Sola passeggio lungo il corso del fiume,
tra i platani spogli ed i vecchi ponti
che Roma eterna s’accoccola.
Strizzata nel nero cappotto e il caldo cappello,
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
mi specchio nell’acque d’un Tevere
vecchio e malconcio.
Il viso m’appare svuotato,
di maschera sembra vestito.
Un vecchio col bastone mi sfiora in silenzio,
sugli alti tacchi una giovane donna barcolla
un uomo trascina lo zaino e il suo piccino.
M’accorgo d'essere appesa,
sbattuta, tirata, fermata
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
e vedo sbucare dal cielo che ha perso l’azzurro,
invisibili fili.
Siam burattini tristi
sguardi bassi, sorrisi spenti
che vagano ignari dei loro destini.

Commenti
non molliamolo mai!!...
Bella riflessione, condivido. Ciao, Ciccia...
Ciao Elisa