Contenta è l'aria degli immobili
abbracci del cedro, ella in cambio
dona agli irti rami la parola,
sicché il cedro fa cantare le
sue foglie, il pino pure suona,
e il platano altro strumento ancora,
la foglia, secca, caduta, danza
al ritmo, segue il ghiaiato sentiero,
il passero libra le ali, si posa,
ascolta, libra le ali, ancora,
vola, riposa, e ascolta,
lui pure a un tratto canta,
riposa, ascolta, il rumore
di una bicicletta, lontana,
chissà dove...Ferrara.
Altro canto si aggiunge allora,
la fontana, ancor più lontana,
spruzzi d'acqua fredda, leggera,
contro il sole della sera, e l'aria
la muove con l'aiuto del vento, la muove
contro un volto allegro, bambino,
altro suono ancora, il suo sorriso,
trasportato dall'aria fino alla magnolia
lì appresso, così si gonfia anch'ella e si
desta, le grandi foglie scosta in segno di
festa, poi si allenta, s'assopisce,
si ridesta, mentre un rondinino un
ramoscello al suolo calpesta,
altro suono allora, altro strumento,
che si unisce all'orchestra...
Ferrara sei di poesia, e di musica
la maestra. Il tuo parco respira, suona,
vibra costante, e tu non lo senti?
Sei forse troppo occupata?
Serve l'aiuto di nuovo poeta.
abbracci del cedro, ella in cambio
dona agli irti rami la parola,
sicché il cedro fa cantare le
sue foglie, il pino pure suona,
e il platano altro strumento ancora,
la foglia, secca, caduta, danza
al ritmo, segue il ghiaiato sentiero,
il passero libra le ali, si posa,
ascolta, libra le ali, ancora,
vola, riposa, e ascolta,
lui pure a un tratto canta,
riposa, ascolta, il rumore
di una bicicletta, lontana,
chissà dove...Ferrara.
Altro canto si aggiunge allora,
la fontana, ancor più lontana,
spruzzi d'acqua fredda, leggera,
contro il sole della sera, e l'aria
la muove con l'aiuto del vento, la muove
contro un volto allegro, bambino,
altro suono ancora, il suo sorriso,
trasportato dall'aria fino alla magnolia
lì appresso, così si gonfia anch'ella e si
desta, le grandi foglie scosta in segno di
festa, poi si allenta, s'assopisce,
si ridesta, mentre un rondinino un
ramoscello al suolo calpesta,
altro suono allora, altro strumento,
che si unisce all'orchestra...
Ferrara sei di poesia, e di musica
la maestra. Il tuo parco respira, suona,
vibra costante, e tu non lo senti?
Sei forse troppo occupata?
Serve l'aiuto di nuovo poeta.
3 commenti
non so cosa siamo
con la sabbia tra i piedi
e un alcolico in mano.
Io che ti ammiro e insisto a bere,
tu che ne ridi e mi vuoi solo bene.
Ora è il mare che accoglie il mio respiro,
la salsedine tra i capelli e ancora son vivo,
ti amerò di nuovo domani alla luce del mattino,
ti amerò di nuovo domani tra bicchieri di vino.
con la sabbia tra i piedi
e un alcolico in mano.
Io che ti ammiro e insisto a bere,
tu che ne ridi e mi vuoi solo bene.
Ora è il mare che accoglie il mio respiro,
la salsedine tra i capelli e ancora son vivo,
ti amerò di nuovo domani alla luce del mattino,
ti amerò di nuovo domani tra bicchieri di vino.
Il pensiero del peccato
ti aggredisce
contro la volontà.
Puoi accarezzarlo,
di lodi tesserlo,
o consegnarti con esso
nella fossa del demonio.
L'angelo delmale,
il serpente traditore,
assorbe l'anima in errore.
Il peccato è la tua ombra:
segue passo,passo,
un corpo solitario,
per poi la sera
adagiarsi con lui
sul guanciale;
e della tua debolezza sghignazzare;
il peccato
abbatte il ponte
che conduce
l'anima a Dio.
Costringe lo spirito
asostare sulla riva,
in attesa
dell'empio traghettator di genti.
ti aggredisce
contro la volontà.
Puoi accarezzarlo,
di lodi tesserlo,
o consegnarti con esso
nella fossa del demonio.
L'angelo delmale,
il serpente traditore,
assorbe l'anima in errore.
Il peccato è la tua ombra:
segue passo,passo,
un corpo solitario,
per poi la sera
adagiarsi con lui
sul guanciale;
e della tua debolezza sghignazzare;
il peccato
abbatte il ponte
che conduce
l'anima a Dio.
