T’aspetto,

lacrima di luce

germinato fior.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Vieni più vicino
con la purezza nel cuore
l’anima di un bambino
e il respiro all’unisono
d’un battito di cosmo .
Ascolta in silenzio
tra le stelle il vagito
primordiale inizio
tonante lampo d’esordio.
La vita di un dio uomo
palpito reo
d’un soffio d’amore
senz’eternità.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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QUANDO MI DAI LA TUA PICCOLA MANO

QUANDO MI GUARDI CON QUEGLI OCCHI

GRANDI E SINCERI

QUANTE COSE VORREI DIRTI

MA VOGLIO SOLTANTO SAPERTI VICINA

E CHE MUTA E SILENZIOSA

DI TANTO IN TANTO , MI STRIMGI LA MANO
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Profilo Autore: sossio  

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mi affaccerei sulla finestra del tuo cuore
se tu provassi ad amare questo nome,
e cadrei di nuovo combattuto e cedendo
nella stessa trappola e affascinante cervello,
il modo in cui le parole escono fuori di te,
quando gesticoli bevendo un caffe,
il tatuaggio nascosto sulla costola destra,
quando balli imbarazzato ad un'altra festa.
Io che ti guardo ad occhi aperti,
e tremano le gambe se non mi cerchi,
il meteo dice che fuori pioverà anche domani
ma tanto non esco se tu non mi chiami.
Ed è cosi strano,non ti accorgi se ti sono davanti,
ed il meteo aveva ragione;
mi piove dentro per quanto mi manchi.
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Profilo Autore: lorenzo  

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Forse un dì,
 tutto ci fù vero, più chiaro e bello.
Anche il cosmo era più fermo
e i passi eran sicuri.

Le stagioni erano
dolci promesse che ci portavan grano.
Gli antichi... erano con noi!

Ora... la pena, la pura dannazione,
il dubbio, la feroce delusione.
 Soli, andiam per i deserti.
   Io, che amo ugualmente…...disperatamente!
Ma che spenta miseria: 
né rivoluzioni, né canti,
né miti, né racconti.
Le letture apocalittiche
 rendono il cervello
un tormentoso demone.

Si certo!
 Chi riuscirà ad aver meno fiducia,
esser più dubbioso,
calcolare il meglio per sé
sarà modello, alle generazioni.

Anzi, sarà invidiato
per l'indolore prova,
immemore
   del senso “ tragico del mondo”
con cui era bello vivere…

Luce...eterno lume,
 giocoso e vittorioso dono!
 


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Profilo Autore: Hera  

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L'orizzonte si colora di rosso
nel silenzio della mattina.

Una coltre di nebbia
sospesa nell'aria.

La magia mattutina accompagna
la Domenica mattina


A pochi passi un'immensità di colori
dipingono la campagna.

Anche loro
attendono il sole.

Intanto l'icantesimo della Domenica mattina
prende vita.



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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Accendimi d’amore

e come un faro in riva al mare

vestimi d’alfabeti di stelle,

ricama perle di giglio sulla mia pelle.


Sei piuma di cuore incandescente,

tela di luna accoccolata nel silenzio.


Accendimi d’amore

e come risacca d’aquilone in volo

ferisci il bacio dei tuoi pensieri

e sarai geografia dei respiri miei.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Sono tornato ad amare il giorno
perché ho imparato a vivere la notte.
Con queste stelle
che sono i pochi spiccioli che ho in tasca.
Con questa noia,
la ragazza immaginaria col vestito blu
che all'orizzonte scuote il suo pezzo di cielo
rubato dalla vasca.
Qui il mare arriva a me e si taglia
come quando la carta
accarezza la lama delle forbici.
Guardo avanti.
O meglio, stavolta do le spalle all'infinito.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Ti vedo, ti osservo, ti odo 

e non te accorgi anima giovine, 

miro al tuo illibato volto, oltre semplici 

confini, attendo l'incontro 

dei nostri occhi curiosi 

e silvani, mentre suona allegre 

sinfonie il tuo canto, e s'animano 

le tue esili dita, si librano nell'aria 

nuova le tue mani ancor 

per poco bambine. Si tratta di uno 

spettacolo sincero e piccino 

sul palco del grande teatro, è affine 

ogni tuo sorriso alle distese 

spiagge d'estate, e la spuma 

del mare che avanza e si ritrae 

a brevi, leggeri spasmi del cuore, 

quando miro la luce diffusa dei tuoi denti 

il biancore. Da lontano di inafferrabili 

e morbide nubi hanno il sentore le tue 

migranti labbra carnose.

