«L'arte» disse il giovane «è l'universale nel particolare».

Pensiamo poesia
e dormiamo ubriachi,
perché siamo già morti
senza neppure saperlo,
secchi come un fiore
di bergamotto
e trasognati
come la triade
del Fa Maggiore.
Tutto normale,
diciamocelo:
perché è
già
autunno
per noi amanti;
perché forse
tu, che sei
prima
mia
e
poi
solo
più tardi
la poetessa
che ha sempre
così tanto freddo,
invece stai bruciando
come una piccola
goccia gialla
di mirra.
Mentre io
sento musica
nel crepitio
del fuoco,
il pianto
dell’oboe
e il lamento
di una stagione
che ha i tratti
di un letto
disfatto.
È di te
che sono
inebriato,
dell'essenza
autunnale
che esala
quel tuo
dolce
sguardo
assonnato.


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Profilo Autore: Charlie  

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Gocce di mare si posarono

sui risvolti dell’animo,

bagnarono di flebili sensazioni

le ingenue paure,

che si lasciarono dondolare

ai primi raggi del sole del mattino,

in attesa d’esser colte.



E un sol raggio bastò,

un timido e tiepido raggio le scosse.

Divennero perle, poi rivoli salati

 si sciolsero a quel tocco,

che libere le rese dalla loro prigione.

…E fu l’inizio…



Un tepore scosse l’uscio del cuore,

assordanti rumori riempirono le vie

che percorrevano la vita.

Vento tenue scese

a consolarle rose dei pensili giardini.

Glicini in ordite forme

s’affacciarono dai balconi

e tutto il creato volse lo sguardo

al lontano scendere del crepuscolo.



Stormi di rondini

volarono sulle acque,

tornarono al nuovo nido di primavera.

Bianchi gabbiani

planavano sul mare, sovrastavano il cielo

con le possenti ali.

Sfioravano il sole e, sulle più alte rocce,

approdava il loro desiderio d’amore,

lì, il loro talamo nuziale.



Un verde arbusto, impavido,

s’aggrappò alle alte rocce.

L’inverno attendeva.

In solitario modo rivolse preghiere

d’eterno esistere,

poi in fluttuante volo

si lasciò cadere,

abbracciando l’amore delle acque.



Fonte di vita, amorevoli,

rigeneratrici, lo accolsero

e in una nenia lenta, silenziosa,

lo cullarono.

Fu goccia di mare,

 pronta a nutrire un oceano.

Forza sentì e crebbe e di nuovo le braccia

sollevò alla luce, alla vita.

E diede fiori, e diede frutti.

… E il tempo passò!



Così andò il mutevole armonico delle viole.

Così si sparsero le spore

fra i campi in fiore,

così s’addormì l’ultimo

rosso papavero,

nell’oblio dei sensi

in attesa che nuova alba sorgesse,

sul sonnolente andare del mondo.


P. S. : Con la collaborazione dell'indiscussa bravura dell'autore Giancarlo Gravili.

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Profilo Autore: Giò  

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Colta figura
Senza cartucce, abbatte.

Sfiga inattesa.




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Il verseggio Stile metrico dell’haiku (5-7-5) è nato scorrendo l’aforisma del celebre Luc de Clapiers, Marchese de Vauvenargues, scrittore, saggista e moralista francese del 1700:


“Il più gran male che la fortuna possa fare agli uomini è di farli nascere con pochi mezzi e con grandi ambizioni”.
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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La verità è un lusso
che non possiamo permetterci,
un'onda senza vento
nel mare della mente
che fruga raminga
tra la spazzatura di un dio
geloso e distante
mille desideri dal tuo cuore.

La verità è quella luce
che rimane quando spegni
tutti gli elettrodomestici,
il mistero che aleggia
nei black-out della ragione,
un sogno incauto
evaso dal calendario terrestre.

La verità è il passo
dopo l'agognata meta,
il frutto proibito
dal sapore molto antico,
il soffio del silenzio
dove tutto è sempre,
da sempre,
semplicemente quiete.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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C'è chi mi chiede:
"Perché non c'è musicalità nelle tue poesie?"
Perché dev'esserci?
Perché?
I lamenti sono musica?
Il dolore è musica?
La tristezza è musica?
la morte è musica?
Sì.
Sono loro che non la sentono.
Le loro orecchie non hanno
spazio per quelle cose.
Ridono, sentono le risate,
le loro,
le battute,
le loro.
Perché mai volete
rime?
Perché mai volete
suoni dolci?

Perché?
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Profilo Autore: andreucci  

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autobus affollati,
treni velocizzati.
Traffico di droghe,
sputi sulle rose.
Macchine in corsa,
lo scippo di una borsa.
Persi nella metropoli,
tra scambi di odi benevoli,
mi tieni le mani
tenendo i fantasmi lontani,
incantesimo e antitodo
del cuore mio per te frivolo.