Costringe lo spirito
asostare sulla riva,
in attesa
dell'empio traghettator di genti.
Momenti difficili,
mi mancano le attenzioni
a cui ero abituata.
Mi mancano le carezze
che quel vento freddo ha
portato via.
Esternamente si scorge felicità,
oltre il sorriso
si cela il dolore.
Forse ho solo bisogno
che rinasca il sole
e torni a risplendere su di me.
Forse ho solo il bisogno
che qualcuno mi guardi
con la stessa emozione
del primo giorno.
Con gli stessi occhi
che mi coinvolgono
e mi sconvolgono.
mi mancano le attenzioni
a cui ero abituata.
Mi mancano le carezze
che quel vento freddo ha
portato via.
Esternamente si scorge felicità,
oltre il sorriso
si cela il dolore.
Forse ho solo bisogno
che rinasca il sole
e torni a risplendere su di me.
Forse ho solo il bisogno
che qualcuno mi guardi
con la stessa emozione
del primo giorno.
Con gli stessi occhi
che mi coinvolgono
e mi sconvolgono.
Lui, finiti già gli ottanta
scapolone per opzione;
lei, per poco nei sessanta,
vedovella in afflizione.
Me lo disse in amicizia
affidandomi il segreto
per la festa natalizia
lo conobbe lì a Grosseto.
Molto affabile ed arzillo
la convinse a trasgredire,
incollato come un grillo
la portava a rifiorire.
Si rinchiusero in ostello
per l’intera settimana;
lui fu meglio d’un novello,
un batacchio di campana.
Poi, ognuno al suo paese.
per sentirsi al cellulare
a convegno più palese.
Lei provò a telefonare,
due, cinque, dieci volte
ma nessuno rispondeva
poi frasi assai sconvolte:
la sorella che piangeva.
“Mai ti avesse conosciuto,
me l’ha tolto un crepacuore
non ci fosse mai venuto
tu sei viva e lui mi muore.”
La notizia fu agghiacciante,
la mia amica non credeva
all’incognito d’amante
breve amor così nuoceva!
Ripensò a tal beltade:
prestazioni da stallone!
Non sarà che tarda etade
impiegasse l’indurone?!
scapolone per opzione;
lei, per poco nei sessanta,
vedovella in afflizione.
Me lo disse in amicizia
affidandomi il segreto
per la festa natalizia
lo conobbe lì a Grosseto.
Molto affabile ed arzillo
la convinse a trasgredire,
incollato come un grillo
la portava a rifiorire.
Si rinchiusero in ostello
per l’intera settimana;
lui fu meglio d’un novello,
un batacchio di campana.
Poi, ognuno al suo paese.
per sentirsi al cellulare
a convegno più palese.
Lei provò a telefonare,
due, cinque, dieci volte
ma nessuno rispondeva
poi frasi assai sconvolte:
la sorella che piangeva.
“Mai ti avesse conosciuto,
me l’ha tolto un crepacuore
non ci fosse mai venuto
tu sei viva e lui mi muore.”
La notizia fu agghiacciante,
la mia amica non credeva
all’incognito d’amante
breve amor così nuoceva!
Ripensò a tal beltade:
prestazioni da stallone!
Non sarà che tarda etade
impiegasse l’indurone?!
Oh dolce canto, o mia poesia,
che custodisci le brusche epoche di questa vita
e vuoi inseguir l’ebbrezza:
l’anima ordina il proprio stordimento
e finanche del pensare stesso !
Vuol ribadirne l'originario stile
e annunciar di nuovo il (Nuziale Evento)…
…a riecheggiare verità!
Oh ,tu, poesia…
…dolce canto,
che dischiudi la radura dolce,
che disveli il gran nascondimento
sei, come di Van Gogh,
il contadino,
che prepara il dolce campo
a custodirne il seme!

C’è stato un tempo in cui eri tutto
Per me
Onda e schiuma, lutto,
giostra a tre,
alba sul mare e notte a specchio,
luna, vertigine e fiato vecchio.
C’è stato un tempo in cui non eri nulla
Per me
Solo due sillabe morte, una data fasulla,
un perché e un per come
senza risposta, pugni chiusi,
tasche vuote e pensieri confusi.
C’è un tempo qui e ora che sfuma
Per te e per me
Senza la carezza di una piuma
O quel lampo negli occhi che non c’è.
Tutti i fantasmi di una vita intera
Nello scorrere veloce di una sera.
Per me
Onda e schiuma, lutto,
giostra a tre,
alba sul mare e notte a specchio,
luna, vertigine e fiato vecchio.
