Nell'hotel "i mör töčč" (muoiono cioè tutti)
ed io me andrò a dormire
con un leggiadro dolore al fianco, che ci hanno
spezzato il gambo di tarassaco serale.
Ma chi ha più voglia di sognare il castello reale
di Svezia, o bandierine di spugne marine tese fra le sedie:
tra non molto anche il paradiso sarà dei volti umani.

Ma chi ha più voglia di sognare il castello reale
di Svezia, o bandierine di spugne marine tese fra le sedie:
tra non molto anche il paradiso sarà dei volti umani.
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prendono coscienza, de l'ampleur du drame:
réjouissons-nous en! ("tels nous sommes,
tels sont les temps"):
(la falsa luce
della sopravvivenza è diventata abituale),
(è immobile in una distanza senza vita,
con la voce vuota, lo sguardo distratto,
l'orecchio negligente, la testa sanguinante):
(meglio schiavi, dicono, che disperati,
fracassati,massacrati, lapidati, decapitati,
violentati):
rejoussins-nous en! sostituiscono l'orrore
con l'onore:
"del regno santo,
nella loro mente, fanno tesoro" !
scirocco, maestrale, tramontana puliscono
il cielo nero:
tale è l'illusione, la realtà del sogno,
il dramma dentro il dramma:
sauvons-nous en!
réjouissons-nous en! ("tels nous sommes,
tels sont les temps"):
(la falsa luce
della sopravvivenza è diventata abituale),
(è immobile in una distanza senza vita,
con la voce vuota, lo sguardo distratto,
l'orecchio negligente, la testa sanguinante):
(meglio schiavi, dicono, che disperati,
fracassati,massacrati, lapidati, decapitati,
violentati):
rejoussins-nous en! sostituiscono l'orrore
con l'onore:
"del regno santo,
nella loro mente, fanno tesoro" !
scirocco, maestrale, tramontana puliscono
il cielo nero:
tale è l'illusione, la realtà del sogno,
il dramma dentro il dramma:
sauvons-nous en!
Grida d’amore,
a batter senza tempo sulla corteccia interiore.
Grida di uomo si odono
dalle crepe dell’argilla arsa da prepotente aridità.
Senza forza nella forza di erranti tessitori,
si espandono le grida d’amore .
Stirpe d’amore,
che non vive in chi non crede
ma crede in chi in grembo un figlio nutre.
Senza terra, fra anime e parole sementa il suo valore.
Tra proclami e urla
nel soffocar delle voci,
il suo lamento si ode...
forte!
A rimbombar fra gente e persone,
a penetrar in case e palazzi,
a echeggiar tra vicoli e strade.
Parole d’amore,
lievi e suadenti soffiano in chi in Dio crede,
a trovar radici ramingano
nel deserto mondo della disperazione.
Fogge scarlatte nel cuore ritratte
di tenere anime perse nel dolore.
Sussurri d’amore,
fra anime gemelle che parole non usano
ma semplici gesti.
Gemiti negli occhi colmi di sentimento,
creano sogni e forgiano amore.
a batter senza tempo sulla corteccia interiore.
Grida di uomo si odono
dalle crepe dell’argilla arsa da prepotente aridità.
Senza forza nella forza di erranti tessitori,
si espandono le grida d’amore .
Stirpe d’amore,
che non vive in chi non crede
ma crede in chi in grembo un figlio nutre.
Senza terra, fra anime e parole sementa il suo valore.
Tra proclami e urla
nel soffocar delle voci,
il suo lamento si ode...
forte!
A rimbombar fra gente e persone,
a penetrar in case e palazzi,
a echeggiar tra vicoli e strade.
Parole d’amore,
lievi e suadenti soffiano in chi in Dio crede,
a trovar radici ramingano
nel deserto mondo della disperazione.
Fogge scarlatte nel cuore ritratte
di tenere anime perse nel dolore.
Sussurri d’amore,
fra anime gemelle che parole non usano
ma semplici gesti.
Gemiti negli occhi colmi di sentimento,
creano sogni e forgiano amore.
