Tutti e due, ora, alle corde
questo amore ha saputo fare male
colpi duri, frasi e foto, ricordi
mai un giorno che sia stato normale
Cado mi rialzo, restiamo abbracciati
un colpo in pieno cuore e vado giù
i sentimenti a terra tutti slacciati
ora barcolli, mi segui pure tu
Siamo come due pugili
mani forti e cuori fragili
tra le labbra parole e paradenti
ma nelle vene sangue e sentimenti
Adesso non so più cosa fare
dovrei abbandonare questo ring
ho un muscolo a pezzi, il mio cuore
e tu resti in piedi a guardarmi così
e sembra tu voglia combattere ora
che il senso di tutto non siamo più noi
amarsi colpirsi, cadere e lottare ancora
io mi rialzerò sempre, per te, se lo vuoi
questo amore ha saputo fare male
colpi duri, frasi e foto, ricordi
mai un giorno che sia stato normale
Cado mi rialzo, restiamo abbracciati
un colpo in pieno cuore e vado giù
i sentimenti a terra tutti slacciati
ora barcolli, mi segui pure tu
Siamo come due pugili
mani forti e cuori fragili
tra le labbra parole e paradenti
ma nelle vene sangue e sentimenti
Adesso non so più cosa fare
dovrei abbandonare questo ring
ho un muscolo a pezzi, il mio cuore
e tu resti in piedi a guardarmi così
e sembra tu voglia combattere ora
che il senso di tutto non siamo più noi
amarsi colpirsi, cadere e lottare ancora
io mi rialzerò sempre, per te, se lo vuoi
1 commento
Salve dott.Brundu! Con l’accordo
fatto in la bemolle o in re maggiore
di fatto ti ritrovi già dottore
seguendo di bambino il bel ricordo;
la nonna che regala una tastiera
al suo nipotino birichino
in modo che si calmi quel bambino
e suoni come un canto a primavera,
e poi le chitarre, il pianoforte
la macchina la moto i complessini
gli amici che non sono più bambini
le chiome che diventano più corte,
la mamma, i tuoi fratelli, la nidiata,
sereni ti accompagnano la vita
in modo che una musica infinita
ti segua come un’opera fatata.
Auguri dottor Brundu, abbi fortuna
con barba o senza barba sii felice
e trovi come Dante in Beatrice
l’amore sotto i raggi della luna
o sotto questo sole che fa bella
l’età che stai vivendo da tesoro
perché la gioventù è come l’oro
che splende come in cielo fa una stella.
Babbo
Sulle rampe del cielo – ci rivedremo-
mi sussurri, - non mi troverai- ti dico
il luogo dove incontrarci è il solito
tra il mare e le case grigie e leggere
della strada senza frontiere.
Non posso più tornarci ora, mi dici
che sono solo una foto dimenticata
sul fondo dei tuoi cassetti.
Cerco la quiete e la salvezza
il vento mi è lieve, è una brezza.
Vado nella città ferita, rispondo
dove ancora in nome di dio
fischiano pallottole roventi
i corpi sono sepolti in mare
e straniera è ogni voce, ma per restare.
E’ un addio a distanza, uno dei tanti
ma ora che il confine è vicino
sembra tutto vero in questo mattino.
Seguiamo strade diverse, chi s’alza
e chi cade, chi retrocede e chi avanza.
Quando sembra che tutto cambi
la mente torna a ciò che era prima
le cime imponenti e il fossato
il futuro svelato e il passato
nascosto, con la fine in anteprima.
E’ ciò che ci resta: un ricordo, una rima.
mi sussurri, - non mi troverai- ti dico
il luogo dove incontrarci è il solito
tra il mare e le case grigie e leggere
della strada senza frontiere.
Non posso più tornarci ora, mi dici
che sono solo una foto dimenticata
sul fondo dei tuoi cassetti.
Cerco la quiete e la salvezza
il vento mi è lieve, è una brezza.
Vado nella città ferita, rispondo
dove ancora in nome di dio
fischiano pallottole roventi
i corpi sono sepolti in mare
e straniera è ogni voce, ma per restare.
E’ un addio a distanza, uno dei tanti
ma ora che il confine è vicino
sembra tutto vero in questo mattino.
Seguiamo strade diverse, chi s’alza
e chi cade, chi retrocede e chi avanza.
Quando sembra che tutto cambi
la mente torna a ciò che era prima
le cime imponenti e il fossato
il futuro svelato e il passato
nascosto, con la fine in anteprima.
E’ ciò che ci resta: un ricordo, una rima.
