i palloncini volano tra i pavimenti,
mentre balliamo tra l'elio
in piccoli movimenti questi stretti lenti,
e ci baciamo il collo in presevazione
di una luna rossa
in bandiera di passione.
Ho scordato chi compie gli anni
e con i piedi calpesto compagni
ma sei sempre tu,
fuori da questi abbagli,
tra alcolici e droghe
che mi riempi il petto
di giardini in rose.
mentre balliamo tra l'elio
in piccoli movimenti questi stretti lenti,
e ci baciamo il collo in presevazione
di una luna rossa
in bandiera di passione.
Ho scordato chi compie gli anni
e con i piedi calpesto compagni
ma sei sempre tu,
fuori da questi abbagli,
tra alcolici e droghe
che mi riempi il petto
di giardini in rose.
5 commenti
Un colibrì fra le mani, frullio d'ali
colori come giroscopio
caduto dal cielo
miracolo raccolto
bucando l'attenzione, con la dimensione senza rilievo
colori come giroscopio
caduto dal cielo
miracolo raccolto
bucando l'attenzione, con la dimensione senza rilievo
inebriato dal suo succhiare
avvolto in luccicanti semi
lontano dal timore, d'istinto guidato
avvolto in luccicanti semi
lontano dal timore, d'istinto guidato
Arrivato con sospetto
gettato nella frenesia sconosciuta ai simili
circospetto negli interrogativi
gettato nella frenesia sconosciuta ai simili
circospetto negli interrogativi
nel roteare continuo
Bellezza senza voce, di foglie grondanti, felci giganti
acqua senza fiume
sguardi nascosti
alfabeto Morse di versi
sguardi nascosti
alfabeto Morse di versi
Dormono sospese civili conpagnie
al timore del buio più totale
della notte non normale
Fumo sopra le chiome
nuvole più vicine
terra più lontana
freddo bagnato da fumar sui fili tesi
nuvole più vicine
terra più lontana
freddo bagnato da fumar sui fili tesi
Dispetti di qualche scimmia, ragnatele a lenzuolo
fiori e frutta da non avvicinare
fiori e frutta da non avvicinare
Il colibrì è scattato nel vuoto
seguendo i raggi penetranti del sole ancora alto
seguendo i raggi penetranti del sole ancora alto
per avidità del cibo
la paura di qualche pappagallo
la paura di qualche pappagallo
Le mani sono vuote, non ancora appagate
pronte a conoscere, toccare nuove gemme
forse nuovi giorni
in questo aggrovigliato
Amazzonico paradiso.
Questa autrice, perché di un'anima
stiamo parlando, ha talento sottratto
a certi ruvidi fiori di montagna
o a dei petali che seguono
pianeti inadatti a viverci davvero -
le grigie sagrestie della frase mi sorprendono alla loro nascita
in una abitazione di nuvole brune,
con picciòli di pera, senza più foglie.

Vestito di vita
attraversa l’aria
ed il respiro
lontano da vetri
specchia e riflette
il suo passo
non ha bisogno di ombre
non deve disegnare
contorni leggeri
dentro ai suoi occhi
nascono scintille
difficili da spegnere
ascolta anche il silenzio
battere dentro
battere forte
non è solo
ed il suo destino
lo accompagna
attraversa l’aria
ed il respiro
lontano da vetri
specchia e riflette
il suo passo
non ha bisogno di ombre
non deve disegnare
contorni leggeri
dentro ai suoi occhi
nascono scintille
difficili da spegnere
ascolta anche il silenzio
battere dentro
battere forte
non è solo
ed il suo destino
lo accompagna
E tutto calma questo settembre,
srotola giorni di pienezza
e un mare innamorato
dei baci di questo sole che
va saziando il corpo e la mente.
… E ancora canta la cicala,
nella silente atmosfera,
nostalgica.
Spira sempre la brezza profumata,
avvolge e imprigiona i sogni
e i nostri baci,
su questa spiaggia ormai vuota,
immensa….
Stringimi in questo amore,
che io mi faccio piccola,
mi accartoccio tra le tue braccia.
Chiedo tenerezze
anche a questi soffi
imperlati di salsedine,
che alla pelle mia s’attaccano
e non vanno più via…
srotola giorni di pienezza
e un mare innamorato
dei baci di questo sole che
va saziando il corpo e la mente.
… E ancora canta la cicala,
nella silente atmosfera,
nostalgica.
Spira sempre la brezza profumata,
avvolge e imprigiona i sogni
e i nostri baci,
su questa spiaggia ormai vuota,
immensa….
Stringimi in questo amore,
che io mi faccio piccola,
mi accartoccio tra le tue braccia.
