Il mendicante che ha bussato alle porte del cielo
è stato respinto, è da un po’ che non c’è più posto
l’ultimo è stato venduto su ebay tempo fa.
I bagarini però girano intorno al paradiso
gli angeli stanno barando, è tutto confuso
ma i biglietti del giudizio universale sono qua
disponibili a buon mercato, al costo
di un appartamento dalle parti del polo.
La notizia gira già sui giornali, le talpe
sono state sguinzagliate, un uomo potente
è morto o forse si è dimesso, nessuno
sa chi è, nemmeno il suo successore.
Romeo è partito col raffreddore
Giulietta è rimasta con qualcuno
di speciale, la pasta è ancora al dente
ora sta girando per casa senza scarpe.
La squadra di governo è stata completata
Marte va allo spettacolo e Nettuno
è il ministro della guerra, il portavoce
della nazione è Mercurio, dice che va tutto bene
ci saranno più effetti speciali nelle scene
dei film d’azione e le navi della pace
saranno più sicure. Polifemo è nessuno
e la magia di Circe è stata disinnescata.
Ti sei persa nella nebbia di questa mattina
ti hanno vista girovagare intorno al lago
e pure fare il bagno senza vestiti
il cellulare è spento ma in questo posto
è sempre così, in frigo c’è ancora il pasto
di ieri, i tuoi muscoli sono scolpiti
quando tornerai ricorda che il mago
è andato alla polizia a denunciare una rapina.
La giuria non è stata molto carina
dieci anni di prigione sono troppi per una truffa
e un po’ di cocaina trovata sotto il naso.
Ti sto aspettando sulla porta di casa
prima o poi tornerai con un vaso
tutto nuovo, la tua stanza odora di muffa
perché ho lasciato tutto com’era piccina.
è stato respinto, è da un po’ che non c’è più posto
l’ultimo è stato venduto su ebay tempo fa.
I bagarini però girano intorno al paradiso
gli angeli stanno barando, è tutto confuso
ma i biglietti del giudizio universale sono qua
disponibili a buon mercato, al costo
di un appartamento dalle parti del polo.
La notizia gira già sui giornali, le talpe
sono state sguinzagliate, un uomo potente
è morto o forse si è dimesso, nessuno
sa chi è, nemmeno il suo successore.
Romeo è partito col raffreddore
Giulietta è rimasta con qualcuno
di speciale, la pasta è ancora al dente
ora sta girando per casa senza scarpe.
La squadra di governo è stata completata
Marte va allo spettacolo e Nettuno
è il ministro della guerra, il portavoce
della nazione è Mercurio, dice che va tutto bene
ci saranno più effetti speciali nelle scene
dei film d’azione e le navi della pace
saranno più sicure. Polifemo è nessuno
e la magia di Circe è stata disinnescata.
Ti sei persa nella nebbia di questa mattina
ti hanno vista girovagare intorno al lago
e pure fare il bagno senza vestiti
il cellulare è spento ma in questo posto
è sempre così, in frigo c’è ancora il pasto
di ieri, i tuoi muscoli sono scolpiti
quando tornerai ricorda che il mago
è andato alla polizia a denunciare una rapina.
La giuria non è stata molto carina
dieci anni di prigione sono troppi per una truffa
e un po’ di cocaina trovata sotto il naso.
Ti sto aspettando sulla porta di casa
prima o poi tornerai con un vaso
tutto nuovo, la tua stanza odora di muffa
perché ho lasciato tutto com’era piccina.
2 commenti
Sparita,
ier l'altro t'ho incontrata,
sfiorita, consumata,
da non sembrare tu.
E' l'usura della vita
che cambia i connotati
confondendoti il passato
che chiaro non è più.
Un istante solamente
e la mente ha realizzato.
Lungamente t'ho abbracciato.
Frastornata, balbettando,
m'hai detto: come poi,
com'è stato, come quando,
che, se fu, fu come allora,
lui, l'altro, io ancora!
Tante cose, l'emozione,
una grande confusione,
non capivi niente più.
