è sulla soglia
onde pigiare l'uve,
cielo e mare
si confondono
di grigio livore,
taglienti lampi
roboanti tuoni
rompono l'estate,
la pioggia scivola
come rugiada
sull'erba,
poi d'impeto
scandisce
la sua danza,
travasando
le crepe
dell'arida terra,
d'incanto
si miscela
ad essa,
ecco l'acquerello
che dipingerà
il mare.
coperto da foglie
cadute dagli alberi,
il freddo e il vento
le hanno strappate.
Si sbriciolano
sotto le scarpe,
uno strano rumore
mi insospettisce,
risalgo il sentiero.
Intravedo attraverso
gli alberi spogli
un piccolo ruscello,
ai lati l’acqua ghiacciata,
nel centro scorre velocemente.
Il letto del ruscello è coperto
da sassi bianchi luminosi,
il rumore si trasforma in suono,
dell’acqua
che scorre.
Eh sì, perché ci sono persone che non sappiamo dove buttare.
La loro coscienza puzza come l'umido,
i loro corpi sono fatti di plastica,
il loro cuore è fragile come il vetro,
le loro promesse bruciano come carta,
le loro teste sono dure come il legno
e i loro alibi sono sempre di ferro.
E per di più, per loro, noi siamo un riciclo.
in un momento
molto strano
nella mia vita,
la musica mancava colore
e le foglie cadevano
in ogni stagione,
la gioia prima infinita
durava il tempo
di fumare mezza partita,
i fiori non mi amavano
e mentre piangevo
le poesie non mi consolavano.
Ma ti ho incontrato
in un momento
molto triste
della mia vita,
e a causa tua
è anche finita.
La tua guancia calda, come viva...
Ti ho baciato.
Ho avvertito lo scorrere delle lacrime
invadere i miei occhi...
Improvviso il risveglio:
il mio gatto nero stretto a me.
Suo era il confortevole tepore?
I gatti lo sanno...
Nunzi per l'anima
quando la mente non può.
e le danze sinuose delle nuvole
con il movimento del corpo
ascolto il suono di un violino
scritte in un astro poetico
impastate in un armonico concerto
incrocierai una stella tu che hai scardinato il cuore
innalza lo sguardo nel cielo sarà infinito Noi
ho mente di donna!
Voglio correre
libera e felice
poichè dissennato e perfido è il mondo.
Resisto e corro,
corro e resisto...
al filo spinato che stringe il mio cuore
al vuoto d'amore che MI schiaccia il respiro.
RESISTO...
ansie, onde, VENTO,
male, cuore , viaggi
e le fatali attrazioni.
Resisto e corro:
voglio incontrare
lo sguardo innocente di un bambino...
QUALCOSA CAMBIERA'.
Discendono i miei geni
che ricordi m’invadono,
mi vengono incontro, in cerchio
come fosse un girotondo.
Abbasso gli occhi,
a palpebre chiuse, ne cerco altri.
S’allargano in me
ed io in loro,
soffiano sul cuore onde di profumi
lo avvolgono in una fragile bolla,
piano
mi c’infilo e danzo e li stringo forte.
Vado rubando all’aria
quelle carezze lontane, i baci dolci
e gli abbracci odorosi d’amore.
Mi racconto, di nuovo,
quelle mille favole di allora
e sorrido.
Poi
apro gli occhi e piango
chi più non ho.
… Ma mi riprendo, sempre,
qualcosa di me e mi rassereno,
… ogni volta…
che vengo a respirare
Qui,
dove l'Estate ha lasciato
Ora vola via
Non sento più
la tua allegria
Una foglia
sul fiume.
E' li che va a morire ...
Come una pietra
mossa dal vento.
quasi sempre imperfetto
ogni più piccola parte del cuore.
