Tutti abbiamo avuto vent'anni
ed un pensiero disonesto
nei confronti del tempo.
Ed esso si rivale
nelle rughe nuove d'ogni giorno,
nello sguardo lento e molle di chi andrà,
di chi parte verso una meta certa.
E non siamo più.
Il volo è vermiglio,
lo smalto si stinge
verso opacità senza iridescenza,
via via più silenzioso.
Aspettando il tramonto
- si avesse ancora
la puberale incoscienza!-
potremmo dirci, sorridendo:
"Si vive una morte sola"
ed un pensiero disonesto
nei confronti del tempo.
Ed esso si rivale
nelle rughe nuove d'ogni giorno,
nello sguardo lento e molle di chi andrà,
di chi parte verso una meta certa.
E non siamo più.
Il volo è vermiglio,
lo smalto si stinge
verso opacità senza iridescenza,
via via più silenzioso.
Aspettando il tramonto
- si avesse ancora
la puberale incoscienza!-
potremmo dirci, sorridendo:
"Si vive una morte sola"
14 commenti
Eterni sognatori sanno essere i poeti!...
Imbastiscono e regalano sogni nel bene e nel male. Sono caparbi dinanzi all’impossibile, trovano sempre la speranza e la forza, addolciscono lacrime.
Sono coloro che fanno di un mare burrascoso un prato verde di speranze, un lago incantato.
Scendono nelle acque tormentose delle sue tempeste e cercano, scavano tra i resti di forza per sopravvivere in versi sublimi. Volano con aquiloni o a cavallo di ricordi per raggiungere serenità e pienezza d’animo, lontani da un mondo che disgusta e fa male!... Talvolta salgono sulla luna, la sera, a rubare dolci parole d’amore, perse nell’immensità del cielo, per farne dono a distratti o distrutti innamorati che più non sanno trovarne… Affidano ad un foglio, ed a soffi di vento, la parola “pace, giustizia, fratellanza”, chè la porti tra le genti vagabonde del mondo.
… Ah, i poeti!... Accarezzano soluzioni impossibili, discorsi inverosimili e sperano che qualcuno li ascolti. Poi affogano in fiumi di rabbie, delusioni e aberrazioni: sbraitano, contestano, si ribellano. Con la stessa enfasi, poi, salgono su di una giostra e si attorniano di nuvole amiche e di angeli e diventano guerrieri vincitori. Si addormentano come bimbi e sognano un mondo che fa meno male, dove il bene fa pace con il male e il lupo cattivo culla un bimbo tra le braccia.
I poeti accarezzano anche la morte e sperano non faccia tanto male!..
... Raccontano di loro, i poeti!... Raccontano col cuore e se, talvolta, restano incomprensibili, beh, avrebbero voluto pur sempre approdare ad un’anima, ad un cuore, a mille cuori.
Perché il linguaggio dell’amore, nel bene e nel male e in tutte le sue forme, è lo stesso per tutti e da sempre. Essi effigiano, su carta, mille anime, vite perse nello scorrere del tempo, negli stessi grovigli della vita. Amori e tradimenti già vissuti, dolori umani attraverso i secoli cantati.
… Perché il mondo gira ma torna sempre al punto di partenza!...
E corrono in questo girotondo infernale per risollevar, con le parole, dalle lacrime. Raccolgono miserie umane, debolezze, i poeti… Piano, sorseggiano l’altrui cattiveria fino a gonfiarne l’animo e facendolo dilagare in un’onda furiosa di disapprovazione, congiunta ad un malessere trasmesso con tale impeto di parole, qual sordo rumore di uno scoppio!.. Infine la cedono in pasto ad un’assemblea di “giurati” rimettendosi al loro giudizio “umano”, perchè condanni fatti e non parole.!...
I poeti sono eterei, vivono di respiri, di aliti, di essenza umana e cercano di intrappolarne, tra le pagine, i più alti e nobili sentimenti. Vivono le mille carezze che sentono intorno e le dipingono come su tela, come pioggia di stelle…
Amano al tramonto, sognano ai colori di un’alba!...
… I poeti!... I poeti respirano Poesia!...
