Il dialogo interrotto
è il solo appuntamento
che al nostro amore resta.
Hai tradito ogni ritorno…
…e sei lontano!
Ogni bagliore è per noi un’ombra
Ogni bagliore è per noi un’ombra
ogni ritrovamento è solo perdita.
Sono ormai,
corpo insensato
corpo insensato
che penosamente si trascina,
… albatros,
con le su ali a terra
… albatros,
con le su ali a terra
immemore del bianco volo,
ma memore... purissimamente memore!
Se non fossi, io, dorata icona,
si potrebbe ora, scorgere ... l’esilio!

16 commenti
L'alba
porta l'eco dei tuoi baci,
mi sveglia,
suona splendente
più d'astro che sorge...
percorro i sentieri dei ricordi
che svolazzano incessantemente
davanti agli occhi miei.
Quel sapore di sogni arruffati
che vibrano dentro l'anima
m'immergono nel magico calore
della liquida carezza dei tuoi occhi,
nel sospiro della tua voce.
Mi torna il tuo silenzio caldo
che penetra l'ombra della notte
e abbraccia il mio corpo strettamente
a smorzare il respiro...
ebbra del tuo amore
ma mai sazia di te
mi stringo al tuo petto
per riempirmi il cuore del tuo
nel fiato vermiglio dei giorni a venire.
Come il mare d’inverno
che pur essendo immenso,
nessuno lo osserva.
Come il mare d’inverno
che esprime nostalgia e malinconia.
Come il mare d’inverno
che non trova più un’alba
ed un tramonto adatto a lui ….
…. così tu sei.
Lo so.
So quante salite
e quante discese
hai dovuto affrontare.
So quanti divieti
e quanti no,
hai dovuto stare a sentire.
Ma ora ci sono io.
Sarò il faro del mare d’inverno …
Ti illuminerò la strada.
Sarò solida, piantata a terra
e con la testa sulle spalle.
Conoscerai la mia fedeltà.
E non permetterò a nessuna nave
di naufragare dentro di te.
E poi verrà l’estate
che ti ritingerà
di un azzurro brillante.
Sarà per te più che entusiasmante.
Sarà come conoscere un colore nuovo,
mai visto prima.
E le tue onde esprimeranno sentimenti,
accarezzandomi dolcemente
e timidamente
come solo tu
sei in grado di fare!
che pur essendo immenso,
nessuno lo osserva.
Come il mare d’inverno
che esprime nostalgia e malinconia.
Come il mare d’inverno
che non trova più un’alba
ed un tramonto adatto a lui ….
…. così tu sei.
Lo so.
So quante salite
e quante discese
hai dovuto affrontare.
So quanti divieti
e quanti no,
hai dovuto stare a sentire.
Ma ora ci sono io.
Sarò il faro del mare d’inverno …
Ti illuminerò la strada.
Sarò solida, piantata a terra
e con la testa sulle spalle.
Conoscerai la mia fedeltà.
E non permetterò a nessuna nave
di naufragare dentro di te.
E poi verrà l’estate
che ti ritingerà
di un azzurro brillante.
Sarà per te più che entusiasmante.
Sarà come conoscere un colore nuovo,
mai visto prima.
E le tue onde esprimeranno sentimenti,
accarezzandomi dolcemente
e timidamente
come solo tu
sei in grado di fare!
Viene un po' da piangere a pensare al mio paese,
A pensare alla verità, a quanto non mi dispiace,
È certamente malinconia,
Non vero sentimento,
Ma solcando vecchie strade
Son giunto a paesini dimenticati,
Con propria vita, certo, ma lontani,
Da brughiere, e verdi plaghe circondati.
Seppur il primo pensiero
Fosse stato intorno alla straziante povertà,
Mi son poi ricreduto,
Giacché poveri le genti non sono
Anzi son più ricchi, ricchi d'umiltà.
Perché quando un passo leggero
Echeggia per le storte contrade,
Tra case rifatte, e vecchie,
S'avverte alle finestre,
Dietro tende socchiuse,
Uno sguardo di lume,
Mentre in ampi giardini
Giocano piccole grida:
Forse due, tre amichetti,
Non vi son altri bambini,
In così stretti paesi
Eppur si divertono
Pochi i giocattoli permessi,
Mentre qualche cane abbaia
Al passeggio, lo sguardo mio si posa,
Da parte a parte, da oggetto a oggetto:
Non v'è nulla di sublime e ideale
Qui dentro,
Eppur si muovono
in ambigue emozioni, intense e reali,
Soprattutto alla vista di un'anatra di peluche,
A cui a un certo bimbo certamente sta cara,
Immobile e sospesa, al davanzale di una finestra,
Illuminata dall'ultimo sole,
Che mamma preziosa
Quel pargoletto possiede,
A usare il suo tempo
Per lavare l'anatra finta,
E lasciarla asciugare al sole
E al vespertino vento.
A pensare alla verità, a quanto non mi dispiace,
È certamente malinconia,
Non vero sentimento,
Ma solcando vecchie strade
Son giunto a paesini dimenticati,
Con propria vita, certo, ma lontani,
Da brughiere, e verdi plaghe circondati.