Sera d'estate
scivoli lentamente
come calda carezza sulla pelle.
Il giardino è un effluvio d'essenze
elargite da fiori setosi d'ogni colore
che inebriano il tuo ego
di sensuali brividi
di ricordi mai perduti.
In questa calda serata
il soffio delicato d'uno zefiro
t'accarezza con tocchi leggeri
e ti porta a ritroso nel tempo
di serate di ieri
quando assaporavi emozioni
nell'incanto delle sere d'estate
dove magia ed allegria
carezzavano l'anima.
Ora sdraiata mestamente sul tuo letto
mentre aspetti il sonno ed il riposo
attraverso le finestre aperte
respiri con nostalgia quei profumi
sperando ti concedano sogni alati
che ti facciano rivivere la gioia
delle antiche serate
del tempo passato.
Vorrei a volte scappare.
Scappare lontano anche da me stesso,
poiché in me si nascondono rabbia, dolore e paure.
Il mio non è un addio, no,
è un allontanarsi, se pur per poco,
da questa negatività che genera in me
sempre rabbia, dolore e paure.
La sento scorrere in me come fosse un fiume impetuoso.
A volte, temo proprio di annegare,
così cerco d'aggrapparmi alla mia anima.
Vorrei a volte scappare...
Scappare lontano anche da me stesso,
poiché in me si nascondono rabbia, dolore e paure.
Il mio non è un addio, no,
è un allontanarsi, se pur per poco,
da questa negatività che genera in me
sempre rabbia, dolore e paure.
La sento scorrere in me come fosse un fiume impetuoso.
A volte, temo proprio di annegare,
così cerco d'aggrapparmi alla mia anima.
Vorrei a volte scappare...
Dolorose ferite piccino mio
potrebbero incorniciare
il tuo domani.
Semi d’inganno, angherie,
umiliazioni, rifiuto e solitudine
piantate tra le pieghe dell’anima
renderebbero vacillanti i tuoi passi.
Uomo insicuro nel futuro, incapace
di grandi gesta e di vivere ilare la vita.
Vorrei per te piccolo uomo
un nido d’amore,
quattro braccia forti
nel nobile lavoro di genitori
che alla pari di archi precisi
ti orientassero nel mondo.
Per te vorrei un mondo fiorito.


S’avviluppa aspro sconfinato
tra roseti e radici profonde
cuneo di luce, rantolo a sponde
l’eco silente del tempo vissuto.
Gocciola etereo, glabro volto
di riti, gamma inerte d’onde
vette altere di sogno esangue
impotente eco d’intimo istinto.
Caduto improvviso fuori dal fato
il furtivo deflora gemme di vate
sino alla rupe d’estro indolente.
Stringe muto il subdolo assente
sussurri acquorei di doglianze
lame d’astio, giochi d’assolo.
Continua a cercare lui, lui solo
la soglia nascosta sotto la rabbia
l’ultimo spiro di male in gabbia
stiva buia, vaglio d’esile scavo.
Vagabondo, ombroso il perdono
svanisce strale ricolmo di pena
primordiale memo d’aurea vena .
Simile a chi percorso il fato
avendo scavato in esso il fosso
muta da mandala ad antro scosso.
Me sa che voi giocà co lo scopo
de fare tu er gatto ed io er topo.
Ma io non so ‘n sorcetto sprovveduto
so granne, grosso ed anche ‘n po’ canuto.
Ce lo so bene come evità
la trappola der gatto che me vo magnà.
An vedi quanto sei pischellina,
te pensi che te creda poverina !
Mò non mi ami, non m’hai mai amato
solo ‘n amico m’hai considerato.
Ma io te sento a me morto vicina,
quanno ce sei s’accenne a lampadina,
me parli ar core come sa far chi
sa che l’amore abita ormai li.
Lo voi negà pure a te stessa ?
Sei cotta, amò, e nun sortanto lessa.
Che poi tu ce abbia l’affari tua
e voglia apparir come ‘n ingenua,
nun toje che me possa amare
senza per questo volerlo ostentare.
Giochi co te, co a tua serenità
e nun capisco io che ce sto a fa.
Ma er topo no ! Tra le tue grinfie io
farei dell’altro, perdoni er Buon Dio,
che farmi prennere pe li fondelli
da gatti in carenza di cervelli !
de fare tu er gatto ed io er topo.
Ma io non so ‘n sorcetto sprovveduto
so granne, grosso ed anche ‘n po’ canuto.
Ce lo so bene come evità
la trappola der gatto che me vo magnà.
