Tu sei rumore
in questo silenzio
brami e volgi le mani
al mio respiro
torpore sulla pelle
ghiaccio nel cuore
onda lunga di una vita
meraviglia
tu sei rumore
cicatrice sul mio petto
sulla mia schiena dentro il mio guardare
occhi
al mio respiro
occhi ad ogni tuo apsso
vitale è la cenere
che giace
sul giaciglio del camino
e in rigagnoli rossi
le tue labbra si sciolgono
e si concedono a me
in questo silenzio
brami e volgi le mani
al mio respiro
torpore sulla pelle
ghiaccio nel cuore
onda lunga di una vita
meraviglia
tu sei rumore
cicatrice sul mio petto
sulla mia schiena dentro il mio guardare
occhi
al mio respiro
occhi ad ogni tuo apsso
vitale è la cenere
che giace
sul giaciglio del camino
e in rigagnoli rossi
le tue labbra si sciolgono
e si concedono a me
1 commento
Avranno i miei monti
un tappeto di ruggine
e venti adirati
l'alba ed il tramonto.
Lenti saranno i miei passi
nel rifugio della sera.
Attraverso i vetri
ascolterò nostalgica
tutte le cose.
Un battito d'ali
un nodo di memoria
che si scioglie
sconcerta l'imbrunire di un momento.
E' un pensiero che ritorna
quando torna la stagione
delle foglie.
Silenziosa
mi scivoli addosso
e il sussurrar mi è pena.
un tappeto di ruggine
e venti adirati
l'alba ed il tramonto.
Lenti saranno i miei passi
nel rifugio della sera.
Attraverso i vetri
ascolterò nostalgica
tutte le cose.
Un battito d'ali
un nodo di memoria
che si scioglie
sconcerta l'imbrunire di un momento.
E' un pensiero che ritorna
quando torna la stagione
delle foglie.
Silenziosa
mi scivoli addosso
e il sussurrar mi è pena.
“Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».”
(Genesi 3: 17-19)
Ho bisogno
di spazi ridenti,
ariosi e tranquilli,
di un caffè nero,
di due sigarette,
di qualche libro,
di poca guerra
e tanto ozio,
di scrutare
paesaggi
che
finalmente
definiscano
dove mi trovo.
Ma non c’è aria
e non c’è respiro
in questa sofferenza
socialmente necessaria;
solo il mito adolescenziale
del carisma che, forse,
ci potrà riscattare,
e la scellerata
ricerca
di quei tre
frivoli piaceri
che sanno bene
come buttarmi
sempre
più giù.
Andiamo
avanti così,
allora, alla guida
di una motocicletta,
in corsa verso il sogno
che mi sono costruito:
lontano dai Socials
e dai Greasers,
dall’assenso,
e dal tuo
dissenso.
È che sono
artista poliedrico,
io, alienato dalla società
ai margini della trasparenza:
senza alcun percorso di vita,
solo, incapace di decidere
per il mio proprio
destino.
Meno
male
però
che
resto
uomo
libero, io,
e che mi basta
esser certo di non
dovere condurre
una vita sempre
uguale a se
stessa.
Perciò
aiutami tu,
oppure prova
ed imponimelo,
se mi vuoi schiavo,
di mettere insieme
queste due parti
distinte di vita.
« Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui »
(da "Tom Waits, Blues")
Dietro sbarre invisibili
rinchiuso da porte immaginarie
cammino sui miei pensieri
graffio la mia anima
e calpesto i miei sogni
guardo oltre vetri che non esistono
gocce di dolore
scivolano dagli occhi
fino a lavare il cuore
e le parole strette in gola
solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene
passo di vita
in terra distante
che non si avvicina
da fantasia irrisolta
fino a realtà autocreata
scorre senza sosta
la densità senza trasparenza
di scelte dovute
in nome dell’amore
passa tutto
ma non il cuore
soffia il vento
ma non spazza
inchiostro d’amore
quasi illeggibile
solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene
passo di vita
in terra distante
che non si avvicina
rinchiuso da porte immaginarie
cammino sui miei pensieri
graffio la mia anima
e calpesto i miei sogni
guardo oltre vetri che non esistono
gocce di dolore
scivolano dagli occhi
fino a lavare il cuore
e le parole strette in gola
solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene
passo di vita
in terra distante
che non si avvicina
da fantasia irrisolta
fino a realtà autocreata
scorre senza sosta
la densità senza trasparenza
di scelte dovute
in nome dell’amore
passa tutto
ma non il cuore
soffia il vento
ma non spazza
inchiostro d’amore
quasi illeggibile
solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene
passo di vita
in terra distante
che non si avvicina
non resta, ex juvantibus, che l'inquietudine, l'anarchico
malessere del cuore, comme une construction mallarméenne,
toute en octaves et sons cristallins:
resta la lunga eco
che ossessiona les reveurs de Rue des Hétéronomes,
l'anarchica inquietudine mentale, all'ora di scrivere
d'amore, per il mondo che muore sulle strade:
il tempo è afluente, invertebrato,
non lascia ore e minuti al giorno che si tinge
di colori, di tensioni e torsioni, come nei quadri
in cui gli spiriti più inquieti danzano, allungano
le braccia, il collo, senza fare rumore:
malessere del cuore, comme une construction mallarméenne,
toute en octaves et sons cristallins:
resta la lunga eco
che ossessiona les reveurs de Rue des Hétéronomes,
l'anarchica inquietudine mentale, all'ora di scrivere
d'amore, per il mondo che muore sulle strade:
il tempo è afluente, invertebrato,
non lascia ore e minuti al giorno che si tinge
di colori, di tensioni e torsioni, come nei quadri
in cui gli spiriti più inquieti danzano, allungano
le braccia, il collo, senza fare rumore:
Ti amo in parole non scritte,
in vite passate non ancora scoperte,
ti intrufoli nella mia mente
ma mai nelle mie coperte.
E ci penso ancora
alle tue mani nelle mie
e il modo in cui il tuo sguardo perso vola.
Le tue canzoni che tanto ami
sono ancora segnate nei miei diari,
e le tue labbra che tanto dai,
le mie non le hanno segnate mai.
in vite passate non ancora scoperte,
ti intrufoli nella mia mente
ma mai nelle mie coperte.
E ci penso ancora
alle tue mani nelle mie
e il modo in cui il tuo sguardo perso vola.
Le tue canzoni che tanto ami
sono ancora segnate nei miei diari,
e le tue labbra che tanto dai,
le mie non le hanno segnate mai.
A volte è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce. – Dan Brown
Effatà…
Penso a Te,
parlo a Te,
fratello serrato
nella sofferenza
d’uno scorrere…
tra smisurati tormenti!
Effatà…
Guardo a Te,
dico a Te,
fratello sprangato
nell'angoscia
d’un cammino…
tra indicibili supplizi!
Effatà…
Sento a Te,
chiedo a Te,
fratello soffocato
nei patemi
d’un campare…
tra opprimenti fatiche!
Effatà…
Fisso a Te,
cerco a Te,
fratello morente
negli strazi
d’un passare…
tra prostranti ribrezzi!
Effatà
fratello
al saggio
Divino Messaggio.
C’è ancora
qualcuno
che ti tende la mano.
C’è ancora
qualcuno
che ti guarda dispiaciuto.
C’è ancora
qualcuno
che ti crede comprensivo.
C’è ancora
qualcuno
che ti legge penando.
C’è ancora
qualcuno
che non ha smarrito
il suo cuore!
C’è ancora
qualcuno
che usa, appagato,
il suo animo!
Effatà…
e la luce rivedrai!
Effatà
e il sereno ritroverai…
Effatà…
e nell’allegro camminerai…
Effatà…
e il passato non rivedrai…
Effatà…
Penso a Te,
parlo a Te,
fratello serrato
nella sofferenza
d’uno scorrere…
tra smisurati tormenti!
Effatà…
Guardo a Te,
dico a Te,
fratello sprangato
nell'angoscia
d’un cammino…
tra indicibili supplizi!
Effatà…
Sento a Te,
chiedo a Te,
fratello soffocato
nei patemi
d’un campare…
tra opprimenti fatiche!
