Rimando a te, o Musa, le memorie 

di ardori felici. Attendiamo insieme 

il tempo perduto, così sono le lacrime 

forti, sulle tenere guance assopite. 

Una piccola gioia, placida e fresca, 

nell'ultimo sguardo maturo. Sei in piedi, 

sulle scalinate bianche, 

che occhi sono i tuoi, i più belli 

e più tristi, Musa, quando il tuo 

cuore è distante dal mio ti amo, 

ti desidero follemente, sei così 

fragile e pallida, e le tue spalle 

sono contro il muro, non vuoi farmi 

notare che tremi, ma non c'è 

nascondiglio per i tuoi occhi. C'è tanta 

terra nel tuo cuore, verdi distese di 

pascoli a est, che incontrano ampie 

plaghe azzurrine, nelle spume d'onde 

sulla calme ripe di freschi fiumi, 

dai caldi monsoni debolmente scossi. 

Vorrei abitare nelle terre del tuo giovane 

cuore, costruire una casa graziosa, 

poco ingombrante, coltivare sogni, 

illuminare la sera di accesi falò, e 

giocare con le stelle del tuo cielo. 

Ma non posso. Non posso! 

Ci incontreremo un giorno, un giorno 

ci rivedremo, ci salutermo. 

E anche allora non potrò, non potrò 

che sorridere felice della tua vita compiuta.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Il mormorio degli angeli

disegna cateti di sogni incantevoli

fra cicatrici d’asteroide di nuvola,

dardi di rondine e zucchero d’ombre.


Le coniugazioni del tramonto

son piume d’una confettura di sera

mentre prati d’amache sorseggiano

scapestrati riccioli di stelle cadenti

come nettare di crepe d’anima

fra lenzuola di passi e baci d’azzurro.


Il mormorio degli angeli

strattona frattaglie di luna cristallo,

stoviglie d’un vello d’ottobre

carezzano origami di vesti ed albori,

mentre galassie di vento fecondano

il rivolo d’un cullar di spighe di nebbia.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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La mia base è in quella palafitta

sul lungomare ad est della città

c’è più successo nel fallimento

dice chi non arriva a stento

a fine mese. Non chiedi la carità

all’angolo della chiesa sfitta

però suoni brani degli Intillimani

per chi vuole tornare indietro al domani.


Il lupo cattivo ha la gonna

della nonna, se la nipote

lo scambia per un travestito

è perché ne ha visto la foto in un sito

di scambisti. E’ la preda, l’ospite

da sfoggiare al concerto di Madonna

la nonna ha la faccia molto tirata

l’ultimo ritocco è stato una cazzata.


C’è un vento che spazza via l’amore

e la pioggia ha i colori della notte

il fuorilegge guarda l’orizzonte lontano

non ha più casa e famiglia e il grano

dei campi è il letto, il tetto è nelle grotte

nello scantinato del cielo senza colore.

Una giornata da disoccupato, le banche stanno

da qualche parte, ma in pochi ormai ci vanno.


Ti ho perso e non c’è sempre un motivo

nello specchio c’è una foto di prima

di quando le auto partivano a spinta

e tu non avevi una casa dipinta

con macchie di muffa e la trama

dei libri non era semplificata, lascivo

era il sogno, fragile il tempo in cui vivo.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Risplende di luce il 

sole che la notte l'occhio 

fanciullo abbaglia.

Risplende di ribellione l'immortale 

pianto dolce e amaro che 

irrigidisce in iroso rovello 

al solletico di vita che 

infuria e sorridi nel gran 

pianto sul petto della madre 

che impetuoso batte il 

malinconico tormento. Lasci 

piangere e disperi, anima 

vagabonda notturna, i perduti 

valori, i primogeniti amori, 

le nuove visioni. 

Compredimi, anima 

buona, che solo da marinaio 

avanzo in mari inesplorati di 

eventi e traccio la mappa nuda. 

La vecchia bussola che mi 

hai donato l'ho gettata lontano, 

non esiste importante 

scoperta senza naufragio. 

Questa è l'epoca del naufragio, 

della stagione più bella, armato 

di vigore ardente, salpo solitario. 

Canto i passi maledetti, canto 

la consapevolezza nuova, canto il 

viaggio, mentre affoga 

strozzato il tuo gran cuore.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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C'ero riuscito in gran segreto.
Lo avevano intuito soltanto
i mendicanti ai lati.
Ebbi la presunzione
di immortalare una smorfia
nel flusso indefinito degli eventi.
Aveva vinto anche la donna scalza,
la quale tratteneva il respiro
per poi sbuffare un uragano.
E il frantumarsi dei cristalli,
mi era vietato un attimo d'oblio.
Fra la canala e la parabola
un gatto guardava lontano,
urtando l'unico vaso di gerani del palazzo.
La sirena scarsa di un capriccio femminile:
ero tentato dal pietrificare Eco,
ma preferii continuare a sorridere in avanti.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Il tuo braccio di cenere ha conservato
una postura strana e vuota
in bilico nel tempo statico
che sfuma
tra le tende della dimenticanza.