An vedi quanto sei pischellina,
te pensi che te creda poverina !
Mò non mi ami, non m’hai mai amato
solo ‘n amico m’hai considerato.
Ma io te sento a me morto vicina,
quanno ce sei s’accenne a lampadina,
me parli ar core come sa far chi
sa che l’amore abita ormai li.
Lo voi negà pure a te stessa ?
Sei cotta, amò, e nun sortanto lessa.
Che poi tu ce abbia l’affari tua
e voglia apparir come ‘n ingenua,
nun toje che me possa amare
senza per questo volerlo ostentare.
Giochi co te, co a tua serenità
e nun capisco io che ce sto a fa.
Ma er topo no ! Tra le tue grinfie io
farei dell’altro, perdoni er Buon Dio,
che farmi prennere pe li fondelli
da gatti in carenza di cervelli !
Ho sognato il tuo sorriso
e conosco ogni sua piega
sulla pelle, delle labbra,
che si stendono o si
uniscono in un bacio,
interpreto il segreto,
delle pieghe di velluto
sulle guance seguo il
cammino fino agli occhi
bagnati di gioia, delle ciglia
osservo il libero volo,
dell'iride ardente i cangianti
colori dell'alba e del
tramonto lontano, dei capelli,
in rivoli sciolti, ascolto
la corrente, delle mani
osservo il ballo incantato,
per i tuoi piedi gelati ho
parole calde di consolazione,
e tutto in te danza sotto le
vesti, c'è vita in ogni luogo,
dall'acqua liscia che
scorre sulle tue gambe,
fin sulle spiagge e ancora
altrove, sulle montagne, fin
al cielo notturno dei tuoi occhi,
dove mi fermo, poiché
è il luogo che più m'incanta,
e lì osserviamo assieme le stelle
e la timida luna.
e conosco ogni sua piega
sulla pelle, delle labbra,
che si stendono o si
uniscono in un bacio,
interpreto il segreto,
delle pieghe di velluto
sulle guance seguo il
cammino fino agli occhi
bagnati di gioia, delle ciglia
osservo il libero volo,
dell'iride ardente i cangianti
colori dell'alba e del
tramonto lontano, dei capelli,
in rivoli sciolti, ascolto
la corrente, delle mani
osservo il ballo incantato,
per i tuoi piedi gelati ho
parole calde di consolazione,
e tutto in te danza sotto le
vesti, c'è vita in ogni luogo,
dall'acqua liscia che
scorre sulle tue gambe,
fin sulle spiagge e ancora
altrove, sulle montagne, fin
al cielo notturno dei tuoi occhi,
dove mi fermo, poiché
è il luogo che più m'incanta,
e lì osserviamo assieme le stelle
e la timida luna.
Mostro vituperato
deriso e sputacchiato.
Fenomeno da baraccone
esposto
in una giostra di periferia.
Grossa testa e doppio mento.
Fonte di spettacolo esilarante.
Sono l'uomo elefante
e marcisco nel fango.
Indegno di ricevere amore:
non sono alto,bello ,prestante.
Il deserto è luogo congeniale:
passeggiare per chilometri e chilometri
irrorato da sole cocente.
Piedi scalzi,
torturati da miliardi di granelli.
E a sera mi sdraio sulle aride uadi.
A te, Dio rivolgo
gloria e riconoscenza.
Hai mostrato al mondo
un volto corroso dai limiti,
ma vero
e che si beffa
della boria degli ipocriti
deriso e sputacchiato.
Fenomeno da baraccone
esposto
in una giostra di periferia.
Grossa testa e doppio mento.
Fonte di spettacolo esilarante.
Sono l'uomo elefante
e marcisco nel fango.
Indegno di ricevere amore:
non sono alto,bello ,prestante.
Il deserto è luogo congeniale:
passeggiare per chilometri e chilometri
irrorato da sole cocente.
Piedi scalzi,
torturati da miliardi di granelli.
E a sera mi sdraio sulle aride uadi.
A te, Dio rivolgo
gloria e riconoscenza.
Hai mostrato al mondo
un volto corroso dai limiti,
ma vero
e che si beffa
della boria degli ipocriti
E' il poeta … (mnemosyne),
grande occhio d' amore
eroe e semidio…
Rammemorazione!
Rammemorazione!
Vino,
che fà dimenticare (l’ente)
che fà dimenticare (l’ente)
e nel contempo mantenerlo;
(ap-prensione)
verso l’originaria idea
del disvelar se stesso
in quel suo sentir (mancanza),
nell'eterno lutto, (costruente attesa)
a salvaguardar gli dèi fuggiti.
