Vorrei viaggiare con le nuvole,
quando esse buie e minacciose,
si tuffano nel mare.
M’incanto mentre leste,
si confondano alla linea dell'orizzonte.
Potessero almeno essere le ultime,
che generose lasciano il posto al sole.
Vado scalza, avanti, non mi fermo,
per non rimuginar tra i falli di un passato,
i piedi si bagnano nella fredda acqua,
che brividi produce alla pelle.
Vorrei ascoltare la voce delle onde,
e le parole che suggeriscono all’anima,
ma essa sorda, comprendere non vuole,
e viaggiando parallela coi pensieri,
mai scontrarsi potrà.
Lì è la barca a ricordo
d’una estate che passò,
ad aspettare paziente l’ora propizia,
per la buona e ricca pesca,
mentre un gabbiano, in poppa,
mira le onde, chissà, generose,
gli offriranno fresco cibo.
Vorrei tuffarmi in quelle onde,
per riemergere leggera,
ma la nuvola dispettosa,
penetra in petto,
frantumando le emozioni,
Mi seggo su quel legno paziente,
e insieme sogniamo già
la bella stagione.
10 commenti
Sono la tua accidia.
Onore sepolto dall'agio in cui vivi.
Notte del tuo spirito d'iniziativa.
Ostentato quanto assente.
Mescola di stati d'animo,
Alterco soffocato,
Lamento debole e inascoltato
Figlio di indicibili ingiustize
Orchestrate dai Potenti.
Reagisci.
Tacendo nulla sarà rimesso,
E i tuoi occhi non vedranno.
Dunque destati.
È tempo di osservare.
Fa' della curiosità l'oracolo
Onorato della tua esistenza.
Godi nel conoscere il rovescio,
Lugubre e limaccioso,
Ingabbiato in mediatiche verità imposte.
L' unica salvezza è l'esser consapevoli.
Uniformarsi al pensiero comune,
Non è l'obbiettivo.
Tu sei il piatto che stanno svuotando.
Otre bucato dei sogni sfumati.
Respira.
E che sia tua la verità.
Sono Malforte, de' fogli l'untore.
Onore sepolto dall'agio in cui vivi.
Notte del tuo spirito d'iniziativa.
Ostentato quanto assente.
Mescola di stati d'animo,
Alterco soffocato,
Lamento debole e inascoltato
Figlio di indicibili ingiustize
Orchestrate dai Potenti.
Reagisci.
Tacendo nulla sarà rimesso,
E i tuoi occhi non vedranno.
Dunque destati.
È tempo di osservare.
Fa' della curiosità l'oracolo
Onorato della tua esistenza.
Godi nel conoscere il rovescio,
Lugubre e limaccioso,
Ingabbiato in mediatiche verità imposte.
L' unica salvezza è l'esser consapevoli.
Uniformarsi al pensiero comune,
Non è l'obbiettivo.
Tu sei il piatto che stanno svuotando.
Otre bucato dei sogni sfumati.
Respira.
E che sia tua la verità.
Sono Malforte, de' fogli l'untore.
Scritta come Canzone.
Sapessi quante volte Le gioie e i malanni
ho chiesto alla vita traballano la via,
di uscire da me stesso dipingono i pensieri
ritornare ragazzino di questa vita mia.
e ritrovare nel cassetto In questo mondo celebre
quel sogno di bambino. di santi e di guerrieri
camminano la vita
Sapessi quanti anni di grandi e di piccini,
di gloria e di peccato, cambiano i segreti
intrisi sulla strada da buoni a burattini.
dell’odio e dell’amore;
rubato giorni e giorni Sapessi quante volte
velati e innamorati ho pianto a questa vita
spariti dal mio cuore intrisa nel disordine
che vive senza amore. dell’odio e del peccato,
lacrimato per cercare
un amore per amare
Sfioriscono gli anni miei migliori,
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
si portan dietro gioie e dolori,
i sogni, le storie e storielle
che tieni nascosti sotto pelle.