Chiedo tenerezze
anche a questi soffi
imperlati di salsedine,
che alla pelle mia s’attaccano
e non vanno più via…
Un temporale di poesia,
guerriglia d’ emozioni nell’ alluvione dei silenzi,
ambra, segreto e passione sgretolò
parafrasando un bacio incapricciato
disciolto in lacrime di brina
come planisfero insanguinato
da uno stormo crepuscolare abbacinato.
Bozzolo di cielo
accoltellato dalla germinazione dell’ incanto,
l’ eco d’ un vespro affusolato
palpiti di miele lunare sbrodolò
e la letteratura delle stelle,
pulviscolo di cuore affascinato
un temporale di poesia immaginò.
Respiro affamato di bellezza,
promessa infinita d’ universo,
solstizio d’ animo innamorato,
poesia è squarcio di vita assolato.
guerriglia d’ emozioni nell’ alluvione dei silenzi,
ambra, segreto e passione sgretolò
parafrasando un bacio incapricciato
disciolto in lacrime di brina
come planisfero insanguinato
da uno stormo crepuscolare abbacinato.
Bozzolo di cielo
accoltellato dalla germinazione dell’ incanto,
l’ eco d’ un vespro affusolato
palpiti di miele lunare sbrodolò
e la letteratura delle stelle,
pulviscolo di cuore affascinato
un temporale di poesia immaginò.
Respiro affamato di bellezza,
promessa infinita d’ universo,
solstizio d’ animo innamorato,
poesia è squarcio di vita assolato.
Sei sempre una campana,
a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
a vorte ‘n poco poco strana.
Sai bene coniugà
dolcezza co la semplicità.
Seduta sugli scogli
sembra che tu risvegli
amori giovanili,
sperduti in arenili
de splendida beltà
della tua località.
E sei bella pure, tu,
una che “tira su”
bella e non valutata,
da tutti tanto amata !
Sagace, spiritosa a profusione,
sei piacevole in ogni discussione.
Ma…
Ma, allora, perché quando me commenti
lo fai cor cortello ai denti ?
Eppoi ho pure l’impressione
che me cojoni proprio co intenzione.
Nun so scemo e c’ho visto bene,
tu sei ‘na granne…nun me fa passà e pene
Cuore calabrese
ultimo o primo?
anima, risorsa, futuro del tempo!
Cuore
di popolo incoltivato,
abitante di una geografia fatale
che non promette riscatto...
L'ardore, la forza, il coraggio,
come roccia
resistono al tempo
e invocano con lettera d'aiuto
l'arrivo della nuova primavera.
ultimo o primo?
anima, risorsa, futuro del tempo!
Cuore
di popolo incoltivato,
abitante di una geografia fatale
che non promette riscatto...
L'ardore, la forza, il coraggio,
come roccia
resistono al tempo
e invocano con lettera d'aiuto
l'arrivo della nuova primavera.
Al secolo Anna GIGLIOLA
Spirto cortese, Iddio,
Umile, dal Terreno
Or ha levato. Amaro
Reca, sentir l’annuncio.
Garbo mostravi, un cuore.
Angelo entravi… Umano
Biblico vola oh Madre!
Rogito… la dolcezza.
Indole… l’adorare.
Etica… il Tuo gentile.
Lasci, un mancante immenso.
Lasci, un prezioso eccelso.
Alto… sconforto instrada!
Basta un ora
per amare
un giorno per dimenticare,
un tempo non basta
per ricordare.
Basta un giorno
per dirsi tutto
un ora per rovinare
quello che s'è costruito
in una vita,
poi il tempo cancella
ma non del tutto,
perché c'è il cuore
che non fa dimenticare...
per amare
un giorno per dimenticare,
un tempo non basta
per ricordare.
Basta un giorno
per dirsi tutto
un ora per rovinare
quello che s'è costruito
in una vita,
poi il tempo cancella
ma non del tutto,
perché c'è il cuore
che non fa dimenticare...
il suo sorriso,
l'aroma tra i suoi capelli
e i nei sul suo viso.
Gli spigoli del volto,
l'amore che provi
e l'odio nel torto.
La sua matita mangiucchiata,
il bacio non tuo sulla sua guancia
e le sue unghie come prima portata.
Il cielo nuvoloso,
il suo umore tremolante
e il suo sguardo tenebroso.
La sua rabbia nei suoi sogni,
te ne accorgi che non ti ama,
quando ti parla solo mentre dormi.
Ed è il percorso peggiore
per la via scoscesa,
se solo per l'idea provi amore
e la sua persona non è compresa.
l'aroma tra i suoi capelli
e i nei sul suo viso.
Gli spigoli del volto,
l'amore che provi
e l'odio nel torto.
La sua matita mangiucchiata,
il bacio non tuo sulla sua guancia
e le sue unghie come prima portata.