Effatà…
Fisso a Te,
cerco a Te,
fratello morente
negli strazi
d’un passare…
tra prostranti ribrezzi!
Effatà
fratello
al saggio
Divino Messaggio.
C’è ancora
qualcuno
che ti tende la mano.
C’è ancora
qualcuno
che ti guarda dispiaciuto.
C’è ancora
qualcuno
che ti crede comprensivo.
C’è ancora
qualcuno
che ti legge penando.
C’è ancora
qualcuno
che non ha smarrito
il suo cuore!
C’è ancora
qualcuno
che usa, appagato,
il suo animo!
Effatà…
e la luce rivedrai!
Effatà
e il sereno ritroverai…
Effatà…
e nell’allegro camminerai…
Effatà…
e il passato non rivedrai…
Nun te conosco e vorrei statte vicino
che quanno scrivi me coje er pallino
de sapè cosa s’agita dentro er core,
quanno che voi dialogà con Amore.
Statte dietro è na fatica immane,
ma te leggerei pe mille settimane.
Er poetare tuo è n’acquerello
che rende ogni verso ancor più bello.
C'hai avuto fortuna addirittura
d’aver sentimenti a dismisura,
che nell’animo tu sai cortivà
sinnò nun staremo qui a raccontà.
Per questo che per me nun sei poetessa
ma, dell‘amore gran sacerdotessa.
Nell’opre tue me piace intrattenemme
de ogni parola emozionamme
Scusa se è poco ciò che ho da ditte
ancor sto cercanno de scopritte
Se voi la morale è questa !
Ma mo' amica, nun te montà la testa !
che quanno scrivi me coje er pallino
de sapè cosa s’agita dentro er core,
quanno che voi dialogà con Amore.
Statte dietro è na fatica immane,
ma te leggerei pe mille settimane.
Er poetare tuo è n’acquerello
che rende ogni verso ancor più bello.
C'hai avuto fortuna addirittura
d’aver sentimenti a dismisura,
che nell’animo tu sai cortivà
sinnò nun staremo qui a raccontà.
Per questo che per me nun sei poetessa
ma, dell‘amore gran sacerdotessa.
Nell’opre tue me piace intrattenemme
de ogni parola emozionamme
Scusa se è poco ciò che ho da ditte
ancor sto cercanno de scopritte
Se voi la morale è questa !
Ma mo' amica, nun te montà la testa !
le morti bianche
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza
partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi
non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne
metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi
andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina
ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza
partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi
non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne
metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi
andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina
ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico
ho perso me stesso,
e ritrovato chiunque altro
e quel che amavo io odio adesso,
e chi odio io è il mio riflesso
e i tratti che ormai evito sempre più spesso.
Questi occhi morti,
che cercano vita
e abbracciano volti,
queste mani deboli
cercano un solo debole conforto
e si rendono inutili
in altri corpi che ho amato troppo.
e ritrovato chiunque altro
e quel che amavo io odio adesso,
e chi odio io è il mio riflesso
e i tratti che ormai evito sempre più spesso.
Questi occhi morti,
che cercano vita
e abbracciano volti,
queste mani deboli
cercano un solo debole conforto
e si rendono inutili
in altri corpi che ho amato troppo.
Goccia,
in un mare di vita,
solo polvere di stelle
perché flebile luce:
brilli nel silenzio.
Scheggia di diamante
prezioso dono dalla vita
…e sei già vita!
Goccia,
in un mare di vita,
oasi nell’arsura di un deserto,
carezze di attimi d’amore.
Cuore impavido,
incurante del dolore
e della paura della nascita.
Amore,
tanto amore,
accogli e avrai e darai.
… Goccia,
stilla d’amore che vita disseterà…
in un mare di vita,
solo polvere di stelle
perché flebile luce:
brilli nel silenzio.
Scheggia di diamante
prezioso dono dalla vita
…e sei già vita!
Goccia,
in un mare di vita,
oasi nell’arsura di un deserto,
carezze di attimi d’amore.
Cuore impavido,
incurante del dolore
e della paura della nascita.
Amore,
tanto amore,
accogli e avrai e darai.