Quel tanto che basta
e parlo di tempo ...
per vivere attimo per attimo
i piccoli mutamenti
dell'età che avanza
e nutrirsi ancora di noi
Passeggiare per mano
con passo disteso,
non esiste alba o tramonto
le ore scorrono bizzarre
La sveglia riposa in un cassetto
e l'orologio lancette più non ha
Quel tanto che basta
e parlo di tempo …
e godere nuovamente
della della dolce carezza
di una mano fanciulla,
la risata cristallina
di colui che sarà la stirpe futura
nuovamente primi passi,
prime parole stentate
la morte fa meno paura
Quel tanto che basta
e parlo d'amore
più forte e ricco di teneri sguardi
delicate carezze, caldi abbracci,
amore arancia matura,
il succo scivola nella gola
ed è un piacere esclusivo
Quel tanto che basta
e parlo ancora di tempo
di tempo rubato
ai nostri sogni, desideri, speranze
mai si avvereranno
ma faranno pur sempre
parte di noi ….
Chiassosi agapanthus
vestiti di lilla
sfilano nei viali di sentieri
senza tempo,
profumati di ginestre,
dove l’amore corre in bicicletta.
Campi di grano
al sole d’estate, al frinire di cicale,
colorati da letti di purpurei papaveri
dove l’amore spoglia
l’innocenza e ogni pudore.
Spiagge baciate dal mare
dove l’amore si veste di salsedine
e tenerezza disteso alle carezze
e coi baci si ubriaca al sole
spettatore.
… E ancora spiagge
ai rossi tramonti, al chiaro di luna,
ai mille sguardi di stelle,
dove l’amore sussurra…all’amore.
vestiti di lilla
sfilano nei viali di sentieri
senza tempo,
profumati di ginestre,
dove l’amore corre in bicicletta.
Campi di grano
al sole d’estate, al frinire di cicale,
colorati da letti di purpurei papaveri
dove l’amore spoglia
l’innocenza e ogni pudore.
Spiagge baciate dal mare
dove l’amore si veste di salsedine
e tenerezza disteso alle carezze
e coi baci si ubriaca al sole
spettatore.
… E ancora spiagge
ai rossi tramonti, al chiaro di luna,
ai mille sguardi di stelle,
dove l’amore sussurra…all’amore.
« Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: "Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo". »
(Levitico 19:2)
Per me,
che sono figlio
dell’uomo povero
e che non ho porte
che permettano
il passaggio
verso
altri mondi,
la vita è prodigio
ineffabile e unico:
gorgo di capricci
e vendette.
Per me
che non sono
creatura celeste,
in queste strane
e lunghe notti
che seguono
l’anno zero,
non c’è
mai
alcuna
cometa
che mi chiami
a una missione,
ma solamente
emanazioni
di profezie
oscure
e di
mille
strazianti
tentazioni.
E se io cederò,
sarà solamente
al placido amore
per quella donna
che saprà rendere
un uomo normale
il padre di Dio.
« Mi piace il vostro Cristo, non mi piacciono i vostri cristiani. I vostri cristiani sono così diversi dal vostro Cristo. »
(Mohandas Karamchand Gandhi)
Sei entrato negli occhi
colorandoli di granato e rubino
hai riempito la gola
profumandola di frutti e fiori
hai reso l’amicizia
più allegra e profonda
ti sei presentato con ordine
con la vista su colline pulite
ti sei colorato mischiandoti
con il degradare verso il mare
sei stato più vicino
di quanto pensassi
rendi valore al tuo ambiente
ricambiando amore
con predilezione e sensazione
guardo il tuo crescere
e sembra quasi oltre il dono
sei così bello e forte
dammi il tuo gusto
dammi il tuo sentore
dammi il tuo territorio
mi inebrio della tua saggezza
mi inebrio della tua cultura
mi inebrio della tua bontà
colorandoli di granato e rubino
hai riempito la gola
profumandola di frutti e fiori
hai reso l’amicizia
più allegra e profonda
ti sei presentato con ordine
con la vista su colline pulite
ti sei colorato mischiandoti
con il degradare verso il mare
sei stato più vicino
di quanto pensassi
rendi valore al tuo ambiente
ricambiando amore
con predilezione e sensazione
guardo il tuo crescere
e sembra quasi oltre il dono
sei così bello e forte
dammi il tuo gusto
dammi il tuo sentore
dammi il tuo territorio
mi inebrio della tua saggezza
mi inebrio della tua cultura
mi inebrio della tua bontà
Si rigira nelle coperte alla notte
respirando un bacio che sembra un addio,
l'amore mio.
