E quando mi faccio onda
che ritorno: quando sento forte
il richiamo del mare
e m’annullo,
spuma bianca che si frange
nel tuo scoglio,
fino a perdermi
in mille bolle spumeggianti.
E quando mi annullo in te,
che ritorno,
dove sono sempre stata.
In quell’ infinito
vedere
oltre i tuoi occhi,
che più non mi guardano.
Noi
che non ci siamo, mai, persi
e inciampo.
che ritorno: quando sento forte
il richiamo del mare
e m’annullo,
spuma bianca che si frange
nel tuo scoglio,
fino a perdermi
in mille bolle spumeggianti.
E quando mi annullo in te,
che ritorno,
dove sono sempre stata.
In quell’ infinito
vedere
oltre i tuoi occhi,
che più non mi guardano.
Noi
che non ci siamo, mai, persi
e inciampo.
7 commenti
La mia sera
è dolorante e canta
lodi
che il tuo distratto udito
non può riconoscere,
alchimia dei miei respiri
che non raggingono i tuoi.
Mentre io ardo
e sono in fiamme
e le mie gambe passive
ascoltano devote il tuo volere
rimane un sibilo,
serpentino e oscuro,
che non puoi anticipare.
Il mio sì alla notte,
alla fugace lotta
dei più reconditi istinti,
ed io ardo
e sono in fiamme,
e le mie gambe passive
han la forza di tutto.
è dolorante e canta
lodi
che il tuo distratto udito
non può riconoscere,
alchimia dei miei respiri
che non raggingono i tuoi.
Mentre io ardo
e sono in fiamme
e le mie gambe passive
ascoltano devote il tuo volere
rimane un sibilo,
serpentino e oscuro,
che non puoi anticipare.
Il mio sì alla notte,
alla fugace lotta
dei più reconditi istinti,
ed io ardo
e sono in fiamme,
e le mie gambe passive
han la forza di tutto.
Attratta dai colori
e dai suoni
distendi il tuo corpo
ed allarghi le braccia
di fronte allo specchio
non sei più te stessa
sfiori la nuova pelle
senti la nuova stagione
ti allunghi verso il sole
stropicci le ore
guidando le lancette
verso te
galleggi sull'aria
respiri ed inspiri
in leggerezza
vesti di nuovo
e sali in alto
dove gli occhi possono ammirare
in perfetta metamorfosi
apri il tuo scrigno
e ti trasformi
in farfalla arcobaleno
e dai suoni
distendi il tuo corpo
ed allarghi le braccia
di fronte allo specchio
non sei più te stessa
sfiori la nuova pelle
senti la nuova stagione
ti allunghi verso il sole
stropicci le ore
guidando le lancette
verso te
galleggi sull'aria
respiri ed inspiri
in leggerezza
vesti di nuovo
e sali in alto
dove gli occhi possono ammirare
in perfetta metamorfosi
apri il tuo scrigno
e ti trasformi
in farfalla arcobaleno
Domani
mi ricorderò
del buio attorno,
quello che pensavo
di poter schiarire,
ma che poi ho
corrotto
col giallo
e col verde
della mia bile.
Domani, forse,
non mi curerò
di quando io
tremavo
e tu
non
sapevi
sedarmi
del tutto,
e di quando
il bene esisteva
niente altro che
per annacquare
il forte dolore
che mi stavo
causando.
Se ci
sarà
l’ieri
visto
dal domani
non è cosa certa,
e se ci sarà l’oggi
visto dallo ieri,
non si potrà
ricordare.
Ma sarà
grazie
a me
se
il
cielo
si aprirà
per lasciare
fuggire amore;
lettere a far parole,
e parole a far poesia:
così che non vada
mai perduta,
la memoria
dell’adorazione
che ho avuto per te.
Cerca scherzo, originale
Atto buon, non anormale
Risa porta, per chi sta male.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.
Foglia ,foglia che cadi porti con te l'emozione della tua estate . Ma un leggero soffio di vento autunnale che ancor non ti vuol lasciare andare, lieve ti culla e ti accarezza per mostrarti con la sua soffice brezza che nel mondo esiste ancor tanta bellezza. Ma tu pensi amareggiata...la tua sorte e già segnata perchè su quell'asfalto sai di essere destinata. Con quel pensiero plani dolcemente mentre un pneumatico ti lacera inesorabilmente . E quell'incanto così delicato si perderà per sempre su quell'asfalto umido e bagnato.
