Tu cammina
Lungo è il cammino,Ti porterà lontano.
tu Cammina.
Ci vorrà tempo,
Sarà tortuoso e Lastricato
Di Mezze misureDi Mezze stagioni
Di Mezze parole
Di tante paure.
tu Cammina...
Con coraggio l'affronterai
Tu cammina
Non fermarti
Con coraggio troverai
Il luogo
Tu cammina
Ti sentirai acquietato.
Lì coglierai
Le emozioni eterne,
Tanto desiderate
E il culmine delle passioni
Il tutto non la parte
Tu cammina...
e scoprirai la vita.
Sei come me,
Non ti accontenti,
cammina con me
E io sarò al tuo fianco.
Lungo è il cammino,Ti porterà lontano.
tu Cammina.
Ci vorrà tempo,
Sarà tortuoso e Lastricato
Di Mezze misureDi Mezze stagioni
Di Mezze parole
Di tante paure.
tu Cammina...
Con coraggio l'affronterai
Tu cammina
Non fermarti
Con coraggio troverai
Il luogo
Tu cammina
Ti sentirai acquietato.
Lì coglierai
Le emozioni eterne,
Tanto desiderate
E il culmine delle passioni
Il tutto non la parte
Tu cammina...
e scoprirai la vita.
Sei come me,
Non ti accontenti,
cammina con me
E io sarò al tuo fianco.
2 commenti
Sogno breve d’un povero pazzo
Che cos’è la vita in fondo,
se non un brusio breve,
lo smaniare di un povero pazzo,
sul palco della vita;
il gesticolare d’un folle,
nei gradini della storia;
un breve sfarfallio,
un corto anelito,
la vita è troppo breve,
bisogna fregarsene di tutto,
e fare quello che si sente,
quello che si prova,
indipendentemente dagli altri.
Che cos’è la vita in fondo,
se non un brusio breve,
lo smaniare di un povero pazzo,
sul palco della vita;
il gesticolare d’un folle,
nei gradini della storia;
un breve sfarfallio,
un corto anelito,
la vita è troppo breve,
bisogna fregarsene di tutto,
e fare quello che si sente,
quello che si prova,
indipendentemente dagli altri.
Lontane risate,
la gioia,
i finti litigi
per i vestiti,
o per il furto del profumo.
Quello sguardo
assente
senza parlare,
non so
cosa pensi.
Quelle carezze
alla mano,
al viso,
sento il
ghiaccio.
La paura
ti si legge in viso,
incrocio
di occhi,
di sguardi.
Forse
poteva essere
un addio.
sii forte
più del dolore.
Vivere di emozioni
Provare
Tuffandosi dentro
A nuotare tra questi marosi
Ti stravolgono
Come i flutti di un mare grosso
le passioni, le gioie e i dolori.
Hai paura
Ti sconquassano,
fracassano,
annientano,
E sembri affogare.
Poi
Respiri
ti lasci andare
Nuoti
Ti culli
Ti inebri
Ti senti vivo.
alla soglia del piacere.
Eppure non ti accontenti.
La pace di un mare calmo
Non appartiene
a chi come me,
Vive di passioni,
Vuole emozioni.
Provare
Tuffandosi dentro
A nuotare tra questi marosi
Ti stravolgono
Come i flutti di un mare grosso
le passioni, le gioie e i dolori.
Hai paura
Ti sconquassano,
fracassano,
annientano,
E sembri affogare.
Poi
Respiri
ti lasci andare
Nuoti
Ti culli
Ti inebri
Ti senti vivo.
alla soglia del piacere.
Eppure non ti accontenti.
La pace di un mare calmo
Non appartiene
a chi come me,
Vive di passioni,
Vuole emozioni.