C’è stato un tempo in cui non eri nulla
Per me
Solo due sillabe morte, una data fasulla,
un perché e un per come
senza risposta, pugni chiusi,
tasche vuote e pensieri confusi.
C’è un tempo qui e ora che sfuma
Per te e per me
Senza la carezza di una piuma
O quel lampo negli occhi che non c’è.
Tutti i fantasmi di una vita intera
Nello scorrere veloce di una sera.
Sei a digiuno dal tempo,
son affanni i tuoi respiri,
non è colpa del fumo di sigaretta,
lo sai per certo, son le braci
dell'anima, sotto pesanti ceneri,
non c'è ossigeno, solo il suo pallido
calore, ma tu sei lontano, in un'altra
stanza. Non aver memoria degli anni,
dei giorni, o delle ore, essi non sono
tuoi amici, considera noi minuti,
sarai il primo a farlo. Alza allora il volto,
nel blu soleggiato del cielo, là dimora
il tempo, lo troverai come l'hai sempre
voluto, abbondante e lento, lì c'è anche
il vento, per le tue braci assopite.
son affanni i tuoi respiri,
non è colpa del fumo di sigaretta,
lo sai per certo, son le braci
dell'anima, sotto pesanti ceneri,
non c'è ossigeno, solo il suo pallido
calore, ma tu sei lontano, in un'altra
stanza. Non aver memoria degli anni,
dei giorni, o delle ore, essi non sono
tuoi amici, considera noi minuti,
sarai il primo a farlo. Alza allora il volto,
nel blu soleggiato del cielo, là dimora
il tempo, lo troverai come l'hai sempre
voluto, abbondante e lento, lì c'è anche
il vento, per le tue braci assopite.
Autostrade d’anima
verniciano faraglioni di cielo.
Scalzo è il mio sguardo terso,
silenzioso s’imbionda di ruderi e stelle
ed una pronominale vertebra di marea
allatta d’inchiostro i miei neri capelli.
Tachicardiche galassie d’avena
son brina ricamata sulla nuda pelle,
una camicia di pallido sole
aggroviglia il bacio solitario
d’una passeggiata d’ombre pensierose.
Autostrade d’anima
verniciano faraglioni di cielo
profumando, d’infinito sogno, la sera.
verniciano faraglioni di cielo.
Scalzo è il mio sguardo terso,
silenzioso s’imbionda di ruderi e stelle
ed una pronominale vertebra di marea
allatta d’inchiostro i miei neri capelli.
Tachicardiche galassie d’avena
son brina ricamata sulla nuda pelle,
una camicia di pallido sole
aggroviglia il bacio solitario
d’una passeggiata d’ombre pensierose.
Autostrade d’anima
verniciano faraglioni di cielo
profumando, d’infinito sogno, la sera.
Il mercurio color cielo ti circonda.
E sotto, dal basso, betulle che ho preferito alle ragazze
agitano a tratti le foglie,
salutano la notte.
E sopra, dall'alto, ma ancora lontanissima la neve
E sopra, dall'alto, ma ancora lontanissima la neve
già si posa di primi silenzi.
Ci si innalza grigi come vecchi camosci
a un rosa pallido di stelle fresche.

Passerelle sospese
fanno da ponte.
I ciotoli dei viottoli
luccicano.
La pioggerellina
sottile e fastidiosa,
costringe ad aprire gli ombrelli,
il vetro soffiato
illumina le vetrine.
Il ponte dei sospiri
fa da cornice
agli innamorati.
Persino l'odore dei canali
diventa profumo.
Come non amarla ?
A volte
il destino si mette contro.
Da romantica
si trasforma in prigione.
Una prigione
senza chiavi
per aprire i lucchetti.
Sofferenza...
Attesa...
Solitudine...
Ed è cosi
che dall'amore,
si passa alla tristezza.
fanno da ponte.
I ciotoli dei viottoli
luccicano.
La pioggerellina
sottile e fastidiosa,
costringe ad aprire gli ombrelli,
il vetro soffiato
illumina le vetrine.
Il ponte dei sospiri
fa da cornice
agli innamorati.
Persino l'odore dei canali
diventa profumo.
Come non amarla ?
A volte
il destino si mette contro.
Da romantica
si trasforma in prigione.
Una prigione
senza chiavi
per aprire i lucchetti.
Sofferenza...
Attesa...
Solitudine...
Ed è cosi
che dall'amore,
si passa alla tristezza.
Nasce lieto il giorno fra chiacchiericci di note
e conversazioni di esuberanti uccelli.
Ovunque odo, narrazioni d'acqua, sussurri di fonti,
mormorii di ruscelli, arpeggi di fontane
ed echi montanari che intonano canti alpini.
