocca di chi gridava "Più forte!"
Ma più forte tanto non serviva
Era il broncio di un infante
e l'inquietudine di un adolescente
Era la rassegnazione al debito
con l'occhio schiantato sul debitore
Agosto cominciò così
Come non sarebbe mai diventato
in quei lunghi secondi successivi
spogliati di arsi e catarsi
si levò un permaloso agosto
ferito da qualche parola storta
ma senza esser beccato
dal resto del pollaio
Senza il vocione poco elegante
ma picchiettando le unghie mangiate
sul gazebo
facendo il rumore del prologo dei fuochi
che senza scintillare bruciano in aria
Teneri sollievi a lucidare gli specchi
e solcati cinismi
sulla bocca di chi gridava "Più forte!"
Ma più forte tanto non serviva
Era il broncio di un infante
e l'inquietudine di un adolescente
Era la rassegnazione al debito
con l'occhio schiantato sul debitore
Agosto cominciò così
Come non sarebbe mai diventato
in quei lunghi secondi successivi
spogliati di arsi e catarsi
Al firmamento vedo aggrappato,
un sottile apostrofo illuminato.
D'argento e madre perla risplende leggero,
come un gioiello di cui il cielo va fiero.
Lo vedi di notte, felice giocare
insieme alle stelle a dondolare.
Mi spiace però constatare l'errore;
chiamarla apostrofo non è uno splendore!
Adatto non è alla dama suadente
che da lassù ci veglia splendente.
"Signora stellare mi deve scusare,
proprio così non la devo chiamare!"
Ma dal cielo, tranquilla e ridente,
mi strizza l'occhio la luna crescente.
"Se un apostrofo di notte sarò,
Luna Nuova mi chiamerò;
se una parentesi il cielo aprirà,
Luna Calante il mio nome sarà".
Adesso a letto! Non ti stancare,
l'ortografia in alto non deve stare.
A scuola sul quaderno la troverai,
ma pensando alla luna non ti annoierai!.
un sottile apostrofo illuminato.
D'argento e madre perla risplende leggero,
come un gioiello di cui il cielo va fiero.
Lo vedi di notte, felice giocare
insieme alle stelle a dondolare.
Mi spiace però constatare l'errore;
chiamarla apostrofo non è uno splendore!
Adatto non è alla dama suadente
che da lassù ci veglia splendente.
"Signora stellare mi deve scusare,
proprio così non la devo chiamare!"
Ma dal cielo, tranquilla e ridente,
mi strizza l'occhio la luna crescente.
"Se un apostrofo di notte sarò,
Luna Nuova mi chiamerò;
se una parentesi il cielo aprirà,
Luna Calante il mio nome sarà".
Adesso a letto! Non ti stancare,
l'ortografia in alto non deve stare.
A scuola sul quaderno la troverai,
ma pensando alla luna non ti annoierai!.
Vienimi a trovare,
in un mattino d’autunno
quando le foglie invadono il viale
e dal terrazzo
lo sguardo si perde
su questo mare ancora azzurro.
… Vieni!
Chè il sole è ancora caldo,
la lunga spiaggia abbraccia
e le case intorno bacia…
Vienimi a trovare
quando una cheta nostalgia
rapisce il cuore e lo porta via.
L’inonda di dolce sapore
che quel tempo ha lasciato.
in un mattino d’autunno
quando le foglie invadono il viale
e dal terrazzo
lo sguardo si perde
su questo mare ancora azzurro.
… Vieni!
Chè il sole è ancora caldo,
la lunga spiaggia abbraccia
e le case intorno bacia…
Vienimi a trovare
quando una cheta nostalgia
rapisce il cuore e lo porta via.
L’inonda di dolce sapore
che quel tempo ha lasciato.












