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Fèrreo proposito
foggia distesa in fiore.

Non più fetore!


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Il verseggio è nato scorrendo un pensiero di Massimo D'Azeglio, politico, patriota, pittore e scrittore italiano del 1800:

"Senza forte volontà non si giunge a far nulla di buono".
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Il mio rapporto col sesso femminile è stato improntato al massimo rispetto e all’assoluta uguaglianza su tutti i fronti. Non ho mai tralasciato, peraltro, di assegnare alle donne quell’aura di dolcezza e di passionalità che le contraddistingue dal sesso maschile. Per queste motivazioni, mi sono sempre trovato bene nei rapporti con esse o almeno mi piace crederlo. Si, perché non sempre, è facile comprenderle, cosa universalmente riconosciuta. Per fortuna, l’aggettivo che mi diversifica ai loro occhi è “divertente”. In pratica, per uno che nacque con l’ironia come seconda pelle, non è una bella cosa che questa venga confusa con l’essere divertente. L’ironia è graffiante e il sorriso che nasce da essa spesso ha un sapore amaro. Non che mi dispiaccia far sorridere chiunque, però, nel mesozoico… ai tempi della mia giovinezza, quando una donna mi diceva che ero simpatico e divertente, di solito voleva dire che…non c’era trippa per gatti ! Ne feci tesoro e quando, tra le risate fino alle lacrime delle donne di turno che mi ascoltavano, qualcuna usava il termine “divertente” o “simpatico”, spostavo, immantinente, il bersaglio delle mie attenzioni. Non mi scoraggiai mai. Ho creduto sempre nel mio modo di porgermi genuino, dissacrante, insinuante ma sempre deferente. Mi piacevo. Mi piaceva ricordare quella frase tratta da una gag di Lando Buzzanca che recitava : “Si, lo so, piacere piaccio ma a ste donne, che je faccio !”. E, infatti, ci facevo poco e niente ! Poi conobbi una ragazza, una bella ragazza, mi pare fosse sarda, che mi fece battere il cuore e a cui mi dedicai anima e corpo, la quale mi chiese di conoscere la mia vita, più o meno, sentimentale e non sentimentale. Dopo avermi ascoltato, mi disse, passando dal riso ad un’espressione riflessiva, che le mie, più che avventure, somigliavano a delle disavventure Fantozziane ! Cose che capitano. Come spiegarle che, ad esempio, quella volta che corteggiai una ragazza, che avevo scelto fra le più bruttine della mia compagnia, giusto per evitare un rifiuto, e, finalmente, ero riuscito a portarla a casa mia dove avevo approntato un angolo del soggiorno con delle lucine soffuse, dei bon bon, una bottiglia di whisky ed un comodo divano, nel momento topico, quando, cioè, avevo deciso di mettere da parte la sua, ma, principalmente la mia timidezza, mentre mi accostavo per baciarla (ahimè), lei , candidamente , mi confessò di essere innamorata dell’amico che condivideva con me l’appartamento ?  Certo, si può ridere…però, pensate a come ci restai io ! Altro che divertente ! Cosa avrebbe detto Lando Buzzanca ? Forse riesco ad immaginarlo : “Che te mozzichi un vampiru, che me fai, me piji in giru ? “. Quel giorno cominciai a pormi il dilemma che poi, tanto dilemma, non era più, se fossi io a fare impazzire le donne o loro facessero impazzire me. La seconda, decisamente ! Cose che capitano.

Eppure ho sempre saputo che le donne vengono attratte da un uomo che le fa ridere. Credevo di poter ottenere, in virtù di questo, qualcosa che avrebbe scavalcato il mero aspetto amicale. Mi sbagliavo. Presi sempre delle ciabattate sul muso. Lo sbaglio più grosso è stato addebitare gli insuccessi alla mia struttura fisica, alla mia non bellezza che trascendeva il mio essere divertente. In effetti, ma me ne accorsi molto tempo dopo, la verità è che non avevo conosciuto bene la personalità femminile, pronto, com’ero pronto, anche se inconsapevolmente, a considerare le donne come terra di conquista e non esseri dotati di un cervello superiore, quantomeno, al mio. Quando ci riuscii, però, era ormai troppo tardi. Incontrai una donna che rispondeva alla mia  simpatia, con l’indifferenza, a volte con lo sberleffo. Mi impegnai sul serio e senza ironia a mostrarle quel che ero veramente, cosa avrei potuto darle e cosa avrei voluto ricevere da lei. Per non farla lunga, la sposai. Cose che capitano ! Solo che…capitano tutte a me.


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Profilo Autore: Bronson  

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Toccare l'infinito con te
Sarebbe sublime
Abbandonare dubbi e perchè
Sarebbe possibile
Lasciando i sensi giocare
Ascoltando i venti soffiare
Trasportati dall'amore
Guidati dallo stupore
Di essere ancora quà
Sarebbe eternità
Dipende da te
Sei tu la chiave
Della felicità

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Profilo Autore: simone corrieri  

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Ad un passo dai tuoi occhi

il mondo è un fiammifero di stelle,

un' aforisma apostrofato di brina

tra coriandoli d' alveari notturni.