Zanzare in caccia
mi seguono fastidiose
certi pensieri hanno luci spente

Da una sigaretta
espiro fumo, lieve che le disorienta
la punta infuocata ha bruciato a lungo
esala scie di tenue corposità
assumendo forme circolari...
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Profilo Autore: rosannag  

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Questa dei piedi addormentati è una costante
quando scrivo, e anche ora,
mentre ricordo di stamattina
la sensazione  frusciante 
di avere una bicicletta alle calcagna.

Ma non c'è nulla, no, 
e nessuno.
Girato lo sguardo
il cancello è chiuso, e sono quasi sicuro
che si muovevano solo delle camomille
la testa fuori dai nascondigli gialli.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Da Sant'Elena* in poi il mare
indicava l'orizzonte
per poi confondersi con esso
grande, limpido
una continua armoiosa sinfonia
interrotta da interludi di isole
nuvole smorzavano i raggi del sole
fluttuante nel suo azzurro infinito
mentre la sua luce rischiarava
la piccola Armenia** dove i mechitaristi
raccolgon rose coltivando speranze
sotto l'ombra protettiva del khatchkar***
ed io seduto su una panchina
la birra che invadeva l'anima
mi facevo trasportare
dall'odore del salso
dal suono dell'acqua
verso le montagne nello sfondo
e barche galleggiavano
verso lidi lontani oltre
le colonne d'Ercole degli occhi
così prendeva forma il viaggio senza meta
il viaggio senza fine
dove non c'è arrivo
ma solo partenza verso il non conosciuto
l'essere un eterno Ulisse senza un'Itaca
a cui approdare
senza Proci da scannare
quando l'aria leggera
come una rondine planava
sulla superficie dell'acqua
cha veniva cavalcata dalla bianca spuma
per poi finire la sua corsa
di cavallo imbizzarrito contro la riva
non era la baia di Frisco****
e le cose non dovevano cambiare
dovevano solo iniziare
da me dal mio foglio di carta
dalla lattina di birra distesa
al sole su una panchina.

*Isola di Sant'Elena quartiere della città di Venezia.

**Isola degli Armeni sede del monastero dell'ordine dei Mekhitaristi
dove viene prodotta una marmellata di petali di rose dagli stessi monaci.

***Croce di pietra armena. 

****Omaggio alla canzone di Otis Redding
(Sittin'on) the dock of the bay.

 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Spalanco le finestre al sole
e tutto brilla di luce e di vita!

D
ifronte a questa meraviglia
affolliamo i nostri pensieri di pensieri
invece di colorarci  di cielo.

M’incastro perfettamente con l’aria
respiriamo insieme
condividiamo l’odore del grano tralciato

un pensiero chiuso
stretto,  adagiato.

Un altro viaggio...

Non so dirti ma seguo il vento

non sento…

Volo  come le  rondinelle
ora  chiudo le finestre al sole
 nei trasversali ciuffi di nuvole
poso  la voce  e  in uno sbadiglio
leggera leggera
m’abbandono.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Incantata
dal rosso al bianco colore
degli oleandri in fiore,
in questa tersa giornata
la strada
sembra un mare colorato ed ondeggiante.

Nella canicola del sole
il silenzio è come bianco rumore.

Si sente il frusciare delle siepi
che lievemente
carezzano l'aria profumandola
nella calda giornata.

La luce abbaglia il cammino
sotto un cielo terso e cristallino
toccato qua e là
da qualche nuvola vagante
che corre in alto
verso il crinale della montagna.

Il vento caldo di questa giornata
corre a stagliare nitidamente
un cielo azzurro cobalto
affollato dai voli pindarici degli uccelli
e dal loro gioioso canto
che scendono in picchiata e risalgono su
verso l'alto in una libertà sconfinata.


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Profilo Autore: Grace D  

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Potrei scrivere nel cielo
con fili di nuvole.

Le stelle le metto
per i punti e le virgole.

Per il punto interrogativo
prendo uno spicchio di luna.

E scrivo...

Ma il cielo non mi basta
per tutte le parole che vorrei.

Potrei scrivere
l'immensità.

Lasciando dietro galassie
di stelle e fili di nuvole.