Non c’è soluzione che tenga,
non puoi evitare che tutto questo avvenga !
Quando Lei sarà all’orizzonte
dovrai affidarti al demone Caronte.
Ma voi sapete, sono un diavoletto,
e voglio fare alla morte un gran dispetto,
gli do il mio corpo che non vale niente,
tengo il pensiero che è più importante.
Io l’ho affidato nella mia vita,
a chi ha voluto farmi cosa lieta,
la ho custodito i miei pensier più veri,
da far volare per tutti gli imperi.
Una cosa sola voglio dire a sta signora
che avanza e ormai non vede l’ora,
di prendersi un corpo che imputridisce,
che se lo prenda, ma qui non finisce.
Che se il pensiero ho bene seminato,
mia cara Thanatos, stavolta t’ho fregato !
Fuori c'è il sole
ma io ho la tua pioggia
a nutrirmi di parole.
Vorrei...Vorrei...
Ma sei distante
sei la
e nella mia testa.
e nella mia testa.
Verrò a farti festa
su quella lastra gialla marmorea
che ci separa
poserò dei crisantemi
rimedio di tanti errori.
Se potessi...
Ora hai una lapide
curata e fiorita
poi guardo lassù
e so che abiti il cielo
Oggi anima mia
brilli di più.
Buon Compleanno Mamma .
Oggi anima mia
brilli di più.
Buon Compleanno Mamma .
Rubero' il sole
e sara' crisalide sul tuo cuore,
inchiostro di luce sul nostro amore,
cicatrice emozionale del mio dolore.
Rubero' il sole
e sara' respiro d' anima sul tuo cuore,
coperta di cristallo sul nostro amore,
mareggiata primaverile del mio dolore.
e sara' crisalide sul tuo cuore,
inchiostro di luce sul nostro amore,
cicatrice emozionale del mio dolore.
Rubero' il sole
e sara' respiro d' anima sul tuo cuore,
coperta di cristallo sul nostro amore,
mareggiata primaverile del mio dolore.
Siamo appesi
come foglie
o panni sporchi
sui fili che segnano
i contorni del cielo
e il suo colore,
Siamo deserti di parole
e attimi di senso
in questo passaggio
e frughiamo nelle tasche
gli ultimi ricordi di un addio,
di un amore,
di un sogno sperduto.
Siamo tramonti
dello stesso colore
del volo audace che spiccammo
per venire a morire quaggiù.
Siamo atomi
della stessa speranza
che lega gli angeli
a un panno di cielo imbrattato
da un destino maldestro.
Potenza di questo Santo! Oggi, dopo anni che non succedeva, sono stato invitato a pranzo dai miei suoceri !Cercavo di capire le motivazioni di questo invito ma mi bastato vedere il menù. Avevano preparato gli Strozzapreti fatti in casa. E fin qui, fintanto ce l’avessero avuta col prete che ha officiato il mio matrimonio, niente da dire. Ho iniziato a preoccuparmi quando hanno cominciato a darmi del “don” al posto di un titolo che in effetti non possiedo…
Che sia il sacro bacio dalle labbra di grano
la dolce camelia ondeggiante all’amore
a invadere promesse di vaghezza aerea
sfioranti il sole nella memoria in sogno.
Timide corolle attorcigliate al chiarore
gaio e fulgido del pensoso folleggiare
sospirano confuse preghiere al mare.
Echi familiari di dondolio dimentico
nomadi sospiri al candore rinato di beltà
malinconie timide intarsiate di preziosi nastri.
Ch’io possa indossarli nel mio istante più caro
e la galassia aleggiare in me vortice di sublime
disegnando ricami alati alla meta del cuore
mutezze decorate di favole narrate
custodite in lacrime nel canto d’una stella.
Indistinto pianto al culmine del nulla
rigonfia bolla di nostalgiche balie
allattate la mente mia d’infantile dolcezza
solitudini rinchiuse in memoria
fino a farle divenire fragili archi
rivolti all’indicibile tenerezza dal desio serrato.
