Privilegio immenso ho avuto io
piccola donna di consegnarti al mondo,
tenerti la mano per poi lasciarti andare
Sei divenuto uomo,
ti sarò vicino come ombra
e sempre ci sarò
Il tuo cammino ti porta lontano,
lontano da qui, da me
è la tua nuova vita,
ti volerò accanto
bolla di sapone colorata
riflettendo l'amore per te
Non voltarti indietro mai,
vai dove il cuore ti porta
a testa alta ed il passo fiero
cammina tra la gente,
ti piegherai a volte
come le fronde al vento
ma non ti spezzerai
Come un girasole
volgi sempre il tuo bel viso al sole,
che il buio arriva
banco di nebbia inaspettato,
con un soffio di saggezza
vedrai nuovamente il cielo stellato
Vesti l'onestà che fa del tuo cuore un gioiello
non confonderai così le tue scelte,
forse nascoste nel cilindro
di un falso prestigiatore
Apri il tuo sorriso al prossimo,
quel tuo sorriso così bello
che illumina l'intorno
Se tra le ciglia si formeranno
gocce di rugiada,
lasciale scorrere, sciogli il tuo pianto
non esiste vergogna
Se lungo sarà il tempo
che ci terrà lontani
metti la sera una mano sul cuore
io sarò li vicino a te
poserò una carezza sul tuo viso
e per un attimo tornerai bambino ….
adorato figlio mio
A mio figlio che si trasferisce a Bitonto (Puglia)
8 commenti
Dilago con la linfa lentamente
fra rivoli del fiume solitario
ammantata di silenzi
dalle umide foglie sradicati
Mi scivola nei meandri la vita
accartocciati dai sottili raggi
pungente l'odore di nebbia
il pensiero m'abbraccia
Verso la luna nuda m'incontro
bontà imploro per l'anima
dal sogno lontano trafitta
La mia, povera anima.
fra rivoli del fiume solitario
ammantata di silenzi
dalle umide foglie sradicati
Mi scivola nei meandri la vita
accartocciati dai sottili raggi
pungente l'odore di nebbia
il pensiero m'abbraccia
Verso la luna nuda m'incontro
bontà imploro per l'anima
dal sogno lontano trafitta
La mia, povera anima.
In materassi scomodi
si muovono scartoffie di pensieri
neri come la notte
che ha vegliato
sul ritorno di un nuovo mattino
dove ogni mansuetudine è accolta
lieve come timidi ruscelli
spreme ritardi innocui
di ogni ultima speranza.
Colei che prega di innalzare
veli di supremazia vertiginosa.
Occulta presenza
di tentativi ormai persi
geme
sussurrando versi
di sicurezza poetica.
Alba d’angoscia
e convinta ironia
scorre nelle vene come acqua
richiesta ed indispensabile.
Corteggia le mie labbra
come un raggio di sole spettinato
sveste la sera d’arpe e di viole
e fra crepuscoli di mute parole,
dipingimi di poesia e canti d’aurore.
L’inverno scolora i miei respiri,
cocci di nuvole sbrodolano questo deserto
di soffici brividi e parafrasi di vento
ed il pensier di te talca di rime la luna
nel naufragar di una stella speziata di bruma.
come un raggio di sole spettinato
sveste la sera d’arpe e di viole
e fra crepuscoli di mute parole,
dipingimi di poesia e canti d’aurore.
L’inverno scolora i miei respiri,
cocci di nuvole sbrodolano questo deserto
di soffici brividi e parafrasi di vento
ed il pensier di te talca di rime la luna
nel naufragar di una stella speziata di bruma.
Scatole vuote di idee
le passeggiate d’ autunno
L’ anima è cristallo fuso
evanescente nell’ aria
si avverte la sensazione
che tutto sia appeso
al mormorio delle foglie
Lo spiraglio di un’ attimo
la contrazione dei muscoli
Il cuore è un battito involontario
imminente l’ andare a cercarti
dove scorreva quel fiume
tra le pietre scartate come promesse …
Tutte le foglie appese
al mormorio della vita
Si infrange una regola
il silenzio non sa più stupirsi
la tua voce ora
è qui, distante
il suono di un’ emozione.
… Questa è casa del silenzio,
chiusa è la stanza delle ninne-nanne,
ormai anche i sorrisi si allontanano…
… E’ come casa delle bambole,
una volta realizzato il gioco,
ogni cosa al suo posto.
… E i giorni scorrono lenti, uguali
tutto si spegne e si stanca,
anche i pensieri.
…Ed ora si adagia, questo silenzio,
su di un velo di mare e,
fulmineo, sprofonda tra gli anfratti.
E’ anguilla, giù per i fondali bui,
leone che ruggisce la sua rabbia.
Scivola tra coralli e anemoni,
tra scogliere antiche,
dove dormono i sogni.
… Cerca pace ma, infine,
riapproda sulla spiaggia
e, stanco, dà sfogo al suo pianto…
chiusa è la stanza delle ninne-nanne,
ormai anche i sorrisi si allontanano…
… E’ come casa delle bambole,
una volta realizzato il gioco,
ogni cosa al suo posto.
… E i giorni scorrono lenti, uguali
tutto si spegne e si stanca,
anche i pensieri.
…Ed ora si adagia, questo silenzio,
su di un velo di mare e,
fulmineo, sprofonda tra gli anfratti.
E’ anguilla, giù per i fondali bui,
leone che ruggisce la sua rabbia.
Scivola tra coralli e anemoni,
tra scogliere antiche,
dove dormono i sogni.
… Cerca pace ma, infine,
riapproda sulla spiaggia
e, stanco, dà sfogo al suo pianto…