Mentre madre natura accorda i suoi strumenti,
vibro anch'io, in quel gaio e armonico spettegolìo di suoni.
e conversazioni di esuberanti uccelli.
Ovunque odo, narrazioni d'acqua, sussurri di fonti,
mormorii di ruscelli, arpeggi di fontane
ed echi montanari che intonano canti alpini.
Mentre madre natura accorda i suoi strumenti,
vibro anch'io, in quel gaio e armonico spettegolìo di suoni.
Più morbo batte, urta e distrugge,
più le stagioni si rincorrono
disperdono gelo e vento
albe dorate e tramonti infuocati,
mari trasparenti da onde galoppanti
primavere traboccanti di svariati olezzi,
più con la mente torno
nel gaio percorso insieme vissuto
tra alunni da comprendere e da amare,
cultura da trasmettere
e le calde risate che la nostra vita intrecciavano.
Più desidero farti presente della recente sventura
che luce in tenebra mi ha trasformato,
più nel tuo cuore sofferenza trova dolce dimora.
Di te il Signore si serve, amica e collega adorata,
per realizzare i Suoi piani ti ha prescelta.
Noi miseri comprendere il destino non si può
il tuo Angelo vive di te e con te
armonia spande ove buio annulla,
mentre tua madre per sè serba il dolore,
gli altri consola con occhi di fede e di gioia.
Marcella, missione d'altruismo e d'amore,
il tuo risveglio immediato,
dopo lunghi anni, dal nostro buon Dio imploriamo!
più le stagioni si rincorrono
disperdono gelo e vento
albe dorate e tramonti infuocati,
mari trasparenti da onde galoppanti
primavere traboccanti di svariati olezzi,
più con la mente torno
nel gaio percorso insieme vissuto
tra alunni da comprendere e da amare,
cultura da trasmettere
e le calde risate che la nostra vita intrecciavano.
Più desidero farti presente della recente sventura
che luce in tenebra mi ha trasformato,
più nel tuo cuore sofferenza trova dolce dimora.
Di te il Signore si serve, amica e collega adorata,
per realizzare i Suoi piani ti ha prescelta.
Noi miseri comprendere il destino non si può
il tuo Angelo vive di te e con te
armonia spande ove buio annulla,
mentre tua madre per sè serba il dolore,
gli altri consola con occhi di fede e di gioia.
Marcella, missione d'altruismo e d'amore,
il tuo risveglio immediato,
dopo lunghi anni, dal nostro buon Dio imploriamo!
Suonavi per me
immemori melodie
che io recepivo
assorbendone ogni sua nota
che mi regalava albe meravigliose
e giorni inghirlandati
riscaldati dal tuo fulgente sole
riflesso e richiamo del tuo amore.
Era il tempo dei nidi e dei pigolii incrociati
complicità di sentimenti
carezze alate nelle notti innamorate
che profumavano di te.
Poi foglie marce e nubi io vidi,
dell'ombra l'anima fu disseminata
e il cuore poggiò su spigoli appuntiti,
non ci furono più nuovr fioriture
a rinverdire le stagioni a venire.
C’è un dio che l’ha ordinato
uno dei tanti che arma la mano
di assassini spietati?
Siamo stati creati
o siamo solo in movimento
tra galassie e buchi neri
filamenti di tempo e cemento
embrioni di eternità
solo intravista, veri
testimoni del male
che percorre l’universo?
Non c’è soccorso
o concorso di colpa
se sono queste le radici
se il peccato originale
è nell’assenza di senso
di questo vagare informale
tra deserti, nebbie e alveari
sulle sponde di flussi stellari.
La risposta non è il vento
a soffiarla, non c’è, punto.
C’è questo abbozzo di tragedia
un finale che è inizio
il moto circolare del pensiero
in mare aperto e l’indizio
lo squarcio inatteso che è speranza.
Gli spari, poi, un’altra mattanza.
uno dei tanti che arma la mano
di assassini spietati?
Siamo stati creati
o siamo solo in movimento
tra galassie e buchi neri
filamenti di tempo e cemento
embrioni di eternità
solo intravista, veri
testimoni del male
che percorre l’universo?
Non c’è soccorso
o concorso di colpa
se sono queste le radici
se il peccato originale
è nell’assenza di senso
di questo vagare informale
tra deserti, nebbie e alveari
sulle sponde di flussi stellari.
La risposta non è il vento
a soffiarla, non c’è, punto.
C’è questo abbozzo di tragedia
un finale che è inizio
il moto circolare del pensiero
in mare aperto e l’indizio
lo squarcio inatteso che è speranza.
Gli spari, poi, un’altra mattanza.