Scrivo...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sensazioni all'assolata canicola

sulle spiagge di genti certe

Sensazioni sulla sabbia, paiono finissimi ciocchi di vetri, le conchiglie spezzate e passi di vita sparsi.

Sensazioni sulla cantilena sciolta, lontana, di una bambina, forse pure qualche grida.

Sensazioni sulla strada verso il mare, la plaga appiattita appare, le case, gli alberi son bassi, lo scopri da lì, dalle bandiere frantumate al vento, dal cielo coperto, anch'esso schiacciato, dal vento sul terreno, dalle persone coricate, padri e madri stanche, bianche. 

Solo i bambini, per loro statura, sanno restare in piedi. Il sole si spalma e l'ombra si ritira, mentre il mare scandisce il tempo, contro le sponde che trova.

Rivedi tuo padre nelle sensazioni, lo incontri in cammino, una volta disteso all'aria gentile, una volta ancora unito alla pargoletta mano bambina, presso gli scogli, altra volta ancora sulla bianca, rinfrescata da spruzzi d'acqua, spuma. Lo si incontra, col volto magro e i capelli sugli occhi, anche in un ramo, che dalla fitta pineta si allontana, discende, e si appisola irto, verso la spiaggia.

Sensazioni all'ombra degli arbusti, mentre macchie di colore seguono il respiro del mare.

Bisogna andare lontano, per sentirlo, molto lontano.

Le sensazioni sono sempre distanti, i passi da compiere tanti.

Chi crederà mai alla storia di un bambino che cercava le genti incerte? Sensazioni ad ogni inaspettato incontro, ma dov'è realmente il poeta? Lo troverà mai un animo a lui affine? 

Un tempo esisteva, un poco lo ha conosciuto, ma non abbastanza.

Poi il mare si spegne, s'addensa, ogni cosa infittisce, finché più nulla si distingue.

Ma il suo cuore batte ancora, a quel ritmo del meriggio, non si può, pure la sera, non ascoltare.

È una carezza bollente, sotto i piedi nudi, la sabbia, c'è solo aria, c'è solo aria veramente.

In tasca solo la nozione del tempo, poi si va a casa, si torna indietro, si torna sempre indietro.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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LA DELUSIONE
CHE AL COR COMPARE
RIMANDA IL VOLAR DI PENSIERI
AL LOCO
DOVE DISTANZA FRA NASCITA E MORTE
NON V'E' MAI STATA IN PRESENZA
SEMPLICI NUDITA'
PRIVE DEL NASCONDER AD OCCHI TIMORATI
DI QUELL'HOMO CHE ABBISOGNA DELLO SGUARDO ALTRUI
PER PESAR IN MANO
L'INDENTRO TUTTO, IL CONTO IN ORO
L'ALTRUI PASTRANO
QUANDO GINOCCHIA OSSUTE
FLETTEVANO RIVERENTI
AL PASSAR AGGHINDATO DI SIGNORI ARRICCHITI

LA PAROLA
DI NOTE RIVESTITA
ADDOLCITURE DEL TEMPO
USCIVA IN CORTEO, NEL PURO GALATEO

AL BELLO RIVOLTO
ALL'UTILE PROTESO
LE SOLE MIRE DI COTANTO INTELLETTO
DONEREBBERO GIOIE E GIUSTIZIE

QUELL'HOMO MERITEREBBE D'ESSER LINDO
DA VESTITI, BENI ED AVERI
AL LIMITAR ANCHE IL PENSIERO
LASCIAR VAGANTE IL DI LUI ANIMO GENTILE
ALLE SUE SCORRIBANDE
CON IL SUO DESTRIERO
CAVALIER LEGGIADRO
HOMO LEGGERO
 




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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Silenzi vuoti ed opprimenti sopra la sera estiva;
Non ho altri pensieri;
mi avvolge il mistero della notte;
mi abbandono al silenzio
ed aspetto il ritorno dell’alba
all’estremo orizzonte  che si allontana
Come una cupola il silenzio copre la città;
ogni rumore si spegne nel mistero della notte;
che  frantuma ogni aspettativa
 ed alimenta le speranze ed i ricordi
 
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Profilo Autore: sossio  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



La dolce sera spande la sua luce
il lieve silenzio m'avvolge
e mi trasporta nella sua pace
rondine che al nido il volo volge.

Assaporo l'amore che in me aleggia
complice trapunta stellata
che dall'alto del cielo occhieggia
come luce benevola invitata.

Amore mio sei sempre presente
dentro il battito del mio cuore
 in una perenne gioia fiorente.

Non vivo senza il tuo volto
che si avvicina innamorato al mio
e io lo sguardo adorante a te volgo.





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Profilo Autore: Grace D  

Questo autore ha pubblicato 227 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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