Non sapevi cosa dire,
e per questo t'ho bloccato
pur volendoti sentire.
Non volendo m'hai baciato
e col volto un po' bagnato
all'istante m'hai lasciato,
come nulla fosse stato
e non t'ho vista più.
ier l'altro t'ho incontrata,
sfiorita, consumata,
da non sembrare tu.
E' l'usura della vita
che cambia i connotati
confondendoti il passato
che chiaro non è più.
Un istante solamente
e la mente ha realizzato.
Lungamente t'ho abbracciato.
Frastornata, balbettando,
m'hai detto: come poi,
com'è stato, come quando,
che, se fu, fu come allora,
lui, l'altro, io ancora!
Tante cose, l'emozione,
una grande confusione,
non capivi niente più.
Non sapevi cosa dire,
e per questo t'ho bloccato
pur volendoti sentire.
Non volendo m'hai baciato
e col volto un po' bagnato
all'istante m'hai lasciato,
come nulla fosse stato
e non t'ho vista più.
Amo…
quell’originario, primigenio
atto del pensiero,
scisso e separato,
tenuto libero da qualsiasi esame
o retto giudizio:
… l’atto del fantasticare!
In esso, sgorgo l’archetipo salvifico
del piacere più sensuale ;
l’immensa oasi del sogno
in cui il desiderio vince, prende forma,
senza falsa inibizione.
E procede quieta la realtà
fino ad incontrare L’Arte…
…dolce sentiero di pura verità,
in cui la storia inconscia, inesorabile riemerge
a celebrar l’originale rito
del sacro godimento.
Mai sia!
NOn sopraggiunga la stanchezza
a indebolir la fantasia,
tenero infantile giuoco
del sognare ad occhi aperti .
… dove il principio del "piacere" è redenzione,
… dove il principio del "piacere" è redenzione,
eroismo dell'essere … Aurora!

cerco la tua faccia in ogni fotografia
e sbiadisce il segno lasciato da ogni vecchia nostalgia,
abbraccio di nuovo questo agrodolce sentimento
eliminando del passato le ferite che ho dentro.
Ed è grazie a te se trovo il respiro,
guardo un po' avanti ed è lungo il cammino,
ma adesso che sei qui è di nuovo rosa la mia alba
e non è più la luna,ma il tuo sole che mi abbaglia.
e sbiadisce il segno lasciato da ogni vecchia nostalgia,
abbraccio di nuovo questo agrodolce sentimento
eliminando del passato le ferite che ho dentro.
Ed è grazie a te se trovo il respiro,
guardo un po' avanti ed è lungo il cammino,
ma adesso che sei qui è di nuovo rosa la mia alba
e non è più la luna,ma il tuo sole che mi abbaglia.
L’orizzonte ha perso
la sua peculiarità d’essere linea
L’hanno preso in prestito i poeti,
uno ci ha impresso nella sua lingua
pensieri che non si vedono
sul dizionario non ho trovato corrispondenze
ma tamburi sul silenzio, battono
S’è increspato il limite della baia,
forse sa scavalcare il mondo
quella voce - penetra fitta e rimane oltre il tempo
Mi ricorda quando tu sillabi piano
e mi cadi addosso
come seta, come slavina
mi fai vasta
da capo nord alla terra del fuoco
la sua peculiarità d’essere linea
L’hanno preso in prestito i poeti,
uno ci ha impresso nella sua lingua
pensieri che non si vedono
sul dizionario non ho trovato corrispondenze
ma tamburi sul silenzio, battono
S’è increspato il limite della baia,
forse sa scavalcare il mondo
quella voce - penetra fitta e rimane oltre il tempo
Mi ricorda quando tu sillabi piano
e mi cadi addosso
come seta, come slavina
mi fai vasta
da capo nord alla terra del fuoco
troppo, imperversa
su ogni pensiero
che non vuole
comprendere
fin dove il male
si diffonde
fin dove arriva
ad intaccare il cuore
che si riversa
lacrimando
ogni volta
nel suo mare
tempestoso
non capito
neanche quando
si dispera e piange
nel chiedere aiuto
che mai dall'uomo avrà
ma da Dio sì
O, giovane amante!