Seppur il primo pensiero
Fosse stato intorno alla straziante povertà,
Mi son poi ricreduto,
Giacché poveri le genti non sono
Anzi son più ricchi, ricchi d'umiltà.
Perché quando un passo leggero
Echeggia per le storte contrade,
Tra case rifatte, e vecchie,
S'avverte alle finestre,
Dietro tende socchiuse,
Uno sguardo di lume,
Mentre in ampi giardini
Giocano piccole grida:
Forse due, tre amichetti,
Non vi son altri bambini,
In così stretti paesi
Eppur si divertono
Pochi i giocattoli permessi,
Mentre qualche cane abbaia
Al passeggio, lo sguardo mio si posa,
Da parte a parte, da oggetto a oggetto:
Non v'è nulla di sublime e ideale
Qui dentro,
Eppur si muovono
in ambigue emozioni, intense e reali,
Soprattutto alla vista di un'anatra di peluche,
A cui a un certo bimbo certamente sta cara,
Immobile e sospesa, al davanzale di una finestra,
Illuminata dall'ultimo sole,
Che mamma preziosa
Quel pargoletto possiede,
A usare il suo tempo
Per lavare l'anatra finta,
E lasciarla asciugare al sole
E al vespertino vento.
Sei spina nel fianco, ora rosa appassita,
poi orchidea preziosa, luce e buio,
stordimento e peccato, tormento
silente o gridato dei miei versi.
Se tu sei il cuore in tumulto,
io sono il nucleo che fonde al contatto
della tua pelle,se sei la pioggia
mi farò pozzanghera per raccoglierti.
Sei marea nei giorni di luna piena
granello di sabbia nelle notti d’inverno
arcobaleno tra le nubi e il sole
fitta al cuore, se penso l’amore
Caldo respiro, se mi tendi la mano.
Se sei sangue delle mie vene
ti nasconderò le rotte del cuore,
se sei il fiato che mi tiene in vita
t’inspirerò, mi unirò all’ultimo
sussurro del tuo cielo al tramonto.
poi orchidea preziosa, luce e buio,
stordimento e peccato, tormento
silente o gridato dei miei versi.
Se tu sei il cuore in tumulto,
io sono il nucleo che fonde al contatto
della tua pelle,se sei la pioggia
mi farò pozzanghera per raccoglierti.
Sei marea nei giorni di luna piena
granello di sabbia nelle notti d’inverno
arcobaleno tra le nubi e il sole
fitta al cuore, se penso l’amore
Caldo respiro, se mi tendi la mano.
Se sei sangue delle mie vene
ti nasconderò le rotte del cuore,
se sei il fiato che mi tiene in vita
t’inspirerò, mi unirò all’ultimo
sussurro del tuo cielo al tramonto.
Parcheggio l’anima
fra briciole di rondini in volo
ed un rossetto di cielo s’inalba,
s’inabissa in capriole di foglie.
Minestre di nuvole tinteggiano
lo scricchiolio d’un temporale lontano
ed io inzuppo d’azzurro l’anima
fra gli scantinati del silenzio illuminati.
fra briciole di rondini in volo
ed un rossetto di cielo s’inalba,
s’inabissa in capriole di foglie.
Minestre di nuvole tinteggiano
lo scricchiolio d’un temporale lontano
ed io inzuppo d’azzurro l’anima
fra gli scantinati del silenzio illuminati.
Saggia luna collimami ancora
dolce alleluia d’eterea opra
roseto asperso, fiocchi di sospiri
a corona d’antichi pensieri.
Dal cuore allontana cadaveri
impotenti rantoli, fusi avari
all’io fiacco mia caverna scura
ansante albeggio di malia pura.
Stelle disegna, pelle di soave
planato sentiero lungo ere cave
echi allevati d’indole cinerea.
Odi fiocca, lapilli corvi d’alma
fuggiaschi estri d’alare stigma
sorvola pianti argentei di notte.
Candido sfiora tenero amore
tu sai dov’io ho schiuso il cuore.
Sei... poeta,
il grande fiume che ti brilla accanto;
il grande fiume che ti brilla accanto;
gli Dei ti han mandato il dolce incanto
e tu, sorridi ad esso.
La sua poesia è acqua scorre...
... zampillano i tuoi versi come le fresche fonti
... zampillano i tuoi versi come le fresche fonti
che i ruscelli fanno cantar.
Sei... come il tuo fiume,
ora lento, ora impetuoso...
ora lento, ora impetuoso...
… scorri da sempre!
Da sempre in viaggio,
oltre la foce,
oltre la foce,
oltre, ed oltre ancora.
A cercar magia ed agile parola
che dia eternità ad ogni cosa vana...
... a moltiplicar l’incanto, che da ogni cosa emana!

Devo lasciarti andar via,
allentare le maglie appiccicose
della mia inutile ragnatela,
e non oppormi
al triste
soffio
che
ci staccherà
dal ramo del melo
per lasciarci cadere
un pochino più giù.
Tu, con le tue ali,
volerai lontana
dalla fragilità
del bozzolo,
mentre io,
con caparbietà,
risalirò per il vuoto
che non si può riempire
con la trama e l'intreccio.