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Profilo Autore: lorenzo  

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Anima stanca
è foglia leggera
volata via
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Chi ha con se 
un angolino di
cielo
non è mai solo...


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ora sei lassù

tra le stelle del firmamento

sei luce che illumina

coloro che hai lasciato

I cuori straziati

gli occhi senza lacrime

per padre amorevole,

compagno fedele

Il tuo sorriso illuminava l'intorno,

i tuoi occhi dolci

avvolgevano in un abbraccio

Ricorderò i tuoi racconti

come parole fuoriuscite

da un libro di favole,

la tua voce vivrà

nel canto dell'usignolo

Amico caro, bello come il sole

buono come il pane,

voglio ricordarti

con semplici parole

come tu eri,

senza fronzoli ne altisonanti versi

Neppur poesia sembrerà codesta

ma un sentito commiato

per la tua partenza,

sventolando un fazzoletto bianco

ti saluterò alla stazione

al tuo salire sul treno

che indietro più non ritorna.

Riposa ora dopo tanto soffrire,

aspettaci,

un ad uno tutti saliremo

su quel vecchio treno ….

*****************************************************************************************************************************



Dedicata al nostro caro amico Marcello, che oggi è scivolato

nel sonno eterno, ennesima vittima della Sla




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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Ascolta la notte
il desiderio dell'amata
quegli occhi nel buio
dentro la marea dei venti
avventura e rifugio
il sapore della vita
un futuro ignoto
le stagioni in fuga
in pochi sguardi
cogliere quel fiore
e nondimeno
le gioie più seducenti.

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Profilo Autore: Raffaele Di Palma  

Questo autore ha pubblicato 53 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Di pioggia. Sulle soglie forse

sul lago dopo Castagnola dove ancora va

la bruma fredda, 

forse tra il sole e le altre stelle,

vani cocci dei monti sugli arazzi aguzzi.

Il mio diventa il tuo viso,

di pioggia e breva e stelle e bottiglie, con un laccio

forte, forte, messo dai tanti poeti a questo cavallo

a dondolo così inutile.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Vedevo i bambini giocare,
ridere, scherzare.
Vedevo un bambino triste,
guardare gli altri su una panchina.
Nessuno lo voleva. Nessuno.

Crebbe quel bambino.
Vedeva i ragazzi ridere, amare.
Lui non faceva altro che odiare
la sua vita, sé, gli altri.

Un giorno mi guardò e mi sorrise.
Disse che ero l'unico
a cui tenesse.
Forse mentiva, amava mentire.
Ma il suo sorriso mi diede
gioia,
provai ciò che si chiama
felicità,
non per molto. Non per l'eternità.

Scomparve e io con lui.
Che vita,
la nostra!
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Profilo Autore: andreucci  

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E mi accorgo che piove
che si rincorrono le nuvole
nelle crepe grigie e nere del cielo
in disordinati  e taciuti
giochi di luce.

E ancora piove e
voglio silenzio.

Dai vetri il mare liscia
i miei versi parlati
i marosi argentati
rimpiangono il vento
ed io mi penso nei lunghi silenzi
senza un tuo canto.

Ogni dire
 
ogni mio pensiero
è un palpito del cuore.

E della frescura e
dei lampi intrecciati
m' avvolgo i capelli 
i miei  occhi
e i miei versi ordinati. 
 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Nascono sogni

tra i colori delle vigne …

mi dai la tua essenza ,

la ragione ,

l’esistere .

Tu che mi prendi per mano

mi porti lontano …

nelle profonde ambizioni ,

alle sublimi speranze .

Smuovi le sanguigne pulsioni ,

sei eterea ,nel  mio spirito …

nei mie pensieri ,

scivoli candida ;

nei miei occhi ,

sei la stella sulla terra .


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Profilo Autore: poetanarratore  

Questo autore ha pubblicato 110 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vedo il blu
girare intorno a me
sembra sfiorare la mia pelle
ed entrare nella mia mente

dall'orizzonte fino a me
tende la mano
fatta di cielo e onde
si inerpica sopra me
per farmi vedere oltre

ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui

vertigo dopo vertigo
mi vesto di leggerezza
e freschezza
volo al di là delle colline
ed accarezzo ancora il suo profumo

non mi stanca mai
non mi stanco mai

ascolto il blu
sussurrarmi
sembra voce ed eco
all'unisono

dipinge suoni
fatti di promesse e sogni
sale dentro me
per parlarmi della sua profondità

ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui



ancora un passo
dentro al suo spazio e alle sue opportunità
posso quasi ubriacarmi
di lui

ancora un giro di valzer
nelle sfumature e nelle sensazioni
posso quasi scivolare
verso lui

ancora un passo
dentro al suo spazio e alle sue opportunità
posso quasi ubriacarmi
di lui



non mi stanca mai
non mi stanco mai

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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