Sono essi stessi sogni, emozioni che fluttuano nell’aria senza una giusta collocazione. Cercano per trovare un attimo, un cuore, quell’anima, e fargliene dono.
E quando ciò accade, scendono e trovano casa!...
E tutto questo… E’ Poesia!
Imbastiscono e regalano sogni nel bene e nel male. Sono caparbi dinanzi all’impossibile, trovano sempre la speranza e la forza, addolciscono lacrime.
Sono coloro che fanno di un mare burrascoso un prato verde di speranze, un lago incantato.
Scendono nelle acque tormentose delle sue tempeste e cercano, scavano tra i resti di forza per sopravvivere in versi sublimi. Volano con aquiloni o a cavallo di ricordi per raggiungere serenità e pienezza d’animo, lontani da un mondo che disgusta e fa male!... Talvolta salgono sulla luna, la sera, a rubare dolci parole d’amore, perse nell’immensità del cielo, per farne dono a distratti o distrutti innamorati che più non sanno trovarne… Affidano ad un foglio, ed a soffi di vento, la parola “pace, giustizia, fratellanza”, chè la porti tra le genti vagabonde del mondo.
… Ah, i poeti!... Accarezzano soluzioni impossibili, discorsi inverosimili e sperano che qualcuno li ascolti. Poi affogano in fiumi di rabbie, delusioni e aberrazioni: sbraitano, contestano, si ribellano. Con la stessa enfasi, poi, salgono su di una giostra e si attorniano di nuvole amiche e di angeli e diventano guerrieri vincitori. Si addormentano come bimbi e sognano un mondo che fa meno male, dove il bene fa pace con il male e il lupo cattivo culla un bimbo tra le braccia.
I poeti accarezzano anche la morte e sperano non faccia tanto male!..
... Raccontano di loro, i poeti!... Raccontano col cuore e se, talvolta, restano incomprensibili, beh, avrebbero voluto pur sempre approdare ad un’anima, ad un cuore, a mille cuori.
Perché il linguaggio dell’amore, nel bene e nel male e in tutte le sue forme, è lo stesso per tutti e da sempre. Essi effigiano, su carta, mille anime, vite perse nello scorrere del tempo, negli stessi grovigli della vita. Amori e tradimenti già vissuti, dolori umani attraverso i secoli cantati.
… Perché il mondo gira ma torna sempre al punto di partenza!...
E corrono in questo girotondo infernale per risollevar, con le parole, dalle lacrime. Raccolgono miserie umane, debolezze, i poeti… Piano, sorseggiano l’altrui cattiveria fino a gonfiarne l’animo e facendolo dilagare in un’onda furiosa di disapprovazione, congiunta ad un malessere trasmesso con tale impeto di parole, qual sordo rumore di uno scoppio!.. Infine la cedono in pasto ad un’assemblea di “giurati” rimettendosi al loro giudizio “umano”, perchè condanni fatti e non parole.!...
I poeti sono eterei, vivono di respiri, di aliti, di essenza umana e cercano di intrappolarne, tra le pagine, i più alti e nobili sentimenti. Vivono le mille carezze che sentono intorno e le dipingono come su tela, come pioggia di stelle…
Amano al tramonto, sognano ai colori di un’alba!...
… I poeti!... I poeti respirano Poesia!...
Sono essi stessi sogni, emozioni che fluttuano nell’aria senza una giusta collocazione. Cercano per trovare un attimo, un cuore, quell’anima, e fargliene dono.
E quando ciò accade, scendono e trovano casa!...
E tutto questo… E’ Poesia!
Crescere d’improvviso pensiero,
Ricordo inebriante d’amore
Immagine di luce di stelle;
Sentita carezza di vellutato profumo,
Trepido spirito che il cuor ravviva
Innanzi al suono di rosee labbra
Nel sogno che mi ubriaca la vita
Ancor nel petto vive e si rincuora.
Hai letto i versi sul giornale?
Tanti amori,
tanti ricordi commoventi,
tante strofe profumate
di mariti a mogli molto amate,
di mogli a mariti ritrovati,
di amanti aviti di tempi andati,
desideri sopiti, voglie ritornate.