Prua dei miei sogni più graziosi!
Sappi che mi è capitato di
Pensare a te oggi, sì proprio
A te, e non nel modo banale
Dei nostri incontri, ma in modo nuovo.
Già, pensavo alle tue calze,
Al tuo piedino gelato, al
Neo piccolo accanto all'alluce,
E ti ho vista leggera, oltre
Il fumo di sigaretta sulle
Minute dita sospese, il calore
Del tuo viso sul petto, ma più
Di tutti il tuo sorriso sentivo,
Sì, lo sentivo, giacché solo
Vederlo sarebbe peccato.
Hai il sorriso più bello di tutti,
Che bello conservarlo nella tasca
E mai più lasciarlo andare.
Prua dei miei sogni più graziosi!
Sappi che mi è capitato di
Pensare a te oggi, sì proprio
A te, e non nel modo banale
Dei nostri incontri, ma in modo nuovo.
Già, pensavo alle tue calze,
Al tuo piedino gelato, al
Neo piccolo accanto all'alluce,
E ti ho vista leggera, oltre
Il fumo di sigaretta sulle
Minute dita sospese, il calore
Del tuo viso sul petto, ma più
Di tutti il tuo sorriso sentivo,
Sì, lo sentivo, giacché solo
Vederlo sarebbe peccato.
Hai il sorriso più bello di tutti,
Che bello conservarlo nella tasca
E mai più lasciarlo andare.
Ho stipulato un patto
con la mia penna,
rimane salda al tatto
come alla slitta una renna
Con essa sono sempre a contatto,
e quando il mio animo tentenna
lei m'infonde calore,
ridandomi vigore
e restituendomi colore
La impugno come una spada,
non me ne separo
qualsiasi cosa accada
La reggo come una pistola,
è un colpo che sparo
ogni mia singola parola
Rappresenta lo scettro
con cui allontano ogni mio spettro
con la mia penna,
rimane salda al tatto
come alla slitta una renna
Con essa sono sempre a contatto,
e quando il mio animo tentenna
lei m'infonde calore,
ridandomi vigore
e restituendomi colore
La impugno come una spada,
non me ne separo
qualsiasi cosa accada
La reggo come una pistola,
è un colpo che sparo
ogni mia singola parola
Rappresenta lo scettro
con cui allontano ogni mio spettro
ho capito che non sai come dirmi addio
ho capito che non sai come ci sto io
abbiamo imparato tante cose insieme
abbiamo dimenticato di volerci bene
ho capito che non sai andare avanti
ho capito che non so più inventarmi
un motivo per provare a stare insieme
due come noi, sapevano
volersi bene
non chiuderò la porta, non l'ho fatto mai
entrerà un pò di te, cosa importa,
prima ti respiravo
e se qualcosa di forte, ci riscalderà un domani
allora vuol dir che avremo dimenticato
chi amavamo
ho capito che non sai come dirmi addio
ho capito che non sai come ci sto io
abbiamo imparato tante cose insieme
ma abbiamo dimenticato cosa vuol dire
volersi bene
ho capito che non sai come ci sto io
abbiamo imparato tante cose insieme
abbiamo dimenticato di volerci bene
ho capito che non sai andare avanti
ho capito che non so più inventarmi
un motivo per provare a stare insieme
due come noi, sapevano
volersi bene
non chiuderò la porta, non l'ho fatto mai
entrerà un pò di te, cosa importa,
prima ti respiravo
e se qualcosa di forte, ci riscalderà un domani
allora vuol dir che avremo dimenticato
chi amavamo
ho capito che non sai come dirmi addio
ho capito che non sai come ci sto io
abbiamo imparato tante cose insieme
ma abbiamo dimenticato cosa vuol dire
volersi bene
Piange in silenzio l’alma ferita prigioniera in
corpo senza vita, grida in voce forte che vincerà
la morte.
Il giorno svanito, regna il buio di notte vestito,
copre arroganza e viltà, dando posto a pace e
serenità.