Vesti sobria i colori e i profumi della 

natura sicché pare tu celi il 

fiore sotto le insistenti e goffe 

altre verdure, ma nulla al mondo 

assomiglia ai tuoi petali graziosi, 

al labile stelo, nessuno conserva 

lo stesso ardore, sicché i gai bambini 

non ti calpestano, puerile attenzione

Prestano, forse ti osservano per poco 

imbarazzanti, ma non ti toccano 

nemmeno, impauriti, incuriositi 

dai tuoi movimenti al timido 

vento, dalle tue forme graziose 

e sincere, è sicuro un amore 

lontano, un amore inesplorato, 

un amore materno che a fragili 

gesti suona l'arpa della vita 

senza cure. Non temi l'inverno, 

nemmeno le nevi, sai pure che 

sotto metri e metri di nubi 

risplendi e giaci. Pur se non ti vedo e non 

ti odo più, ti vedo e ti odo oltre sbalzati 

recinti di ricordi. Abbiamo entrambi perduto 

un nobile amico: il tempo.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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'E vvote passo pe fesso e pe scemo overo.

Ogni cosa ca 'mme dicene ce crere.

Forse 'o ffaccio pe cummurità,

m'ammocche tanta strunzate e 'nquantità.

Già 'a guagljone, 'a dint'ê banche 'e scola,




'mme  dicevene:"guarda, 'o ciuccio vola."

J' 'o cercave 'o ciuccio guardanne 'ncielo

e cocche vvota, ma no sempe; giuro 'o vedevo!

Quanno mme sfottene j' m'arrisente spesso,

cerco 'e fa' assaje 'o furbo e poco 'o fesso.




Faccio finta ca 'o fatto nunn'é 'o mio,

ma comme sempe chillo strunziato so' semp'j'.

Quanno sente 'e stroppele 'e cierta ggente,

ce crere 'nu pucurillo o quase niente.

Rispongo saputiello:"vuò pazzia'!"




"ma quanta fessarie staje a cunta'."

Ma po' succere ca comme sempe ce crere,

pure si 'o fatto 'nun me pare tant'overo.

Allora mme sente comme a 'nu cuoppo allesse,

pecchè m'hanno fatto ancora fesso.




Vulesse essere cchiù furbo, ma 'nun riesco

e ll'ate mme passene ll'acqua cavera pe ffresca.

Ma 'nun me faccio fa' scemo c'ô mellone russo.

Llà voglio assaggia' e pruva' c'ô musso.

Ma siccome ca so' fesso presto 'o fianco,




accussì 'o mellone comme sempe jesce janco.

Sarrà forse 'nu scherzo d'ô destino,

ma avota, aggiro, passo sempe pe cretino.

Ma j' continuo a essere sincero e bbuono 'o stesso.

'Nun fa niente si pe ll'ate songo “o fesso”.

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Portami agli occhi
ancora acqua trasparente
lasciami andare
a veleggiare su di me
voglio solcare
tutti i miei mari
cavalcando tutte le onde
esplorando i fondali
voglio riconoscere
suoni e colori
ascoltando il vento
e la sua direzione

portami agli occhi
ancora il sapore che non ho
lasciami andare
a veleggiare su di me
voglio approdare
su tutte le spiagge
calando i miei sogni
in tutte le calette
voglio specchiarmi
voglio riconoscermi
in ogni blu



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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Davanzale, davanzale,
così piccolo, due vasi di peperoncini,
e una magnolia gigante dall'altra parte
da cui i velieri son salpati
carichi de gròpe d'ebano e de fén.
 
Voglion dire... voglion dire...
che le xe foglie anch'esse, povere due anime,
al pari del mi parón
e dei slàvi -
col vento i xe tornati indietro
coi pianti, i canti e le mani grosse de duróni.




Risultati immagini per nuestra america jose marti

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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QUANDO ME NE ANDRO’

NON CI SARA’ RICORDO PER ME
NON CI SARANNO PIU’ VOCI IN LONTANANZA 
SILENZI, POESIE DA LEGGERE
NON CI SARANNO PIU’ I TUOI OCCHI
A GUARDARMI, NE’ LA TUA VOCE  A
CONSOLARMI
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Profilo Autore: sossio  

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I lupi che avevano fame erano scesi in città

la prenotazione per la trattoria

da Nicola era stata confermata.

La cameriera aveva tratti da fata

e il cuoco metteva a tutti allegria

il venditore di rose stava sul chi va là.



La sorpresa fu che ordinarono vegetariano

il capo branco staccò un assegno

a tre zeri e pure la mancia fu generosa.

Il commercialista lasciò la sua sposa

in bagno per mostrare tutto il suo ingegno

ai clienti che salivano al primo piano.



La ragazza col fidanzato col codino

sembrava annoiata, già sapeva

che sarebbe stata scaricata

a pranzo finito. La sua sostituta

era un po' suonata, ma aveva

una sesta di reggiseno al mattino.



I due con la pistola non erano prenotati

dissero al proprietario che erano disposti

ad aspettare prima di rubare l’incasso.

I lupi si guardarono in faccia, era l’asso

che aspettavano, lasciarono i loro posti

e assalirono tutti insieme quei disperati.



Era carne a buon mercato, gratis o poco meno

avrebbero pure ricevuto un pubblico encomio

per avere salvato tutti gli altri clienti

Non ci furono assoluzioni, né pentimenti

la polizia arrivò tardi sul proscenio

ringraziò il branco e guardò l’arcobaleno.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Penso a te
che tieni in mano il mio mondo
ne fai ciò che vuoi
e io,stanco,scendo.
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Profilo Autore: lorenzo  

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