come un bambino
 tu appoggiai la testa sul mio braccio
prima di andare con Morfeo
                                   e io
mi girai a guardarti.
come può una persona
essere così
                            meravigliosa?
il destino,
maledetto bastardo fino ad ieri,
oggi mi ha portato
da te,
togliendo dalla mia vita
                          quel baratro
dove ogni giorno
mi specchiavo.
i grazie
servono a poco
quando qualcuno
ti ha salvato
                         la vita.



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Profilo Autore: SabrinaVacca  

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Prima che il giorno finisse,
e si spegnesse la tua solare luce,
avrei voluto dedicarti  mille parole,
ma le stelle le hanno rapite.


Tra i sogni ho perso la matassa,
il filo d’un discorso,
che, legato alle ali della fantasia,
ora parla alla luna.


Al tramonto, ti aspetterò domani,
oh mio sole,
in un giardino tra primule e viole,
e insieme ascolteremo,
dalle stelle nascenti, le rapite parole,
mentre la luna, del filo,
ti offrirà  quel bandolo, smarrito tra i sogni.


Tu tenderai le braccia, e accoglierai,
come un abile arcolaio,
le mia matassa ed io per te,
raccoglierò quel filo di seta,
intreccio di gaudio e speranza.


Domani con te lo porterai,
e, raggiunta la più alta vetta,
coi tuoi caldi raggi, lo regalerai al mondo,
e una, pur se piccola dose, generosamente,
anche al mio cuore, dal ritmo danzante.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Non devi lasciarti andare cara

sei troppo bella per soffrire …

il tuo sacrificio sarà vano

se non dai aria al tuo desiderio.

A quell’amore che invoca passione

e ad ogni suono

dà , gli accordi celestiali.

Pulsa il sangue nelle vene :

col tenero sorriso

si dischiude tra i candori ,

già fu fuso

dalla strepitosa voglia.

Hai scelto l’inferno ,

il fuoco senza fiamma …

senza una lacrima

hai arso falsi orgogli ,

scelte indelebili

che il tempo tutte le annoda .

Sei troppo bella per soffrire !

Troppo l‘innocente labbro :

dai fiato alle trombe …

Io ,

ovunque , sento la tua presenza,

come un’ombra sparsa sopra il vento

ammanto vita ,  l‘anima tua.



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Profilo Autore: poetanarratore  

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Scappai un giorno,
poichè... qualcuno
mi voleva diversa 
da come ero.

Sfuggì alla prigione
saltando sopra i tetti delle case
e corsi a perdifiato
per difendere i miei sogni.

Guardai forte, poi,
dentro gli occhi
di mio padre
dicendogli di me.

Impaziente e arrabbiato
depose le catene...
e fu così,
che con fruscio fortissimo
io mi innalzai in volo.

Il resto della storia
non è stato cosa facile...

... Fortuna che la Nike
mi ha donato forti e grandi ali!
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Profilo Autore: Hera  

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L'amore che ho provato 
non posso più raccontarlo,
non posso darlo alla carta
come si dà alla vita un figlio,
non posso seppellirlo sotto strati di terra
vittima delle infinite virtù che ha la pioggia,
non posso cancellarlo
quell'amore,
non posso vincerlo
come ho vinto,sanguinante,i bronzei trofei
che il mio orgoglio ricorda.
Non posso darlo al vento
non posso renderlo cenere
non posso usufruire di tutto quel sogno
per addormentare le mie pene!
Il nostro amore sopravvive 
alle parole che lo bestemmiano,
all'assenza che gli rendiamo
immemori di quando ci amavmo
senza sforzo,senza pretese,
senza pensare che stavamo scrivendo l'oscura storia
delle mie dolorose memorie.
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Profilo Autore: Priscilla  

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La mattina mi affaccio alla finestra

per vedere il sorgere del sole,

la terra ancora umida di rugiada

quasi mormorando si risveglia.

La luce timida come un’amante

abbraccia emozionata la natura,

con affetto l’inonda di dolcezza

e in quell’istante germoglia la vita.

Le nuvole prendendosi per mano

si stiracchiano un po’ svogliate

e il cielo maestoso come matrona

dice addio alla luna che scompare.

Gli uccellini cinguettano come tenori

tutti in festa per il nuovo giorno

e mentre l’ultima stella si nasconde

si accendono i colori del mondo.

Questo incanto lo racchiudo in cuore

sapendo che niente è immortale,

e anch’io per legge naturale

non so per quanto ancora ne godrò.

Una leggera brezza mi accarezza

e mette in subbuglio i miei pensieri,

mi dovrebbero seppellire qui

e continuerei a starci da regina,

Libera traduzione di una mia poesia in lingua madre sarda

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Profilo Autore: M.G.Fiori  

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Insaziabili pulsazioni d' incanto

tessevano il mio sguardo di pianto

ed il mio animo, fragile arcobaleno,

fu ragnatela d' amianto,

la luna scodella di cielo,

aghi di pino fermagli di vento

e poi labbra ferite d' un campo di grano,

aquiloni di prato dal tempo rapiti,

meridiani di cuore d' amore fioriti,

cicatrici importunate d' orizzonti infreddoliti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sono un morto che cammina