Nel nido l’ultimo usignolo recita il verso
ha la follia d’un volo cullante carezze di cielo.
Fluttua muto il trapasso ad onde dissolte.
C'è una piccola nuvola
in qualche parte del cielo
dove tu vorresti portarla
per cullare i tuoi sogni d'amore
lontano da tutti
e da tutto.
Un bel posto
dove il cuore riposa
e puoi amare senza fatica.
C'è un immenso deserto
di sabbia senza vento
che possa allontanarti.
E ci metti l'amore
in qualsiasi ora del giorno
senza guardare il tempo
perchè il tempo
è soltanto il tuo sentimento...
II
Prendevo riposo
dietro un canneto che solitario
si stava per la via.
Scalzò la brezza il vento
ed ora forte, or leggera,
l’ondeggiar dei fusti seguendo,
sentir mi pareva una voce,
sentir mi pareva un lamento.
“Qui si fermò anch’ella
e qui restò del tempo;
amorevole è il suo fare,
non solo bella”
sembrava la voce dicesse,
“or che se n’è andata,
d’intorno non c’è luce,
tutto pare morto,
tutto pare spento”
veniva poi il lamento.
Fui scosso;
chi sortì quel dire?
Passai da fusto in fusto;
fonte non aveva il proferire.
Segno è, mi chiesi,
ch’il sentier sia quello giusto?
Prendevo riposo
dietro un canneto che solitario
si stava per la via.
Scalzò la brezza il vento
ed ora forte, or leggera,
l’ondeggiar dei fusti seguendo,
sentir mi pareva una voce,
sentir mi pareva un lamento.
“Qui si fermò anch’ella
e qui restò del tempo;
amorevole è il suo fare,
non solo bella”
sembrava la voce dicesse,
“or che se n’è andata,
d’intorno non c’è luce,
tutto pare morto,
tutto pare spento”
veniva poi il lamento.
Fui scosso;
chi sortì quel dire?
Passai da fusto in fusto;
fonte non aveva il proferire.
Segno è, mi chiesi,
ch’il sentier sia quello giusto?
Cinger il capo
fa molta paura
se del passato
hai l anima pura.
Rende indifeso
un umile uomo
ma toglie un peso
per l animo nuovo.
Difficile è farlo
se l orgoglio prevale,
d obbligo sottrarlo
per imparare ad amare.
È meglio scusare
senza essere rei,
che ragionare
e perdere lei.
fa molta paura
se del passato
hai l anima pura.
Rende indifeso
un umile uomo
ma toglie un peso
per l animo nuovo.
Difficile è farlo
se l orgoglio prevale,
d obbligo sottrarlo
per imparare ad amare.
È meglio scusare
senza essere rei,
che ragionare
e perdere lei.
Che ci sia bisogno di
un ulteriore dolore mi chiedo, se
il bracciuolo della mia lente d'ingrandimento
il bracciuolo della mia lente d'ingrandimento
forma una S
che vedo sfioro sposto
di pochi millimetri di
graziosissimi tocchi privi
di senso.
(Una calma serale dagli occhi bassi)
(Una calma serale dagli occhi bassi)
Che io sappia, orbite rotolanti di ammassi
stellari si incendiano inglobano
curiosità colossali,
e un elmetto forse di Celti
ritrovato in galere
sottoterra a frammenti
in schegge di ossari di denti.
Oggi mi sento come
Edmond Dantès
quando fuggì dal Castello D’If.
Oggi mi sento come
Pollicino
che fece cadere
i sassolini per la strada
e riuscì a tornare a casa.
Oggi mi sento come
quell’impiegato
che viene promosso sul posto di lavoro
e non se lo aspettava!
Oggi mi sento come
quel bambino
a cui gli viene regalato
un sacchetto enorme di caramelle.
Oggi mi sento come
la fata turchina
che viene finalmente ascoltata
da Pinocchio!
Oggi mi sento
come quella figlia unica
a cui le viene data
dopo una lunga attesa
una sorellina con cui giocare.
Oggi mi sento…












