Sensazioni all'assolata canicola
sulle spiagge di genti certe
Sensazioni sulla sabbia, paiono finissimi ciocchi di vetri, le conchiglie spezzate e passi di vita sparsi.
Sensazioni sulla cantilena sciolta, lontana, di una bambina, forse pure qualche grida.
Sensazioni sulla strada verso il mare, la plaga appiattita appare, le case, gli alberi son bassi, lo scopri da lì, dalle bandiere frantumate al vento, dal cielo coperto, anch'esso schiacciato, dal vento sul terreno, dalle persone coricate, padri e madri stanche, bianche.
Solo i bambini, per loro statura, sanno restare in piedi. Il sole si spalma e l'ombra si ritira, mentre il mare scandisce il tempo, contro le sponde che trova.
Rivedi tuo padre nelle sensazioni, lo incontri in cammino, una volta disteso all'aria gentile, una volta ancora unito alla pargoletta mano bambina, presso gli scogli, altra volta ancora sulla bianca, rinfrescata da spruzzi d'acqua, spuma. Lo si incontra, col volto magro e i capelli sugli occhi, anche in un ramo, che dalla fitta pineta si allontana, discende, e si appisola irto, verso la spiaggia.
Sensazioni all'ombra degli arbusti, mentre macchie di colore seguono il respiro del mare.
Bisogna andare lontano, per sentirlo, molto lontano.
Le sensazioni sono sempre distanti, i passi da compiere tanti.
Chi crederà mai alla storia di un bambino che cercava le genti incerte? Sensazioni ad ogni inaspettato incontro, ma dov'è realmente il poeta? Lo troverà mai un animo a lui affine?
Un tempo esisteva, un poco lo ha conosciuto, ma non abbastanza.
Poi il mare si spegne, s'addensa, ogni cosa infittisce, finché più nulla si distingue.
Ma il suo cuore batte ancora, a quel ritmo del meriggio, non si può, pure la sera, non ascoltare.
È una carezza bollente, sotto i piedi nudi, la sabbia, c'è solo aria, c'è solo aria veramente.
In tasca solo la nozione del tempo, poi si va a casa, si torna indietro, si torna sempre indietro.
sulle spiagge di genti certe
Sensazioni sulla sabbia, paiono finissimi ciocchi di vetri, le conchiglie spezzate e passi di vita sparsi.
Sensazioni sulla cantilena sciolta, lontana, di una bambina, forse pure qualche grida.
Sensazioni sulla strada verso il mare, la plaga appiattita appare, le case, gli alberi son bassi, lo scopri da lì, dalle bandiere frantumate al vento, dal cielo coperto, anch'esso schiacciato, dal vento sul terreno, dalle persone coricate, padri e madri stanche, bianche.
Solo i bambini, per loro statura, sanno restare in piedi. Il sole si spalma e l'ombra si ritira, mentre il mare scandisce il tempo, contro le sponde che trova.
Rivedi tuo padre nelle sensazioni, lo incontri in cammino, una volta disteso all'aria gentile, una volta ancora unito alla pargoletta mano bambina, presso gli scogli, altra volta ancora sulla bianca, rinfrescata da spruzzi d'acqua, spuma. Lo si incontra, col volto magro e i capelli sugli occhi, anche in un ramo, che dalla fitta pineta si allontana, discende, e si appisola irto, verso la spiaggia.
Sensazioni all'ombra degli arbusti, mentre macchie di colore seguono il respiro del mare.
Bisogna andare lontano, per sentirlo, molto lontano.
Le sensazioni sono sempre distanti, i passi da compiere tanti.
Chi crederà mai alla storia di un bambino che cercava le genti incerte? Sensazioni ad ogni inaspettato incontro, ma dov'è realmente il poeta? Lo troverà mai un animo a lui affine?
Un tempo esisteva, un poco lo ha conosciuto, ma non abbastanza.
Poi il mare si spegne, s'addensa, ogni cosa infittisce, finché più nulla si distingue.
Ma il suo cuore batte ancora, a quel ritmo del meriggio, non si può, pure la sera, non ascoltare.
È una carezza bollente, sotto i piedi nudi, la sabbia, c'è solo aria, c'è solo aria veramente.
In tasca solo la nozione del tempo, poi si va a casa, si torna indietro, si torna sempre indietro.

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