Tu sei rumore 
in questo silenzio
brami e volgi le mani
al mio respiro
torpore sulla pelle
ghiaccio nel cuore
onda lunga di una vita
meraviglia
tu sei rumore
cicatrice sul mio petto
sulla mia schiena dentro il mio guardare
occhi
al mio respiro
occhi ad ogni tuo apsso
vitale è la cenere
che giace
sul giaciglio del camino
e in rigagnoli rossi
le tue labbra si sciolgono
e si concedono a me
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Profilo Autore: fgl  

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Avranno i miei monti
un tappeto di ruggine
e venti adirati  
l'alba ed il tramonto.

Lenti saranno i miei passi 
nel rifugio della sera.

Attraverso i vetri 
ascolterò nostalgica
tutte le cose.


Un battito d'ali
un nodo di memoria
che si scioglie

 sconcerta l'imbrunire di un momento.

E' un pensiero che ritorna
quando torna la stagione
delle foglie.

Silenziosa
mi scivoli addosso
e il sussurrar mi è pena. 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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“Poi disse ad Adamo: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».”
(Genesi 3: 17-19)

Ho bisogno
di spazi ridenti,
ariosi e tranquilli,
di un caffè nero,
di due sigarette,
di qualche libro,
di poca guerra
e tanto ozio,
di scrutare
paesaggi
che
finalmente
definiscano
dove mi trovo.
Ma non c’è aria
e non c’è respiro
in questa sofferenza
socialmente necessaria;
solo il mito adolescenziale
del carisma che, forse,
ci potrà riscattare,
e la scellerata
ricerca
di quei tre
frivoli piaceri
che sanno bene
come buttarmi
sempre
più giù.
Andiamo
avanti così,
allora, alla guida
di una motocicletta,
in corsa verso il sogno
che mi sono costruito:
lontano dai Socials
e dai Greasers,
dall’assenso,
e dal tuo
dissenso.
È che sono
artista poliedrico,
io, alienato dalla società
ai margini della trasparenza:
senza alcun percorso di vita,
solo, incapace di decidere
per il mio proprio
destino.
Meno
male
però
che
resto
uomo
libero, io,
e che mi basta
esser certo di non
dovere condurre
una vita sempre
uguale a se
stessa.
Perciò
aiutami tu,
oppure prova
ed imponimelo,
se mi vuoi schiavo,
di mettere insieme
queste due parti
distinte di vita.

« Preferisco un fallimento alle mie condizioni che un successo alle condizioni altrui »
(da "Tom Waits, Blues")

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Profilo Autore: Charlie  

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Le palle cozzarono.

"Avanti!" - dissi.

Che del prossimo

m'interessa quel ch'è nascosto dietro la porta.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Dietro sbarre invisibili
rinchiuso da porte immaginarie
cammino sui miei pensieri
graffio la mia anima
e calpesto i miei sogni

guardo oltre vetri che non esistono
gocce di dolore
scivolano dagli occhi
fino a lavare il cuore
e le parole strette in gola

solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene

passo di vita
in terra distante
che non si avvicina

da fantasia irrisolta
fino a realtà autocreata
scorre senza sosta
la densità senza trasparenza
di scelte dovute
in nome dell’amore

passa tutto
ma non il cuore
soffia il vento
ma non spazza
inchiostro d’amore
quasi illeggibile

solitudine d’amore
ingabbiata in sole
che non mi appartiene

passo di vita
in terra distante
che non si avvicina


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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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         non resta, ex juvantibus, che l'inquietudine, l'anarchico

malessere del cuore, comme une construction mallarméenne,

toute en octaves et sons cristallins:

                                                           resta la lunga eco

che ossessiona les reveurs de Rue des Hétéronomes,

l'anarchica inquietudine mentale, all'ora di scrivere

d'amore, per il mondo che muore sulle strade:

 

                    il tempo è afluente, invertebrato,

non lascia ore e minuti al giorno che si tinge

di colori, di tensioni e torsioni, come nei quadri

in cui gli spiriti più inquieti danzano, allungano

le braccia, il collo, senza fare rumore:

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Profilo Autore: Salvatore Fittipaldi  

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Ti amo in parole non scritte,
in vite passate non ancora scoperte,
ti intrufoli nella mia mente
ma mai nelle mie coperte.
E ci penso ancora 
alle tue mani nelle mie
e il modo in cui il tuo sguardo perso vola.
Le tue canzoni che tanto ami
sono ancora segnate nei miei diari,
e le tue labbra che tanto dai,
le mie non le hanno segnate mai.

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Profilo Autore: lorenzo  

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A volte è sufficiente un cambiamento di prospettiva per vedere la luce. – Dan Brown


Effatà…


Penso a Te,

parlo a Te,

fratello serrato

nella sofferenza

d’uno scorrere…

tra smisurati tormenti!


Effatà…


Guardo a Te,

dico a Te,

fratello sprangato

nell'angoscia

d’un cammino…

tra indicibili supplizi!