Passate storie
in fiumi d’inchiostro appassionati,
mesti di giovinezze consumate,
oggi vecchiezze rifiutate,
quelle che non ti fan leggere senza occhiali,
quelle causa di tanti mali,
eppur stimolo di tenerezze.
In questi versi, a tratti allegri ed altri tristi
ho visto un po’ di noi e un po’ di me:
coi nostri anni fermi ai cinquanta…
coi nostri progetti per il futuro,
con la nostra passione eternata
in milioni di versi pensati e mai scritti
da Ugo per Grazia,
per la sua donna,
unica,
mai muta…e mai mutata,
sposa irripetibile,
assoluta.
Tanti amori,
tanti ricordi commoventi,
tante strofe profumate
di mariti a mogli molto amate,
di mogli a mariti ritrovati,
di amanti aviti di tempi andati,
desideri sopiti, voglie ritornate.
Passate storie
in fiumi d’inchiostro appassionati,
mesti di giovinezze consumate,
oggi vecchiezze rifiutate,
quelle che non ti fan leggere senza occhiali,
quelle causa di tanti mali,
eppur stimolo di tenerezze.
In questi versi, a tratti allegri ed altri tristi
ho visto un po’ di noi e un po’ di me:
coi nostri anni fermi ai cinquanta…
coi nostri progetti per il futuro,
con la nostra passione eternata
in milioni di versi pensati e mai scritti
da Ugo per Grazia,
per la sua donna,
unica,
mai muta…e mai mutata,
sposa irripetibile,
assoluta.
Eleganti distillati d' atmosfere solari
caddero come grappoli di sogni infuocati
orlando tralicci di tegole affastellati
tra dipinti di brina dei tetti argentati.
Un rivolo d' autunno tramontò in silenzio
tra maree indaffarate d' oblio scintillante,
sciroppo incantevole di perle ed aquiloni,
roseti accoccolati e coralli d' ambra immacolati,
d' astrali ruscelli son biondi petali magmatici.
Una farfalla screziò un frammento di cielo
e la geografia d' un momento d' incanto sanguinò
tra eleganti distillati d' atmosfere solari,
firmamenti paesaggistici di venti crepuscolari.
caddero come grappoli di sogni infuocati
orlando tralicci di tegole affastellati
tra dipinti di brina dei tetti argentati.
Un rivolo d' autunno tramontò in silenzio
tra maree indaffarate d' oblio scintillante,
sciroppo incantevole di perle ed aquiloni,
roseti accoccolati e coralli d' ambra immacolati,
d' astrali ruscelli son biondi petali magmatici.
Una farfalla screziò un frammento di cielo
e la geografia d' un momento d' incanto sanguinò
tra eleganti distillati d' atmosfere solari,
firmamenti paesaggistici di venti crepuscolari.
Attaverserò valli senza il tuo amore
Attraverserò montagne senza il tuo amore
Attraverserò deserti senza il tuo amore
Attraverserò mari e affronterò tempeste senza il tuo amore
Ma non arriverò mai alla sorgente dell'arcobaleno
DOLCE AMORE MIO
Attraverserò montagne senza il tuo amore
Attraverserò deserti senza il tuo amore
Attraverserò mari e affronterò tempeste senza il tuo amore
Ma non arriverò mai alla sorgente dell'arcobaleno
DOLCE AMORE MIO
Tu vesti pelle lucida
calze di seta
e un cappello nero
spolveri la luna
ed accendi le stelle
l'ennesima notte
di sensuale magia
corri su cavalli
che conoscono le stagioni
scivoli dentro
a calde brezze
sfumi di amore
le dolci tonalità
ancora una notte
di libera magia
labbra su cuscini morbidi
disegnano arcobaleni notturni
gli occhi accarezzano
le mani baciano
la notte dipinta
di magia
è abbastanza guardarti
è abbastanza averti
sei già magia
calze di seta
e un cappello nero
spolveri la luna
ed accendi le stelle
l'ennesima notte
di sensuale magia
corri su cavalli
che conoscono le stagioni
scivoli dentro
a calde brezze
sfumi di amore
le dolci tonalità
ancora una notte
di libera magia
labbra su cuscini morbidi
disegnano arcobaleni notturni
gli occhi accarezzano
le mani baciano
la notte dipinta
di magia
è abbastanza guardarti
è abbastanza averti
sei già magia
Carnevale è una maschera folle
farei pazzie per poterla afferrare,
farla mia,
almeno per un anno
per poi ricominciare,
colorando il cielo
truccato dagli occhi di sole
rendendo un mondo surreale.