Non è la brevità della vita
il vero problema
del ragno,
è che lui
la felicità
non la vede,
gli ronza attorno.
Il vento finì la corsa sotto il frutto d'un gambo di calla,
ma non discese nessuno. Soltanto andavano
in su e in giù come su una passerella delle farfalle,
almeno un paio le classificai.
Accanto alla pianta una madama
muoveva il ventaglio per respingere il canto
delle cicale. Poi una delle tante lasciò cadere a terra
la vecchia gondola della sua giovinezza.
Mi ero promesso di non cercarti più
credevo di aver imparato la lezione
io povero illuso in cerca di blu
non ho ascoltato la ragione .
Sta già passando ma restano i lividi
di un coglione che cercava i brividi,
Sta già passando ma riaffiorerai
maledetta fragilità che non mi abbandonerà mai.
Avevo scritto sul calendario Stop
non vuole , ha paura d'amare
volta pagina , non ricaderci no !!!!
Invece sono sul precipizio a tremare.
Sta già passando come le estati e gli inverni
ma sulla pelle ho ancora ombre e segni ,
Stà già passando ma tornerai
quando sarà tardi ormai
per il maledetto tuo orgoglio
e io ti dirò " non ti voglio " .
credevo di aver imparato la lezione
io povero illuso in cerca di blu
non ho ascoltato la ragione .
Sta già passando ma restano i lividi
di un coglione che cercava i brividi,
Sta già passando ma riaffiorerai
maledetta fragilità che non mi abbandonerà mai.
Avevo scritto sul calendario Stop
non vuole , ha paura d'amare
volta pagina , non ricaderci no !!!!
Invece sono sul precipizio a tremare.
Sta già passando come le estati e gli inverni
ma sulla pelle ho ancora ombre e segni ,
Stà già passando ma tornerai
quando sarà tardi ormai
per il maledetto tuo orgoglio
e io ti dirò " non ti voglio " .
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
se riamaniamo dietro ai vetri a dar consigli
ed i sogni scivolano dalle mani senza stringerli
come fossimo addormentati mentre chi ci vuole male
è sveglio e non ha intenzione di farsi perdonare
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
L’odio come un’onda si spinge al confine
ribalta il gommone decreta la fine
di tutta l’umanità e non cadono le bombe
ma siamo noi micce accese nel buio dall’ostilità
Di cosa sono fatti i sogni due decenni che non si sa
qui si vive nelle paure si scambiano i bisogni con le velleità
C’è un primo ed un secondo grado, ma è il degrado
che sentenza la pena dell’umanità
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
hai trovato risposte perché io non ne ho…
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
se riamaniamo dietro ai vetri a dar consigli
ed i sogni scivolano dalle mani senza stringerli
come fossimo addormentati mentre chi ci vuole male
è sveglio e non ha intenzione di farsi perdonare
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
L’odio come un’onda si spinge al confine
ribalta il gommone decreta la fine
di tutta l’umanità e non cadono le bombe
ma siamo noi micce accese nel buio dall’ostilità
Di cosa sono fatti i sogni due decenni che non si sa
qui si vive nelle paure si scambiano i bisogni con le velleità
C’è un primo ed un secondo grado, ma è il degrado
che sentenza la pena dell’umanità
Di cosa ci si può incolpare ogni giorno
se sta cambiando sempre in peggio questo mondo
hai trovato risposte perché io non ne ho…
È l’amore che non cerco che non do
È l’amore che non cerco che non do
Ti ho lasciato dormire
sembravi leggero
sembravi lievitare sul divano
i piedi composti verso l’alto
sognavano salite
le curve ampie dei tuoi occhi chiusi
deponevano pezzi di sole
lontano da me.
Il tuo respiro
quasi inesistente
mi emozionava
come se tu fossi lontano dalla tua pelle
come se potessi non tornare mai più.
Ti ho scritto una mail
piena di terrore
per non disturbarti...
Immagine Renato Guttuso
sembravi leggero
sembravi lievitare sul divano
i piedi composti verso l’alto
sognavano salite
le curve ampie dei tuoi occhi chiusi
deponevano pezzi di sole
lontano da me.
Il tuo respiro
quasi inesistente
mi emozionava
come se tu fossi lontano dalla tua pelle
come se potessi non tornare mai più.
Ti ho scritto una mail
piena di terrore
per non disturbarti...
Immagine Renato Guttuso
E ti sei fatto notte
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.
sparpagliando l'Inverno sui miei fianchi
ansioso di petali di papaveri
sulle mie labbra.
Nell'illusione ti porto con me nei miei sogni
fino a divenire essenza fruttata e soave
della Primavera.
Sospeso è il sogno
nell'attimo che apro gli occhi
svanisce e si frantuma in cerchi d'acqua
torna nube lasciando poche
armonie distratte.
Divelta apro la finestra
un vento tiepido mi desta.
Sei tu all'angolo del letto
con tuoi occhi verdi screziati
ed io come neve al sole mi sciolgo
mentre scrivo e tu mi scrivi dentro l'Estate.