Pulsioni
nell'atmosfera incantatrice
sguardi vicini, sorrisi lievi
rovesciano il senso di colpa
delle parole
servite a poco nel parlare
ruvidi accenti
accorate
sottaciute
sovvertono
lo scirocco del cuore
sfregiando
la smagliante immobilità
delle domande discrete
Sguardi vicini, sorrisi lievi
due universi che si cercano
procedendo per attese
sulla strada maestra
ingannata dalle tracce
passaggi di pigrizia
segnali di cedimento
d'inebriato sentiemento.
nell'atmosfera incantatrice
sguardi vicini, sorrisi lievi
rovesciano il senso di colpa
delle parole
servite a poco nel parlare
ruvidi accenti
accorate
sottaciute
sovvertono
lo scirocco del cuore
sfregiando
la smagliante immobilità
delle domande discrete
Sguardi vicini, sorrisi lievi
due universi che si cercano
procedendo per attese
sulla strada maestra
ingannata dalle tracce
passaggi di pigrizia
segnali di cedimento
d'inebriato sentiemento.
Mi sveglio,
non so dove sono,
è buio.
Cammino,
sento dei muri,
li tasto.
Trovo un interruttore,
si accende una flebile luce lontano.
Sembra un lungo e stretto corridoio.
Mi avvicino all umile lume,
un bivio,
destra o sinistra?
ragione o sentimento?
Mi accorgo di una piccola maniglia davanti a me,
c'è una porta.
Indeciso tra la mente e il cuore decido di aprirla.
Una scala,
illuminata da un bagliore quasi accecante,
vedo una sagoma.
Salgo,
incuriosito dalla misteriosa presenza.
Un paio d ali,
l immagine si fa più chiara,
un angelo forse?
Qualche altro scalino,
ma all improvviso mi blocco,
è lei.
Le corro incontro.
Vorrei baciarla e stringerla forte,
ma più mi avvicino e più se ne va.
Vola via,
lontano da me.
La luce cala,
torna pian piano una semplice sagoma,
sparisce.
Buio,
Il cuore comincia a battere forte e una lacrima scende,
Mi sveglio.
Era solo un incubo.
non so dove sono,
è buio.
Cammino,
sento dei muri,
li tasto.
Trovo un interruttore,
si accende una flebile luce lontano.
Sembra un lungo e stretto corridoio.
Mi avvicino all umile lume,
un bivio,
destra o sinistra?
ragione o sentimento?
Mi accorgo di una piccola maniglia davanti a me,
c'è una porta.
Indeciso tra la mente e il cuore decido di aprirla.
Una scala,
illuminata da un bagliore quasi accecante,
vedo una sagoma.
Salgo,
incuriosito dalla misteriosa presenza.
Un paio d ali,
l immagine si fa più chiara,
un angelo forse?
Qualche altro scalino,
ma all improvviso mi blocco,
è lei.
Le corro incontro.
Vorrei baciarla e stringerla forte,
ma più mi avvicino e più se ne va.
Vola via,
lontano da me.
La luce cala,
torna pian piano una semplice sagoma,
sparisce.
Buio,
Il cuore comincia a battere forte e una lacrima scende,
Mi sveglio.
Era solo un incubo.
Mi arrendo
al vento
al vento
petalo di rosa antica
ho due gocce
di stelle
e un pugno di poesia.
Soffice essenza
sul cuscino
evapori
e mandi via
tutta la malinconia.
Primitiva mi avvolgi
floreale mi solletichi
i palmi delle mani
finisci
nell'incavo del collo
ed è pazzia...
Mi sfogli
mi trattieni
mi respiri
e il tuo respiro
è mio!

Tutti in strada,
tutti in compagnia
di sua altezza l’allegria.
Che bello!
è davvero novità:
siam tutti collettività.
Alti e bassi,
brutti e belli
saggi e litigarelli.
Siam davvero pazzerelli!
Con maschere ed orpelli,
con coriandoli ed eccessi
smettiamo finalmente
di non essere noi stessi.
Commedia rigorosa,
improvvisazione…
…scenari e canovacci
di vestiti anche gli stracci.
Fate, Dee,
Mostri vari…
…siam tutti biricchini
e poi quanti gli arlecchini!
Eh si!
Si ritorna ancor bambini…
E’ una cosmogonia
questa euforica follia:
grande spazio agli spaventi
e siam tutti più contenti.
Tutto si rigenera,
tutto si rinnova!
Sospensione delle norme,
violenze dei divieti,
coincidenza dei contrari.
E’ un ritorno al primordiale:
Canti, balli,
salti e piroette…
ci teniam con mani strette.
Che formidabile invenzione!
Che piacevole emozione!
Qualsiasi trucco vale,
è Sua Altezza ...il Carnavale!!!
tutti in compagnia
di sua altezza l’allegria.
Che bello!
è davvero novità:
siam tutti collettività.
Alti e bassi,
brutti e belli
saggi e litigarelli.