Con unghie affilate si aggrappa con forza alla
fede che a volte consola e ristora, in altre vacilla,
barcolla, lasciandola sola.
Riprende il bagaglio d’incertezze, continua il
il cammino d’ amarezze, tra mani incallite e
ginocchia sbucciate.
Guarda attraverso sbarre logore, arrugginite
un cielo terso, limpido, infinito che generosamente
le regala un sorriso!
Le ore del giorno
battono un tempo:
soltanto sciupìo di talento.
E' già il momento notturno;
luci mestamente soffuse;
riflessi pian piano appannati;
i muscoli progressivamente rilassati;
ore che battono piùlente,più stanche,
con tintinnìo sibillino;
un tempo cronicamente malato;
si accovaccia sul mio leggìo.
E ci si guarda con frequenza allo specchio:
risulta ogni giorno flaccido e incrinato.
battono un tempo:
soltanto sciupìo di talento.
E' già il momento notturno;
luci mestamente soffuse;
riflessi pian piano appannati;
i muscoli progressivamente rilassati;
ore che battono piùlente,più stanche,
con tintinnìo sibillino;
un tempo cronicamente malato;
si accovaccia sul mio leggìo.
E ci si guarda con frequenza allo specchio:
risulta ogni giorno flaccido e incrinato.
Hai oltrepassato quella porta
e con noncuranza sei andato via.
Mutata è la scena: vulcani d'ombra
senza fiato nel buio pesto delle ore
che scorrono lente.
E' tutto più scabro, più scarno ora
ma il conto non torna,
pare la calma dopo la tempesta
ma non è il mio pane
e neppure il vino che ora degusto.
Ho viaggiato nella tua incongruenza
ora la mia,
nel tuo umore altalenante,
ho scavalcato grossi massi coperti di muschio
tendendo sempre a scivolare.
Ancora scevra d'equilibrio
per l'immorale castigo della tua presenza...
e non ci sei.
“Ho sempre desiderato andarci” le disse. “Anche io” rispose lei. “Ci vada, al posto mio”
Generale inverno,
io non me ne accorgo
che l’estate sta per finire
e la stagione senza strade
inghiottirà le impronte
del milite ignoto.
Il tempo
da noi
sembra
un invito
a dimenticare-
e la citta, dalla collina,
ricorda una palla di vetro
che appena la scuoti
scende la neve.
Tre volte
la morte,
poi tre volte
la resurrezione,
e ancora San Giorgio
che lotta contro il drago,
e quelle troppe bandiere
che sventolano incuranti
come mille croci rosse
in campo bianco.
Io non lo so
se vorrò
essere
il prode
guerriero,
il piccolo uomo
che si fa mummia
nel vostro pantano:
ma intanto mi inchino,
poi decidetelo voi,
se preferite
pensare
ch’io stia
partendo,
che si fa mummia
nel vostro pantano:
ma intanto mi inchino,
poi decidetelo voi,
se preferite
pensare
ch’io stia
partendo,
o che io stia
di già tornando.
di già tornando.
Questo tempo di rannicchiamenti
nel buco nero di rapporti simbiotici
che uccidono donne e figli in volo
perché l’amore guarisce
e l’amore fa ammalare
questo senso inverso di letti orientati a nord
disfatti in pochi anni, e a volte in pochi giorni
questo tempo di naufragi
che non passa, questo tempo
di pillole per ogni evenienza
tra scorte di sogni, offese e ribellioni
dai confini immutati troppo esatti
forse finirà con la resa all’indicibile paura.
Questa gente arrivata da noi
per fame di cibo e libertà
o forse solo per invidia
questa gente così pazza, imprevedibile
che sembra si svegli un mattino
con la scure nello zaino come fosse un panino
questa gente pronta a mietere vite
che pianifica omicidi per stravolgere schemi
di una società svilita, lontana e più forte di loro.