Saremo artificiali
e non conosceremo più carezze
ameremo però gli animali
ricordandoci di come eravamo
e li guarderemo
mentre si leccano gli occhi
mentre si annusano la pelle
e le stelle saranno spente
in notti metalliche
Venderemo l'anima
ai supermercati
in saldo di fine stagione
e per chi ancora ne possiede un pezzetto
faremo coriandoli del cuore
Saremo robottizzati
in virtuali baci
orgasmi rubati e veloci
sui telefonini
non avremo più voce
sensibilità, gesto
attimi di gesso
per non morire di noia
Saremo finti
falsi
come questa poesia
fredda
come questa tastiera
che non conosce più il vento
l'inchiostro e la primavera
e non conosceremo più carezze
ameremo però gli animali
ricordandoci di come eravamo
e li guarderemo
mentre si leccano gli occhi
mentre si annusano la pelle
e le stelle saranno spente
in notti metalliche
Venderemo l'anima
ai supermercati
in saldo di fine stagione
e per chi ancora ne possiede un pezzetto
faremo coriandoli del cuore
Saremo robottizzati
in virtuali baci
orgasmi rubati e veloci
sui telefonini
non avremo più voce
sensibilità, gesto
attimi di gesso
per non morire di noia
Saremo finti
falsi
come questa poesia
fredda
come questa tastiera
che non conosce più il vento
l'inchiostro e la primavera
Come resistere al comò che chiede
sul panno di magnolia bianca
il timore di un'alba?
Vedo e mi fa un po' male
d'un gatto un tempo biondo
la coda uncinata
che frega e risfrega il cancello chiuso,
chissà che io fraintenda.
Ma su dei cartoni passa
fra le tante gialline una d'arancia
così rossa, tra le barre e il muro -
dimmi, quando t'hanno chiamata?

Come gabbiano di scogliera
Bisogna cercare di essere qualcosa di
Più d’un gabbiano di passaggio,
che vola per alti lidi senza curarsi di niente,
o una meteora veloce e cadente,
che non vede nulla;
in questa vita,
bisogna cercare qualcosa,
la libertà,
l’amicizia,
e per qaunto difficile e ostico,l’amore,
non essere solo uno straniero,
che passa e và,
solo di passaggio,
bisognerebbe costruire qaulcosa,
lasciare qualcosa,
a chi viene dopo.
A non è facile.
Bisogna cercare di essere qualcosa di
Più d’un gabbiano di passaggio,
che vola per alti lidi senza curarsi di niente,
o una meteora veloce e cadente,
che non vede nulla;
in questa vita,
bisogna cercare qualcosa,
la libertà,
l’amicizia,
e per qaunto difficile e ostico,l’amore,
non essere solo uno straniero,
che passa e và,
solo di passaggio,
bisognerebbe costruire qaulcosa,
lasciare qualcosa,
a chi viene dopo.
A non è facile.

Piccola quanto tempo e' passato
il mio tempo ti ho dedicato
sei una donna forte e bella
dolce di animo buona e di cuore
continua a far felice come una grande accompagnatrice
dona a loro un sorriso ed una carezza
che al cuor tuo chi non le apprezza
muta il tuo stupore intorno a loro
e resta un ricordo e allora tutti a bordo
forza andiamo a vedere le stelle
e scegliamo una novella in un cielo infinito
e vediamo che stella sei bella del cuore d'incanto
Planimetrie d’aurora
sbocciano fra i tuoi baci
ed il cielo s’ammanta d’universo
come rivolo di passi caduti,
fiocchi di stelle sgrammaticati
fra spogli pensieri autunnali.
Una spremuta di vento
scarcera il miele dei tuoi occhi,
allittera il grano dei nostri cuori
come cristalli scuciti dal tempo
ed in quel tempio di rose e maree
annodo i miei giorni che danzano in te.
sbocciano fra i tuoi baci
ed il cielo s’ammanta d’universo
come rivolo di passi caduti,
fiocchi di stelle sgrammaticati
fra spogli pensieri autunnali.
Una spremuta di vento
scarcera il miele dei tuoi occhi,
allittera il grano dei nostri cuori
come cristalli scuciti dal tempo
ed in quel tempio di rose e maree
annodo i miei giorni che danzano in te.
Sentii la più melodiosa
delle voci
quasi illusa intonasse
note d'amore per me
in alto sul tronco
tra cielo e terra
su un pentagramma di nubi
il gorgheggio accarezzò le gemme
della primavera in fiore
e il mio cuore udì
quel richiamo
un flusso soave mi attraversò
D'un tratto il silenzio
Il bosco nudo
una lacrima di pioggia nella sera
Le prime ombre più scure
La morte infilata tra i rami
e un albero muto
L'ultimo canto dell'usignolo
delle voci
quasi illusa intonasse
note d'amore per me
in alto sul tronco
tra cielo e terra
su un pentagramma di nubi
il gorgheggio accarezzò le gemme
della primavera in fiore
e il mio cuore udì
quel richiamo
un flusso soave mi attraversò
D'un tratto il silenzio
Il bosco nudo
una lacrima di pioggia nella sera
Le prime ombre più scure
La morte infilata tra i rami
e un albero muto
L'ultimo canto dell'usignolo

Inaspettato…
Sarebbe
un temporale
a ciel sereno…
non
una calunnia
gratuita.