Nel cuore dei bambini
ci vorrei entrare
ballando con la musica
facendola venire dal mare.
Un mondo di coriandoli
svolazzanti e festosi
che come tanti volti
risplendono sorrisi.
Carnevale folle,
di tutti,non solo mio,
di maschere improvvisate
un tocco d’allegria
dà colori sempre vivi
a questo mondo così vecchio e stonato…
Quello che ero
non lo ricordo
e se è viva mia madre,
e mio padre dov'è.
Ho attraversato
la vita
nella notte
delle stelle traccianti,
oggi mastico
questo pezzo
con la mia insufficiente
dentatura malata,
e diritti non ho
nè coraggio
o speranza.
Certo non sono
se pioverà questa notte
se il gelo,
o se ancora di nuovo
sognerò che
sono stato bambino.
non lo ricordo
e se è viva mia madre,
e mio padre dov'è.
Ho attraversato
la vita
nella notte
delle stelle traccianti,
oggi mastico
questo pezzo
con la mia insufficiente
dentatura malata,
e diritti non ho
nè coraggio
o speranza.
Certo non sono
se pioverà questa notte
se il gelo,
o se ancora di nuovo
sognerò che
sono stato bambino.

Èssere truce
non saggia che dissensi.
Il dì non ha STOP...
<=> <=> <=>
Versi nati da un pensiero di Pablo Neruda, pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basalto, poeta, diplomatico e politico cileno del XX secolo, nonché Premio nobel della letteratura nel 1971 con la seguente motivazione: “per una poesia che con l'azione di una forza elementare porta vivo il destino ed i sogni del continente”:
“Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera.”
Ormai nun ce sta più, è superata,
pe fa le pulizie, accantonata.
‘Na vorta, dentro casa, ricopriva
diciam due ruoli in definitiva.
Uno era quello de fa la pulizia,
l’artro era quello de punì l’infanzia.
Inorte, quanno c’era l’occasione,
veniva usata per ogni situazione.
Come successe a me quer pomeriggio
mentre me sollazzavo sur divano
co a fija der guccere de passaggio
perché a carne è debole, dicevano !
Un corpo m’arivò tra capo e collo
che me fece perde l’autocontrollo,
gli antri più non li contai,
che furon fonte de tutti li miei guai.
Mi moje era furente,
l’uso da ramazza teneva a mente
Ormai di ramazzar nun se ne parla più tantissimo
si nun pe mascherà er suo sinonimo,
che vole significà ben artre cose,
piacevoli ma ‘n po’ peccaminose.
Ora poi sta davvero tranquillo
tra capo e collo nun volerà ‘ no spillo.
Fai quello che tu devi fare,
‘nce sta a ramazza a fatte rantolare !
pe fa le pulizie, accantonata.
‘Na vorta, dentro casa, ricopriva
diciam due ruoli in definitiva.
Uno era quello de fa la pulizia,
l’artro era quello de punì l’infanzia.
Inorte, quanno c’era l’occasione,
veniva usata per ogni situazione.
Come successe a me quer pomeriggio
mentre me sollazzavo sur divano
co a fija der guccere de passaggio
perché a carne è debole, dicevano !
Un corpo m’arivò tra capo e collo
che me fece perde l’autocontrollo,
gli antri più non li contai,
che furon fonte de tutti li miei guai.
Mi moje era furente,
l’uso da ramazza teneva a mente
Ormai di ramazzar nun se ne parla più tantissimo
si nun pe mascherà er suo sinonimo,
che vole significà ben artre cose,
piacevoli ma ‘n po’ peccaminose.
Ora poi sta davvero tranquillo
tra capo e collo nun volerà ‘ no spillo.