Il suo rioncorrerli, il ricondurli,
tradurne i sacri cenni, il lor dettato,
tradurne i sacri cenni, il lor dettato,
a preparar nuovo ritorno,nizio, altro tempo d’amore!
altro i
Allora?
Trionfi pure la poesia
su grandi padiglioni colorati!
su grandi padiglioni colorati!
…Ben vegano cento scritte
illuminate ad intermittenza;
illuminate ad intermittenza;
ci cadano pure addoso!
Ci ridiano Honderlin,
ci ridiano (l’esser-ci)
e nuovamente,
più originariamente, sia:
quel calice odoroso…L’Ereignis!


Ti sudava l'orlino della camicetta stinta,
tu seduta col ventaglio sulla pietra antica
che ascoltò il fiume e non le lacrime
delle lavandaie.
Vorrei dirti (oso, non oso?) di provare a trasformarti,
che sono quasi sfinito.
Fa' di quel nulla che provi per me, fra le magiche
parole che conosci, una Cetonia Dorata nell'afa.
Qualcosa ho visto o così credo
nel labirinto dei pensieri traditi
nelle gemme in svendita
al mercato dei ricordi confusi
nello scrigno delle emozioni in blu.
Eppure eri ancora tu a guidarmi
nelle vie di una città senza dolore
nei solchi del destino a puntate
nel vento che scuote foglie appassite.
Qualcosa hai visto e non ci credi ancora.
una grotta col cartello "affittasi a ore"
e la fila delle anime al settimo piano
del paradiso dei mendicanti d'amore.
Un film in cui la morte e la sua compagna
si baciano e non c'è nessuno da condurre
ai confini della foresta pietrificata.
Sono i sogni confusi di una notte tra tante
veri come un gioco d'ombre
in una sera senza luna, né stelle
o come un danzatore di flamenco
nella terra dei draghi e dei ghiacci.
Eppure restano impressi, scavano trincee
nel pozzo più profondo dell'anima.
Non hai capito nulla, anch'io mi chiedo
cosa c'è da sapere di più
se non che siamo stati un freddo inverno,
un arcobaleno che filtra tra la nebbia
una luce spettrale, un suono sordo
un temporale senza lampi
una preghiera recitata a metà.
nel labirinto dei pensieri traditi
nelle gemme in svendita
al mercato dei ricordi confusi
nello scrigno delle emozioni in blu.
Eppure eri ancora tu a guidarmi
nelle vie di una città senza dolore
nei solchi del destino a puntate
nel vento che scuote foglie appassite.
Qualcosa hai visto e non ci credi ancora.
una grotta col cartello "affittasi a ore"
e la fila delle anime al settimo piano
del paradiso dei mendicanti d'amore.
Un film in cui la morte e la sua compagna
si baciano e non c'è nessuno da condurre
ai confini della foresta pietrificata.
Sono i sogni confusi di una notte tra tante
veri come un gioco d'ombre
in una sera senza luna, né stelle
o come un danzatore di flamenco
nella terra dei draghi e dei ghiacci.
Eppure restano impressi, scavano trincee
nel pozzo più profondo dell'anima.
Non hai capito nulla, anch'io mi chiedo
cosa c'è da sapere di più
se non che siamo stati un freddo inverno,
un arcobaleno che filtra tra la nebbia
una luce spettrale, un suono sordo
un temporale senza lampi
una preghiera recitata a metà.
Solitario, rivedo quel campo
ove adolescenti passi un dì solcarono
e ancora fioriscon papaveri.
Più non ondeggia il biondo grano
ma d’alberi in fila stormiscon le fronde.
Stride il campicello,
da grigie lingue ora cinto,
perché da solo osteggia il tempo.
Eppur dei perduti giorni l’eco
nel grembo porta seco
e la gioia che da quelli derivò.
M’arride ancora quel campo,
arride al corpo mio ch’è stanco
perché, col sole che bacia il mio volto,
in esso vuol esser sepolto.
ove adolescenti passi un dì solcarono
e ancora fioriscon papaveri.
Più non ondeggia il biondo grano
ma d’alberi in fila stormiscon le fronde.
Stride il campicello,
da grigie lingue ora cinto,
perché da solo osteggia il tempo.
Eppur dei perduti giorni l’eco
nel grembo porta seco
e la gioia che da quelli derivò.
M’arride ancora quel campo,
arride al corpo mio ch’è stanco
perché, col sole che bacia il mio volto,
in esso vuol esser sepolto.












