Parole vuote, senza un senso,
sconnesse, cancellate.
Fogli accartocciati, abbandonati,
rinvenir versi nell’attimo,
o immagini consoni al momento,
oggi proprio no, o forse…
Si, ecco c’è, è un fiore.
Una rosa bianca recisa,
che appartiene ormai al mare,
così sola immobile, adagiata supina,
su sabbia sottile e bagnata.
La culla il vento, alzatosi in brezza,
e le onde del nevrotico mare
s’abbracciano l’una all’altra,
bagnando con gli schizzi
i suoi petali stanchi.
Un vigile gabbiano,
di su’ uno scoglio attento osserva,
pari a faro acceso nella notte.
In volo, verso quel fiore, si scaglia,
lo ammira con languidi occhi,
e con la carezza di un’ala,
quale linfa di vita, lo nutre d’affetto.
Tra il becco stringe il suo stelo,
e, spianandosi in volo,
lo dirige verso nuove dimore,
tra orizzonti dorati,
nel suo caldo nido d’amore.
Lì dove osa un gabbiano.



Commenti
Brava, cara! Ciao...