Questa gente forse ci aiuterà a spegnere
la terribile indifferenza che ci strania
dal figlio adolescente
dal vicino di casa
dal vecchio che fruga nella spazzatura
dal disabile che ha percorsi impacciati
dal bimbo che si deposita come un pacco
dal cane che si scansa con un calcio.
Perché se l’odio accomuna movimenti giustizialisti
la paura ci accosta, ci stringe
stranamente ci ridona dignità
sentimenti di nuovo umani.
Solo per poco non siamo morti di indifferenza
nel lungo respiro della notte
ma ora tutto questo ci spinge
a nuove luci che stravolgono arroganti obiettivi
ripristina desideri di pace, perdono e coscienza
voglia di solidarietà
allegria per passi non più spaiati nel camminare
amore per un bosco ancora verde tra fiumi inquinati
e la voglia di indagare sul male scritto in oscuri libri
e poi tanta compassione per un mondo
che vive già spento e muore uccidendo...
Il vento è ciò che ricordo
fredde raffiche di tramontana
a febbraio e l’attesa
che sembra non finire mai.
Poi sei arrivata, come stai
parole di circostanza, c’è una chiesa
nelle vicinanze, non è lontana
ma è meglio un bar, sei d’accordo?
Poi accadde ciò che non era previsto
Ma che sarebbe successo spesso
Un bacio prima di fuggire a gambe levate
“ ho fretta scusa, non è estate”.
Ci rimango proprio come un fesso
fa niente mi dico, è solo un imprevisto.
Non è sempre andata così a occhio e croce
ti ho amata e sono stato ricambiato
quando mi hai deluso ti ho perdonata.
Ora che la nave è del tutto affondata
E il corso del tuo cuore è girato
ho trovato anch’io un po’ di pace.
Nulla può durare in eterno nemmeno l’amore
forse è stato solo sfortuna mi dico
o era proprio così che doveva andare.
Ogni volta che guardo il mare
rivedo il tuo sorriso e ti benedico
è grazie a te che ho imparato a volare.
La partita è ormai chiusa, hai detto
la distanza è incolmabile, tu non lo sai
ma il tempo delle rose è alle spalle
il cuore è scucito, il vento è in folle
ciò in cui ho creduto, ciò che pensai
è materia inerte, senza forma e aspetto.
I dadi sono stati lanciati, il destino
è sospeso, l’ora del giudizio s’avvicina
la sentenza di condanna è stata scritta.
Va bene così, la nostra casa è sfitta
ma le mura reggono ancora, la spina
è nel cuore, c’è l’alba che fa capolino.
fredde raffiche di tramontana
a febbraio e l’attesa
che sembra non finire mai.
Poi sei arrivata, come stai
parole di circostanza, c’è una chiesa
nelle vicinanze, non è lontana
ma è meglio un bar, sei d’accordo?
Poi accadde ciò che non era previsto
Ma che sarebbe successo spesso
Un bacio prima di fuggire a gambe levate
“ ho fretta scusa, non è estate”.
Ci rimango proprio come un fesso
fa niente mi dico, è solo un imprevisto.
Non è sempre andata così a occhio e croce
ti ho amata e sono stato ricambiato
quando mi hai deluso ti ho perdonata.
Ora che la nave è del tutto affondata
E il corso del tuo cuore è girato
ho trovato anch’io un po’ di pace.
Nulla può durare in eterno nemmeno l’amore
forse è stato solo sfortuna mi dico
o era proprio così che doveva andare.
Ogni volta che guardo il mare
rivedo il tuo sorriso e ti benedico
è grazie a te che ho imparato a volare.
La partita è ormai chiusa, hai detto
la distanza è incolmabile, tu non lo sai
ma il tempo delle rose è alle spalle
il cuore è scucito, il vento è in folle
ciò in cui ho creduto, ciò che pensai
è materia inerte, senza forma e aspetto.
I dadi sono stati lanciati, il destino
è sospeso, l’ora del giudizio s’avvicina
la sentenza di condanna è stata scritta.
Va bene così, la nostra casa è sfitta
ma le mura reggono ancora, la spina
è nel cuore, c’è l’alba che fa capolino.












