Bianca la tua mano,
tesa,
cullata come per saluto,
testa girata, indifferente e offesa
quasi per dir <ma chi t’ha mai veduto!>
Ma quella mano lisca affusolata
s’è aperta e chiusa,
modellata a ciao,
a segno di non aver scordato
quel bacio appassionato
e il contorno
che turbò quel giorno.
La rimanenza è storia,
ma basta così,
trionfi la memoria.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Nel ciondolante castigo

D'alcol della notte

Il vento d'estate caldo

Su per la chioma degli 

Alberi sciolti lo spirito

Poeta divampa dal

Morente tetro arbusto

Fin sulle estinte pelli

D'angelo nel parco

Turchese vetro del mondo,

Scevro di penna e di foglio

Attende gocce di pioggia

Sulla fronte e sul corpo nudo

Sicché si raffreddi 

L'inatteso ardore.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Ed una trasfusione di sole

fiorisce tra altalene di gigli,

un graffio di cielo arrossisce

ed il giorno è compleanno di cuore,

pentagramma di neve sbucciato d’errore.


Fra sassolini di zucchero diamantati,

zigomi di foglie e corolle

son grembiule d’un volo di rondine,

cocktail d’orizzonte sorseggio

ed il pensier è sagitta scagliata nel vento.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Ho amato
la vita.

Ed ho resistito
alle intemperie.

Ho imparato
a lottare.

Ed a capire
il bene dal male.

Ho aperto
il cuore all'amore.

Ho aperto
l'anima alla felicità.

Ma non
è servito.

La vita mi
ha girato le spalle.

Mi ha sconfitta
mi ha battuta.

Adesso cammino
con il cuore infranto.

Ho chiuso
le porte alla vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Un giorno dopo l'altro

si spegne la speranza
in una vita all'insegna della fratellanza.

Le strade ormai non sono più sicure
e le città son divenute antri di paure.

Ogni giorno è uguale all'altro,
non dà avvenire di pace e sicurezza.

Branchi di lupi mimetizzati tra gente civile
predano ignari agnelli da aggredire
e sangue innocente far scorrere
impunemente.

Occhi speranzosi cercano invano
un ritorno ad avvenire normale, sereno, tranquillo
che si prospetta alquanto incerto ed assai lontano.

Dilaga la paura di colpi
che troppo spesso attaccano  basso.
La speranza è ormai un'abitudine,
l'abietto orrore arriva da altra latitudine.

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Profilo Autore: Grace D  

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L’’artista?

Ecco mondo! Ecco terra!

Il  caos del tuo cosmo

divenir   visibile, ordinato,

custodito, elevato !

Solco lungo il quale è ora possibile,

l’impossibile  incontro…

...col gran Dio!


… col gran Dio!
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Profilo Autore: Hera  

Questo autore ha pubblicato 413 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Balla per me
per questa notte
infinita come l'amore,
muovi i fianchi della mente
agita il desiderio del cuore
dammi il bacio più puro
più impuro del mio pensiero.
Ti tengo tra le braccia
con il respiro della mia pelle
e avvolgo le tue paure
dentro la forza di questo amore
che balla sulle punte
di anime come le nostre
come due cieli sfiorati
come due mari affogati.
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Profilo Autore: Massimo Masteri  

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Insostenibile. Date oscurità al silenzio. Datemi l’irrisolto tra il trascorrere del tempo e l’innocenza del sentire, lo sberleffo della parola nuda tra brandelli di carne e il bisogno di volare. Non è il chi sono che mi potrà dar sollievo ma il dove potrò andare senza la certezza d’essere. Leviga il passo l’agonia, affila il muto assetto, il vuoto partorito dall’assenza di sogno, immobile dolore denudato al cuore del ricordo. Rigurgito promesse di felicità ma il viaggio ha occhi chiusi e valigie vuote e l’urlo ha ingoiato partenza e arrivo nell’addio. Non ha più senso il pensiero lasciato domo ai piedi dell’oblio e l’anima , la guancia autentica e libera della bellezza ha nella salita il rifiuto della vetta. L’amore non decide più le sue ragioni ma si diverte a spillare speranza e a far sanguinare il desiderio. Non resta molto nel dopo se non il gelo della notte delle cose morte e le stelle a letto di pianto nell’illusione della tristezza e della necessità effimera di sentire il bisogno di sentire anche solo il miraggio del respiro dolente. La morte è il mio cappotto, ma non ripara dalla furia della solitudine, dalla rabbia, dalla rinuncia. L’addio ha il suo fiore più bello ai piedi della valle, il suo testamento fiorito sul mio petto. Il sole non ha più il suo cielo. Il fiume non ha più il suo mare. Io non ho più attese.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

Questo autore ha pubblicato 442 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quando parli di una donna
ascolta il  vespro della sera riempie la mente .

LEI  è l’acqua santa che
nutre e scorre.

L’aroma diffuso nelle tue narici
 una dea  vestita d’acqua e sale
 un angolo di vento che scuote  
 una  bellezza che mai sfuma
 una bocca custodita.

Prospera musa
 forte e fragile
amata   risata che rallegra
alchimia che placa!

Amica ,Madre ,Sorella.

Addestra i tuoi spiriti di fuoco!

 LEI  è un bianco di nuvola
il sognato domani
il taglio della mente
un accumulo di luce
una perla d’ambra
il poema nel solletico del mare.

Benedetta  da DIO
e dall’intenso rumore  del cuore. 




