
Ho incontrato un avaro che si piegava per un centesimo,
Ho incontrato un avaro che chiedeva parte del panino ad un bimbo,
Ho incontrato un avaro che si vantava del suo pancione,
Ho incontrato un avaro che sedeva su una panca per non stancare le sue natiche,
Ho incontrato un avaro che mi disgustava al solo vederlo,
Ho incontrato un avaro che incamerava tutto, persino le pietre che lanciava a chi non lo esaudiva...
Caspita però, vorrei sapere che terapia seguiva per curare la stipsi con tutto quello che menava giù.
Ce ne vorranno di clisteri per svuotare il tutto…
10 commenti
Impossibile fare a meno
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
del sangue nelle vene.
Dovrei rinunciare
a vivere.
E' il principio della vita
scorrere nelle vene.
Brividi mi
portano lontana.
Un'emozione
mi pervade.
Vibrazioni...
Scorri velocemente
dolcemente.
Dentro
di me.
Impossibile
fare a meno di te.
Impossibile fare a meno di quel suono
che mi pervade l'anima.
Siam tristi ancor prima d'aver conosciuto la tristezza.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
La vita, quella vera, incomincia dalla tristezza
e finisce dove seppelliamo i nostri dolori, i nostri pianti.
Non sorridete se prima non avete pianto nella vostra vita
almen una volta, e una volta ancora.
Non sorridete, sarebbe un sorriso immeritato.
Sarebbe come cancellar il senso d'esser uomini o donne.
Non sorridete se prima non avete pianto
e fatto piangere il mondo intero.
Tragedia immane
in una notte d'estate.
Evento importante
da festeggiare:
gente sul lungomare
bambini, palloncini
che s'involano al cielo
bancarelle d'ambulanti
in allegra cacofonia.
Persone integrate di varie etnie
in un convivio d'armonie
passeggiano serenamente
ma in un momento
scatta la più becera follia
di mente malata
ed all'odio indottrinata.
Nella brezza leggera
d'una notte festosa di gioia illuminata
massacro d'ignari esseri umani
che inermi tra cruori e lacrime
la vita hanno avuto spezzata.
L’errore di cui mi pento è l’aver sbagliato dio.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
La mia poesia?
Smarrita nel dolore innocente
urla giorni in false attese
ha pene d'affrontare
in silenzio solleva polvere
scuce destini in controluce
ha ombre di anime perse
in roghi e inferni
tele consumate e pene condivise.
Sangue sulle gelide pietre
fate d'inchiostro e demoni alati...
Il mondo
ha un battito di cuore lento.
E tu impotente sei ...
Contro le guerre
crei la pace.
L'aura cupa hai
di struggente malinconia.
Nella tiepida brezza della sera
l'armonia di un gabbiano
è già poesia....


Com'è acerba oggi, l’anima dell’uomo,
poco sà del mondo, poco della terra,
della docile miscela divina!
Scorre a ritroso il fiume...
…abbiam dimenticato ogni tremore ogni incanto;
inavvertitamente usiamo i nostri giorni!
Eppure... il Tempio è stato eretto,
eppur esso mondeggia!
Sulla dolce pietra accade,
si dischiude, soccorrendo il mondo,
conquistando la poetica radura…
Oceano di atemporalità e preghiera,
in esso è la risposta,
in esso il mondo si fà spazio:
l'odoroso incontro con gli Dei!
in esso il mondo si fà spazio:
l'odoroso incontro con gli Dei!
Eppure ...
è ancora acerbo l’animo dell'uomo,
è ancora acerbo l’animo dell'uomo,
e il Tempio è stato eretto
inaugurando senso ed equilibri,
bellezza e sensatezza,
possibilità e …salvezza!


Un battito di marea s’incagliò
come aquilone di nuvole fra i rami
ed assonanze d’anima danzarono
con eliche di luce congiunte al grano
ed il cuor mio s’alberò di mondi,
s’inurbò del fiato di mille colori.
Un pentagramma di mute stagioni
capricci di rondine verniciava nell’aria,
orologi di luna lacrimavano d’estate,
smeraldi d’incenso germinavano le fate
ed il cuor mio s’alberò di mondi,
s’inurbò del fiato di mille colori.
come aquilone di nuvole fra i rami
ed assonanze d’anima danzarono
con eliche di luce congiunte al grano
ed il cuor mio s’alberò di mondi,
s’inurbò del fiato di mille colori.
Un pentagramma di mute stagioni
capricci di rondine verniciava nell’aria,
orologi di luna lacrimavano d’estate,
smeraldi d’incenso germinavano le fate
ed il cuor mio s’alberò di mondi,
s’inurbò del fiato di mille colori.