Inaspettato…
Sarebbe
un inciampo
accidentale…
non
un percuotere
infimo.
Inaspettato…
Sarebbe
un raffreddore
fuori stagione…
non
uno sgambetto
malefico.
Inaspettato…
Sarebbe
uno scivolare
su una buccia…
non
un ferire
profondo.
Inaspettato…
Sarebbe
un devastante
terremoto
non
uno sparlare
alle spalle.
Inaspettato…
Sarebbe
un sanguinario
conflitto…
non
uno struggente
lacrimare.
Inaspettato…
Sarebbe
un insieme
insensibile…
non
un cuore
munifico.
Inaspettato…
Sarebbe
un incosciente
poltrire…
non
uno stringere
le mani.
Inaspettato…
Sarebbe
un non far
sorridere…
non
uno sgorgante
calore.
Inaspettato…
Sarebbe
un ignobile
agire…
non
un donarsi
al cordiale.
Precipitose sequenze mute
costantemente connesse
tra scorci di attimi in fuga.
Il dopo tende un sorriso
sa d’arrivare
violato il suo destino
mentre prima è da ricordare.
Astrazione al divenire
corteggia l’ipotesi del momento
un periodo preciso
appare all’ombra di un presente stanco.
E io misuro,
misuro il tempo col cannocchiale
e vesto gli eventi di gemme preziose
e di argento e di giada,
illusioni intrise d’odori.
costantemente connesse
tra scorci di attimi in fuga.
Il dopo tende un sorriso
sa d’arrivare
violato il suo destino
mentre prima è da ricordare.
Astrazione al divenire
corteggia l’ipotesi del momento
un periodo preciso
appare all’ombra di un presente stanco.
E io misuro,
misuro il tempo col cannocchiale
e vesto gli eventi di gemme preziose
e di argento e di giada,
illusioni intrise d’odori.
Ti proteggerò
sotto queste mie ali di pietra
Al confine fra una battuta sbagliata
ed un'atroce verità
hanno iniziato a sparare
Le mie parole e le mie tesi
portate per fermare tutto questo
le vedrai crivellate dall'indifferenza
Le vedrai sparire presto
Ma ti proteggerò se mi saprai ascoltare
anche se rimango sulle alte frequenze
Anche se la banda viene usata a turno
da altri con le loro maldicenze
In questo cammino in cui non si ammettono errori
il mio vivere è una metrica barbara
che procede ad un ritmo non più riconosciuto
ma non per questo sbagliato
Se mi cerchi sono un dipluro in una grotta
Un pesciolino d'argento nella tua dispensa
E ti proteggerò come un angelo incenerito
che non si era neanche ribellato
Tu trovami una scusa per fare tutto questo
e non conteranno gli anni
che sento sui tuoi fianchi
Tu lascia fare a me
che ho raccolto ciò che ho seminato:
lo stesso seme che non è mai germinato.
sotto queste mie ali di pietra
Al confine fra una battuta sbagliata
ed un'atroce verità
hanno iniziato a sparare
Le mie parole e le mie tesi
portate per fermare tutto questo
le vedrai crivellate dall'indifferenza
Le vedrai sparire presto
Ma ti proteggerò se mi saprai ascoltare
anche se rimango sulle alte frequenze
Anche se la banda viene usata a turno
da altri con le loro maldicenze
In questo cammino in cui non si ammettono errori
il mio vivere è una metrica barbara
che procede ad un ritmo non più riconosciuto
ma non per questo sbagliato
Se mi cerchi sono un dipluro in una grotta
Un pesciolino d'argento nella tua dispensa
E ti proteggerò come un angelo incenerito
che non si era neanche ribellato
Tu trovami una scusa per fare tutto questo
e non conteranno gli anni
che sento sui tuoi fianchi
Tu lascia fare a me
che ho raccolto ciò che ho seminato:
lo stesso seme che non è mai germinato.