Effatà…


Sento a Te,

chiedo a Te,

fratello soffocato

nei patemi

d’un campare…

tra opprimenti fatiche!


Effatà…


Fisso a Te,

cerco a Te,

fratello morente

negli strazi

d’un passare…

tra prostranti ribrezzi!


Effatà

fratello

al saggio

Divino Messaggio.


C’è ancora

qualcuno

che ti tende la mano.


C’è ancora

qualcuno

che ti guarda dispiaciuto.


C’è ancora

qualcuno

che ti crede comprensivo.


C’è ancora

qualcuno

che ti legge penando.


C’è ancora

qualcuno

che non ha smarrito

il  suo cuore!


C’è ancora

qualcuno

che usa, appagato,

il suo animo!


Effatà…

e la luce rivedrai!


Effatà

e il sereno ritroverai…


Effatà…

e nell’allegro camminerai…


Effatà…

e il passato non rivedrai…
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Nun te conosco e vorrei statte vicino

che quanno scrivi me coje er pallino

de sapè cosa s’agita dentro er core,

quanno che voi dialogà con Amore.

Statte dietro è na fatica immane,

ma te leggerei pe mille settimane.

Er poetare tuo è n’acquerello

che rende ogni verso ancor più bello.

C'hai avuto fortuna addirittura

d’aver sentimenti a dismisura,

che nell’animo tu sai cortivà

sinnò nun staremo qui a raccontà.

Per questo che per me nun sei poetessa

ma, dell‘amore  gran sacerdotessa.

Nell’opre tue me piace  intrattenemme

de ogni parola emozionamme

Scusa se è poco ciò che ho da ditte

ancor sto cercanno de scopritte

Se voi la morale è questa !

Ma mo' amica, nun te montà la testa !
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Profilo Autore: Bronson  

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le morti bianche
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza

partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi

non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne

metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi

andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina

ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico

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Profilo Autore: luci dell centrale elettrica  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tempo

scivolosa sabbia

bagnata di seta;




tendo la mano

ma afferro soltanto

un pugno d'aria vuota

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Profilo Autore: Cla  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
ho perso me stesso, 
e ritrovato chiunque altro
e quel che amavo io odio adesso,
e chi odio io è il mio riflesso
e i tratti che ormai evito sempre più spesso.
Questi occhi morti,
che cercano vita
e abbracciano volti,
queste mani deboli
cercano un solo debole conforto
e si rendono inutili 
in altri corpi che ho amato troppo.
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Profilo Autore: lorenzo  

Questo autore ha pubblicato 60 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Goccia,

 in un mare di vita,

 solo polvere di stelle

perché  flebile luce:

brilli nel silenzio.

Scheggia di diamante

prezioso dono dalla vita

…e sei già vita!

Goccia,

in un mare di vita,

oasi nell’arsura di un deserto,

carezze di attimi d’amore.

Cuore impavido,

incurante del dolore

e della paura della nascita.

Amore,

tanto amore,

accogli e avrai e darai.

… Goccia,

stilla d’amore che vita disseterà…


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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Paiono giunti da favole
gli Angeli, conosciuti quando piccini
il male non era scritto, nei libri, sui vocabolari
i dolci erano un miraqgio
ma sull'albero addobbato, si dondolavano dorati

Dalle ali di piume, gioiosi, giocosi
veloci più di Campanellino, ci parevano amici
dovevamo chiamarli prima di andare a dormire
tenerli vicini

Custodivano i nostri sogni
vegliavano sui nostri cuori
nei loro battiti
nel loro fare

Paiono così, dai nostri ricordi
hanno seguito il progredire del nostro viaggio
fino ad oggi, sostenendo il nostro coraggio

A volte, si sentono sollevare il nostro corpo
in momenti pericolosi
senza vederli, senza dar fastidio
per poi lasciarci continuare

Intorno si sentono gli Angeli
detentori di bontà, leggere soluzioni
trasparenti abbracci ed emozioni

Ci convivo, ascolto le loro voci
da molto tempo insieme
senza recriminare
della grande fortuna, del loro volteggiare
accompagnatori instancabili
senza guardare

anche quando non è il giorno
non ci si puo' avvicinare










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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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L'albero si denudava,
arrossiva la vite
e qualcuno pensava davvero
che fosse la festa della morte.

L'albero si spogliava piano;
ogni foglia cadeva a suo modo
e con il colore di un infarto diverso.

Comparivano i carpofari
del suolo eccitato
e si bagnava la boscaglia
sotto i raggi dell'equinozio
-diffusi mezz'ora prima dell'alba-

Il fico aveva le sacche gonfie
e i bofonchi d'intorno;
con l'ippocastano si alleviava
la tosse del fantino.

Le anche delle colline
ondeggiavano ipnotizzanti
ed il lento piovigginare
scovava la maggiorana a radicare
ed il suo odore negli armadi vuoti.

La salvia era tutta arricciata
come le dita di una mano contratta
e dai violenti crostoni dei campi
filtravano sospiri impercettibili.

Pioveva fango ribollito
e la luna era un invito
ad aggiungere l'altra metà.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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