Ho navi di pensieri che ogni mattino mi salpano dagli occhi, mentre intere carovane di emozioni abbandonano il petto alla ricerca dell'ennesimo tramonto.
Ho lancette che feriscono la carne ad ogni scatto, e gocce di ricordi, scese dalle ferite, che seccano stanche e silenziose poggiate sul velluto dell'anima.
Ho uno sguardo non corrisposto e una parola non detta.
Una lettera scritta di mio pugno, che non sarà mai letta da nessuno,e poi ho un bicchiere, che beve la mia voglia di star sveglio e uno sbuffo di fumo perlaceo che m'inasprisce la voce.
Ho una nota.Una sola.In bemolle.
E poi ho un cassetto.
Piccolo, nascosto, quasi sempre chiuso,
ricolmo dei frammenti di quelle storie che mi compongono.
Pieno di navi e di carovane, di fogli stropicciati e matite senza punta, di pennelli, di cenere, di visi abbozzati, di mozziconi e ritagli di giornale, di sequenze su pentagrammi interrotte a metà, aghi di pino e calcinacci, di foto,tappi di birra e lettere.
Tante lettere. Più di quante tu credi se ne possano scrivere.
E se le navi non troveranno il vento giusto,
i miei pensieri finiranno per morirmi dentro.
Cosiccome se nessuno guiderà le carovane, le emozioni che portano marciranno nel petto.
Perché pur avendolo avvolto nel velluto, pur avendolo soffocato nel cotone, pur avendolo imprigionato dentro una scatoletta in legno senza chiave, e averlo tenuto sepolto con cura sotto i fogli, sotto le navi, sotto le carovane sotto i mozziconi e le matite senza punta....sento ancora il ticchettio di quel maledetto orologio.
Che instancabile conta
il passar del mio tempo.
Ho lancette che feriscono la carne ad ogni scatto, e gocce di ricordi, scese dalle ferite, che seccano stanche e silenziose poggiate sul velluto dell'anima.
Ho uno sguardo non corrisposto e una parola non detta.
Una lettera scritta di mio pugno, che non sarà mai letta da nessuno,e poi ho un bicchiere, che beve la mia voglia di star sveglio e uno sbuffo di fumo perlaceo che m'inasprisce la voce.
Ho una nota.Una sola.In bemolle.
E poi ho un cassetto.
Piccolo, nascosto, quasi sempre chiuso,
ricolmo dei frammenti di quelle storie che mi compongono.
Pieno di navi e di carovane, di fogli stropicciati e matite senza punta, di pennelli, di cenere, di visi abbozzati, di mozziconi e ritagli di giornale, di sequenze su pentagrammi interrotte a metà, aghi di pino e calcinacci, di foto,tappi di birra e lettere.
Tante lettere. Più di quante tu credi se ne possano scrivere.
E se le navi non troveranno il vento giusto,
i miei pensieri finiranno per morirmi dentro.
Cosiccome se nessuno guiderà le carovane, le emozioni che portano marciranno nel petto.
Perché pur avendolo avvolto nel velluto, pur avendolo soffocato nel cotone, pur avendolo imprigionato dentro una scatoletta in legno senza chiave, e averlo tenuto sepolto con cura sotto i fogli, sotto le navi, sotto le carovane sotto i mozziconi e le matite senza punta....sento ancora il ticchettio di quel maledetto orologio.
Che instancabile conta
il passar del mio tempo.

Commenti
Momenti di sospensione personale resi vivi dai passaggi molto ben descritti e con immagini singolari....
Molto bravo, compimenti! Ciao...