Mi piacerebbe sapere
a cosa pensavo
un attimo prima,
dalla serenità
alla morte.
Mi piacerebbe sapere
come si vede
la vita degli altri
seduti
sulle nuvole.
Mi piacerebbe sapere
come
si trasforma
una montagna
in una gomma.
E poi
il suono,
i colori
visti
ma non sentiti.
Mi piacerebbe sapere
come posso spiegare
il vuoto, l'immenso, il niente,
il grigio che mi tira giù,
mentre lotto per tornare su.
Il caso...
la fortuna...
un angelo
mi ha afferrata
per volare verso il mondo.
a cosa pensavo
un attimo prima,
dalla serenità
alla morte.
Mi piacerebbe sapere
come si vede
la vita degli altri
seduti
sulle nuvole.
Mi piacerebbe sapere
come
si trasforma
una montagna
in una gomma.
E poi
il suono,
i colori
visti
ma non sentiti.
Mi piacerebbe sapere
come posso spiegare
il vuoto, l'immenso, il niente,
il grigio che mi tira giù,
mentre lotto per tornare su.
Il caso...
la fortuna...
un angelo
mi ha afferrata
per volare verso il mondo.
18 commenti
Per meritare qualche amico in cielo,
del mio rispetto non privai nessuno,
l'esaltazione fu da me lontana
non suscitai stupore per l'aspetto
e mi coprii di velo alla campana.
Non servo dei servi diventai
e d'essere grande non bramai.
Non mi feci schiavo dei miei servi
ma, v'assicuro, non li tormentai;
ai primi posti non bramai sedere
né all'estreme file fui piazzato.
Non fui mai primo né lo sospirai
non valicai colli di grandezza,
né la ristrettezza misurai;
ma l'immodestia fu il mio peccato
perché non nego di aver sognato
qualche amico in cielo assicurato.
del mio rispetto non privai nessuno,
l'esaltazione fu da me lontana
non suscitai stupore per l'aspetto
e mi coprii di velo alla campana.
Non servo dei servi diventai
e d'essere grande non bramai.
Non mi feci schiavo dei miei servi
ma, v'assicuro, non li tormentai;
ai primi posti non bramai sedere
né all'estreme file fui piazzato.
Non fui mai primo né lo sospirai
non valicai colli di grandezza,
né la ristrettezza misurai;
ma l'immodestia fu il mio peccato
perché non nego di aver sognato
qualche amico in cielo assicurato.
E' un viaggio il mio pensiero
veste gli alberi spogli e il terreno inquieto
non sono foglie
ma lettere e suoni che s' appoggiano e scrivono il tempo.
Mitigano l'ombra
cercano la luce
sconfinano tra le righe e si parlano
cosi come si parlano le correnti d'Autunno
mentre alitano l'Inverno e sfumano l'Estate .
Quale pagina avrà l'effetto , quale conserverà tutte le mie parole?
Come una piccola nota in ritorno dal mare
prendo quota e sorvolo gli spazi
sul cuscino lascio la fatica di ogni giorno e di ogni notte
la fugacità della vita vibra
mi scuote e si lascia amare.
Gli occhi dell’oltre hanno perso le pupille,
il muro è alto e il cuore non vede più parole;
la mano è solo un guanto appeso al muro.
C’è un pesce a testa in giù
con gli occhi rivolti verso il cielo:
il sacro è ormai abbattuto
e Dio è una parola da non pronunciare.
Ciò che buono è solo ridicolo,
ma l’oro ducato resiste ancora
per raccogliere le offerte.
I nuovi idoli lampeggiano,
per convincerci di oggetti appariscenti...
... certo non è la fine che vogliamo,
eppure ogni giorno accelleriamo questo tempo.
Mi chiedo,il perché di tanta collisione d’anime
chiedo a te poeta, nomade d’amore,
stanco, di sorreggere la croce!

Quando nei miei occhi
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.
Rifiorivano le spine
Che l’inverno nero
Sapeva ben ammaestrare
Io con voce sommessa languivo
Un candido canto che ripeteva il tuo nome
E come una moglie affranta bestemmiavo la tua assenza
Squarciando il mio velo nero di lutto,
coltellata dopo coltellata.
Ad ogni colpo un giogo
Mi serrava la gola:
era la tua memoria
dolente come un afflitto malato in cerca di cura.
E ti gridavo,vittima inconsapevole:”Perdonami!”
Ma il mio eco già si perdeva nel fumo pesante
Delle candele che accendevo in tuo nome.
Ora so solo intonare versi di affranta rassegnazione,
che risuonano lamentosi come agnelli immolati in nome di Dio.
Ora so,almeno: devono suonare così le preghiere dei vinti.
Le foglie d'ottobre
cominciano sì
a scricchiolare
sotto le suole, ma di
felicità noi riusciremo
anche solo a parlare?
Del cielo invece
gli stormi d'uccelli
fan piste di ghiaccio
su cui eseguire - beati
e veloci - coreografie
da lasciare estasiati.
cominciano sì
a scricchiolare
sotto le suole, ma di
felicità noi riusciremo
anche solo a parlare?