Il cielo nuvoloso,
il suo umore tremolante
e il suo sguardo tenebroso.
La sua rabbia nei suoi sogni,
te ne accorgi che non ti ama,
quando ti parla solo mentre dormi.
Ed è il percorso peggiore
per la via scoscesa,
se solo per l'idea provi amore
e la sua persona non è compresa.
Dondola bambina,
dondola,
sull’altalena dei sogni
e ad ogni spinta, un giro
e ad ogni spinta, un volo.
Dondola,
tra rami di ciliegi in fiore,
nell’ampia gonna bianca
di picchè,
nell’aria genuina
che ancora sa di miele
e l’ape che ti ronza intorno,
attratta dal profumo dei capelli.
Dondola fin su,
a toccar con la punta dei piedi
un po’ d’azzurro,
che ancora t’offre il cielo.
Spalanca gli occhi neri
e annusa a tutto petto
il verde, il sole
e pure qualche grillo
che il tempo passa e va,
che primavera passa
e poi l’estate passa,
che nelle nebbie dell’inverno
ad altalena
giocare non puoi più.
Rotola via
come granello di sabbia
spinto dal vento leggero
sembra quasi
che corpo e mente
siano senza peso
rotola via
vortice in senso antiorario
che soffoca il respiro
di aria pulita
rotola via
senza confine
tra il giorno e la notte
senza più tempo
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
rotola via
la lancetta delle ore
veloce
verso la fine dell'autunno
rotola via
come clessidra
in perenne movimento
che mischia giovinezza
ad età adulta
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
come granello di sabbia
spinto dal vento leggero
sembra quasi
che corpo e mente
siano senza peso
rotola via
vortice in senso antiorario
che soffoca il respiro
di aria pulita
rotola via
senza confine
tra il giorno e la notte
senza più tempo
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
rotola via
la lancetta delle ore
veloce
verso la fine dell'autunno
rotola via
come clessidra
in perenne movimento
che mischia giovinezza
ad età adulta
è passato il cielo
dipinto di arcobaleno
è passato il sogno
colorato di blu
La coperta a fiori
ti avvolge il corpo
è il velo della luna
illumina il perimetro
questa stanza se parlasse
direbbe troppe cose
di noi
ed io a riflettere che fare
domattina appena sveglio il sole
parliamo bevendo il caffè
e intanto Amore mio tu dormi e sogna
sogna di noi
non posso dirti di più
se stai bene cosi è meglio non ferirti
e allora avanti in questa notte
scrivo due righe
fumo e guardo te
forse è meglio
andare via con settembre
forse è meglio si
è meglio
Ma il tuo sorriso lo metto in tasca
tra le cose più care
ti voglio ricordare cosi
non voglio vederti piangere
non ci sono abituato
e quindi vado
in quel posto che è mio
con lei che mi aspetta paziente
che mi ama nonostante
che mi vuole come sempre
ti avvolge il corpo
è il velo della luna
illumina il perimetro
questa stanza se parlasse
direbbe troppe cose
di noi
ed io a riflettere che fare
domattina appena sveglio il sole
parliamo bevendo il caffè
e intanto Amore mio tu dormi e sogna
sogna di noi
non posso dirti di più
se stai bene cosi è meglio non ferirti
e allora avanti in questa notte
scrivo due righe
fumo e guardo te
forse è meglio
andare via con settembre
forse è meglio si
è meglio
Ma il tuo sorriso lo metto in tasca
tra le cose più care
ti voglio ricordare cosi
non voglio vederti piangere
non ci sono abituato
e quindi vado
in quel posto che è mio
con lei che mi aspetta paziente
che mi ama nonostante
che mi vuole come sempre
Alle volte fluttua l’immagine e volteggia nella mente
pausa e l’istante s’interroga nel singhiozzo presente
così reale e vivo che il passato sgorga dallo stesso esangue
edificando orfanotrofi di pensieri d’un tempo futuro.
Un tempo scandito tra percorso e pensiero
un divenire dedicato all’immanente etereo.
Un tempo verticale lasciato naufragare tra quiete e tormento
culla dove far riposare le carezze di solitudine
l’incomprensione seccata nell’indifferenza della gente.
Due mandate all’unica arte che apre la sorte
melensa abnegazione sigillata di cifrari di visione
accogliente voragine nell’impeto d’assenza d’essere
vergine rifugio d’occhi colmi d’eclissi e follia
fino alla consunzione, alla cavità densa d’acoria
oltre misura, oltre modo, oltre caso, oltre natura.
Che sia il volgere la sospensione infinita, il ritorno eterno
all’istante che graffia la carne e l’armonia del verso
e che si incatena alla bellezza fragile del sorto?