Fai quello che tu devi fare,
‘nce sta a ramazza a fatte rantolare !
Solo profumo di fresco,
in questo insolito, tiepido Gennaio.
Nulla affondato nel sonno,
invaso solo da un leggero torpore.
Gli alberi spogli han pronte
le gemme per rivestirne rami,
mentre il mandorlo lesto,
fa bella mostra dei suoi fiori
bianchi e rosa.
Ha agito d’anticipo la mimosa,
che vorrebbe offrire già
i rametti fioriti
alla donna, che ancora non c’è.
Campagna, tu profumi già
di primavera e pur tra i rigoli asciutti,
di un secco torrente,
l’arrogante trifoglio, germoglia
pari a gramigna, stendendo,
in ogni dove, il suo giallo tappeto.
Campagna, tu quieta e paziente,
all’animo gentile ispiri i sensi,
dirigendo nobili pensieri
verso altitudini inesplorate,
e a quanti hanno in cuor la poesia,
offri ossigeno per nuovi versi.
in questo insolito, tiepido Gennaio.
Nulla affondato nel sonno,
invaso solo da un leggero torpore.
Gli alberi spogli han pronte
le gemme per rivestirne rami,
mentre il mandorlo lesto,
fa bella mostra dei suoi fiori
bianchi e rosa.
Ha agito d’anticipo la mimosa,
che vorrebbe offrire già
i rametti fioriti
alla donna, che ancora non c’è.
Campagna, tu profumi già
di primavera e pur tra i rigoli asciutti,
di un secco torrente,
l’arrogante trifoglio, germoglia
pari a gramigna, stendendo,
in ogni dove, il suo giallo tappeto.
Campagna, tu quieta e paziente,
all’animo gentile ispiri i sensi,
dirigendo nobili pensieri
verso altitudini inesplorate,
e a quanti hanno in cuor la poesia,
offri ossigeno per nuovi versi.
Nastro
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Poter riavvolgere il nastro
Daccapo,
tornare indietro,
rivivere di nuovo,
tornare ai vecchi tempi,
avere un'altra chance,
correggere gli errori,
rivedere gli amori,
cogliere le occasioni perdute,
rivedere gli amici partiti,
e mai più rivisti;
ricominciare di nuovo,
come qaundo si era bambini,
col sapore del mare,
il sale e lo jodio nell’aria,
la spiaggia,
le cabine da piccoli,
le bandierine rosse
per il mare mosso,
la gioia e
la felicità di quegli anni.
Ricominciare.
Sei stato lampo,
d'improvvisi
e dolci bagliori;
immagine
dell'astratto sentimento,
mitica totalità dell’oltre.
Si!
Sei stato amore…
…ma di te,
nessuna traccia!
Ora,
è solo
corsa furibonda,
irrefrenabile…
...Corro
per disperdere
la lunga ora
dell’amara emozione,
dell’ amara bufera .
Corro...
ed è corsa
che raccoglie vento,
che è solo colpi di vento;
che attraversa
selve labirintiche,
che raccoglie
frammenti
di divinità.
Dell’amore…
… solo ombre
e fugaci apparizioni,
quasi un sadico destino!
Corro…
come per scappare
da un improvvisa peste.
Ma di te,
nessuna traccia…
… Feroce ragione,
della mia eterna pestilenza!
d'improvvisi
e dolci bagliori;
immagine
dell'astratto sentimento,
mitica totalità dell’oltre.
Si!
Sei stato amore…
…ma di te,
nessuna traccia!
Ora,
è solo
corsa furibonda,
irrefrenabile…
...Corro
per disperdere
la lunga ora
dell’amara emozione,
dell’ amara bufera .
Corro...
ed è corsa
che raccoglie vento,
che è solo colpi di vento;
che attraversa
selve labirintiche,
che raccoglie
frammenti
di divinità.
Dell’amore…
… solo ombre
e fugaci apparizioni,
quasi un sadico destino!
Corro…
come per scappare
da un improvvisa peste.
Ma di te,
nessuna traccia…
… Feroce ragione,
della mia eterna pestilenza!