Del cielo invece
gli stormi d'uccelli
fan piste di ghiaccio
su cui eseguire - beati
e veloci - coreografie
da lasciare estasiati.
I bambini sono poeti
quando ti chiedono una fiaba
e studiano i petali di un fiore
quando giocano con una rondine
disegnata a matita
che davvero vola via dalla carta
I bambini sono poeti
quando colorano un cielo
anche se vedono solo un soffitto
e i loro stessi occhi sono una poesia
scritta forse per un adulto senza fantasia
quando ti chiedono una fiaba
e studiano i petali di un fiore
quando giocano con una rondine
disegnata a matita
che davvero vola via dalla carta
I bambini sono poeti
quando colorano un cielo
anche se vedono solo un soffitto
e i loro stessi occhi sono una poesia
scritta forse per un adulto senza fantasia
Oh Dio Onnipotente
che ci hai chiamato
per servire la patria in armi;
suscita in noi il coraggio
di affrontare
il nostro dovere
con sprezzo del pericolo.
A te O Signore,
eleviamo la più accorata preghiera
di non arrenderci alla viltà,
quando il sibilo dei proiettili
e il fischiar delle granate
suoneranno per noi
un atro canto di morte.
Fà che le nostre bocche da fuoco
non distruggano le vite
degli inermi,delle donne
dei bambini.
Allontana da noi la tentazione
di rispondere agli eccidi del nemico
con barbare ritorsioni.
Donaci la Grazia
di trattare il prigioniero avversario
con rispetto,pietà,
con tanta umanità.
Applicando O Signore
il tuo comandamento di misericordia.
E nell'estremo momento
in cui cadremo,
perforati dal piombo,
ti imploriamo
di lasciare questo mondo
in pace con te,
in pace con gli uomini
pacificati con noi stessi
che ci hai chiamato
per servire la patria in armi;
suscita in noi il coraggio
di affrontare
il nostro dovere
con sprezzo del pericolo.
A te O Signore,
eleviamo la più accorata preghiera
di non arrenderci alla viltà,
quando il sibilo dei proiettili
e il fischiar delle granate
suoneranno per noi
un atro canto di morte.
Fà che le nostre bocche da fuoco
non distruggano le vite
degli inermi,delle donne
dei bambini.
Allontana da noi la tentazione
di rispondere agli eccidi del nemico
con barbare ritorsioni.
Donaci la Grazia
di trattare il prigioniero avversario
con rispetto,pietà,
con tanta umanità.
Applicando O Signore
il tuo comandamento di misericordia.
E nell'estremo momento
in cui cadremo,
perforati dal piombo,
ti imploriamo
di lasciare questo mondo
in pace con te,
in pace con gli uomini
pacificati con noi stessi
Ognuno dovrebbe guardare dentro sé stesso.
Guardare in profondità e ricordarsi di quando era bambino.
Vorrei ritrovare il piccolo Elvezio Marino bambino, quando non capiva le ragioni dei "grandi",
quando chiedeva aiuto e non trovava spiegazioni,
quando tutti gli davano addosso perché già a quei tempi era "diverso" dagli altri.
Come sarebbe bello se potessi tornare indietro io grande, ora da quel bambino.
C’è un piccolo Elvezio Marino, SOLO, in una stanza buia e spoglia – stile interrogatori della polizia- seduto su una sedia, con la luce fioca di una lampadina che pende dal soffitto, -immagino sia questa l'anima di un bambino quando subisce ingiustizie- tutto intorno silenzio, l’assordante silenzioso rumore della sua mente.
Vorrei raggiungerlo, entrare in quella stanza spalancando la porta e abbracciarlo, forte, asciugargli le lacrime, calmargli la rabbia nel cuore, sorridergli e sussurrargli:
" IO TI VOGLIO BENE"
“IO TI VOGLIO BENE”
“IO TI VOGLIO BENE”
Guarirlo da quelle paure così da curare le insicurezze dell'uomo che è adesso.
Ora vado da lui… almeno con il mio pensiero… e lo faccio.
Mi sento già meglio....
Ciao a tutti.
Guardare in profondità e ricordarsi di quando era bambino.
Vorrei ritrovare il piccolo Elvezio Marino bambino, quando non capiva le ragioni dei "grandi",
quando chiedeva aiuto e non trovava spiegazioni,
quando tutti gli davano addosso perché già a quei tempi era "diverso" dagli altri.
Come sarebbe bello se potessi tornare indietro io grande, ora da quel bambino.
C’è un piccolo Elvezio Marino, SOLO, in una stanza buia e spoglia – stile interrogatori della polizia- seduto su una sedia, con la luce fioca di una lampadina che pende dal soffitto, -immagino sia questa l'anima di un bambino quando subisce ingiustizie- tutto intorno silenzio, l’assordante silenzioso rumore della sua mente.