E dovrò anche prendermi un sano, meritato, giusto riposo. Gli ammortizzatori della “cosa” che mi trasportava erano ottimi. Fui depositato a terra senza scossoni ! C’era un profumo dolce e l’aria, se c’era, era immota. Feci qualche passo e non mi sembrò neppure di toccar terra. A dire il vero non sentii neppure lo sforzo delle gambe nel compiere quell’azione. Devo smettere di bere il grappino dopocena, mi dissi. Quello che mi incuriosiva di più era il fatto che non riuscissi a prendermela più di tanto per il contrattempo che stavo vivendo. Già, perché era un contrattempo organizzato maestosamente da qualche amico buontempone. Non potevo essere morto, non io, avevo tanto da fare ed i miei conti bancari urgevano della mia presenza. Oltretutto in Paradiso. Io, in Paradiso. Avrebbero preso una cantonata coloro che mi avrebbero visto in quel luogo. Non avevo i canoni della santità. Avevo vissuto la mia vita normalmente. Ora, non voglio elencare i miei difetti che sono tanti, non solo per vergogna ma perché potrei sminuirli. I pregi, invece…lasciamo stare ! E allora, basta così poco per conquistarsi il paradiso ? Avevo commesso tante marachelle nella mia vita…Le donne, ecco con loro le marachelle sono state tante. Tutto azzerato ? Tutto perdonato ? Non è possibile. Chi può amare tanto ? E il mio egoismo, la mia inosservanza di alcuni comandamenti (a cominciare da quello sulla fornicazione!)? Esiste un amore simile ? Sono stato credente e praticante e mi faccio ancora queste domande ? Potevo fare di più, certo e non l’ho fatto. Devo ammettere che l’amico che ha organizzato questo scherzo non ha pensato che io mi ponessi queste domande. Se fossi morto davvero, avrei dovuto vedere la mia vita scorrere come in un film, per qualche attimo ed invece mi sono trovato a volare con una specie di parapendio per i cieli di chissà quale regione italiana. Se fosse stato vero, di me in Paradiso, chissà che risate si sarebbero fatte le quattro vecchiette che incontro la domenica alla messa in paese ! Intanto ero arrivato sul cocuzzolo della collina e vidi, in una grande spianata una folla immensa di persone. Bene, pensai. Chiederò a costoro come fare per tornare alla mia auto. Quando entrai nel gruppo di queste persone, rimasi basito. Conoscevo tutti, ma proprio tutti solo che…erano tutti morti da tempo. Così mi convinsi di esserlo anch’io, ma non ebbi paura, sentii che c’era sempre qualcuno accanto a me che mi sosteneva ed incitava ad essere felice. Infine mi affacciai su una terrazza e vidi il mondo, gli uomini viventi che svolgevano le loro normali funzioni. Cercai di attirare la loro attenzione per invitarli ad una vita migliore. L’angelo che mi accompagnava, sorrise. Con calma, pronunziò una sola frase “Sei sempre il solito”. Perché, ad essere sempre il solito, non si guadagna il Paradiso ?
Scrivo le migliori frasi d’amore :
per te , sui muri delle case …
le cui parole , fanno ebbri gli occhi tuoi ;
in languori , colmi di sogni impuri .
Scrivo di te , tra le foglie d’autunno !
Su di esse , ci sono i tuoi colori …
sulle conchiglie delle cale
e le acque azzurrine .
In un ruscello di montagna ,
in un’alba e tramando,
in una voce roboante …
in un frutto il tuo miele .
Ma tu non mi senti !
Mi lasci sospeso a un filo …
tra i boschi e mirti in fiore ;
vai ,sul lungo mare , a baciare il cielo .
Possente è il desiderio
dissoluto si frantuma ,
nel cuore duole …
nell’anima pena .
E tra le foglie d’autunno ho visto il sole!
Ho visto il tuo corpo e labbra sensuali ,
Ho sfiorato la carne tua ,
sulla mia , lebbrosa s’avvelena ;
su di un letto l’amplesso si consuma .
Non è uno inciso, né un paradosso !
È solo , il colore rosso …
esso mi ammalia , nell’ora carnale ;
mi lascia in bocca il succo che assaporo .
ecco che l'autunno è pronto a guardarmi inviso.
Nuvole grigie sin dal mattin s'avvicendano
e ridono, piangono, creano spettacolo tanto umano
con forme strane e bambini che ti tengono per mano.
Nell'alba tranquilla s'ode qualcuno che spara,
v'è il cacciator che il fucile imbraccia e, sorte amara,
preda cade nella buia radura nostrana.
Per le vie del paese d'una domenica pomeriggio,
sentendo l'odor di caldarroste al fuoco,
dimentico quasi d'improvviso il cielo grigio
e non penso più a quella preda, in quell'istante, da poco.
Sento che la stagione grigia dell'autunno è arrivata,
coi suoi lati oscuri e l'odor della sua beltà s'è rinata
in un paesaggio che per tre mesi, da questo momento,
farà intristire qualcuno, ma talun renderà contento
del profumo d'un autunno da assaporare,
trascorrendo liete serate davanti al focolare.