sono una spina

conficcata negli occhi

in un giorno d'Aprile

Sono vento e deserto

sono l’intenzione

il tragitto sbagliato

la ragione che pugnala il cuore

Sono il vuoto dentro il vuoto

il fallimento

il passo breve e il volo contorto

Sono l’escremento

l’esempio sbagliato

l’esperimento

Sono la fine del tempo

l’orologio fermo

il nulla

il quinto elemento

Sono l’ inquietudine

e non ci sarà più Oasi

per dissetare

questa mia solitudine
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Il tempo sfiora
ciò che le stagioni toccano
alberi ancora in evoluzione
sensazioni calde
che si affacciano
dentro il corpo
e cercano un po' di primavera

lieve cenno di azzurro
che aspetta di diventare deciso
rinnova distese infinite
di cielo
silenzi che piano piano
diventano dolci rumori
e seguono tracce del solstizio
che verrà

quasi unico
rimanere sdraiati
e farsi riscaldare dal mattino
che veste di nuovo il mondo
tutto si muove
e gira inseguendo la natura
ed i suoi spostamenti
seguendo perfettamente
le sue regole

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Non imparo
a riconoscere
l'onestà nelle persone.
Se tutto intorno
come un mare
è scuro e denso
che non so nuotare solo
io rimango,
sto al riparo
perchè il buio
fa paura
e vigliacco
ascolto il vento
dalle imposte
dentro casa.
In balia sento le foglie
che vorrebbero restare
ma io dietro la tendina
sto al sicuro,
sto in cucina.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Greve, di un carro, di terra,
di vita, di noia,
eppure dal fianco sboccia
un arcuato giallo non dissimile
alla mimosa stanca.

Dal piede, dal ramo,
dal braccio alla mano,
quel mattino enigmatico
al suo primo grido io respiro,
di una pellicola sporca
questa neve, di astri albicanti e nuovissimi.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

Questo autore ha pubblicato 1011 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho navi di pensieri che ogni mattino mi salpano dagli occhi, mentre intere carovane di emozioni abbandonano il petto alla ricerca dell'ennesimo tramonto.
Ho lancette che feriscono la carne ad ogni scatto, e gocce di ricordi, scese dalle ferite, che seccano stanche e silenziose poggiate sul velluto dell'anima.
Ho uno sguardo non corrisposto e una parola non detta.
Una lettera scritta di mio pugno, che non sarà mai letta da nessuno,e poi ho un bicchiere, che beve la mia voglia di star sveglio e uno sbuffo di fumo perlaceo che m'inasprisce la voce.
Ho una nota.Una sola.In bemolle.
E poi ho un cassetto.
Piccolo, nascosto, quasi sempre chiuso, 
ricolmo dei frammenti di quelle storie che mi compongono.
Pieno di navi e di carovane, di fogli stropicciati e matite senza punta, di pennelli, di cenere, di visi abbozzati, di mozziconi e ritagli di giornale, di sequenze su pentagrammi interrotte a metà, aghi di pino e calcinacci, di foto,tappi di birra e lettere.
Tante lettere. Più di quante tu credi se ne possano scrivere.
E se le navi non troveranno il vento giusto,
i miei pensieri finiranno per morirmi dentro.
Cosiccome se nessuno guiderà le carovane, le emozioni che portano  marciranno  nel petto.
Perché pur avendolo avvolto nel velluto, pur avendolo soffocato nel cotone, pur avendolo imprigionato dentro una scatoletta in legno senza chiave, e  averlo tenuto sepolto con cura sotto i fogli, sotto le navi, sotto le carovane sotto i mozziconi e le matite senza punta....sento ancora il ticchettio di quel maledetto orologio.

Che instancabile conta 
il passar del mio tempo.
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Profilo Autore: gianluca  

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Parole vuote, senza un senso,
sconnesse, cancellate.
Fogli accartocciati, abbandonati,
rinvenir versi nell’attimo,
o immagini consoni al momento,
oggi proprio no, o forse…
Si, ecco c’è, è un fiore.


Una rosa bianca recisa,
che appartiene ormai al mare,
così sola immobile, adagiata supina,
su sabbia sottile e bagnata.
La culla il vento, alzatosi in brezza,
e le onde del nevrotico mare
s’abbracciano l’una all’altra,
bagnando con gli schizzi
i suoi petali stanchi.


Un vigile gabbiano,
di su’ uno scoglio attento osserva,
pari a faro acceso nella notte.
In volo, verso quel fiore, si scaglia,
lo ammira con languidi occhi,
e con la carezza di un’ala,
quale linfa di vita, lo nutre d’affetto.


Tra il becco stringe il suo stelo,
e, spianandosi in volo,
lo dirige verso nuove dimore,
tra orizzonti dorati,
nel suo caldo nido d’amore.


Lì dove osa un gabbiano.




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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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questo giorno nuovo
condito dal sole
mi asgiuga dalla rugiada
la dolce nebbia svanisce nel vuoto
niente di niente attorno
niente di più
mentre continuo a stare seduto
sui ramoscelli di ciliegio
aspettando
una nuova primavera

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Profilo Autore: fgl  

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Porgi il nudo ventre all'amore,
annusa i capelli
come morbida seta
ancora lucenti di luna,

di rugiada 
la pelle imperlata

amalgama scorre
a donare l'essenza
e saziare
la fame della carne.


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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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