Piume di cristallo

scaldano petali d’aquiloni,

s’adagiano fra lenzuola di colori,

accartocciano pannocchie d’alba,

asfaltano timidi zigomi di grano.


Calligrafia di luce s’increspa,

ricama l’aritmetica del silenzio,

una farfalla scheggiata di marea

annusa un bacio di piume di cristallo:

nevica d’azzurro l’infinito immago. 
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Tra la folla
seguendo passi silenziosi
ascoltando il tempo
ho alzato ancora gli occhi
sfiorando l’idea
di chi ha dato il verde
al cielo
nelle tue mani
ho stretto il desiderio
di alzarmi in verticale
proprio come loro
e non aver paura
costruendo il tuo spazio
dentro ilo mio
respirando quanto anima e cuore
potevano suggerire
ancora immaginazione
ancora bellezza
in quel verde
che poteva
e doveva
donare libertà
in verticale
senza fili
senza scale

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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C’è un temporale in corso in città

esci a prendere una boccata d’aria

e qualche secchiata d’acqua gelata

il mendicante con l’ombrello non fiata

ma tende la mano, vedi che ha l’orticaria

l’ha preso raccogliendo margherite e lillà.



Il rullante del cielo è in gran forma

picchia duro sulle casse, sembra un concerto

non un acquazzone notturno, batti le mani

a tempo, sarà pure una notte da cani

ma è così che ti piace stare all’aperto

bastian contrario e fuori da ogni norma.



Hai il cuore di una pozzanghera, esisti

solo quando fuori si scatena la bufera

c’è calma piatta nelle giornate di sole.

L’alba è già dietro le nubi, le tue parole

non le ascolta nessuno, la cerniera

del tempo è chiusa, ma ancora resisti.



La città si risveglia, puoi fare colazione

comprare il giornale e gettarlo nel cestino

dell’immondizia senza averlo neanche letto

sbirciare da una vetrina il tuo aspetto

magari chiedere una canna a un postino

e ordinare il caffè al bar della stazione.



Forse lo fai per gioco o per dispetto

ti piace vagare sotto la pioggia battente

per riordinare le idee e tornare al passato

con la mente, ma ora lo sai, ciò che è stato

non torna, e se il futuro è una lente

sfocata, non c’è pace sotto questo tetto.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Verrà giorno,
in cui la bella Italia soccomberà
per volontà di onorevoli persone;
non avrà più rispetto e dignità
e l’alto prezzo sarà l’abiezione.
 
Di tanta distruzione sono rei
loschi politicanti e immondi farisei,
tutti quei cittadini indifferenti,
irresponsabili ed acquiescenti;
 
tutti i vili che possono e non fanno,
ma, pur sofferenti, attendono, inerti,
i tempi, che saranno bui e incerti,
non pensando così al grave danno.
 
I capi, che del popolo sono reggitori,
in discordia tra loro sempre stanno
non per comune bene, ma da rapinatori
imbottiscono il portafoglio senz’affanno.
 
La corsa al denaro è l’unica fatica,
così rubano per sé e per l’amica;
è solo tornaconto il loro governare,
non rispettano le leggi, né i valori,
né della Giustizia i fondamenti;
sono indegni i loro comportamenti,
ma passano per “nobili signori”
mentre il popolo si lascia denudare.
 
L’Italia oggi è caduta in servitù
e questo, purtroppo, è l’alto prezzo,
che degli annosi governi del ribrezzo
ogni cittadino pagherà quaggiù.
 
 
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Eppure è estate !
E intanto piove,
e un languore strano
mi attraversa, poi m’abbatte:
     il pianto della pioggia, non ha ragione…
…è senza ragione!
Ahi! La noia del mio cuore,
né amore, né odio,
nessun pensiero verticale,
  nessuna quantica sensualità.
    Oh, mio annoiato cuore...
…il (no) orizzontale della pioggia!

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Profilo Autore: Hera  

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I tuoi occhi mi leggono dentro.
La tua mente coglie
le mie emozione
accarezzando la mia.
Senti la mia anima in burrasca.
Delicatamente
plachi i miei marosi
accogliendo gli impeti miei
come spiaggia sabbiosa
con le onde del mare calmo.
E mi riporti alla realtà
Fatta delle tue
delicate attenzioni
della tua dolce presenza.
E cresce il sentimento
Si infuoca la passione.
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Profilo Autore: Luca18  

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È notte fonda e sono qui
che ti osservo e ti spio
sfiatato dai vani clamori dell'estate
svuotato nel lucido ricordo di un addio
Sono solo e sono qui
esploro un coniugare
l'essenza di un verbo sconosciuto...
con il respiro rapito
immagino
i gesti morbidi
e sinuosi dei tuoi fianchi
nelle frenesie dell'amore.
È notte fonda e sono qui
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Profilo Autore: alec18marzo  

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Sei fugace estate,
estasiata nelle tue braccia,
nelle tue acque di sirena
nei tuoi echi sovrani.
Fugace come un tramonto
e onda che scorre,
un respiro d'amore.