Siam davvero pazzerelli!
Con maschere ed orpelli,
con coriandoli ed eccessi
smettiamo finalmente
di non essere noi stessi.
Commedia rigorosa,
improvvisazione…
…scenari e canovacci
di vestiti anche gli stracci.
Fate, Dee,
Mostri vari…
…siam tutti biricchini
e poi quanti gli arlecchini!
Eh si!
Si ritorna ancor bambini…
E’ una cosmogonia
questa euforica follia:
grande spazio agli spaventi
e siam tutti più contenti.
Tutto si rigenera,
tutto si rinnova!
Sospensione delle norme,
violenze dei divieti,
coincidenza dei contrari.
E’ un ritorno al primordiale:
Canti, balli,
salti e piroette…
ci teniam con mani strette.
Che formidabile invenzione!
Che piacevole emozione!
Qualsiasi trucco vale,
è Sua Altezza ...il Carnavale!!!
Ode a te
che sai di luce
e sei lo specchio
delle mie giornate.
Semplicemente donna
dalle mille risorse
ode senza fine
nata per amare
non per un giorno ma per sempre
amore mio
sei il mio d.n.a.
romantico e infinito.
Ode a te donna
non solo in questo scritto di carta
ma nel profondo dei miei sentimenti
ti dico mille volte amore...
che sai di luce
e sei lo specchio
delle mie giornate.
Semplicemente donna
dalle mille risorse
ode senza fine
nata per amare
non per un giorno ma per sempre
amore mio
sei il mio d.n.a.
romantico e infinito.
Ode a te donna
non solo in questo scritto di carta
ma nel profondo dei miei sentimenti
ti dico mille volte amore...
Scrivendo dentro il vento
lettere che faticano a comporsi
luci quasi lontane
che accendono e spengono il tempo
in valzer senza ritmo
eppure tutto può succedere
vedendo oltre le foglie
che vacillano
acqua cheta
che cerca il suo spiraglio
dentro rocce della vita
eppure tutto può succedere
raccogliendo il sorriso di un bambino
per poi lanciarlo in cielo
e vederne gli spruzzi colorati
alzare gli occhi
e credere
eppure tutto può succedere
vestendo abiti di primavera
per scaldare le ferite
e poi abbottonare dentro il mondo
frugando dentro le tasche
per ritrovare il gioco della vita
seppur strano
tutto può succedere
lettere che faticano a comporsi
luci quasi lontane
che accendono e spengono il tempo
in valzer senza ritmo
eppure tutto può succedere
vedendo oltre le foglie
che vacillano
acqua cheta
che cerca il suo spiraglio
dentro rocce della vita
eppure tutto può succedere
raccogliendo il sorriso di un bambino
per poi lanciarlo in cielo
e vederne gli spruzzi colorati
alzare gli occhi
e credere
eppure tutto può succedere
vestendo abiti di primavera
per scaldare le ferite
e poi abbottonare dentro il mondo
frugando dentro le tasche
per ritrovare il gioco della vita
seppur strano
tutto può succedere
E’ primavera distratta di parole
fiori nascosti sui ritorni di memoria
a colmare crepe di celata malinconia
ombre allungate sui muri a cappa
in una mente di rughe non più coinvolta
con la promessa vergine di fuggire via.
La bimbetta cerca la terra fra dita di cielo
riccioli d’anima sorpresi a regalare sorrisi
rose di un tempo profumato di cuore
lontano nel sole cullante occhi di gelsomino
ritrovato istinto al bianco smarrito, irriverente
intrecciato d’armonie come farfalle in gioco
affettuose acrobazie saltellanti di rime
scritte sull’onda di un gesto d’amore.
Distratto il cane abbaia alla paura
l’aria ha suono flebile di dolce cantilena
una nenia invade il petto immerso di poesia.
Non salverà il passo indietro
indicando l’argine rotto alla natura.
fiori nascosti sui ritorni di memoria
a colmare crepe di celata malinconia
ombre allungate sui muri a cappa
in una mente di rughe non più coinvolta
con la promessa vergine di fuggire via.
La bimbetta cerca la terra fra dita di cielo
riccioli d’anima sorpresi a regalare sorrisi
rose di un tempo profumato di cuore
lontano nel sole cullante occhi di gelsomino
ritrovato istinto al bianco smarrito, irriverente
intrecciato d’armonie come farfalle in gioco
affettuose acrobazie saltellanti di rime
scritte sull’onda di un gesto d’amore.
Distratto il cane abbaia alla paura
l’aria ha suono flebile di dolce cantilena
una nenia invade il petto immerso di poesia.
Non salverà il passo indietro
indicando l’argine rotto alla natura.