Ad un passo dai tuoi occhi

gocce d' alfabeto del mio cuore,

in un granaio spettinato d' emozione,

germinavano eco tra l' argento del vento.


Ad un passo dai tuoi occhi

il mondo è un guerriero assolato d' amore,

meraviglioso timido fazzoletto di cielo

nell' anaforica estasi poetica di gentili parole.


Ad un passo dai tuoi occhi

silenziose gocce d' abbraccio e conversazione

infuocano coscienza e fragile presente

fra sguardi inimitabili di romantiche primavere. 

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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ED ORA CHE,
IL MIO CUORE
E' NELLA MORSA DEL GELO,
LENTAMENTE E TRISTEMENTE
MI AVVIO
VERSO L'ARDUA VETTA 
DELLA SOLITUDINE
E DA LI'
IMMOBILE E PER SEMPRE,
GUARDERO' GLI ALTRUI AMORI
E LE PASSIONI SUBLIMI
CHE MAI PIU' 
MI RIGUARDERANNO.



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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questa vita è una tra tante,
un soffio di vento stellare,
un accidente biologico,
una schiuma di oceano
che bacia la sabbia della conoscenza,
uno dei punti
che costituiscono la linea,
la linea dell'anima
e delle sue disavventure.

Questa vita sei tu,
che ti affacci alla finestra,
ancora addormentata
e con gli occhi di caffé
accenni quel vecchio motivetto
che sa tanto di amore stantìo.

Questa vita sono loro,
gli altri che passano veloci
su queste vie,
cercando la direzione
per una casa che non c'è,
per un calore intorpidito
sotto le coperte sgualcite
dal tempo e dalle troppe parole.

Questa vita è un saluto distratto
mentre ti accingi ad accarezzare
la sagoma di un fumo lontano
che un treno in partenza
dipinge nel tuo cielo di carta.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

Questo autore ha pubblicato 261 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Io ti amo perché sei del mondo,

per te il sentimento profondo

mi spinge a toccarti nel cuore

i polmoni, l’antico sudore,

la rotula il fegato il rene

cosi mi sollevi le pene

del vivere mio quotidiano,

del dito ti tocco la mano

lo sterno e le tenui papille

che dentro la bocca son mille

unite alla lingua schioccante,

lo so che le cose son tante

e tutte riposte al suo posto

infatti non c’e di nascosto

nient’altro che l’anima tua

che sembra non dire la sua

vagante ascendente insicura

ma figlia di madre natura,

il femore voglio toccare

la tibia il perone ed andare

ai glutei rosa di fiore

che sono di cielo colore,

lo stomaco, il tenue intestino

che come se fosse il cammino

del corpo fatato che tieni

fin quando i tuoi piccoli seni

mi fermano qui non si tocca

allora ti tocco la bocca

che sogno che bacio che bramo

per farti capire  che t’amo.

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Profilo Autore: nabrunindu  

Questo autore ha pubblicato 368 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nel silenzio dei rumori
sfiora e scivola via
senza parole
disegna promesse
tra labirinti di ombre
cerca l'uscita
non può perdersi

attraverso respiri di vento
ascolta ed innesca pensieri
senza colori
disegna cieli blu
cerca il volo
non può cadere

è un passaggio lento
e difficile
un varco da provare
ancora
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
C'era il sole fra i cespugli
spostati di curiosità
attraente come amore
stranezza, in tanto scalpore
invadente, come superba
le braccia punte da rovi silenti
che con il loro sanguinare
rallentavano, delle gemme
l'attesa della pioggia nel cadere

C'erano fiori dalle forme d'orchidea
fiamme di cristalline sfere
come da bere
scie disegnate
quasi stelle copiate

Sotto secche foglie
il prato salvato
dal passar di elefanti
trascinar di negligenti

Lascio i rami al loro stare
tardi soppeso
questo mio calpestare

I fiori raccolti calpestando un prato
non sono la bellezza che aspettavo
un desiderio appagato

Ritorno sul sentiero con questo pensiero

la natura non fa niente per niente

non era giusto cogliere quei fiori
solo per farli vedere
ad altra gente



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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

Questo autore ha pubblicato 317 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vagabondo da almeno quattro vite
salto di alba in alba e mi consuma la notte.

Se devo scegliere dove guardare
preferisco ad altezza d'uomo
di fronte, occhi negli occhi,
solo lì le passioni mi accolgono
e rinnovano il mio sangue.

E' lì che isole mi fanno approdare
è lì che percorro fiordi, insenature
nuovi orientamenti.
E' lì che il mio respiro si accelera
come uno soffio eccentrico,
come uno spirito progressivo.

Amo declinare l'indeclinabile
scoprire di me quello che nascondo,
passeggiare nell'indistinto,
nei colori inesistenti che non ho dipinto
ancora.

Vivo per ciò che non è accaduto
e ciò che non avverrà mi appassiona
perché solo lui mi rappresenta,
solo lui può condurmi
dove i miei mari interni ribollono
di solitudini che comunque si muovono
verso le mie finestre corrugate
e sensibili.