… Goccia,
stilla d’amore che vita disseterà…
Paiono giunti da favole
gli Angeli, conosciuti quando piccini
il male non era scritto, nei libri, sui vocabolari
i dolci erano un miraqgio
ma sull'albero addobbato, si dondolavano dorati
Dalle ali di piume, gioiosi, giocosi
veloci più di Campanellino, ci parevano amici
dovevamo chiamarli prima di andare a dormire
tenerli vicini
Custodivano i nostri sogni
vegliavano sui nostri cuori
nei loro battiti
nel loro fare
Paiono così, dai nostri ricordi
hanno seguito il progredire del nostro viaggio
fino ad oggi, sostenendo il nostro coraggio
A volte, si sentono sollevare il nostro corpo
in momenti pericolosi
senza vederli, senza dar fastidio
per poi lasciarci continuare
Intorno si sentono gli Angeli
detentori di bontà, leggere soluzioni
trasparenti abbracci ed emozioni
Ci convivo, ascolto le loro voci
da molto tempo insieme
senza recriminare
della grande fortuna, del loro volteggiare
accompagnatori instancabili
senza guardare
anche quando non è il giorno
non ci si puo' avvicinare
gli Angeli, conosciuti quando piccini
il male non era scritto, nei libri, sui vocabolari
i dolci erano un miraqgio
ma sull'albero addobbato, si dondolavano dorati
Dalle ali di piume, gioiosi, giocosi
veloci più di Campanellino, ci parevano amici
dovevamo chiamarli prima di andare a dormire
tenerli vicini
Custodivano i nostri sogni
vegliavano sui nostri cuori
nei loro battiti
nel loro fare
Paiono così, dai nostri ricordi
hanno seguito il progredire del nostro viaggio
fino ad oggi, sostenendo il nostro coraggio
A volte, si sentono sollevare il nostro corpo
in momenti pericolosi
senza vederli, senza dar fastidio
per poi lasciarci continuare
Intorno si sentono gli Angeli
detentori di bontà, leggere soluzioni
trasparenti abbracci ed emozioni
Ci convivo, ascolto le loro voci
da molto tempo insieme
senza recriminare
della grande fortuna, del loro volteggiare
accompagnatori instancabili
senza guardare
anche quando non è il giorno
non ci si puo' avvicinare
L'albero si denudava,
arrossiva la vite
e qualcuno pensava davvero
che fosse la festa della morte.
L'albero si spogliava piano;
ogni foglia cadeva a suo modo
e con il colore di un infarto diverso.
Comparivano i carpofari
del suolo eccitato
e si bagnava la boscaglia
sotto i raggi dell'equinozio
-diffusi mezz'ora prima dell'alba-
Il fico aveva le sacche gonfie
e i bofonchi d'intorno;
con l'ippocastano si alleviava
la tosse del fantino.
Le anche delle colline
ondeggiavano ipnotizzanti
ed il lento piovigginare
scovava la maggiorana a radicare
ed il suo odore negli armadi vuoti.
La salvia era tutta arricciata
come le dita di una mano contratta
e dai violenti crostoni dei campi
filtravano sospiri impercettibili.
Pioveva fango ribollito
e la luna era un invito
ad aggiungere l'altra metà.
arrossiva la vite
e qualcuno pensava davvero
che fosse la festa della morte.
L'albero si spogliava piano;
ogni foglia cadeva a suo modo
e con il colore di un infarto diverso.
Comparivano i carpofari
del suolo eccitato
e si bagnava la boscaglia
sotto i raggi dell'equinozio
-diffusi mezz'ora prima dell'alba-
Il fico aveva le sacche gonfie
e i bofonchi d'intorno;
con l'ippocastano si alleviava
la tosse del fantino.
Le anche delle colline
ondeggiavano ipnotizzanti
ed il lento piovigginare
scovava la maggiorana a radicare
ed il suo odore negli armadi vuoti.
La salvia era tutta arricciata
come le dita di una mano contratta
e dai violenti crostoni dei campi
filtravano sospiri impercettibili.
Pioveva fango ribollito
e la luna era un invito
ad aggiungere l'altra metà.