Si sfuma in chiacchere quando gli parli
ti fissa negli occhi quando lo guardi,
l'amore mio.
Ti tocca furbo in confidenza e malizia
ti infatua la lingua in fragola e liquirizia,
l'amore mio.
Mi muove la terra quando son fermo
mi bacia le labbra e io non tentenno,
l'amore mio.
E se scappasse dalle mani mie
che l'hanno amato
e gli han scritto poesie
gli lascerei con queste lividi nell'animo
lo toccherei in un gracile gemito
gli ricorderei del tempo prezioso
in cui era il mio Dio,
l'amore mio.
respirando un bacio che sembra un addio,
l'amore mio.
Si sfuma in chiacchere quando gli parli
ti fissa negli occhi quando lo guardi,
l'amore mio.
Ti tocca furbo in confidenza e malizia
ti infatua la lingua in fragola e liquirizia,
l'amore mio.
Mi muove la terra quando son fermo
mi bacia le labbra e io non tentenno,
l'amore mio.
E se scappasse dalle mani mie
che l'hanno amato
e gli han scritto poesie
gli lascerei con queste lividi nell'animo
lo toccherei in un gracile gemito
gli ricorderei del tempo prezioso
in cui era il mio Dio,
l'amore mio.
Ti vedo
fluttuare nell’aura sopita dell’anima mia
alla ricerca di pace,
approdo sicuro e protetto
dalle tue incertezze e dalle delusioni.
Ti sento
ingrossare come onda turbolenta
negli anfratti del mio cuore, ti ascolto
estasiato nel tuo canto d’amore,
sirena impazzita.
E sono parte di te, in te.
Poi più nulla.
Nulla che possa riportarmi
a sentimenti già vissuti.
Nulla che possa essere più devastante
della forza del tuo amore.
fluttuare nell’aura sopita dell’anima mia
alla ricerca di pace,
approdo sicuro e protetto
dalle tue incertezze e dalle delusioni.
Ti sento
ingrossare come onda turbolenta
negli anfratti del mio cuore, ti ascolto
estasiato nel tuo canto d’amore,
sirena impazzita.
E sono parte di te, in te.
Poi più nulla.
Nulla che possa riportarmi
a sentimenti già vissuti.
Nulla che possa essere più devastante
della forza del tuo amore.
Non ho confidenza
con le tue frasi fatte e disfatte,
con i legami tenui
delle tue congiunzioni
parallele al vuoto.
Il resto della paranoia
è solo legame tra noi,
legame di fotoni solitari
in questo oscuro dittongo,
mentre vaneggio
sul tuo sofà improvvisato
per un ultimo addio,
soffocato dai freddi congiuntivi
di fine stagione.
Prestami pure il calore
delle tue vocali d'amore,
il silenzio di una virgola,
di un momento inerme,
dei tuoi gesti delicati
quando mi accompagni
verso la porta della tua anima.
Tanto il resto è stato solo
questione d'inerzia,
di diffusi spasmi mentali,
ora vado, non mi soffermerò
sui tuoi aggettivi
che sanno di luna e fronde lontane,
sono solo di passaggio,
un fugace turista
del tuo insensato e spento idioma.
con le tue frasi fatte e disfatte,
con i legami tenui
delle tue congiunzioni
parallele al vuoto.
Il resto della paranoia
è solo legame tra noi,
legame di fotoni solitari
in questo oscuro dittongo,
mentre vaneggio
sul tuo sofà improvvisato
per un ultimo addio,
soffocato dai freddi congiuntivi
di fine stagione.
Prestami pure il calore
delle tue vocali d'amore,
il silenzio di una virgola,
di un momento inerme,
dei tuoi gesti delicati
quando mi accompagni
verso la porta della tua anima.
Tanto il resto è stato solo
questione d'inerzia,
di diffusi spasmi mentali,
ora vado, non mi soffermerò
sui tuoi aggettivi
che sanno di luna e fronde lontane,
sono solo di passaggio,
un fugace turista
del tuo insensato e spento idioma.