Delle mie finestre
amo il loro essere piene di spifferi
che mi fanno volare.

Di quel che ho vissuto
niente doveva accadere,
ogni direzione era possibile, forse,
meno questa che godo e soffro.
Di questo ringrazio quel limite
che io chiamo caso.
Anche lui, come me,
era nato in uno schema
e morirà costretto ad improvvisare.

Pura e fangosa esistenza
farcita di occasioni quasi sempre còlte.
Ciò che emerge improvviso è la mia strada
ho resistito per secoli fino ad inchinarmi,
infine, al mio essere strano.

Ciò che finisce in ombra
mi eccita più di una giornata di sole
e niente, ora so, poteva essere diverso.

Vi risparmio i miei pensieri sul tempo
per dirvi solo che è una stupenda donna
che non ammette seduzioni.
Avrei preferito una vecchia puttana
sdentata a cui dedicare poesie.

Sarebbe necessario arrendersi
almeno fino alla prossima vita.
Ma che sia una resa nobile,
una spada affilata che si cede
ad un avversario imbattibile.



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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Nun ho mai apprezzato la pace quanto sta vorta !

Alla pace fatta con te dopo la litigata

con conseguente e contestuale voce arzata.

Ma mò che sono ‘n poco più tranquillo,

due o tre cosette te le volevo dì.

Durante er diverbio t’ho solo asseconnato,

anche quando dicesti d’annà a morì ammazzato.

Nun ce potevo crede che dicessi a me,

parole così aspre, in perciocché,

nun le mannai dar cervelletto ar core,

nun era un parlare da signore !

A ben pensare ce sarei puro annato,

ma nun pe quello che avevo combinato.

Le donne già se sa che so gelose,

tu eri tra quelle permalose.

T’avrei mannato ar diavolo ogni oltre dire,

pur la coscienza avevi fatto inorridire !

Io so sicuro che te vojo bene,

allora perché scontare puro ste pene !

Nun sono uscito fora dar seminato,

me sono solo un poco sollazzato,

con quarcheduna con cui avea ballato,

niente de che, nulla di speciale,

nun pensavo he te avrei fatto del male !

Anche se si strigneva un pò ,

lassavo fa, problemi nun ne ho.

Sono sicuro che avrai fatto la conta

di tante storie  de cui in giro se recconta

su mie presunte irregolarità

ner campo della mia fedeltà.

Lasseli sta, io sono ‘n omo onesto

io amo te, anche se e donne proprio nun detesto,

t’amo e giammai t’avrei conosciuta

solo per rendette cornuta.

Che poi la vita gira come a rota,

mica che sono poi tanto idiota.

Si nun sarò come lei s’aspetta

io me ritrovo in testa a sua vendetta.
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Profilo Autore: Bronson  

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Vorrei t’arrivasse un po’

di questa freschezza del mattino,

un abbraccio di gelsomini e ginestre,

un po’ del loro colore

che sa di sole e di vita.



Uno spuzzo di onde,

vorrei t’arrivasse,

di questo mare, brillio argenteo

su un lenzuolo

di fine seta acquamarina,

profumato di alghe e sogni lontani.



Vorrei sentissi, sulla faccia,

il bacio della brezza e il sapore

e l’odore salmastro  dell’aria

che sveglia il cuore, s’infila tra i capelli

come fresca carezza,

 dita amorevoli.



Vorrei calarmi,

farmi spazio nell’animo tuo

ripulirlo dalla malinconia

portarlo su con me,

in questo cielo

d’azzurra gioia d’estate che avanza…

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Profilo Autore: Giò  

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È mentre dormi nel tuo letto
e tieni le sue mani strette,
che io mi distruggo nel mio letto
e fumo mille sigarette.
Disegno percorsi verso la felicità
nella mia mente distrutta,
e magari mi incontrerai a metà
e non sarà poi una vita così brutta.
Lascia lei nel suo cuore gelato
e vieni da me aprendo gli occhi
realizzando quanto ti ho amato,
sii il mio fumo tra le dita,
il vizio peggiore
e la rovina della mia vita,
lascia lei e lasciala ora,
vieni da me in lacrime
e ti terrò mio per chissà quanto ancora.
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Profilo Autore: lorenzo  

Questo autore ha pubblicato 60 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Questa è comodità. Le mie tre lampade

accese sotto anime

di Murano giallo da pieride dei biancospini

e ripensare al giro tirato più lungo

evitando in piazza la ciurma e la bandiera -

sentire soltanto la fine

di saluti e convenevoli,

o erano forse l'inizio di un'altra inutilità

a base di collane.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Nell'attesa di
un risveglio morbido

apro la finestra alla

carezza del giorno

il mio sguardo

rimane sospeso sui viottoli

assenti sono le voci
mentre 
 mi guarda la Domenica

cade un pensiero


il letto
il tepore che ho lasciato
ed io la sua voce
mancante. 

Cosi amore
riprendiamoci la notte 
ho da dirti che ti amo.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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