Hai oltrepassato quella porta
e con noncuranza sei andato via.
Mutata è la scena: vulcani d'ombra
senza fiato nel buio pesto delle ore
che scorrono lente.
E' tutto più scabro, più scarno ora
ma il conto non torna,
pare la calma dopo la tempesta
ma non è il mio pane
e neppure il vino che ora degusto.
Ho viaggiato nella tua incongruenza
ora la mia,
nel tuo umore altalenante,
ho scavalcato grossi massi coperti di muschio
tendendo sempre a scivolare.
Ancora scevra d'equilibrio
per l'immorale castigo della tua presenza...
e non ci sei.

Commenti
HO SCORSO UNA PROFONDA ET SINCERA VOGLIA DI VERO AMARE.
LIETA GIORNATA GRACE.
******
Versi molto belli, un sorriso per te, Grazia, silvia