Oggi
ho incontrato
Dio.
Oggi
ho parlato
con Dio.
Un lamento
s’alzava
nel Suo Creato.
Piangeva,
soffriva,
m’ha detto…
Ah, ah, ah… i miei figli
non ascoltan
le mie parole.
Per vivere
rubano
i loro fratelli.
Ne risento,
ne paziento,
ne perdono.
Spandi
il mio amor,
soltanto un futuro… avrai.
Ho versato
delle stille.
L’ho adorato.

Poco dopo
mi e’ apparso
il diavolo.
Poco dopo
ho parlato
col diavolo.
Un gioire
s’espandeva
per la via.
Appagato,
sghignava,
m’ha detto…
Eh, eh, eh … la gente
vende
la sua anima.
Per vivere
segue
il male.
Io avanzo,
io godo,
io sazio…
Vieni
con me,
nessun dolore… avrai.
Ho voltato
le spalle.
L’ho schifato.

HO PENSATO
L’EDEN…
SOLO QUELLO!
HO VOLUTO
SOL DIO…
LA CERTEZZA!
HO FIRMATO
UN DOMANI…
DECOROSO!
Nella foschia bassa
delle mattine addormentate
una bambina corre
il cielo è ancora scuro
i piedi nudi sull'erba
e l'odore umido della rugiada
la veste bianca macchiata di terra
una bambina è sola
Piano un raggio pallido
infiltra il suo oro diluito
tra le esili braccia lunghe dei rami
e la nebbia d'incanto si scioglie
la bambina sogna
i boschi dimenticati
quelli delle fate tra le foglie
quelli dove i ruscelli cantano
la bambina sogna
i boschi dimenticati
di un antico libro di fiabe
strappato dal tempo
eppure ancora sorride
delle mattine addormentate
una bambina corre
il cielo è ancora scuro
i piedi nudi sull'erba
e l'odore umido della rugiada
la veste bianca macchiata di terra
una bambina è sola
Piano un raggio pallido
infiltra il suo oro diluito
tra le esili braccia lunghe dei rami
e la nebbia d'incanto si scioglie
la bambina sogna
i boschi dimenticati
quelli delle fate tra le foglie
quelli dove i ruscelli cantano
la bambina sogna
i boschi dimenticati
di un antico libro di fiabe
strappato dal tempo
eppure ancora sorride
Gli occhi al cielo
cercano un gesto,
un segnale.
Tutto tace
si perde
in un lasso di tempo
indefinito.
Un melodia sale
nel cielo,
fra le nuvole,
e le stelle.
Per sognare
o per vivere.
Un dolce vortice
senza freni,
senza spazio.
Ed è li
che ritorna la luce
che ancora brilla
negli occhi.


La festa è iniziata
i cieli cantano tra stelle di fiori e
la luminosa Orione
viene invasa di colori.
La costellazione del carro
si riempie di giullari dello spazio
sprizzanti d’energia
e privi di superbia terrena.
Bacco celebra ebbri banchetti di felicità:
quivi non v’è fatica ne pianto
ma solo ozio e risate d’amore.
Egli mi dice: “spero sia durevole
questo momento
anzi perché no, eterno.
Ad un tratto, il sogno si spezza
il lume si è spento
ridiscendo sulla terra
e i coriandoli se li porta via il vento.
Sarà che il cuore
batte così forte
batte così forte
e che l'amore
non ti stanca mai,
perché il tuo tempo
può pure passare
l'amore no!
Quello rimane.
Sarà che il sole
scioglie la neve
e col vento
cadon le foglie,
ma la passione
quando nasce dal cuore
non è neve
disciolta dal sole,
nemmeno foglia
che cade e muore.
Il gregario nero
è violento come un toro.
Baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.
Ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste.
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso
Subisce la legge del
contrappasso.
Alle spalle il plotone
di esecuzione.
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta.
è violento come un toro.
Baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.
Ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste.
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso
Subisce la legge del
contrappasso.
Alle spalle il plotone
di esecuzione.
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta.
Scorre lento il tempo
nell'ora del crepuscolo
tutto ha un fare mesto
e assenza di scorci tersi
e indossati dal sole
è assenza di parole
nessun verso a dissetare
i campi di lucciole e di luna.
Ferma la sera imbruna
e piove afone stelle
di malinconia.
Oh, dolcezza straziante di un autunno ridente…
… Amami!
Sei icona vivente dei miei anni,
Amami!
Prima che tu muoia, nel sole ricurvo e declinante,
nei barlumi tralucenti, nelle foglie vaganti.
Amami,
ricordami l’amore, e il magnifico tepore.
Ascoltami:
restituiscimi l’eternità di un bacio
restituiscimi l’eternità di un bacio
ritrovami, come grappolo perduto,
e poi…amami, come ci amammo noi.
Con bocche d’amaranto
e mani di tutte le carezze;
con profumi notturni,
e parole selvagge di cose nascoste.
Amami...
...voglio morir baciando!
...voglio morir baciando!