Vorrei raggiungerlo, entrare in quella stanza spalancando la porta e abbracciarlo, forte, asciugargli le lacrime, calmargli la rabbia nel cuore, sorridergli e sussurrargli:
" IO TI VOGLIO BENE"
“IO TI VOGLIO BENE”
“IO TI VOGLIO BENE”
Guarirlo da quelle paure così da curare le insicurezze dell'uomo che è adesso.
Ora vado da lui… almeno con il mio pensiero… e lo faccio.
Mi sento già meglio....
Ciao a tutti.
Da tempo c'incontriamo
tra mura clandestine,
tra nebbie fitte.
I nostri passi
risuonano lontani
privi di orme...
i nostri giorni
sono ormai scatole vuote
piene di silenzi
saturi di penombre chiuse.
A volte
mi prende la voglia
d'essere foglia danzante
leggera nell'aria
come un tempo che sapeva di gioia,
ma è solo il pensiero
d'un momento.
Oggi la tristezza
dissolve il mio tempo
che srotola lento
tra malinconici pensieri.
Raccolgo solo polvere grigia
che giorno per giorno
si posa sul cuore
colmandolo di pena.
Vaganti ombre a varcar memoria,
turbine a richiamar voci..
Angeliche attrazioni a tracciar la via del cielo,
brillio e folgore apice serena..
Acqua, specchio diamantato a,
trattener immagini sopite,
trattener immagini sopite,
tonfi inferti al cuore,
calchi di orme care,
iride a sfiorar paesaggio,
memore autunno e solitarie rive..
Pensieri a cader dai rami,
piume ad intarsiar di rosso il prato.
Pensieri a cader dai rami,
piume ad intarsiar di rosso il prato.
Ricordi anima?
Fummo giovani leve!
Fummo giovani leve!
Emozioni a trottar di cuore,
speranze e cinciallegre,
pettirossi su rami spogli,
pettirossi su rami spogli,
uva a profumar di mosto.
Autumn memories.
Autumn memories.
Voci a disperder voce!
Padre e Madre marchio di vita!..
Coltre di fumo, gelato al vapore
oltre le nuvole solo parole
Quello che muore
più non si muove
quello che vive
oramai sopravvive
Cosa sarei senza l’ amore
senza il sapore
di sapere di te
Cosa sarei senza quei baci
che irrompono in viso veloci
Forse sarei forte
come un pezzo di carta bagnata
un derelitto incagliato
forse sarei
Esiterei
a fare un passo più avanti
senza l’ amore non esisterei …
Non è nemmeno sera
e non ricordo il tuo nome
Nessun rumore vive
non c’è speranza altrove …
L’amore a volte è una candela
… tra le tue mani sono cera
consumata
Consumato ogni respiro …
Ogni strumento a fiato
non è più nelle mie corde
morde solo la tua bocca
presenza forte ed ossessiva
L’ amore a volte stringe i denti
tra le tue labbra sono schiuma
evaporata
Evaporato ogni pensiero
che non vedrà mai luce
Non è nemmeno sera
e non ricordo più il tuo nome
e benedetto
chi ha inventato il buio
e ha il “coraggio”
di chiamarsi ancora Amore
Passione !
Sorpresa amara e gran dolore.
Rabbia furente che te prenne ar core.
Un furmine a cielo sereno,
un gran bicchiere pieno di veleno.
Pe questo sei rimasto come stucco
da quanno t’hanno detto che sei becco !
Te guardi intorno a te incuriosito
pe rivedè quello che hai dato.
“Me basta…” dici
er mio dovere feci
e…pure lei, aggiungo io
lo fece a rigor de Dio !
Ma nun te cruccià,
le corna so ‘na scopata
fatta così…’n po’ esasperata
perché manca ‘a comunicazione
n’a vita de due persone.
A letto quanto può durà…
solo er tempo…ma lassamo sta.
Er tempo invece’mpiegalo a parlà,
a dire tutto quello che nun va,
a dir che l’ami sempre più de prima,
farti con lei ‘na bella risatina.
Fatte amà in modo risoluto
oppure ti diran che sei : cornuto !
Sorpresa amara e gran dolore.
Rabbia furente che te prenne ar core.
Un furmine a cielo sereno,
un gran bicchiere pieno di veleno.
Pe questo sei rimasto come stucco
da quanno t’hanno detto che sei becco !
Te guardi intorno a te incuriosito
pe rivedè quello che hai dato.
“Me basta…” dici
er mio dovere feci
e…pure lei, aggiungo io
lo fece a rigor de Dio !
Ma nun te cruccià,
le corna so ‘na scopata
fatta così…’n po’ esasperata
perché manca ‘a comunicazione
n’a vita de due persone.
A letto quanto può durà…
solo er tempo…ma lassamo sta.
Er tempo invece’mpiegalo a parlà,
a dire tutto quello che nun va,
a dir che l’ami sempre più de prima,
farti con lei ‘na bella risatina.
Fatte amà in modo risoluto
oppure ti diran che sei : cornuto !