Ti sfiorano le mie dita
nel mare e con lui giocano
come fanciulli.
I tuoi canti forti
le tue notti insonni,
troppo breve il tuo viaggio,
troppo scarne le parole.
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Profilo Autore: RosaTutino  

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Non ho il pudore di nascondere le emozioni, 

Le provo e le gusto  
Come un bimbo col primo gelato 

le vivo 
Come un marinaio in una burrasca. 

Barcollo come un ubriaco
Per il dolce sapore del tuo bacio.

E continuo a 
desiderare te,
la tua mente  
la tua carne 

oggi, ancora di più. 
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Profilo Autore: Luca18  

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L'attrice scendendo dalla bicicletta si coprirebbe un po' il viso

con la sua vecchia racchetta da tennis

per fare di quell'ombra bizzarra un cesto traforato

dal quale lasciar cadere le rose del campo, e il tramonto,

e chissà cos'altro di lontanissimo giallo.  Un improvviso

pensiero triste - recita la parola - oppure un filo sottile di vita

che sale nel resto del fumo.




Risultati immagini per giorgio morandi natura morta 1929

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Il gelo mi trafigge
spaesata, costretta dal cielo
a lottare per la mia incolumità.
Ho visto occhi pieni di tempeste
ma ho corso tra correnti impetuose,
un raggio trafigge lo spesso muro
che il tuo cuore di sassi e piume 
ha ammassato come scogliere.
Di lacrime e polvere mi macchio,
ma non ho peccato. Non vi è
nulla di più sincero di un amore
sponteneo. 
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Profilo Autore: Annalena  

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Ricerca ostinata dell'essere

Ferito d'estasi

Braccato, corre, fugge e mai

S'arrende!

È l'urlo poeta che lacera

Catene dal nudo corpo in

Brandelli la carne sull'altare

Della vergogna nell'ombra

D'ogni uomo giace in

Indifferente apparenza, attesa.

Conquista dell'essere

All'orizzonte notturno

Invisibile costa, oltre il

Mare danzante nella

Mattutina ebrezza.

Idee, suoni, immagini e

Totale scontro sulla roccia

Scoglio dell'ignoranza, un

Cervello cinto disperso migra

Verso nuovi mari del Nord,

Un mercante d'animi su la

Sacra onda d'incertezza.

Così la creativa notte

Si spegne, e termina

In un malinconico oblio.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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Silente, seduto sul mio verone
miravo il cielo azzurro e terso,
ascoltando un’antica canzone.
Mentre scrivevo qualche verso
e leggevo per diletto alcune fole
all’ombra del rutilante sole
un passero dal piumaggio bianco:
un niveo diamante mandarino,
planando, si posò vicino a me;
con eleganza da vero saltimbanco,
senza timore e tanto birichino,
passò qua e là fintanto che
io, sorpreso della sua baldanza,
nonché della sua bella contradanza
con l’indice gli sfiorai la testolina,
il dorso e pure la morbida codina.
Il passero col becco dolcemente
lambì del mio dito il polpastrello
e, vibrando il suo soffice mantello,
il messaggio fu per me eloquente.
Poi, saltellando, visitò la stanza
sempre con la stessa stravaganza
ed io gli offrii briciole di pane
vicino ad una pianta di begonia,
frantumate non da me lontane,
che beccò con giusta parsimonia,
propria di quasi tutti gli animali.
Indi, dimenando il capo e le sue ali,
il candido augellin riprese il volo
e, adagiatosi un poco su un piolo,
emise un canto di ringraziamento,
essendosi sentito a suo bell’agio.
Quel dì io trassi lena dall’evento,
obliando in parte il mio disagio,
che il Fato impose al mio tramonto
e pure all’alba volle un alto acconto.






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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

Questo autore ha pubblicato 82 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

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Profilo Autore: sasha  

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Ci ho messo tanto ma c’è l’ho fatta

mi dicono che sei alla frutta

io invece sono già al caffè

la cena sta per finire, era per tre

ma uno non si è presentato

al cancello della tentazione.



L’hanno visto in stazione

è vecchio, ma in buono stato

ti manda i suoi saluti e si scusa.

Ora tornerà a casa dicono

il biglietto è scaduto, l’avvisa

il controllore, ci sono

cento euro da versare

sul conto degli uomini in divisa.



Parli e mi viene da pensare

a quando ero io quello che fuggiva

il più veloce possibile da te.

Il cuore però non mentiva

non potevo stare lontano da me.



Chi ha preparato la cena

è una strega, l’intruglio

è una pozione d’amore, la scena

sa di farsa, c’è un miscuglio

di ricordi inventati di sana pianta.



Non è stato amore, canta

Angelina, solo un brutto sogno

di un pomeriggio d’estate.

Quando sto per darle un pugno

mi fermi, ma credi ancora alle fate?



Guardati intorno, qui non c’è il mare

e la strada che porta in città

è chiusa. Siamo i soli a restare

lontani un miglio dalla verità,

per tutti la messa è finita.



Perché non facciamo una gita

ti chiedo, c’è un posto che è nostro

non è una memoria sbagliata

o solo un fiume d’inchiostro

almeno per finire in bellezza.



Il vento è lieve come una brezza

ma il sogno sta per finire

il risveglio è imminente

sarà dolce, servirà a lenire

le ferite del cuore e della mente.
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Profilo Autore: mybackpages  

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