E quando ho visto le nuvole come bianchi merletti frangersi sulle rive dei suoi occhi
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.

Commenti
E io, credimi, con TE.
Vera
del tutto spontaneo. Padronanza dei mezzi esprissivi che emoziona e lascia pienamente soddisfatto il lettore... Grazie!
Complimenti vivissimi, Antonio, un saluto carissimo. Ciao...^.^