Il giudice la condanno' a morte
lei sorrise
nessuno mai le aveva parlato della morte
Aveva perso amici, parenti
chiusi nel buio della terra
ma nessuno le aveva insegnato che un giorno
la terra sarebbe stata la sua casa.
Aveva pianto
vedendo gli altri piangere
avevo riso e giocato
come fanno i bambini
ma, il suo cuore non batteva mai.
Un giorno d'inverno
tornando verso casa
vide per strada un'uomo
che dormiva tra squallidi cartoni
lo guardo' fissandolo
si accorse che non piangeva
e la sua bocca non rideva,
lo ammazzo' pensando fosse diverso
e quando butto' la pietra che ancora teneva in mano
non si giro', non conosceva il rimorso,
nessuno le aveva insegnato il pentimento.
Guardo' negli occhi il giudice
le chiese se aveva qualcosa da dire a sua discolpa;
nel silenzio dell'aula
senti' improvvisamente battere il cuore
le sue mani ora tremavano
negli occhi del giudice
nel loro profondo, la risposta ;
e lei guardandolo chino' il capo e disse:
si, sono nata senza anima.
« Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi dispiace solo che non potrò scriverne. »
(Tiziano Terzani)
Io
che sono
un elegante
vecchio albero
aghiforme,
agisco
di mia
propria
volontà
soltanto
da quando
la corteccia
mi si è fatta
rossastro
scura.
Ma
non
lo so
se tu
la vedi già
la mia chioma
espansa a globo,
e questi rari germogli
che fra trentasei mesi
matureranno
in una manciata
di strobili legnosi
e di pinoli biancastri.
Sono di specie longeva,
eliofilo e ornamentale:
genere dal frutto
indeiscente
ed antico,
che
se non
lo stropicci tu
con il tuo sguardo
e con le mani nude,
mai si aprirà al mondo
e mai potrà incontrare
il favore dell’amore,
col suo mortaio
e con il suo
pestello.
Fra poco
anche
io
sarò
pronto
a morire,
e a regalare
i miei dolci semi
a te che sei speciale,
e il mio legno duro
e quasi pregiato
a chi,
ahimè,
ha sempre
davvero tanto,
troppo, freddo.
“E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio.”
(Tiziano Terzani)
Posso ancora sorridere
saltellando sulle righe
di un mondo fatto a strisce
guardando dritto dritto
dentro nell’arcobaleno
lacrime trasformate in gocce colorite
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
e così dentro il mio cuore
c’è ancora spazio
per tutto il tuo amore
mano nella mano
fino in fondo capirai
quale è il nostro destino
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
se ti accorgerai di me
di come sono accanto a te
applaudirai al sogno
fuori dal nero
dentro il blu
e poi un tuffo verso noi
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
saltellando sulle righe
di un mondo fatto a strisce
guardando dritto dritto
dentro nell’arcobaleno
lacrime trasformate in gocce colorite
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
e così dentro il mio cuore
c’è ancora spazio
per tutto il tuo amore
mano nella mano
fino in fondo capirai
quale è il nostro destino
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
se ti accorgerai di me
di come sono accanto a te
applaudirai al sogno
fuori dal nero
dentro il blu
e poi un tuffo verso noi
passo dopo passo
sopra il mio passato
posso ancora fare
posso ancora dire
La fatica di raccogliere i pezzi della semantica.
Plurale. Singolare. Schemi. Ordini. Tassonomie.
Imbrogli della filologia romanza.
Quello che intendeva Jakobson.
Quello che non intendeva Jakobson.
La brama colpisce a vuoto.
Sinonimi irreversibili.
Richiami onomatopeici nel contesto sbagliato.
Incoerenza.
Altrimenti avremmo le mani legate.
Plurale. Singolare. Schemi. Ordini. Tassonomie.
Imbrogli della filologia romanza.
Quello che intendeva Jakobson.
Quello che non intendeva Jakobson.
La brama colpisce a vuoto.
Sinonimi irreversibili.
Richiami onomatopeici nel contesto sbagliato.
Incoerenza.
Altrimenti avremmo le mani legate.