Ed è arrivato
il grande giorno.
Quello che sarà
ricordato per sempre.
Il giorno più bello
di tutta la vita.
Il primo nipotino...
Jacopo...
Dopo tanta attesa,
dopo tutti i sogni fatti
su questo bambino
eccolo...
è arrivato...
Le sofferenze
i dolori del parto
sono subito scomparsi,
al primo pianto
di Jacopo.
Benvenuto
alla vita.
Sarai amato
come mai è stato fatto,
sarai viziato, coccolato.
Sarai la gioia delle casa
benvenuto...
TANTI AUGURI PER L'ARRIVO DI JACOPO, DEDICATA AL MIO CARISSIMO AMICO ANDREA, ( IL NONNO )
Se appena il cuore io dimentico aperto
tu con libero ritmo e parole mute
entri leggero come fuscello
che carezza dolcemente la mia anima
persa nella tua.
Talvolta alle vetrate dei miei occhi t'affacci
come sole o come luna
e in me esplode luce d'oro o d'argento
che s'infrange contro la mia nebbia.
Sento il tuo aroma di miele inebriarmi la bocca
mentre il tuo profumo
apre lo scrigno che accende i sensi.
In sospiri e respiri, con braccia protese
scateni un'ansia di baci
in un desiderio
che sempre ci fonde
e ci contiene.
Parole dolci inattese,
atti selvaggi confusi.
Sotto metri e metri di nubi
un temporale sgarbato trascina emozioni.
Ma più in alto, molto più in alto, il sole.
Che meraviglia!
Sull'altare del mondo mi piace sognare la pace,
stato ideale.
Terribili azioni hanno compiuto i bambini cresciuti,
eppure li vedo nei ricordi teneri, malinconici,
per vie del centro, a modo loro spensierati,
tra le dita il cono di cialda, vecchie biciclette,
la mano timida e gelida della prima bambina.
Spia, studia, osserva e imita attenta i ragazzi più grandi,
loro ci sanno fare!
Che purezza allora!
Una sola moneta in tasca per un bel gesto,
la bellissima paura dell'innocenza.
Ma ora tutto sembra mutato,
dove sei finita emozione delle emozioni?
Ti cercò, ma non ti trovo!
E forse non sei mai esistita.
Stato ideale.
atti selvaggi confusi.
Sotto metri e metri di nubi
un temporale sgarbato trascina emozioni.
Ma più in alto, molto più in alto, il sole.
Che meraviglia!
Sull'altare del mondo mi piace sognare la pace,
stato ideale.
Terribili azioni hanno compiuto i bambini cresciuti,
eppure li vedo nei ricordi teneri, malinconici,
per vie del centro, a modo loro spensierati,
tra le dita il cono di cialda, vecchie biciclette,
la mano timida e gelida della prima bambina.
Spia, studia, osserva e imita attenta i ragazzi più grandi,
loro ci sanno fare!
Che purezza allora!
Una sola moneta in tasca per un bel gesto,
la bellissima paura dell'innocenza.
Ma ora tutto sembra mutato,
dove sei finita emozione delle emozioni?
Ti cercò, ma non ti trovo!
E forse non sei mai esistita.
Stato ideale.
Com'è strano sentire
la verità dei nomi
in una stanza asciutta
vagare
Sotto la lampada
il profilo con accenti rossi
dire "ti sopravvivo"
senza nessun abbellimento
Orde di parole
le mie compagne scritte
corollario d’altra poesia
da volare più in là
della paura dei davanzali
del passo feroce che non lascia varco
Sulle soglie
ti salvo -non ti salvo
t’amo -come non t’amo
Ti comprendo e sempre
dal cuore facile non in vendita
(sicuro...) se un limo scuro
placidamente prende le caviglie
Ma qui ho peso incorporeo
recido anche lo sguardo
taglio il ponte e il dazio
mi sollevo
dal tuo ipotetico dolore da esibire
in un taglio breve
di sorriso
Le zone d'ombra
rendez vous e riflessi
ai sorrisi della folla urlante
applaudono composti
i nuovi martiri
I venti fissi dell'Atlantico
le scogliere
l'estasi in Inghilterra
Il buio e la luce si confonde
Carlotta è sempre lì
che guarda
dall'altra parte del mondo
Disegna ancora
i suoi ideali cerchiati ...
il libero pensiero
urla i segreti
in questo destino
di rabbia e d'amore
freddo e materia
si dissolvono
dimentica da tempo
gli occhi bendati
non vuole morire prima di morire
Lo sguardo al cielo ...
lei i Santi e la Vergine
ancora a trovarsi
Carlotta
nonsi arrende più
al nero dei suoi versi !
rendez vous e riflessi
ai sorrisi della folla urlante
applaudono composti
i nuovi martiri
I venti fissi dell'Atlantico
le scogliere
l'estasi in Inghilterra
Il buio e la luce si confonde
Carlotta è sempre lì
che guarda
dall'altra parte del mondo
Disegna ancora
i suoi ideali cerchiati ...
il libero pensiero
urla i segreti
in questo destino
di rabbia e d'amore
freddo e materia
si dissolvono
dimentica da tempo
gli occhi bendati
non vuole morire prima di morire
Lo sguardo al cielo ...
lei i Santi e la Vergine
ancora a trovarsi
Carlotta
nonsi arrende più
al nero dei suoi versi !












