essere così
dove ogni giorno
i grazie
servono a poco
quando qualcuno
ti ha salvato
la vita.
Non devi lasciarti andare cara
sei troppo bella per soffrire …
il tuo sacrificio sarà vano
se non dai aria al tuo desiderio.
A quell’amore che invoca passione
e ad ogni suono
dà , gli accordi celestiali.
Pulsa il sangue nelle vene :
col tenero sorriso
si dischiude tra i candori ,
già fu fuso
dalla strepitosa voglia.
Hai scelto l’inferno ,
il fuoco senza fiamma …
senza una lacrima
hai arso falsi orgogli ,
scelte indelebili
che il tempo tutte le annoda .
Sei troppo bella per soffrire !
Troppo l‘innocente labbro :
dai fiato alle trombe …
Io ,
ovunque , sento la tua presenza,
come un’ombra sparsa sopra il vento
ammanto vita , l‘anima tua.
poichè... qualcuno
mi voleva diversa
da come ero.
Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.
Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.
Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.
Il resto della storia
non è stato cosa facile...
... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
non posso più raccontarlo,
non posso darlo alla carta
come si dà alla vita un figlio,
non posso seppellirlo sotto strati di terra
vittima delle infinite virtù che ha la pioggia,
non posso cancellarlo
quell'amore,
non posso vincerlo
come ho vinto,sanguinante,i bronzei trofei
che il mio orgoglio ricorda.
Non posso darlo al vento
non posso renderlo cenere
non posso usufruire di tutto quel sogno
per addormentare le mie pene!
Il nostro amore sopravvive
alle parole che lo bestemmiano,
all'assenza che gli rendiamo
immemori di quando ci amavmo
senza sforzo,senza pretese,
senza pensare che stavamo scrivendo l'oscura storia
delle mie dolorose memorie.
La mattina mi affaccio alla finestra
per vedere il sorgere del sole,
la terra ancora umida di rugiada
quasi mormorando si risveglia.
La luce timida come un’amante
abbraccia emozionata la natura,
con affetto l’inonda di dolcezza
e in quell’istante germoglia la vita.
Le nuvole prendendosi per mano
si stiracchiano un po’ svogliate
e il cielo maestoso come matrona
dice addio alla luna che scompare.
Gli uccellini cinguettano come tenori
tutti in festa per il nuovo giorno
e mentre l’ultima stella si nasconde
si accendono i colori del mondo.
Questo incanto lo racchiudo in cuore
sapendo che niente è immortale,
e anch’io per legge naturale
non so per quanto ancora ne godrò.
Una leggera brezza mi accarezza
e mette in subbuglio i miei pensieri,
mi dovrebbero seppellire qui
e continuerei a starci da regina,
Libera traduzione di una mia poesia in lingua madre sarda
tessevano il mio sguardo di pianto
ed il mio animo, fragile arcobaleno,
fu ragnatela d' amianto,
la luna scodella di cielo,
aghi di pino fermagli di vento
e poi labbra ferite d' un campo di grano,
aquiloni di prato dal tempo rapiti,
meridiani di cuore d' amore fioriti,
cicatrici importunate d' orizzonti infreddoliti.
sono una spina
conficcata negli occhi
in un giorno d'Aprile
Sono vento e deserto
sono l’intenzione
il tragitto sbagliato
la ragione che pugnala il cuore
Sono il vuoto dentro il vuoto
il fallimento
il passo breve e il volo contorto
Sono l’escremento
l’esempio sbagliato
l’esperimento
Sono la fine del tempo
l’orologio fermo
il nulla
il quinto elemento
Sono l’ inquietudine
e non ci sarà più Oasi
per dissetare
questa mia solitudine
ciò che le stagioni toccano
alberi ancora in evoluzione
sensazioni calde
che si affacciano
dentro il corpo
e cercano un po' di primavera
lieve cenno di azzurro
che aspetta di diventare deciso
rinnova distese infinite
di cielo
silenzi che piano piano
diventano dolci rumori
e seguono tracce del solstizio
che verrà
quasi unico
rimanere sdraiati
e farsi riscaldare dal mattino
che veste di nuovo il mondo
tutto si muove
e gira inseguendo la natura
ed i suoi spostamenti
seguendo perfettamente
le sue regole
a riconoscere
l'onestà nelle persone.
Se tutto intorno
come un mare
è scuro e denso
che non so nuotare solo
io rimango,
sto al riparo
perchè il buio
fa paura
e vigliacco
ascolto il vento
dalle imposte
dentro casa.
In balia sento le foglie
che vorrebbero restare
ma io dietro la tendina
sto al sicuro,
sto in cucina.
Greve, di un carro, di terra,
dal braccio alla mano,
quel mattino enigmatico
al suo primo grido io respiro,
di una pellicola sporca
questa neve, di astri albicanti e nuovissimi.
Ho lancette che feriscono la carne ad ogni scatto, e gocce di ricordi, scese dalle ferite, che seccano stanche e silenziose poggiate sul velluto dell'anima.
Ho uno sguardo non corrisposto e una parola non detta.
Una lettera scritta di mio pugno, che non sarà mai letta da nessuno,e poi ho un bicchiere, che beve la mia voglia di star sveglio e uno sbuffo di fumo perlaceo che m'inasprisce la voce.
Ho una nota.Una sola.In bemolle.
E poi ho un cassetto.
Piccolo, nascosto, quasi sempre chiuso,
ricolmo dei frammenti di quelle storie che mi compongono.
Pieno di navi e di carovane, di fogli stropicciati e matite senza punta, di pennelli, di cenere, di visi abbozzati, di mozziconi e ritagli di giornale, di sequenze su pentagrammi interrotte a metà, aghi di pino e calcinacci, di foto,tappi di birra e lettere.
Tante lettere. Più di quante tu credi se ne possano scrivere.
E se le navi non troveranno il vento giusto,
i miei pensieri finiranno per morirmi dentro.
Cosiccome se nessuno guiderà le carovane, le emozioni che portano marciranno nel petto.
Perché pur avendolo avvolto nel velluto, pur avendolo soffocato nel cotone, pur avendolo imprigionato dentro una scatoletta in legno senza chiave, e averlo tenuto sepolto con cura sotto i fogli, sotto le navi, sotto le carovane sotto i mozziconi e le matite senza punta....sento ancora il ticchettio di quel maledetto orologio.
Che instancabile conta
il passar del mio tempo.