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Molto tardi, il nostro fanciullo 

si gira e si rigira nella coperta grigia, 

egli ha il voltastomaco e scende, 

coi ginocchi contro il tremulo ventre, 

col le dita dei piedi contratte. 

Si desta continuamente, 

in ricordo un debole suono, 

lo spasmo di fanciulle innamorate. 

Era una verde radura dove cantava un ruscello 

che appendeva ai suoi steli i suoi cenci lucenti. 

La luna scendeva come luminoso sipario 

sul silenzio campestre. 

Dormiva di schiena distesa, 

non si curava del tormento, 

dei piedi nudi e leggeri, 

della gelida sera. 

Su lacrime buone un lieve sorriso. 

La sera, i raggi di luna sbavavano sul soffice seno, 

sulla bagnata rosea pelle, 

sugli aggrovigliati capelli, 

nel verde cantuccio riposavano gli amanti 

e i loro nidi di baci. 

Il nostro fanciullo, ancora desto, 

allora si dava gran pena: 

"Quanta bellezza espressa tutta in quel giovane viso! Fanciulla cara non aprire quegli occhi! Ti prego!". 

Poi pianse, più di tutti i fanciulli del mondo. 

Affogato nella notte sorda 

e nella fuga della felicità.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Non è assurdo come dici, lo giuro

l’ho visto io stesso con i tuoi occhi.

Perché credi ai tuoi strani specchi

deformati non l’ho capito, ma ti assicuro

che per un baro quattro assi nella manica

sono meglio di una pistola carica.



C’è David col fantasma della madre

e Lizzy che sposa Collins, quel cretino

qualcuno cerca Lara sotto un tombino

mentre lei insegna storia a delle ladre.

La primavera qualcuno l'ha creata

Vivaldi dico io, tu ti fai una gran risata.



Come per l’estate, sostieni, è stato Dio

per autunno e inverno, non è dimostrato.

Il vicolo che dà sul porto è dissestato

e il bacio della buonanotte non è mio

sarà stato di un cacciatore di streghe

o di un balordo che ruba per farsi di droghe.



Ponzio Pilato oggi non si è visto

ha qualcosa di grosso per le mani

di sicuro si farà vivo domani

per sbrigare quella faccenda di Cristo.

C’è Bonaparte che intanto s’è intristito

s’è fatto un goccio alla festa di partito.



Distogli lo sguardo dai tuoi libri

e torna alla realtà, è tutto grigio

intorno e sulla tua bocca c’è lo sfregio

dell’età. I tuoi fantasmi sono ancora sobri

ma hanno già svuotato dei bicchieri

l’oggi è questo, ma i ricordi sono di ieri.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Annuncio l’estate
con la piena dei prati
-sono l’agronoma nei tuoi perimetri,
semino e m’innesto
E di quanti frutti saremo voraci
sai: come il succo ci fa bambini
-le gote diventano pesche di rossore

Così il tempo gira un’altra volta
al senso del sole
e brilli in emozioni
da scalfire le stelle e credere
che tutto stia lì scritto e censito,
con una lente il gioco nuovo
è conquistare l’universo
per mettercelo in tasca.
Ridendo
viaggiamo dentro la pelle
d’anima, maree e forze
d’attrazione

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Se tu mi amassi

come spigoli di roccia

in un soliloquio di marea,

così orlerei grondaie di stelle,

grandinerei acquitrini di cuore,

sarei brina lunare sulla tua pelle.


Se tu mi amassi

come lacrima d’autunno

in un freddo giorno di settembre,

così scapiglierei frumento d’emozione,

abbacinerei aquiloni di cielo,

sarei valigia di colori ritrovata nel vento.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Grafite del sentimento tu sei,

t’accoccoli come luce d’inverno

fra i coralli eclissati dei pensieri miei

ed una spremuta d’arcobaleno di nuvole

affresca l’animo dei giorni miei

come brina di spighe d’amor e girasoli.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Laggiù, lontano, chissà dove, 

la vita cittadinesca, anima 

fanciullesca, solleva dalle mura 

a valle del pioppo e cattura: Ferrara. 

Aulisce il suo vecchio respiro, 

è perspicuo all'ombra dei rami, 

il suo cuore nel castello celato, 

che si leva lontano, ma batte 

rinchiuso piacevoli ritmi, sicché pare 

che vibri e pianga, ma di piacere, 

sin dai porfidi della piazza, 

su per la cattedrale, finché leggero 

sfiora ogni pietra, ogni balcone o porta 

o finestra tra le volte scure, ai giardini 

sereni. Il tramonto su Ferrara lo si rammenta 

fin da bambini, le mani intrecciate come 

il tronco d'Olmo irto e pensoso, quanti 

pianti hanno asciugato le tue radici, 

quanto hanno udito i tuoi rami i sorrisi, 

o le tue foglie accarezzato. Ferrara sei 

bella, sei dei poeti la terra, che patria 

hanno questi artisti se non nei crepuscoli 

ammantati di luci, qua e là per vie giubilanti 

e piazze allestite, e nelle fresche mattine 

assopite, giacigli di braci di notturne passioni, 

danzano con te tutte le anime, ti incontrano 

sempre, anche quando non vogliono, 

ti abbracciano, e tu doni loro il bacio 

d'oro sulla fronte illibata, col canto 

di musici di strada, ai confini di ebbre 

taverne incantate e corroboranti 

viottoli selciati, dove si mesce la fulgente 

ardenza di animi buoni. Ferrara sei bella, 

sei la farfalla azzurra appoggiata 

su una bianca corolla, starti accanto 

è stare accanto a un vecchio sogno.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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